i^ inleudo : all' antica stagione ,
i3oo. Che Giusep' da Giacobbo ebbe scienza
In ciò, che tu domandi. Faraone,
Tenendol preso , fenne sperienza.
Esso non l'ebbe d'umana ragione;
Grazia li fè la divina potenza,
Senza la qual ciascun parla a tastone;
Cosi intendo di dir, non per sentenza.
Della ghirlanda, e della vesta e' hai,
Mi par niostrauza , che ti vuol donare
Compitamente ciò , che speri d' ella ^
Se tu 1 prendi , mi par , Y ucciderai ;
Che peggio è morta, chi da tal fallare
S' ad(^uce : mostrai quella, che rambella.
( 5o5 )
DI DIJNO FRESCOBALDI
Un sol pensier, che mi vieu nella mente , Anno
Mi dà con suo parlar lauta paura , *^®^*
Che *1 cor non si assicura.
Di volere ascoltar quanto ei ragiona.
Perchè mi move parlando sovente
Una hattaglia forte e aspra e dura.
Che sì crudel mi dura ,
Ch'io cangio vista, ed ardir m' ahhandona.
Che 1 primo colpo , che quivi si dona ,
Riceve il petto nella parte manca
Dalle parole, che '1 pensier saetta;
La prima delle quai si fa si franca ,
Che giugne egual con virtìi di saetta ,
Dicendo al cor ; tu perdi quella gioia.
Onde couvien, che la tua vita moia.
In questo dir trovo tanta fermezza ,
Che dove nascer suol conforto iu pria,
Or pili tosto si cria
Quel , che mi fa di vita sperar morte j
E quivi cresce con tanta fierezza
Questa speranza, che così m'è ria,,
Che ogni altra fugge via
( ^'^4 )
Vinta e tremando, e questa riman forte.
E se le mie virtù fussero accorte
A far di loro scudo di mercede
Vienne un disdegno , che lo spezza e taglia;
E questi è quei , che duramente fiede ,
Che dice alla seconda aspra hattaglia;
Io tolgo pace a tulli tuoi desiri,
E do lur forza di crudel martìri.
La terza vicn così feia parlando,
E di tal crudeltà signoria porta ,
Ch' assai più mi sconioi la ,
Che non faria di morir la speranza.
Questa mi dice, così ragionando;
Vedi pietà, ch'io la li reco scorta.
La qual fedita e morta
Fu nel partir della tua bella amanza ,
In te convien che cresca ogni pesanza
Tanto , quanto ogni ben tuo fu il disio ,
Ch' era fermato nella sua bellezza :
Che quel piacer, clie pria il cor t'aprìo
Soavemente con la sua dolcezza ,
Così , come si mise umile e piano ,
Or disdegnoso s' è fallo lontano .
Canzon, di quello, onde mollo mi duole,
Tu porterai novella
A quella giovinetta donna bella ,
Che più bella è che '1 Sole .
Tu la vedrai disdegnosa ridendo
( 5o5 )
Render grazie a colui ,
Che co' martìri sui
Mi fa COSI per lei morir piangendo
r^oscia che dir convienimi ciò ch'io senio,
E eh' io sosteeno faticosamente
Per la vita dolente ,
Che piangendo alla morte mi conduce j
Qual sia e quanto il mio crudel tormento ,
Dirollo a voi, mia donna, solamente.
Cui paurosamente
Guardar disio , che negli occhi mi luce .
Se questa doglia , eh' a parlar m' induce ,
Può sostener , che non m' uccida intanto,
Comincerò il mio pianto j
Che so che l' ascoltar vi fia soave ,
Vedendo quel eh' Amor per voi mi face ;
Se non vi fosse grave
La fine, ov'io attendo d'aver pace.
Io sento piover nella mente mia
Amor quelle helleze, eh' in voi vede,
E il disio , che vi siede ,
Crescer martiri con la sua vaghezza.
E conoscendo che heìlezza sia ,
E' s' innamora j che piacervi crede.
( 5o6 )
Così nella sua fede
Lo 'uganiia Amor per la vostra fierezza.
Che se '1 pensier vi tragge a mia gravezza.
Questo move il dolor, che vi contenta;
E sto. e fior m'allenta
Non par eh' il senta ; onde poco mi vale .
\oi disdegnate sì ch'Amor vi guata,
A cui tanto ne cale ,
Che mai nou posa, sì v'ha consolata.
Il consolar, che fa la vostra vista,
E che per mezzo il fianco m' apre e fende ,
E quivi tanto attende ,
Che '1 cor couvien che rimanga scoperto.
Poi si dilunga , che valore acquista ,
Gridando forte, un suo durar contende,
E la saetta prende.
Tal che uccidermi ei crede esser certo.
Ed apre verso questo fianco aperto ,
Dicendo , fuggi all' anima che sai ,
Che campar noi porrai .
Ma ella attende il suo crudel fedire ,
E fascia il cuor nel punto, che saetta,
Di quel forte disire ,
Cui non uccide colpo di saetta.
Poi che nel cor la percossa m' è giuuta.
Ed io rimango così nella vita,
Com' uom , da cui partita
Fosse ogn' altra virtù forte e sicura.
(5o7 )
Perchè dinanzi all' affilala punta ,
Credendo eli' allor sia la mia finita.
Ciascuna s' è fuggita.
Cosi facesse quella, che ancor dura,
La qual di me altresì poco cura
lu consumarmi, quanto faccia Amore.
Che per lo suo valore
Io posso dir , che io non sia or mortoj
Che sarei fuor del male, che io sostegno,
Dove m' è fatto torto ,
Che l'umilia vi fa crescer disdegno.
Dunque , se 1' aspro spirito , che guida
Questa spieiata guerra e faticosa ,
Vi vede disdegnosa
Di quanto cheggio per aver diletto ,
Come così nella morte si fida ,
La quale esser non può tanto gravosa.
Se la vita è noiosa ,
Che non sia pace, ed io così l' aspetto?
Voi udirete ; che sentir mi pare
Una voce chiamare ,
Che parla con pietà, vinta e tremando,
E viene a voi per pace di colui ,
Che la morte aspettando
Vede la fine de' martìri sui .
( 5o8 )
Voi, che piangete uello stalo amaro,
Dove ogni ben v' è caro.
Come la luce nella parte oscura,
E che ponete nel dir v(jstro chiaro ,
Che oltre di voi ho paro,-
Esser non può in si crudo! vita e dura;
leggete me , se l'ardir v'assicura,
Ch' io sou mandalo solamente a vui
Da parte di colui,
A cui non vive diletto di pace ;
Perchè tanto li piace ,
Che voi pensiate a lui, anzi che muoia.
Quanto gì' iucresce della vostra noia .
E' fu menato con un sol desire
In loco , ove sentire
Ogn ora li couvien nuovi martiri ,
iVou già per voglia del suo poco ardire;
Ch' ei non credca seguire
La pena, ove coavicn eh' egli or si giri,
La qual non vuol che i dolenti sospiri
Vadano in parte, ove pietà li senta.
Cotanto le conteula
Gh' ei provi deli' asprezze del diserto ,
Ov' ei morrà per certo :
Ch'è la foresta, ove convien ch'uom vada,
A guida di Leon, fuor d'ogni strada.
Io era dentro ancor nella sua mente,
( 5o9 )
Quando primieramente
Gli apparve un de' Lioii della foresta.
Il rpial giuu'^endo iuiqiiiiosameute,
Quivi subitanieute
Gridando , verso lui volse la testa .
Nel cuor i^li mise allor sì gran tempesta
Quella spietata e paurosa fera ,
E di colà , dov' era ,
Partir lo fé' con doloroso pianto j
E così il cacciò tanto ,
Che ad una torre e bella e alta e forte
Il miso per paura della morte .
Poi che fu giunto, credendo campate,
Cominciò a chiamare,
Aiutami pietà, ch'io non sia morto.
Ma e' si vidi.' tosto incontro fare
Tre , che ciascuno ailare
Volevan quel che prima l'avea scorto ,
Per che ciascun fu di tenerlo accorto ,
Tanto, elle di lassù scese donzella
Gaia, giovine e helìa,»
Dicendo j quel disio, che ti conduce,
Mosso è dalla mia luce,
Onde convien, ch'io vendichi l'offesa.
Dove li venne così folle intesa .
Negli "occhi suoi gittò tanto splendore,
Che non ebbe valore
Di ritenerlo ; sì che non s'avvide
(5.0)
Come per mezzo aperto gli fu il core
Per man di quel siguore ,
Che con tormento ogni riposo uccide.
Ma poi, com'uom che d'altro secol riede,
Vii di paura e di pietà pensoso ,
Destossi pauroso ,
E vide ghe costei s' era partita ,
Ma trovò la ferita ,
Ove ognor cresce di lei nuova amanza ,
Che vi conduce ogni crudel pesanza .
A er gir verso la spera la Fenice
Si scalda si , che poi accende fiamma
11 loco, ov'ella infiamma
Sì, che natura vince vita allora .
Così, per veder che il mio pensier dice,
Mi mena Amor verso sì fatta fiamma,
Che'l cor già se ne infiamma
Tanto, che morte lui prende e colora
Dello suo frutto altero chi innamora .
Tanto è cocente , che chi '1 sente chiaro ,
Trova radice d'ogni stato amaro -
E Ju mi par sentir già nella mente , •
Venuto per virtù d'està Ugelletta,
La fjual uom non alletta ,
(5,> )
Né altro fuor che amor che lei inlend^i
Fora spicciato sì possibilmente ,
Che dentro stando tempera saetta ,
O ide poi insaetta
L'-" f>iie viitù SI , che '1 martir m' apprenda.
Ed io, che temo nel finir m'offenda,
Chero pietate al cui richiamo io sono.
Ed a costei nel mio finir perdono .
Di ciò che la mia vita è in nimislate
Lo suo hello sdegnar qua] vuol la mira,
Priegol , poi che mi tira
In su la morte , che mi renda pace .
Che mi mostra un pensier molle fiate ,
Il qual d' og'i' altro più di dolor gira ,
Com' io le sono in ira
Sì, che tremando pianger me ne face.
Lo spirito d'Amor, che nel cor giace.
Per confortarmi ini dice , tu dei
Amar la morte per piacer di lei .
Allor ch'io odo, che pei- suo diletto
E' mi convien provar quel falso punto ,
Ov' io son quasi giunto.
Sì, che mi mostra un doloroso affanno.
Dico, che mosse del suo intelletto
L'ardente lancia lasso! che m'ha punto
Dritto nel fianco appunto.
Ed in quel loco, ove i sospiri stanno;
Li quali sbigottiti ni- se v\c vanno
(5.2)
Davanti a quella per mercè , di cui ,
Poi eh' io la vidi , innamorato fui .
Deh! Canzonetta, io vuò che tu celata
Teughi costei con le parole , eh' hai ,
Ovunque tu girai ;
Perchè mi par che a torto facci offesa,
Non vuò che tua ragion ne sia ripresa.
( 5I5 )
Uonna dagli ocelli tuoi par che si mova
Un lume , che mi passa entro la mente ;
E quando egli è con lei par che sovente
Si metta nel desio , che in lei si trova .
Di lui v'appare una figura nova.
Che si fa loba e trovasi possente ;
E signoria vi tien sì aspramente ,
Ch' ogni ferezza al cor par che vi piova .
Pietà non v* è , ne mercè , uè calere j
Perchè si fa crudel com' ella puote ,
E disdegnosa della vita mia.
Gli spirti , che noi posson sofferere ,
Ciascun si tien d' aver maci^ior virtote
&&'
9
Qual può dinanzi a lei partirsi via
//, m.
(5.4)
Amor, se tu se' vago di costei,
Tu segui ben la* più diritta via ;
Che sol per acquistar sua signoria
Ti fai crudel vie più eh' i' non vorrei.
È poi s' i' veggio te venir con lei,
Tu apri tosto un arco di Soria ,
E per la fine della vita mia
Ti metti a saettar per gli occhi miei.
Queste saette giungon di tal forza .
Che par ch'ogni mio spirito si doglia
Cotanto trae diritto, presto e forte.
Cosi di quello , onde il disio mi sforza ,
Mi convien sofferir contra mia voglia,
Tremando per paura della morte.
(5,5)
1 aula è r angoscia , che nel cor mi trovo ,
Donde la niente tremando sospira ,
Che spesse volte in sul pensier mi tira.
Nel qual pensando assai lagrime piovo .
Cile queir avversità , eli' io allor movo ,
Mi mostra il tempo , ove morte mi giia ;
E la virtù , che la vita desira
Veggio distrugger co'mariir, ch'io provo.
Questi martìri , che nel cor passaro ,
Provando lor virtù naturalmente",
Venner di tanta forza , e sì possente ,
Che tutti li miei spiriti tremaroj
Poi non sostenner, che m'ahhandonaro
Lasso ! fuggendo sbigottiiamento .
( 5i6 >
U na stella con sì nuova bpllezza ,
Ched il Sol vince ed ombra la sua luce ^
Pf 'j1 ciel d' Amor di tanta viriìi luce ,
Che ni' innamora della sua chiarezza.
E poi si trova di tanta fierezza ,
Vergendo come nel cor mi traluce ,
Che ha preso con que' raggi, ch'ella iuduce,
INel firmamento la maggior altezza.
O come, donna, ques'a uova stella
Sembianti fa , che il mio viver le spiace?
E per disdegno cotanto è salita !
Amor, che nella mente mi favella,
iJel lame di costei saette face ,
E seguo fa della mia poca vita .
<5.7 )
Impresso ne' Commentai' ideila Tolgar PoeiUi.
dei Cresciinbeni ,
Vanesia è la giovinetta, ch'Amor guida,
di entra per gli occhi a ciascun eh» lo vede.
Questa è la donna piena di mercede ,
In cui ogni virtù hella si fida .
Vieule dinanzi Amor , che par che rida
Mostrando il gran valor, dov'ella siede j
E quando giunge ove umiltà la chiede^
Par che per lei ogni vizio s' uccida .
E quando a salutare Amor la induce,
Onestamente gli occhi move alquaito^
Che danno quel disio , che ci favella .
Sol dov' è nobiltà gira sua luce ,
Il suo contrario fuggendo altrettanto,
Questa pietosa giovinetta bella.
(5.8)
Pr-r tanto pianger, che i miei occhi fenno
La!^o ! faranno V altra gente accorta
Dell'aspra pena, che lo mio cor porta
Delli I ci colpi , che ferito 1' hanno ^
Che i miei dolenti spiriti, che vanno
Pietà caendo , che per loro è morta,
Fuor della labLia sbigottita e smorta
Partirsi vinti, e ritornar non sanno.
Questo è quel pianto, che fa gli occhi tristi,
E la mia mente paurosa e vile ,
Per la pietà , che di se stessa prende .
O dispietata saetta e sottile ,
Che per mezzo lo fianco il cor m'apristi
Com'è ben morto chi'l tuo colpo attende.
( 5i9 )
Non spero di trovar giammai pie la te
IVegli occhi di costei ; tanto è leggiadra .
Questa si fé per me sì sottil ladra,
Che il cor mi tolse in sua gioviue etate.
Trasse Amor poi di sua nuova bellat€
Fere saette in disdegnosa quadra ;
Dice la mente, che non è bugiadra.
Che per mezzo del fianco son passate,
Io non ritrovo lor ma il colpo aperto.
Con una voce, che sovente grida,
Mercè, donna crudel, gioveue e bella.
Amor mi dice che per lei favella.
Nuovo tormento convien che ti uccida
Poi non ««' morto per quel eh' hai sofferto..
( Sso )
In quella parte, ove Lice la stella, -
Che del suo lume dà nuovi disiri,
Si trova la foresta de' martiri
Di cui Amor cotanto mi favella .
Quivi fu la mia mente fatta ancella;
Quivi convien , che la mia luce miri j
Quivi trae fuor di paura sospiri
Questa spietata giovinetta bella .
Pietà quivi non trova signoria.
Né umiltà contra disdegno sale
Se del tormento morte non si cria .
Chiamar soccorso di mercè non vale
A questa j che marini per me tria ,
Mostrando che di ciò poco le cale.
( 5ai)
Jrosr'ia eli' io veggio F anima parlila
13i ciaiciieduna dolorosa asprezza ,
Dirò , come la mia nova vagliezza
Mi tieue in dolce ed iu soave vita.
Che per lei m'è nella mente salita
Una donna di gaia giovinezza ,
Che luce il hime della sua hellezza,
Come stella diana , o margherita .
Questa mi pon con le sue man nel core
Un gentiletto spiriro soave ,
Che piglia poi la signorìa d' amore .
Questi ha d'ogni mio spirito la chiave.
Accompagnato di tanto valore ,
Ch* ess^r non può con lui spirito grave
( 522 )
(jiovane , che così leggiadramente
Di te mi fai ragionare d' Amore ,
Tanto mi piace il tuo gentil valore
Quani'e' mi par d'ogn' altro più possente.
Che immaginando tua beltà sovente
Nel tempo, ch'ogni mia speranza muore.
Tu pigli tanta signoria nel core ,
Che tu mi fai maravigliar la mente .
Poi vi ti posi così , come quella ,
Che trova ferma nella sua vaghezz
Ciascuna parte della mia persona .
Dicemi Amor : questa giovine bella
Ti signoreggia con tanta piacenza ,
Ch' ogni grave tormento t' abbandona
( 5a3 ) •
Quest' altissima stella , che si vede ,
Col suo bel lume mai nou m'abbandona.
Costei mi die clii del suo ciel mi dona
Quanto di grazia il mio intelletto chiede,
E*l nuovo dardo, che in questa man siede ^
Porta dolcezza a chi di me ragiona ,
In altra guisa morsa , che persona
Non fedì mai , ne fedirà , uè fiede .
Perchè mercè aver così mi piace
Con questa nuova leggiadria eh' io porto,
Dove mai crudeltà neuna giace .
Entro quel punto ogni vizio fu morto,
Ch' io tolsi lume di cotanta pace ;
Ed Amor saj che io oel feci accorto.
(5^4)
1-ia foga di rpiell'arco, che s'aperse
Per questa donna cou le mais d'Amore,
Si chiuse poi ', oud' io sento nel core
Fitto un quadrel , che morie li scoperse.
Perchè di fuor la mia lahLia coperse
D' oscura qualità , sì che il dolore
Si mostra hen quai-l' è nel mio colore ^
Quel che giungendo l'anima sofferse.
Nella presta jiercossa» di costui ,
Che allora fece la mente tremare,
La sconsolata fu d' angoscia iuvolta.
Come dirittamente vide trare
Quei che piangendo mi consuma pui;
E volle che pietà le fusse tolta.
( 5:ì5 )
Dell! giovanetta, de' begli occhi tuoi,
Che mostrali pace ovunque tu gii girij
Come può fare Amor crear mariiri
Sì dispietati, che uccidano ahroi?
Come che n' entri prima, e ii' esce poi
Coperto, ch'uom non è che fiso il miri.
E le saette fascia di sospiri ,
E '1 cuor mi taglia co' rei colpi suoi.
L'anima fugge, però che non crede
Che nel gravoso male , eh' io sostegno,
Aggia alcuna speranza di mercede.
Vedi a che disperato punto io vegno,
Ch' io soii colui , che la sua morte vede
Nata di crudeltate e di disdegno.
( 526 )
DI VERZELLINO
A DINO FRESCOBALDI
U na piacente donna conta e bella
Un valletto riguarda tanto fiso ,
Che gli ha lo cor per lo mezzo diviso
E similmente il guarda una pulzella .
Ciascuna per amore a se 1' appella j
La donna il miia tuttor senza riso;
E la puleella s' allegra nel viso ,
Quand' ella il vede , e tutta rinovella .
Onde il valletto dice, che lo core *
Donar vorria alla più amorosa,
E sol di lei vuol esser servidore.
Veder non sa cui piìi distringe Amoref
Né qual di lui si sia più disiosa.
Dunque sentenzia chi ha più valore.
(5.7 )
RISPOSTA DI DINO
A VERZELLINO
Al vestilo dir, che d'Amor mi favella,
Risponderò perchè io ne son priso .
Dico , che se '1 valletto è saggio e imis©
Lasci la donna , e prenda la pulcella .
Che s'ella è gaia, giovinetta, e Leila,
Dee il core aver più caldamente acciso;
E se la donna l' ama , e mira fiso ,
Esser può vaga, ma non siccom' ella.
Però che la pulcella, che ha il suo core
Mosso ad amare è fatta disiosa ,
E non chiede altro che '1 disio d'amore :
Non può esser così donna , eh' è sposa .
Questo mi mostra il dolce mio Signore ,
Che andar mi fa con la mente pensosa.
(5^9)
INDICE DE' Poeti
«
•
Albertino Cirologo . . ; . . , 162
Albertuccio della Viola 225
Amorozzo da Firenze nQ
Anselmo da Ferrara , . . . . i 3o
Arrigo Baldonasco 60
Attaviano, o sia Ottaviano Cardinale
degli Ubaldini 23r
Bernardo da Bologna 276
Betto Mettefuoco 73
BiNDO d' Alesso Donati , 2 45
Cene dalla Chitarra 196
Chiaro Davanzati 44
CioNE Baglione 5oi
Conte di Santa Fiore 167
Conte Guido Novello i63
Dante da Maiano , 4^^
Dello Bianco di Bucarello ; . 8g
Dello da Signa iSj
Dino Compagni , 4^2
Dino Frescobaldi 5o3
Dotto Reali 49
Dozzo, ossia Deozzo; o Audreozzo Neri g5
Tom. IL «4
( 53o )
Federigo dall' Ambra ZS^j
Folgore da San Gemignauo i68
Francesco Ismera 4^8
Frate Angelo da Camerino . . . ^ . . S-yg
FREDi»da Lucca 4^8
Geronimo Terramagnino 55
Gervasio Ricobaldo da Ferrara .... 246
Gianni Alfani 4^^
Giovanni dall' Orto : g6
Giovanni Marotolo . , go
Giraldo da Castello 265
Guido Cavalcanti , : ... 276
Guido Orlandi . . : 266
GflRAziOLo da Fiorenza 58 1
Iacopo Mostacci , o Mostazzo 208
Lapo ^ o Lupo degli Uberti 242
Lapo Gianni, ossia Giovanni Lapo , . io4
Lapo Saltarello 4^^
LexMmo di Giovanni d'Orlandi 211
Lippo Paschi de'Bardi 265
LoFFO, o Noffo Bonaguida 257
Maestro Migliore da Fiorenza .... i55
Masarello da Todi 87
Meo Abbracciavacca , o Braccio Vacca i
Meo di Bugno da Pistoia 220
Messer Caccia da Castello 570
Messer lo Abbate di Napoli 160
Mico da Siena ^ 4^7
(53. )
Mino del Pavesalo 5(S2
Monna Nina 497
. Monte Andrea da Firenze 23
MoNTUccio Fiorentino 575
INfuccio Piacenti 264.
Onesto Bolognese 1 46
Paganino da Sorznna 200
PucciAREELO di Fiorenza 218
Ricco da Fiorenza 5g5
Pucco da Varlungo 5oo
Piiccuccro da Fiorenza 3q4
Rustico Barbuto 58(>
Salvino Doni 5o2
Ser Baldo Fiorentino 2 53
Ser Bello 507
Ser Manno 2X1
Ser Monaldo da Soffona . . . " 255
Ser Pace Notaio 5n8
SiMBuoNo Giudice 82
Terino da Castel Fiorentino» ....*.. i54
Tomìiaso Buzzuola 248
Ubaldo di Marco 56
Ugo di Massa da Siena i55
Ugolino Buzzuola 25(>
Ug(»lino Ubaldini 1U2
#
( 535 )
INDICE DELLE RIME
A due signor non pub durare un regno SgS
j4 forza sono amante 227
■^ggio talento s' eo sai^esse dire. ... 4^5
^hi Deo mercè che fia di me Amore 2^
Ahi doloroso lasso più non posso . . 575
Ahi gentil Donna gaia ed amorosa . 4^5
Ahi lasso doloroso più 7ion posso . . 3i
Ahi lasso taupino altro che lasso . . ig5
Ahi nieve lasso che in cantar m'avvene /^^o
Ahi meve lasso la consideranza ... 4^2
Aid misero taupino ora scoperchio . . 28
Ah guanto male a^^ven d'Amor mondano 3ga
Alla brigata nobile e cortese.. .... 17 1
Alla danza la vidi danzare 225
Alla domane al parere del giorno . . igS
Al motto diredan prima ragione . . . 274
Al i'ostro dir che d'amor mi fas^ella 627
A me stesso di me gran pietà viene. 542
Amico caro non fiorisce ogni erba. . 170
Amico io intendo all'antica stagione. S02
Amico proi'i'eduto ha ?nia intenzione. 4^7
A f ìlice saccio ben che sai limare. . . 271
Amor biasmato molto mi dispare . . . 407
( 53:i )
^mor che tulle cose si'j^noreg^ia . . . 5gi
Amor coinenza dolce umile e piano . 5 89
jémor discende e nasce da piacere . 41^
Amore amaro a morte ni lud feruio . ii i
Amore e Mona Lagia e Guido ed io . 568
Amoie eo cJiero mia Donno in domino. io\
Amore perchè ni hai 73
Amor io non sbn deg/io ricordare.. . 1 1 1
Amor io prego la tua nohiltatc ... 114
Amor ni agenza di tutto valore. . . . 408
Amor vt ancide né da lui difesa ... 474
Amor mi fa sì fedelmente amare. . , 49^
Amor noi^'cllamente 70
Amor nuoi'a ed cuitica vanitate. ... 12-7
Amoroso voler ni ave commosso ... 248
Amor perfetto di virtii infinita So 2
Amor s^ eo parto il cor si parte e dole i55
Amor s' eo if ho gabbato 235
Amor se tu se'' vago di costei . . . . 5i4
Amor tegnomi matto 11
Angelica figura 2 56
Angelica figura nuovamente 112
Angelica figura umile e piana 460
Angioletta in sembianza ii5
A pili voler mostrar che mostri vero Si
A quella amorosetta forosella inS
A San Giovanni a Monte mia Canzone 45
A scuro loco conven lume clero ... 20
( 555 )
Assai son certo che sementa in lidi. i5o
A suon di trombe innanzi che di corno 269
A tal ferezza m'ha menato Amore. . 229
A^'ete in voi li fiori e la verdura . . 347
Avuta ho sempre ferma opinione . . . 5oo
Ballata poi che ti compose Amore. . 118
Ballatetta dolente 4^5
Beltà di donna e di saccente core . 349
Ben è ragion che la troppo orgogliaii^a 67
Ben veggio Amore che la tua possanza 466
Bon servo a suo signor porla leanza 409
Cera amorosa di nobilitate 4^^
Certo mie rime a te mandar vogliendo 56 1-
Certo non è dall'intelletto accolto. . 55 1
Chi è questa che vien eli ogni uomlamira 5^o
Chi nelle pietre semina somente ... 92
Chi pub aggiunger un dito a sua statura i 5o
Chi sé medesnio inganna per negghienza 456
Chi sua voglienza ben avesse intera. 99
Chi ricevè giammai sì fero inganno . 5 9
Ciascuna fresca e dolce fontanella . 54B
Ciascun eli ama s' alle gii 594
Cogli occhi Amor dolci saette ni archi 17
Coni auro eh' è affinato alla fornace. . ogn
Come 'Ifantin che nello speglio mira 44
Conio le stelle sopra la Diana. . . . 254
Coni pili diletto di voi Donna prendo. 489
Coni noni che lungamente sta in prigione 261
( 5%- ) ^^
'Considerando ben ciò eh' è L' Jmore. 588
Considerando ifigcgno e pregio fino . 4^4
Considerando L' altera valenza .... 8
Considerando un amorosa 'voglia. . . 4?^
Contraggio di grand ira benvoglienza 4^5
ConDeninii dimostrar lo meo savere. 4^^
Conveinnn dir Bladonna e dimostrare. 4^9
Cortesia cortesia cortesìa clamo ... i68
€osì fcftcste voi o guerra o pace . . 194
Così fossi tu acconcia di donarnd. . 263
Cotanto è da pregiar ogni figura. . . 32 1
Ciedo nullo saggio a visione 5o i
Da doglia e da ìancura lo meo core 47^
jy Agosto sì 'vi do trenta castella. . 179
jy Jmor non fu giammai 'veduta cosa 166
Dante un sosjìiro messagger del core 356
Da poi dì L V amo donna mia valente 91
D Aprile vi do la gentil campagna . 1^5
Davanti voi Madonna son venuto . . 1 46
Dell i^iovanetta de' bcAi ocelli tuoi. . 525
Deh spirti miei quando voi me vedete. 545
Della mia Donna vo' cantar con voi. 420
Del mar si rompe r onda e fa tempesta 63
Dentilo dal cor ni è nato 253
Di Agosto vi riposo in Ancon bella. 20 3
Di Aprile vi do vita senza lagna . . 109
Di cih chi audivi dir primieramente . 498
Di cih che 7 meo cor sente . : . . . 49
Di gran guisa mi fa meravigliare .
Di Luglio in Siena sulla saliciata .
Di Luglio vo' che sia colai brigata
Di Maggio sì vi do molti cavagli .
Di Marzo sì vi do una peschiera .
Di Marzo vi riposo in tal numera .
( 537 )
JD/ ciò che stato sei dimandato re. . . 4gr
Di Dicembre vi pongo in un pantano 207
Di Fehbrajo mi metto in valle ghiaccia 197
Di Febbrajo vi dono bella caccia
Di Giugno dov'vi una montagnctta. . 177
Di Giugno siate in tale campagne tta 201
88
178
202
176
174
198
Di Novembre vi metto in un gran stagno 206
Di Ottobre nel conta cK ha buono stallo 1 8 1
Di Ottobre vi consiglio senza fallo . 2o5
Di Settembre vi do diletti tanti ... 180
Di Settembre vi do gioielli alquanti. 20 1\
Di Tomeo le rade penne i52
Di voi mi stringe tanto lo disire. . . /^S\
Dogliosamente con grande alle granza 221
Doglio languendo di greve pesanza . 16
Dolce è ilpensier che mi nutrica, il core, i og
Donila dagli occhi tuoi par che si mova 5 1 3
Donna la disdegnanza 44^
Donna la donna mia ha d' un disdegno ^2 1
Donna mi prìega perdi io voglio dire 289
Donile se il prego della niente mia .. 122
D' un amorosa voglia . . 3_2S
( ^^3 )
E di Dicembre ima città in piano . . i85
E di J\ovembre petrinolo e 7 bagno 182
Ed Oì^ni giovedì tornianìento igo
Ed ogni venerdì gran caccia e forte igi
E il sabbato diletto ed allegrezza . . 192
E il martedì li do un nuovo mondo. 188
Eo nialadico V ora che 'mpromero . . i53
Era in pensier d'Amor cjuand' io trovai 280
E s' elnon fosse ilpoco meno e 'l presso 3 iS
E spaventa eh' io mostra el tristo 'volto 23 1
Fera, cagione e dura 2 1 5
169
438
108
242
54
48+
D22
Fior di 'vertii si è 'sentii corasaio .
Gaia donna piacenle e dilettosa . .
Gentil donna cortese e di bon are
Gentil mia donna la virtù, d' amore
Geronimo coni credo voi sapete . .
Già non porà la vostra dolce cera.
Giorno né notte non fino pensando
Giovane che così e^siadramenie .
Gli miei folli occhi che 'n prima guardaro 538
Gli occhi che son messaggi dello core 38 1
Gli occhi di quella gcìitil foro setta . 282
Gravosa dimoranza ....209
Gravoso affanno e pena 2 1 r
Gnarda ben dico guarda ben ti guarda 29 j.
Guarda Jlanctio quella sgrignutuzza. 56o
Guato una donrut dov io la scontrai. 4-2
Guelfi per fare scudo dello reni ... igS
(559)
Xiiddo quel Gianni eli a te fu V altr ieri 4^7
J' dono n)ai nel mese di Genjiajo . . 172
/* ho pensato di fare un gioiello ... 18G
// Maggio soglio che facciate incagli 200
// mondo il corso e l opra di fortuna 3 1 2
/ miei sospir dolenti in hanno stanco 264
In decima e terza lo cominciare . . . 599
In lontana contrada 254
In ogne membro un spirito menato 167
In quella parte ove luce la stella . . 620
Invidiosa gente e mal parlerà 253
In vista occulto ciò cK è dentro pare SqS*
In un boschetto trovai pastorella. . . 283
In uoi Amore lo nome ha fallato . . 255
Io aggio inteso che sanza lo core. . 586
Io ho dottanza che la donna mia . . 247
Io mi cor fesso a te o Signor Deo . 16 1
Io non pensava che io cor giammai. 292
Io non so che si sia che sopra il core. 2 32
Io pi lego a)oi che di dolor parlate. . 299
Io son la donna che volgo la rota . 5:>.6
Io sono Amor che per mia libertate. 106
Io sto alla sigìiorìa di un tal zitello. 246
Io temo che la mia disavventura. . . 064
Io vengo il giorno a te infinite volte 555
Io vi dono del mese di Gcuiiajo. . . igG
Io vidi donne con la donita mia. . . 27 G
Ispirilo d'amor coìi i ut elicilo 2 5^
( 54o )
r vidi si^ ocelli dove Junior si mise . 535
la bella doìina dove Amor si mostra 557
La dilettosa cera 44^
La dispietata che m' ha giunto il Giovi i\\
La dolce innamoranza .'Z2 3
La Jìor d' amor vergendola pai lare. . ^6S
La fo^a di quell'arco che s'aperse . 624
L(L forte e nova mia disavventura . . 27^
Z« gioia e r allegrezza in verme lasso ^i^
Languisce lo meo spirto sera e mane. 26
LJ anima Jiiia vilmente è sbigottita . . 35g
La partenza che fo dolorosa i5i
L' ardente fiamma della fiera peste . 3i5
Lasse el penserò e lo "voler non stagna 488
Lasso lo duol che pili mi dole e serra 494
Lasso mercè cherere 5 • • • 4^^
Lasso per ben servir son adastiato . 461
Lasso quando mi membra 2 58
Le dolorose pene che 7 meo core . . 260
I^e lode e 'l pregio e 7 senno e la valenza 496
Levandomi speranza i5g
Lo fino aninr piacente , 64
Lo gran valore e la gentil piagenza. 5 7
Lo meo gravoso affanno e lo dolore 4? "^
Lontana dimcranza .217
Lontan vi son ma j:resso ve lo core . 76
Lo vostro fermo dir fino ed orrato . 49^
L'ucccl Feiìis quarido vene almorire 100
( 5i. )
Madonna eo dotto di che hai dottanza 19
Madonna lo coral disio ch'io porto . 26S
Madonna per 'virtute 164
Madonna mostra altera canoscenza. . 5
A fante fiate puh l' uomo divisare ... 4^7
Memorando ciò che fatto m'è sentire 5g5
Mirai lo specchio che a njerar notrica 256
Morte gentil rimedio de' catti'vi .... 567
Muoviti Amore e vattene a Messere 417
Naturalmente ogni animai ha vita . . 32 4
/vt7 vostro viso angelico amoroso . . 120
Nessun Pianeto doveria parere . . . . 400
ISobile Donna di corona degiui. ... 60
Nohil esemplo è {jueldcll'uom selvaggio 160
Non ara mai pietà questa mia donna 2 45
Non canoscendo Amico {'ostro nomo. 58G
Non come parvo par vostra loquenza 157
Non perdi eo v uggia donna fatto offesa 485
Non si porrla contare 96
Non so s'è mercè che mo vene a meno 147
Non spero di trovar giammai pietate 619
Non vi dispiaccia donna mia d'aulire. 93
Novella gioia e nova innamoranza. . 4^4
Novella gioia il core , . i65
Novella ti so dire odi Nerone .... 55 o
Novelle grazie alla novella gioia. . . iiq
Novel Sonetto mando per messaggio 56
Nidi uomo puh saver che siadoglieiiza 4S6
Nuovo canto amoroso nuovamente. . . 2/^'S
O cieco mondo di Lusinghe pieno. . . 669
O donna mia non vedestìi colui ... 536
O fi esca rosa a voi citerò mercede 4^^
Ogni diletto e bene i65
Ogni Mercoledì corredo grande ... 189
Ogni uomo deve assai caro tenere . 87
Ohi lasso die tuttor disio ed amo . 477
O lasso che mi vai cotanto amare . /^^8l
O lasso me che son preso ad inganno. 4^4
O lento pigro ingrato ignar che fai . 53o
O Madre di virtute luce eterna ... 4^
Onde si muove e donde nasce amore. i'~i'tt
O povertà come tu sei un manto. . . 3oo
O sommo saggio e di scienza altera. 4^2
O tu che porti negli occhi sovente . 365
Passando con pensier per un boschetto loi
Pelào con sua lancia attossicata. . . 102
Pensando lo dolor che aver solia . . 162
Perche m' avveri non m'oso lamentare 47 5
Perchè non furo a me gli occhi dispenti . 't>\i
Perch'io non spero di tornar giammai. 286
Per consiglio ti do de passa passa . 218
Per Deo dolce meo Sir non dimostrate l\\o
Per gir verso la spera la Fenice. . . 5 1 o
Per gli occhi fiere un spirito sottile . 346
Per gran soverchio di dolor ini muovo 4^8
Per l' allegrezza del nostro Signore . Syg
( 545 )
Per lunga dimoranza i3
Per Lunga sofferenza 44^
Per pena eh' eo patisca Jion spavento . i54
Per pr no va di saper corri vale o quanto 492
Per tanto pianger che i miei occhi fanno . 5 1 8
Per troppa sottigllanza il fd si rompe 2-72
Poi a natura umana ,..370
PoicK aggio udito dir dell uom selvaggio 270
Poiché di doglia cor convien eh' io porti 276
Poiché fallita ni è vostra piacenza . 1^01
Poicli è sì ver<^ognoso 79
Poich'io penso di soffrire 0 25
Poi dal Mastro Guitton l' arte tenete. 53
Poi dell' altre opre tutte compimento. 61
Poi non mi punge più d'amor l' ortica . i 4i
Poi sono innamorato vo' servire . . . 412
Poscia che dir conviemmi ciò ch'io sento 5o5
Poscia dì io veggio V aninui partita. . 621
Poso 'l corpo in un loco meo pigliajido. . 58
Posso degli occhi mici novella dire . 284
Prima che io voglia romperme o spez-
zarme. . , 219
Primer eh' eo vidi gentile criatura . 468
Provato ho assai Madonna di ciausire 2 5'j
Qual che voi siate Cinico vostro manto 252
Qual sete voi sì cara preferenza . . 497
Quando di cosa V uomo ha disianza. 90
Quando di morte mi convien trur vita 2S7
(544)
Quando la luna e la stella diana. . 187
Quando la voglia signoreggia tanto . i85
Quanti più sono li doni d'Amore. . * g3
Quanto piìc mi disdegni pili mi piaci. 4^^
Quanto ti piace Amor m affanna e tira 385
Quel che per lo cavai perde lamescola i55
Quella che in cor l amorosa radice 149
Quella crudel stagion che a giudicare 1 4^
Questa è la giovinetta eli Amor guida 5 1 7
Quest' altissima stella che si vede . .525
Questa rosa novella 121
Jlasiojiando d'amore 266
Ricorro alla fontana di scienza. . . . i55
Rimembrivi oramai del greve ardore .^67
Rosa e giglio e fiore aloroso 4^7
Salva sua re^'ereìizia come sire. . . . 4