■Ì^M ^JLA^^ -%r ¥¥¥ ^:m i^0^ tvfe T^;^ .:-/ ./ ^ f Oi^'^ k^MSÈÉS i - £1 x- ^^ ''-^v'jf' lfeM¥0^a--/f:'^^ f»v,_y<- ,;.t^/. W^^-. .2 Vi, ^tM§:^ Ce: - ^^^^^ 'F&^r%si\J. ^ SCRITTORI DEL PRIMO SECOLO lOMO PRIMO LI .e POETI DEL PRIMO SECOLO DELLi LINGUA ITALIANA IN DUE VOLUMI RACCOLTI VOLUME PRIMO FIRENZE 1816. Sunt enirn ìlli Voterei, ^ui •rnur» nmdum potcrant ^ua» dicehant, omnes prope praeclare loculi : quorum sermone assuefacti qui eruru , ne cupienlcs quidem poterunt loqui , nisi Latine . Ncqur: tamcn crii utmdum verbis iis , quibus iam consuetudo nostra non utitur, msi quando ornandz causa parce, quod ostcndam : scd usitatis ita poterU utt, lect^ssirnis ut utatur , is , qui in .etcribus cnt scrtpt,» ftudèose et multum volutatus . CiCEU. <1« Orat. lib. 3, cap. i». U* LETTO RI K^uanto pub per quesf Opera desiderarsi €osì rispetto all' origine ed al progresso y come alla forma e alle proprietà del no^- stro Idioma , aerassi in aggiunta all' Opera secondochè fu proposto nelT annunziarla . Qui dee soltanto sommariamente avver- tirsi ciò che risguarda i Poeti ne' due Vo- lumi raccolti. Sono essi i padri di nostra lingua, (quelli che il primo secolo ne com- poTigono, e le cui rime partitamente non possono in un volume di qualche ampiezza ordinarsi . Succedonsi per età , come fu- rono dal Crescimheni e dal Quadrio princi- palmente disposti, reitificatone però gli er- rori co' lumi sparsi da miglior critica so- pra gV ingegni de' secoli piìi tenebrosi d'Ita- lia . Quindi non solo secondo le osserva- zioni del dottissimo cibate Fiacchi dalla metà trasportammo al declinare del secolo Gianni Alfani e Francesco Ismera ; ma n escludemmo le rime e di Ubaldino Dal Cervo e di Frate. Elia contraddette dóL sommi uomini, conservando a San Fhan* Cesco d'Assisi il numero e V onor de' suoi Cantici, per non averne il Padre Affò combattuta la tradizione Con argomenti 'valevoli^ a parer nostro, ad infrangerne V autorità. Quanto v'ha dunque di tal Poeti già sparsaniente impresso^ emenda-- tolo con piti Codici in questi Volumi s'oj- fi^e , unito a quanto di loro o d' altri eoe- taneiloro scontrammo in essi d'inedito. Sette son eglino i Codici, un Barberino, due Vaticani, il Codice di Rime Antiche, già dello Strozzi , or posto nella Libreria Lau* renziajia, l' altro di Pier del Nero spet* tante alla Riccardiaiia, e due Codici am» hedue trascritti dair antichissimo Codice, sgraziatamente smarrito, di Rime Antiche del Redi, uno da Anton Maria Salvini, l'altro da Anton Maria Biscioni e cf* lui con altri tre Codici confrontato, som- ministratici entrambi con altro Codice di Rime inedite di Fra Guittone da' chiarii^ simi Cesare e Giacomo Lucchesini per la benevolenza del Marchese Girolamo lor fratello, il cui minor pregio non è sostenere e promuovere per sé medesimo la dignità della patria Letteratura. Ed il Salvini # // Biscioni di note ornaron qu^ Codici ^ (tu) e note ancora 5* incontrano assai fra-» ijuentì ne Codici Vaticani: le quali noi trascrivemmo assortite , segnando questa C. V.; quelle indicando con le iniziali degli Scrittori^ cui spettano . Ad accer- tarne r età dentro il secolo decimo terzo basta l'autorità del Salvini ^ che in- nanzi al Codice da lui trascritto affernib r antico Testo essere certamente scrino nel mille dugento , cioè avanti al mille tre- cento . yero è che alcuni ve ne ah* hiam posti, che a sei però non aggiun* gono , i quali attinsero di qualch' anno il secolo decimo quarto. Ma non dee porsi, £ome è costume del Crescinibeni^ il fiorire d' uno Scrittore nel punto in eli egli cessa di vivere; sì bene in quello, in cui venne a celebrità, spezialmente se lunga età lo condusse sino all' estrema vecchiezza. Ci Siam giovati de Codici secondo l' ammo- nizion del Salviati , di non attenersi mai totalmente a ninno , ma di coglierne da ciascuno il meglio che ne paresse: ed usando l ortografia moderna, senza nuo- cere ali' etimologie, abbiamo atteso princi-^ palmenle a chiarire i sensi con ragione- vole punteggiatura ; lo che disse grazio- samente il S alvini essere cortesìa, ove con Scritture manchevoli d' ogni segno non fosse necessità . Non sempre perh ci av^ seenne di risarcirne ogni sconcio , e per es- sere di già spento il significato di assai vocaboli, come si dolsero gli Editori del Passavanti, e perchè molti ne offusca La breve ed aspra sintassi, e perchè l'uso di ordir canzoni, le quali scherzino nel di- verso significato della medesima rima, or tutta una parola ed ora dispersa, l'empie di motti inintelligibili, de' quali , al parer del Salvini, fontana è la vecchia orto- grafia senza \egni. Né vuol tacersene la più feconda sorgente, della qual tanto pur si doleva il Petrarca, l'ignoranza e la temerità de' Copisti, Ma qualor e im- ■ battemmo a storpj per ninna cura sana- bili, seppure non si volesse arditament<9 correggerli di fantasia, abbiam seguito d Biscioni, il qual nel Codice da ha co- piato noth, ch'ove di tali autori non potè cogliere il sentimento , uvea le parole po- ste quali si stavano per l'appunto nel le- sto, lasciando ad altri la cura di trarne un qualche significato; lo che fu pure nel Codice di Rime Antiche ed avvertito ed usato da Pier Del Nero. Che se taluno irritatone domandasse: a che dunque l uiu- (ne) ^ile suppellettile? risponderemo tranquilla- mente che vuol di questi Poeti dirsi ciò che il Salvini de' Provenzali asserì, cioè che non ostante la difficoltà , e in alcuni Autori impossibilità d'intendere le rime loro, sarebbe cosa utilissima per le origini e pro- prietà della nostra Lingua darjjli fuori tali quali egli sono, con farvi attorno quell'os- servazioni che si potessero . Ognuno intan- to j istruito della necessità che ne stringe a purgare il nostro Idioma d' ogni me- schianza straniera , vedrà che il meglio che a ciò ne giovi gli è certo addimesticarsi con quegli Autori, che nel fi^astuono di ac- centi barbari e nel disordine d'ogni civil disciplina foggiarono coiai lingua, per cui l'Italia potè di corto a grand agio non invidiare al lazio la gravità de' numeri e contrastare alla Grecia il predio dell' «r-» mania . RIME ANTICHE DI VINCENZO DETTO CIULLO D' ALCAMO Impressa in forma assolutamente ininteìligihile , e tronca di assai versi , dalV Allacci . AMANTE E MADONNA J- Vosa fresca auleutissima , eli' appari in ver 1' estate , Le donne te disiano Pulzelle e niaiiiate ; Traemi d' esle focora , Se t' este ^ a bolontate; Perchè non aio abento notte e dia Pensando pur di voi , Madonna lula . MAD. Se di meve trabagliati, Follia lo ti fa fare . Lo mar potresti arromperc Avanti a semenare ^ , L' abete d' esto secolo 1 È, dal Latino F.st Salv. 3 iiiuc per seminarvi . Tutto quanto assembrare * . Avere me non poterla esto monno; Avauti li cavelli m'arritonno ^ . AM, Se li cavelli artomiiti 3 ^ Avanfi foss' io moito ; Cà i' sì mi perderla Lo solazzo e diporto ♦ Quando ci passo e veioti 4 , Rosa fresca dell' orto , Bono conforto donimi tatt' ore , Poniamo che s' aggiunga il nostro amore . MAD. Che il nostro amore aggiungasi Non boglio m' attalenti ^ . Se ci ti trova paremo ^ Cogli altri miei parenti , Guarda non t' arricolgano Questi forti correnti 7 . 1 Vuol dire potresti prima rompere il mare per tsmirmr- vi , e racimare a tale effetto tutto il legname di quesf Vionclo , che possecfcnii . a Anitonclc , ritondo , cioè avanti mi taglio la chioma C. V. o sia mi faccio monaca, come piii sotto . 3 Ti arritondi , ti ritondi 4 f-^eggioti , ti veggio . 5 Patremo , mio padre Salr. 6 Cio'- mi venga in talento Salr. 7 Vuol dire guarda di non esser gittata in qiustt «•rrenta impetuose . (5) Como ' ti seppe bono la venula y Consiglio che li guardi alla pai tuia ' . Se i tuoi parenti trovanmi, E che mi posson fari ^ ? Una difesa nieitoci Di dumilia agostari 4 ^ INon mi bjccarà patreto ^ Per quanto avere ha 'n Bari . Viva lo 'mperadore , grazi' a Deo ; Intendi, hella , quel che ti dich' eo ■ Tu me non lasci vivere Né sera , né mattino . Donna nu son di perpefi ^ , D' auro massa amotmo "j . Se tanto aver donassiiui , Quanto ha lo Saladino , IlL per aggiunta fpiant' ha lo Soldano , Toccareme non poterìa la mano . T Come, dal Latino (jumnodo Salr. a Partita ,• yuol dire come ti piacfjiie il venirci , così fa di partirti , pensa a partirti Saly. 3 Siciliano, i>ct fare 4 Sorta ) Accorri ' esto malnato: Non ti dignhra ' porgere la mano , Per quanto avere hai Papa e lo Soldano, Dio lo volesse , vitama , Cà te fos' ^ morto in casa . L' arma 4 n' anderia consola ^ ; Cade notte ^ , pantasa 7 La gente ti chiamàrano * Oi periura malvasa , ' Ch' hai morto l' uomo in casata . Traila i> , Dammi uno colpo , levami la vita . Se tu non levi , e valline Colla maledizione , Li frati miei ti trovano , Dentro questa magione , Bello mio socio, ginroti , Perdici la persone ^® 1 Soccorri , aiuta SalT. a Degnerìa Salr. 3 Fossi. 4 Jlwa, anima . 5 Consolata : i nostri Contadini dicon anch' ogg^ eotiitoh e sconsolo Salv. 6 Ciascuna notte, Salv. 7 Tutta , dal G/eco nr-tvreiriot Salr, 8 Chiameriano Salv. 9 Traditrice , femminino di Trailo , traditore . J« Persona , dui Francese pertonnt , SalT^ ( " ) Ch' a mene se' venuto a sermonare ; Parente e Amico non t' ave ad aitare . A mene non aitano Amici ne parente j Islranio mi son , carama » , Infra està bona gente j Or fa un anno, vitama , Ch' entrata mi se' in mente ; Die' anno , ti vestisti lo traiuto ' ; Bella , da quello giorno son feruto . MAIO. Ahi tanto innamorastiii Giù dallo trailo ^ , Come se fosse porpora , Iscarlatto o sciamito ! Se air Evangelie giurimi, Che mi si' a marito, Avere me non poterà esto monne ; Avanti in mare glltomi al profonno . Se tu nel mare gittiti , Donna cortese e fina , Direto 4 mi ti misero ^ z Cara mia, a Forse lo strascico , rome traino, e poco poi tmit* , "forse dall'Antico traire per tirare. i Vedi la nota antecedente . 4 Dietro . i M silurò , r!«c ti varrò Jintro , S;»1t. ( >= ) Per tutta la marina: Poi che annegasseti » Trovarèti ^ all' arina ^ , Solo per questa cosa ad impretare : Con teco m'aio a giungere o 'mpiccare. MAD, S egnomi in Padre e in Figlio Ed in Santo Matteo . So che non se' tu eretico , O figlio di Giudeo j E colali parabole Non udii dire anch' eo • Cà , mortasi la femina , allo 'ntutto Perdesi lo sahore 4 e lo disdulto ^ . AM. Bene lo sacclo , carama , Altro non posso fare , Se chisso ^ non accomplimi 7 Lassone lo cantare j Farlo , mia donna , piacciati , Che bene lo puoi fare . I Ti fossi annegata . "itTi troverei. 3 Air arena , cioè sul lido del mare , Salv. 4 Sapore . 5 Disdotto, diporto , dal Francese antico de'duit Salv. 6 Napoletano , per cpiesto C. V. ') Se non mi contenti in ciò ,• se non mi rechi a compimen- to fjucsta mia brama ■ ( *5) Ancora » tu non m'ami, molto l' amo ; Sì m' hai preso , coni' è lo pesce all' amo MAD. Saccio che m'ami, ed amoti Di core paladino ^ : Levati suso e valline , Tornaci allo mattino . Se ciò , che dico , facimi ^ , Di bon cor t' amo e fino . Chisso ben t' imprometio , e senza faglia » le' la mia fede , che m' hai in tua baglia ^ ■. AM. Per ciò che dici , carama ^ Niente non mi movo. Innanti prendi , e scannami , Tolli esto cortei nuovo . Esto fatto far puotesi Innanti scali! un uovo ^ . Ahi compii mio talento, amica bollai, Che r arma con lo core mi s' infella 7 . MAD. Ben saccio l'arma doleti, 6 Ancorché , Salv. 2 Di cuor generoso e leale ■ 3 Mi fai. 4 Senza dubbio , dal Francese antico faille , Salv. 5 Balìa , potere , d^l Francese buil , bailluv;e , S«1t, b K come bere un uovo Salv. 7 ra ésto libro giuroti , Mai non ti vegno mino * . Ah compii mio talento in carltale , Che l'arma me ne sta in sottililate "^ , M AD. Meo Sire , poi ^ giurastinii , Eo tutta quanta incendo; Sono alla tua presenzia , Da voi non mi difendo . S' eo meuespreso 4 ahbiti ^ , 1 Meno , cioè mai non ti mancherò . a Cioè tengo V anima coi' denti , Salr. 3 Poiché , Salv. 4 Disprezzo, d.illo Spagnolo menosprecio, Salv. 5 Ebbiti , t'ebbi, comf; di soma abhe-o per ebbero; tuoI dire, $e io ti usai dispregio , perdonami , ormi f arrendo . ( »5) Mercè , a voi ra' arrendo . Allo letto uè gimo alla bon' ora , Che chissà cosa n' è data iu ventura . DI FOLCACHIERO DE' FOLCACHIERI CAVALIER SENESE. Impressa nella raccolta delV Allacci . T 1200. Utto lo mondo vive sanza t'uerra ^"'-^ *^ I o n rt Ed io pace non posso aver ueiente. () Deo , come faraggio ! O Deo , come sostenemi la terra ! E' par eh' io viva in noia della gente ; Ogni uomo m' è salvaggio ; Non paiono li fiori Per me coni' già solcano , E gli augei per amori * Dolci versi faceano agli albori . E quando veggio gli altri Cavalieri Arme portare e d' amore parlando * , Ed ^ io tutto mi doglio : Sollazzo m' è tornato in pensieri 4 • La gente mi riguardano parlando , S' io sono quello , che essere soglio . I Singolare , per amore . C V. 3 Cioè parlare C. V. parlanti Saly. 3 E per allora . ^ In vece di pensierc , cioè in ajfanno SalT. Com'nomo ch'ave arsura, Esto fatto non potesi Per nuli' altra misura; Se non all' Evangelie , Che nio ti dico , giura Avere me non puoi in tua podestà j lunanli preudi , e tagliami la testa . L' Evangelle , e a rama , Che io le porlo in sino , Allo Mostero presile, Non ci era lo patrino j Sora ésto libro giiiroti , Mai non ti vegno mino * . Ah compii mio talento in carltale , Che l'arma me ne sta in sottilitate ^. Meo Sire , poi ^ giurastimi , Eo tutta quanta incendo ; Sono alla tua presenzia , Da voi non mi difendo . S' eo meuesprcso 4 abbiti ^ , 1 Meno , cioè mai non ti mancherò , a Cioè tengo F anima co' denti , Salr. 3 Poiché , Salv. 4 Disprezzo, dallo Spaa;nolo nienosprecio , Saìv. 5 Ebbiti , C ebbi , rain(' di sonra abbe o per ebbero; vuol dire , se io ti usai dispregio , perdonami , or mi f arrendo . 1200. ( «5) Mercè , a voi m' arrendo . Allo letto ne gimu alla bon' ora , Che chissà cosa n' è data in ventura . DI FOLCACHIERO DE' FOLCACHIERI CAVALIER SENESE. Impressa nella raccolta dtW Allacci . X Ulto lo mondo vive sanza euerra ^°"*^ Ed io pace non posso aver ueiente. () Deo , come faraggio ! O Deo , come sostenenii la terra ! E' par eh' io viva in noia della gente ; Ogni uomo m' è salvaggio ; Non paiono li fiori Per me com' già solcano , E gli augei per amori * Dolci versi faceano agli albori . E quando veggio gli altri Cavalieri Arme portare e d' amore parlando ' , Ed ^ io tutto mi doglio : Sollazzo m' è tornato in pensieri 4 ; La gente mi riguardano parlando , S' io sono quello , che essere soglio . 1 Singolare , per amore . C V. a Cioè parlare C V. parlanti Salv. 3 E per allora . ^ In vee« di pensiere , cioè in affanno SalT. ( ■c) Non so ciò eh' io mi sia , ]Sè so perchè m' awene Forte ^ la vita mia : Tornato m' è lo bene in dolori . Ben credo , eh' eo finisco , e n' ho 'ncomenza * E lo mio male non porla contare , Ne le pene eh' io sento . Li drappi di vestir non mi s' agienza ^ , Ne bono non mi sa lo manicare . Così vivo in torni ento , Ne so onde fuggire , Né a cui ni' accomandare ; Convenemi soffrire Tutte le pene amare in dolzori 4 . Eo credo bene , che 1' Amore sia , Altro Deo non m' ha già a giudicare > Cosi crudelemente . Che r Amor è di tale signoria , Che le due parti a sé vuole tirare , E '1 terzo é della gente ^ . A Dio per ben servire S' io ragione trovasse , I Aspra , dura , faticosa Salv. a Incomincia, incomincio, in^ominciamento , e vuol aitt io credo mancare , e già comincio a mancare . 3 Mi piace , mi aggrada . 4 Dolzore, cioè gioia, contento; e vuol dire mi conviert-e soffrir con gioia tutte le pene ■ 5 Dcila^uU Ì>alv. ( -7 ) Non doverìa fallire A lui così eli' i' amasse ^ per cori ^ . Dolce Madonna, poich'eo mi moraggio , Non troverai chi s'abl>ia in te servire Tutta sua volontatcj Ch'unque non volli, ne vo', ne vorraggio Se .non di tutto a fare a piacere Alla vostra amistate . Mercè di me vi prenda , Che non mi sfidi 3 amando ; Vostra grazia discenda , Però eh' eo ardo e incendo da fori . I Amassi . o. Covi , singolare , per core , cioè coralmente , di core Salv. 3 Mi disjìdi , mi disperi Salv. T'om. I. tuoo. ( -8 ) DI LODOVICO DELLA VERNACCIA L/ipresso dal Crescinibeni nei Commentarj della Kolgar Poesìa. Anno Oe 'i sul)iott,o preclaro , o Cittadini , Drir atto nostro ani])izioso e onesto Volete immaginar, chiosando il testo, Non vi parrà che noi siamo fantini? S' ahi nostri accidenti ed intestini- Casi ripenserete , con modesto Aspetto inchinerete il cor molesto j Fien radicati al cor in duri spini . Qnando raj^ion corregge li difetti Del diverso inimico ; e lor conturha Non della spada il trionfar posarse , Ma imhratta ' con forza e' ^ sensi eretti , Se vuole usar ^ contra la falsa 4 turha. Solo la spada vuol magnificarse . Q FRAMMENTO Impresso dal Crescimhetii nel suddetto luogo . Mando Roma non era in tanto Caro, Fo ^ il hon Valerio al Consolato assunto. 1 Cioè guasta , sconcia . 2 Per i . 3 Per osare. 4 Corrotta, e rredorei mep^lio ingatìrtata secondo il pri- mitivo siguillcalo dal ìuAÙno falsus . 5 Fu. ■ ( '9) Costui con almo ^ prunto ** , Rotti i nemici , a morte si condusse . Né allo esequio funeral trovo ss e Tanta moneta , che bastar potesse . Bisognò si sopplesse ^ Del pubblico tesor : però , Signori , In questi esempli speculate 4 i cori . DI SAN FRANCESCO D'ASSISI i Impresso tra gli Opuscoli eli S. Francesco pubblicati da F. If^addingo in Lione iG.l'j. In foco r Amor mi mise : Anno In foco r Amor mi mise ; '^*^* In foco d' amor mi mise Il mio Sposo novello , Quando 1' anel mi mise L' agnello amorosello . Poiché in prigion mi mis Non a me quel eh' eo faccio. Però s' eo non ti piaccio , Tu a te non piaci , Amore . So ben rpiesto , che s' eo sono 'mnazzito. Tu , somma sapienza , me 1' hai fatto . E questo fo ^ da che io fui ferito , I P(iiticolaritr) , modo , finalità . a Perdenti^ cioè per alirajioiiii a perdono la jnopiia fu: nia. 3 F«. ( 52) E quando con 1' amor feci baratto , Che me spogliando fui di te vestito ; A nova vita, non so come, tratto j Di me lutto disfatto Or son per amor forte ; Rotte sono le porte , E giaccio teco , Amore . A tal fornace perchè mi menavi , Se tu volei ^ eh' avesse temperanza ? Quando sì smisurato mi ti davi , ToUevi ^ da me tutta misuranza . Da poi che picciolello mi bastavi , Tenerti grande non aggio possanza . Onde , se e' è fallanza , Amor , la è tua , non mia . Però che questa via Tu la facesti , Amore . Tu dall'' Amore non ti difendesti • Di cielo in terra el ti fé' venire . Amore , a tal bassezza discendesti , Coni' uom despetto ^ per lo mondo gire. Casa , ne terre già non ci volesti ; Tal povertaie, per noi arricchire, In vita e nel morire Mostrasti per certanza , 1 P^olevi . ' 2 Toglievi . 3 Dispetto, disprezzato , dal Latino despectus Salv. ( 53) Amor di sniisuianza , Che ardeva lo tuo core . Quando a piò per lo moitdo scalzo andavi, Sì ti menava amor , coni' uoni venduto ; In tutte cose amor sempre mostiavi , Di te quasi niente perceputo ; ^ Che stando in lo tempio, sì gridavi ; A bever vegna chi ha sostenuto Sete d' amor avuto ; Che '1 gli sarà donato Amore smisurato , Che pasce con dolzore . Con sapienza non ti contenesti , . Che '1 tuo amore spesso non Versasse . D' amore , non di carne tu nascesti , O umanato Amor , che ne salvasse . Per abbracciarne in croce sì corresti . Io credo , che però tu non parlasse , Nò te, Amor, scusasse Davanti da Pilato , Per compir tal meicalo In croce dell' amore . La sapienza veo ^ che si celava , E solo amore si potea vedere j E la potenza già non, si mostrava, 1 Accorto Saly, 2 f^'^eggio , vedo . Tom. I. ( 54 ) Glie r era la virtute in dispiacere . Grand' era quell' amor , che sì versava , Aliro che amore non polendo avere Nel viso e nel volere Amor sempre legando , Ed in croce abbracciando L' uomo con tanto amore . Donca , Gesù , s' io son si innamorato Inebriato per si gran dolcezza , Che mi riprendi, s'io ne vo impazzato. Ed in me perdo senno e ogni fortezza ? Poiché r amore t' ha così legato , Quasi piivato d' ogni tua grandezza . Qual saria mai fortezza In me di contraddire Ch' io non voglia impazzire Per abbracciar te , Amore ? E queir Amore , che mi fa impazzire , Pare che a te toUesse sapienzia . E quell'Amor, che sì me fa languire A te per me sì tolse la potenzia . Non voglio ormai , ne posso sofferire ; D' amor son preso , non fo renitenzia . Data m' è la sentenzia , Che d' amore io sia morto • Già non voglio conforto , Se non morir d' amore . Amore , Amore , che sì m' liai ferito . ( 35) Altro , ciie amore , non posso gridare . Amore, amore, teco sono imiio , Altro non posso che te aM)racciare Amore , amor , sì forte m' liai rapito , Lo core sempre spando per amare . Per te vo' spasimai e: An)or, di' ia teco sia : Amor, por cortesìa J animi moiir d' amore . Amore , Amor Gesù , son gim lo a porto ; Amore, Amor Gcsìi , dammi confo-rto j Amore , Amor G-?sù , si m'hai inliamniaio ; Amore , Amor Gesù , io sono morto ,• Fammeti slare , Amor, sempre abbracciato Con teco trasforniato In vera caiilate E in somma veritate Di trasformato amore. Amore, amore grida lutto '1 mondo ; Amore , amore ogni cosa clama : Amore, amore tanto se' profondo , Chi più t'abbraccia sempre più l'ahbrama. Amore, aftior, tu sei cerchio rotondo j Con tulio '1 cor, chi c'entra, sempict'ama; Che tu se' strame e trama : Chi t' ama di vestire Dai sì dolce sonlire , Cile sempre griua amor 3. (36) AiHore, amor tanto penar mi fai. Amore amore, noi posso patire : Amore, amore, tanto mi ti dai, Amore, amore, ben ciedo morire: Amore , amore , tanto preso m' hai , Amore, amore, fammi in le transire: Amor dolce laiìgnire ^ Amor mio desioso Amor mio ddetloso Annegami in amore . Amore , Amore , lo cor sì mi si spezza , Amore , Amore , tal sento ferita : Amor Gesii , trammi alla tua bellezza , Amore , Amor , per te sono rapita ; Amore , Amor vivere disprezza , Amore , Amore , 1' alma teco unita . Amor , tu sei mia vita ; Già non si può partire , Perchè la fai languire Tanio struggendo, Amore. Amore, Annjr, Gesù desideroso Amor, voglio morire, te abbracciando Amore , annjr Gesù dolce meo sposo . Amore , Amor , la morte li domando . Ann)re , Amor , Gesù si pietoso Come te dai in te trasformato . Ti! me l'arrendi in te me trasformando Pensa eh' eo vo spasmaudo : ( 37 ) Non so ò ^ io mi sia . Gesù , speranza mia , Abissami in amore. Noi niù diamo questo fiiitoso Cantico del Sole\ secondo che sta impresso ;?e' Coin nentar/ della P^olfiur Poesìa del Crescimheni . Lo daremo , fjiiale si lep;p;e in prosa in tutte P Flizioni delle Opere di S- Francesco , nel Violarne delle Prose umiche . Altissimo Signore , Vostre sono le lodi , La gloria e gli onori; Ed a voi solo s' hanno a riferire Tutte le grazie ; e nessun uomo è Degno di nominai-vi . Siate laudato , Dio , ed esaltalo , Signore mio , da tutte le creatine , Ed in particolar dal sommo Sole , Vostra faituia , Signore , il qual fa Chiaro il giorno , che illumina ; Onde per sua l)ellezza , e suo splendore * Egli è vostra figura . E dalla bianca Luna , e vaghe Stelle > Da voi nei Ciel create Cosi lucenti, e belle . t Ove, ( 38) Laudalo sia il mio Signor pel fuoco. Da cui la notte viene illuminala Nelle tenebre suej Perdi' egli è risplendente , Allegro , bello , vago , e vigoroso . Laudato sia il mio Signor dall' aere , Dai veni], e dal sereno. Dal nuvolo , e da tutti Gli alai tempi , pe' quali Vivono tutte queste Altre basse creature . Laudato sia il mio Signor per l' acqua , Elemento ulilissimo a' moi tali , Umile , casta , e chiara . Laudalo sia il mio Signor per la nostra Madre terra , la quale Ci SOS leu la e nudrisce col produrre Tanta diversità D'erbe, di fiori, e frutti. Laudato sia il mio Signor per quelli , Glie pcrdonan per suo Amore , e clie sopportano i travagli Gon pazienza e le infermità Gon allegrezza di spirito . Laudato sia il mio Signor per la morte Gorporal, dalla quale nessun uomo Vivente può fuggire . Guai a quelli , che muoiono in peccato (39) Mortale , e Ideali quelli Che air oia della morte Si troveranno nella vostra grazia Per aver u])})iclito Alla vostra santissima volontà, Perchè non vederanno la seconda Morte di pene eterne. Laudate e rendete Grazie al mio Signor , siategli grate ^ E servitelo voi, tutte Creature, Con quella umiltà, che voi dovete. DI PIERO DELLE VIGNE Impressa nella Bella Mano di Giusto de' Conti ■ Amore , in cui disio ed ho fidanza , "^""^ Di voi , bella , m' ha dato guiderdone j Guai domi iufin che vegna la speranza. Pure aspettando buon tempo e stagione; Coni' uom, eh' è in mare, ed ha speme di gire, Quando vede lo tempo ^ ed elio spanna '^ ; E giammai la speranza non lo 'nganna: Così facci' eo , Madonna , in voi venire ^ . Or potess' eo venire a voi, amorosa j 1 J\fal tempo , temporale . a Cala le vele , ammaina . 3 Cioè in venirti a vi. la^o. (4o) Come ladrone ascoso , e non paresse - Ben mi tenia in gioia aweniuiosa ^ Se l'amor tanto bene mi facesse. Sì bel parlante , Donna , con voi fora , E direi i comò v' amai liinoiamente , Pili , che Piramo Tislje , dolcemente , Ed améi aggio , infln eh' eo vivo , ancora Vostro amore mi tiene in tal disii e , E donami speranza con gran gioi' ^ , Ch' eo non curo s' eo dogho od ho martire , Membraiido l'ora, clied io vegno a voi : Che s' eo troppo dimoro , aulente cera-. Pare eh' io pera , e voi mi perderete . Adunque , bella , se ben mi volete , Guardate , eh' eo non mora in vostra spera ^. In vostra spera vivo , donna mia , E lo mio core adesso voi dimanda j E r ora lardi mi pare che sia , Che fino ^ amore al vostro cor mi manda ; E guardo tempo , vi sia in piacimento E' 4 spanda le mie vele in ver voi , rosa , E prenda porto là ve si riposa Lo mio core allo vostro insegnamento. Mia Canzonetta , porta esti comoianti A f(uella , che 'n balia ha lo mio core , 1 Gioia . 9 Spente, speranza C. V. 3 Perfetto . 4 /io , io . ( 4- ) E le mie pene contale davanti , E dille, coni' eo ni oro per suo amore. E mandami per suo niessai^gio a dire Coni' eo conforti 1' amor eh' eo le porlo ; E s' eo ver lei feci mai alcuno torto Donimi penitenza al suo volere . Impressa nelV Allacci , croneamente sotto il nome di Stefano da Messimi . Assai cretti ^ celare Ciò clie mi»corvien dire, Cà lo troppo tacere Noce manta siagione ^ ; E di troppo pai lare Può daimo addivenire ^ ; Perchè m' avven 4 temere L' ura e 1' aìtra cagione . Quando uomo ha temenza Di dir ci<' , che convene , Lievemente ^ addivene , Che 'n suo dire è fallcnza ; T Credetti , fla creo per credo . 2 Fiata, volta, manta stagione, cioè molte volte, coma tilt, a sf albione si usa per sempre j dai Francese antico luoinls saison Salv. 3 Avvenire Salv. 4 Avi'icne , conviene. 5 Facilmente , di leggeri Salv- e 43 ) Uomo temente non è ben suo signore j Però, s' eo fallo, el ini perdoni Amore. Certo ben son temente Di mia voglia mostrare : E quando creo ^ posare , Meo cor prelude arditaiiza . E fa siniilementc Come clii va a furare , Che pur veder li pare L' ombra di chi ha dottanza , E poi prende ardimento Qaaut'ha maggior paura: Cosi Amor m' assicura , Quando più mi spavento , Chiamar mercè a quella, a cui son dato Ma, poi ^ la veo ^, oblio ciò eh' ho pensato Dolce m' è 1' oblianza , Ancor 4 mi sia nocente , Ch' eo vivo dolcemente , Mentre mia donna mi)0 . Ed or m' è gran pesanza Poi eh' eo son can ose ente ^ , Ch' ella non cura niente Di ciò , dond' eo sospriro : 1 Credo . a Poiché Sa'v. 3 Keggio , vedo Salv. 4 Ancorché Salv. 5 Son conoscente , cioè conosco . (43) E piango per usaggio , Come fa lo malato. Che si sente gravato , E dotta in suo coraggio » , Che per lamento li par spesse fiate Li passi parte di ria volontate. Così pianto e lamento Mi dà gran henenanza, Ch' eo sento mia grayanza Per sospiri amentare "* . E dammi insegnamento Nave , eh' ha lempestanza , Che torna in allegianza Per suo peso alleggiare . E quando aggio alleggiato Dello gravor ^ , eh' eo porto , Eo credo essere in porto Di riposo arrivato . Così ni' awen , come alla comineiaglia 4^ Che creo aver vinto, e ancor sono a hattaglia. Come a Fenice avvene Yorri'a m' addivenisse , Se Amor lo consentisse^ I Teme in suo cuore Salv. a Cioè diminuirsi , menovarsi , dal Latino adminuere , frc- quertativo Salv. 3 Gravezza , pesanza Salv. 4 Incominciu^liu , imperfetto e tedioso incominciament* - (44) JlPoi ^ tal vita m' è dura , Che s' arde , e poi riviene . Che forse , s' eo ni' ardesse E di novo surgesse , Ch' eo rauleria ventura: O eh' eo mi rinovasse Come Cervo in vecchiezza , Che torna in sua hellezza . Così , se ni' incontrasse , Forse che rinovato piacerla Là onde ogni hen sol mercè sarìa Impressa neìV Allacci, erroneamente sottp il nome • di Iacopo da Lentino . Amor , da cui move tuttora e vene Pregio 3 e larghezza ^ , e tutta beninanza Vien neir uomo valente ed insegnato ^ j Ch' eo non porri'a divisare lo l)ene , Ch:''iide 4 nasce ed avvene a chi ha leanzay O.d' eo ne sono in parte tralascialo . Ma sì chrò , come Amor m' ha locato , Ed onoralo più d' allro amadore 1 Poiché Salv. ù Lihe.nl itii dal Inalino largiias Salv. 3 Accostumato, scienziato, ammaestrato , dallo Spagnols ensenado Salv. 4 Indi , ne nasce Salv. ( 45 ) Per poco di servire ; Che s' co voglio ver dire , Di sì gran guisa ni' ave fatto onore , Che sé Ila slocalo, « luiso ni'lia in suo stala Slato sì ricco ed allo non fu dato Di sì poco servire al mio parvente " ; Ond' eo mi legno bene avventuroso j E veggio ben eli' Amor m' ha più onorato Intra gli altri aniadori cerlamente , Ond' eo m'allegro, e vivo pili gioioso. Che m'ha donalo a quella ch'ha per uso Bellezze ed adornezze , e piacimento; Onore e canoscenza In lei senza partenza Fanno soggiorno, ed halle a suo talento; Senno la guida , e fi» pregio amoroso . Pregio e valore ad essolei avanza. Ed è sì ammisurala di gran guisa D' avere in lutti beni provedenza Yer me, che Amor m'ha miso in sua possanza. La canoscenle senza lunga ailcsa ^ Mi meritao ^ della sua benvoglienza . Però vai meglio poco di ben senza Briga , noia , ed affanno acquistato , 1 A mio parere . 2 Senza slare a bada ,• senza attendere lungamente j senzc\ far troppo tempo alV amore Salv. 3 Meritò , mi premiò Salv. ( 46') Che un ricco ^ per ragione * ; Poiché passa stagione Che r uomo ricco deve esser laudato : Però i' non ne ho fatto penitenza . Penitenza non aggio fatta niente , Al mio parvente poc' aggio servito ; Ma tuttavia seraggio ^ servidore Di lutto , che Amor m' ha fatto gaudente Dell' avvenente , per cui vado ardito , E legno me sovr' ogn' altro amadorcj E non vorrei esser lo signore Di tutto il mondo per aver perdita 4 La sua benivoglienza , Ch' i' ho agio sanza temenza , Che mi manlene in amorosa vita j Si, che ne sta cwntfento lo meo core. Lo meo core tenesi contento Del grande ahento ^ , ove Amore m'ha niiso: Mille grazie ne aggia ciascun' ore , Che aggio tutto ciò , che m' è a talento , Dall' amorosa donna col chiar viso , Che mi donò conforto con valore j E non si porìa pensare per core Com' ha tutte bellezze a compimento • I Cioè bene . 3 Giustizia ottenuta con briglie e piati . 3 Sarò . 4 Perduta . 5 Agio , riposo . (47 ) Dunqu eo non fallo , Se non ne parlo j Gilè lingua non può avere in parlamento Di dire più , che il cor sia pensatore . Impressa neW Allacci sotto lo stesso nome. Poi tanta canoscenza " A compimento di tanto bellore » Senza mancare natura le ha dato , Non è mai increscenza Penare lungiamente per suo amore ; Quant' io più peno , piii sorò inalzato . In SI gran sicuranza Amor m' ha miso Dello suo gran valore , A cui son tutto dato , Ed infiammato di sì bon amore , Coni' alljero , che d' elleia è sorpriso . Lo veder mi sottrasse ; Siccome il ferro fa la calamita , Così panni eh' Amor mi sottraesse ^ , Parve che mi furasse Subitamente core , corpo , e vita , Ch'io non son mio quanto un ago pungesse ? In Amor mess' ho lutto mio pensare , Ed in sua suggezione ; f Tanto senno a perfezione di tanta bellezza Salv. 2 Sottraesse me a me, vie mihi surripu/t Salv. 3 /» non son mia in minima parte di me stesso Salv., ( 48 ) Ch* io sono innamorato , Ed alterato di mia opinione , Cli' eo vo al morire , e parmene ben fare So'i menato al morire Per forza , ed eo medesmo mi e' invio , E la mia morte me farà vedere . jVon ho tanto d' ardire ^ Gii' io possa isforzar lo meo disio j Così m'ha tolto Amore ogni podere. A ciò mi do uà gran conforlamento Contra lo meo penare , ' Ch' eo son da lei amalo , E e o min ciato m' ave a meritare : Bon #ne aspetta hon cominciamento . A sì alta incominciaglia Amore m'ha inorato " di venire Perchè più acquisto, che non ho merilato: Non ho giucato a faglia ^^ Che hen sovente vedemo avvenire Amare fortemente e non amato. Ma in lei è tanto di canosciniento D'amore, cjie la 'ntenza Pur mi fa rallegrare, Come de' fare chi sì hen comenza , Quaat'ha più delle donne insegnamento ^, 1 Onorato Salv. 2 l'ai lo , in fallo . 3 Esperienza . ■ ' ( 49 ) Amando con fin core e con speranza. Di gran gioia fidanza Donomnii Amor pih eli' eo non meritai. Che m' ha 'nnalzato corahnenle d' amanza , Dalla cni rimembranza Lo meo coraggio ^ non diparlo mai. E non pona partire Per tutto '1 meo volire , Così m' è sna fìgnra al core impressa , Ancor 2 mi sia partente Da lei corporalmente ^; La morte amara crndele m' è ingressa » La morte m' este ^ amare , che l' amore Mutommi in amarore Crudele , che puuìo senza pensare La sulliinata ^ stella dell' albore ^ ; Senza colpa a tutt' ore , Per cui servire mi credea salvare Ingressa m' è la morte Per affrettosa 7 sorte , Non aspettando fine naturale Di (quella , in cui natura i Core Salv. 2 Ancorcliè . 3 Cioè ancorché mi parta col corpo da lei . ^ fPè Salv. 5 Sublimata ,• onde solimato Salv. 6 Stella di T'^ene'-e Salv. 7 Jjfreltata , accelerata . Tom. I. ^ (5o) Mise unta misura , For che termin di morte corporale , Per tal termino mi compiango e doglio ^ Perdo gioia , e mi svoglio j, Quando sua contezza mi rimembra , Di quella , eh' io amar e servir soglio . Di ciò viver non voglio j, Ma dipartire l' alma di le membra . E fari a ciò eh' eo dico , Se non eh' allo nemico , Che mi ha tolta la donna piacentera ^ j Cioè la morte fera , Che non guarda cui fera , Per lei potere ancidere eo morria. Non la posso ancider^ ne vengiamento ^ Prendere a meo talento, Più che darmi conforto e buona voglia , Ed avjcor ^ non mi sia a piacimento Nessun conforlamento . Don([ua , vivendo io , V(\^gio del danno mio Sei-vendo che alla morte fo guerra . E a lui serviraggio; Mentre eh' eo viveraggio; In suo domin rimembranza mi serra ^ I Piacentiera , piacente . a T^end^tta Salv. 3 Ancorché Salv. (5. ) Rimembranza mi serra in suo domino , Onde ver Ini m'inchino, Mercè chiamando Amore che mi vaglia . Vaghami per cui non rifino j Ma senza speme affino; Che , a lui servendo , gio' m' è la travaglia . Donimi alcuna spene , Ma di cui mi sovvene . Non voi' ^ che men per morte mi sovvegna Di quella , in cui son mise Tutte bellezze assise , Senza le quali Amore in me non regna . Impressa nella Raccolta delle Rime antiche . Lino possente sguardo Coralmen' ^ m' ha feruto \ Ond'eo d'Amore sentoiui infiammalo. A me fé rio d' un dardo Pungente forte aguto , Che mi passoe lo core mantato; E sono in tali mene , Ch' co dico : ohi lasso me , come tiraggio , Se da voi. Donna mia , ajuto non aggio? Gli occhi miei c^incolparo. Che volsero isguardari ^ ; i J^oio , voglio , •? Covai inente . 3 Siciliano , per risguardare . (52) Perdi' hanno ricevuto male a torto j Quando egli s' awisaro Agli occhi micidiali ^ ; E quelli ocelli m'han conquiso e m^orto E lo riso avvenente, E gli sguardi piacenti m' han conquiso E tutte r altre gioi' dello Lei viso . Traditrice ventura Perchè mi ci menasti ? Non era usato mai in està partala ; Pensai partire allora , E tu mi assicurasti ; Onde allo core aggio mortai feruta ; Non avea miso mente Allo viso placente , e poi sguardai ; In quello punto ed io m' innamorai . Di quella innamoranza Eo mi sento tal doglia , Che nulla medicina a me non vale . Ancor tegno speranza , Che si le muti voglia , A quella , che m' ha fatto tanto male : Ancor m' aggia scondotto , Eo udiraggio altio motto , che disdire j, Poicli' ella vederà lo mio servire . Se dello suo parlare I ■Micidiali . (53) Non m' fos' » tanto fera , Dicesse alcuna cosa al meo parere. Solo per confortare In ciò , che mi dispera , Ch' co pugnasse pur di ben servire , Che s' eo fosse oltra mare Converriarai tornare a sta con tra (a ; Ben faria cento millia la giornata . Impresso nelV Allacci . Però eh' Amore non si può vedere , E non si tratta corporalemente ; Manti ^ ne son di si folle sapeie , Che credono eh' Amore sia niente Ma po' eh' Amore si face sente re ^ Dentro dal cor signoreggiar la gente, Molto maggiore pregio de' avere , Che se '1 vedesse visibdemente . Per la virtute della calamita Como lo ferro attrae , non si vede , Ma sì lo tira signorevolmente . E questa cosa a credere m' invita Che Amore sia ^ e dammi grande fede, Che tuttor ha creduto fra la gente . I Fosse . a Molti. 3 Sentire . Anno J220. (54) DI FEDERIGO II. IMPERADORB Impressa nelle Rime anllche . t Poiché ti piace , Amore , Che eo deggia trovare * , Farò Oline ^ mia possanza Ch' io vegna a compimento . Dato aggio lo mio core In voi , Madonna , amare , E tulta mia speranza In vostro piacimento : E non mi partiraggio Da voi , Donna valente , Che eo v' amo dolcemente , E piace a Voi eh' eo aggia intendimento Valimento mi date. Donna fina j Che lo meo core adesso a voi s'inchina S' eo 'nchino > ragion n' aggio Di Si amoroso bene ; Che spero e vo sperando f Che ancora deggio avere Allegro meo coraggio f E tutta la mia spene * Fui dato in voi amando y Ed in vostro volere ; E veggio li sembianti I Cantare, poetare ■ ^ Ogni. (55) Di voi , cìiiarita spera , Ch' aspetto gioia intera ; Ed ho fidanza ehe lo meo servere » Aggia a piacere a voi, che siete fiore ( Sor l'altre donne e avete più valore. Valor sor 1' altre avete , E lutta canoscenzaj Nuir uomo non porìa Yostro pregio contare; Di tanto hella siete . Secondo mia credenza JNon è Donna j che sia Alta, sì hella pare; Né eh' aggia insegnamento Di voi , Donna sovrana . La vostra cera uniana Mi dà conforto , e face mi allegrare ; Allegrare mi posso. Donna mia ; Pili conto mi ne tegno tuttavia . Di dolor mi conviene cantare Coni' alir' uom per allegranza; Ch' io non lo so dimostrare Lo male , eh' i' ho , per semhianzu In cantando lo voglio contare A tutta gente, e dare dottanxa; i Servire . (56) E dico , oimè tapino ! I)i colei, cui sono al chino. Di sospirar mai non lifmo Della rosa fronzuta Diventerò pellegrino ; CA\ io r aggio così perduta . Perduta non voglio die sia , Né di questo secolo gita j Ma r uomo , che l' iia in balia Da tutte gioie 1' ha partita * E pens' a ciascuna dia Lo giorno , che fui partita , Non fuss' 60 nata nel mondo . Ciascini giorno , che m' appressa , Sospiro ed aggrondo . Al mondo non foss' eo naia , Che a tal marito son data Che d' amore non motte cura . Nel mondo non foss' eo nata Fcmina con ria ventura , Che a tal marito son data , Che d' amare non mette cura . Se m' allegro alcuna fiata , Tutto '1 giorno sto in paura Però eh' io non sia veduta Da così sozza paiuta ^ ; Incautamente sono Laituta . i Àpparciizii , aspetto . (5? ) JSfon fore chi elicere , basta ; Se Dio del Cielo non m' aiuta Mona sono e guasta . Dio del Cielo , tu che lo sai , Or mi dona il tuo conforto ; Uel peggiore , che sia giammai , Vengiami ' ; il vedess' io morto Con pene e dolori assai , Poi ne sana a buon porto j Gilè io ne sana gaudente j A tutto lo mio vivente ^ ; Piangerialo infra la gente , E batte riami a mano , Poi diria infra la mia mente , Lodo Dio sovrano . Sovrano Dio , or tu che '1 sai , Gran mestiero mi fa eh' io pianga D' un cattivo , eh' io pigliai . Non mi vale chiave ne stanga Semprechè ^ mi tiene in guai , Che nel mondo più non rimanga . A ciascuno della magione . Si ranuzza 4 il suo sermone , 1 T^enclicami . a Per tutta la mia vita . * 3 Sempre mai . 4 Ranetta, diminutivo di rana, si appellò primitivarncnle la Bussola , invenzione Amalfitana , e le si appose tal no- me, perchè 1' ago ponendosi in un fluido vi soprannotava aggirandosi finrliè rpietamente al polo s'' indirizzasse . Da tal Yoce dunipie può esbere derivato raìiuzzarc , tiie uui visi- (58) Cile guardili bene la prigione , Che io non n' esca fore , Sì ardente è lo foco Che ni' arde infra lo core . Voglio che r amore mio canti , Di bella Druda si vanti i Di mio amore vo che s' amanti ^ E portine ghirlanda: Ch' io farò tanti sembianti , Quanti Amore comanda. Della primavera Ciascuna rivera ^ S' adorna j Di quella , corno ^ spera , D'amore vertue soggiorna^. In gioia man era 4 Tuttora Imprimerà Pvitoriia . hilmenle suona indirizzare a varie orecchie inquietamente il discorso . Tal crede essere l'Eruditissimo Accademico della Crusca Sig. Dottore Giovanni Lessi V etimologia ed il sigiii- Gcato di tal vocabolo , che limpidaraerile e concordemente leggesi in due Codici , talché non può sospettarsi né di storpio , ne di scambio nella scrittura , e di cui abbiamo indarno cercata T originazioue nelle liggue si antiche, eh' straniere, e ne' viventi dialetti d'Italia. 1 miìiera, campagna, contrada. 2 Come . 3 Ristora . 4 Maniera , piacevole • ( 59 ) Ed i' così fazzo ^ , Che gioco e sollazzo j Per la più gioiosa. Che viva amorosa Piagente ^ . Per ciò non golìo ^ , Né non disio Mai cosa tanto Vedere qnanto Lo tuo chiaro visaggio 4 > Piusa di Maggio , Colorita e fresca. Ocelli hai fini ^ f E non rifini Di gioie dare . liO tuo parlare La gente innamora , Castella ed altura , Mercè , non incresca. Se i' ho diporto In allegranza , Bella , per voi Oi?ni conforto Pose in prestanza i Faccio . 2 Piacente . 3 Da goliare per golare , cioè agognare , appetire , 4 f^iso . 6 Di tutta bellezza . (6o) La gio* » d' altroi ^ . Cotanto porto Ricca speranza , Bella , di poi eh' alla verdera Riva d' Imprimerà Così fui conquiso di voi piagienie. Poi eh' in parlando Diceami mfratlanto ; Assai dona , quando Donna consente . Ed io lo 'ntesi , E non attesi Dove già dimora . Ed intesi , Sì compresi Grande hona ventura Là ond' eo aggio Lo coraggio ^ . Tuttora gaudiosa Tuttora bella , Amore , Rosella , Col viso gioiosa . Occhi fere 4 Guerrere ^ , Che fere X Gioia . a Altrui . 3 Core . 4 Fieri . 5 Guerrieri, nemici. (6i ) A guisa di ladrone j In guardare , Mostrare , E amare Mett' elli intenzione . E gli amanti , Cl*e tanti Sembianti Fanno a chi li guarda . E non vede La Fede , E crede , Ed Amore la riguarda . E fa bene , Che 'n pene Li tene E metteli in tormento , Air Amore A tutt' ore , Dico , se fanno orgogliaraento . Sento da voi , bella Rosa tenerella , INfon mi si ribella Vostra amanza ^ 3 Chiara stella , Bionda testa , Altra festa , SiaAL 'n rimembranza ) Amore . (62) Lo diporto , Laond' io porto Gioia ed allegraiiza , Ri novella Mia più bella Gioia d' amore Fina , tu eh' avanze Per sembianze , Dell' altre Reina . Tien fallanza Prima credanza ' ; Che nessuna parte di bellezze , Ne d' altezze , Nuli' uomo può trovare , Ne tanta piagienza ^ , Donna di valenza ^ , Quanta per voi s' agienza 4 . Donna di piagienza , Per voi sono gioioso Gaio ed amoroso , Viso prezioso , D' amore lezioso . Pregovi Donna mia , Per vostra cortesia , E pregovi che sia I Credenza . 3 Piacenza, vaghezza , e bellezza . 3 Flirta , valore . ^ S'' abbella, s' ingentilisce , piace. (65) Quello che lo core disia . Non fa bria ^ , E tuttavia N' averò compagnia , Che di ciascheduu giorno Piitorno , Soggiorno D' amore mi trovo Sì eh' io poi rinovo . Di fino core A tutte r ore Voglio a voi , Donna , seguire , A cui mi sono attenduto ? A voi , Madonna , Cui diedi mia intendanza ^ Quando ambodue stavamo in allegranzH Alla dolce fera Prezioso più eh' ..... E che possa o . . . . Di tutte adornezze Tue bellezze Danno splendore , Stella d' albore Essere miratore Tanto tegna valore Nel vostro core . ) Misiva . 2 Intendenza « (64) Lo mio valore Con voi si soggiorna. Ne ritorna Tanto innamorato . Tal è la speranza d' amore , Che r adorna , Che non torna A cui s' è accomodato ; Che mai non rimembra Le membra , Poiché con voi , Donna , sembra . Per la fera membranza Dello mio gran disio Malamente falbo ^ , Che mi fece partire La gran gioia eh' avea . Ma senza dul>itanza ^ • Lo mio Signor sentio ^ , AUor che mi partio 4, Del mio pregio gradire , Che fallir non volea , ne non porea ® 1 Cioè faìlli Salv. 2 Senza dnlio ^alr. 3 Cioè sentii Salv. 4 Cioè partii Salv. 5 Cioè porìa Salv? (65) E non comportarla La mia pena sapesse , Che tanto mi siiiugessc Quanto temesse della vita mia * . Perchè si converrìa Che tal gioia si desse, Che s' altri la prendesse Dir non potesse che li fosse ria. Farò come l'augello Quando altre ^ lo distene ^, Che vive nella spene. La quale ha nello core , E non more sperando di campare: E aspettando quello, Yiveraggio 4 con pene , Ch' io non credo aver heue : Tant' è lo fino amore , E 1 grande ardore ch'aggio di tornare A. voi. Donna, d'amare. Di tutte gioi' 5 compita, Ch'avete la mia vita Di gio' ^ partita , e da rallegranza ; 1 Cioè mi stringasse morlalmente Salr. 2 Cioè altri Salv. 5 Dhtenere , ritenere, tener con violenza, dal Latino di- stinet SalT. 4 Kiverò . 5 Gioie . 6 Gioia , Tarn. I. * (66) E mille anni mi pare , Che fu la dipartila ; E parmi la redita * Quasi fallita per la disianza . JDella mia disianza , Ch'ho penata ad avere. Mi fa sbaldire ^, Poi eh' i' n' ho ragione; Che m' ha data fermanza Come possa compiere Senza ogne cagione Alla stagione, Ch' io r averò possanza Senza fallauza Vogliano le persone 5 Per cui cagione Facciamo memhranza. A tuttor rimembrando Dello dolce diletto , Ched io aspetto, Sonno allegro e gaudente . Vaio ^ tanto lardando, Che paura mi metto , 1 Ritorno , ìecldire , dal Latino redire Salr. •ì Allegrare , dal Provenzale Salr. 3 Fo C. V. (67 ) Ed ho sospetto Della mala gente , Che per neientc \anno disturbando,^ E rampognando Chi ama lealmente ; Ond' io sovente Vado sospirando . Sospiro e sto in rancura , Ch' io son si disioso . E pauroso Mi fate penare . ]Ma tanto m' assicura Lo suo viso amoroso , E lo gioioso Riso , e lo sguardare , E lo parlare Di questa Criatura , Che per paura Mi face penare , E dimorare : Tant' è fìna e pura . Tanto è saggia e cortise ^ ; Non credo che pensasse , Ne distornasse Di ciò che m' improniisc . Dalla 'ria gente apprise I Cortese . (68) Da loro non si stornasse , Cile mi tornasse A danno eh' i' gli offise * E ben mi ha miso In foco , cà ^ omè avviso Che lo bello viso Lo core m' ha diviso . Piviso m' ha lo core , E lo corpo ha 'n balìa > E tienemi in Milia ^ Forte incatenato . La fiore d' ogni fiore Prego per cortesia Che piìi non mi sia Lo suo detto fallato , Né disturbato L' Iniperadore , Né suo valore Non sia menovato , Nò al)assato Per altro amadore . I Offesi . % Che . 3 JYonig di una Prigìoìie SalT IJjli. (69) DI GUIDO GUWlCELLt J-'o fin pregio avanzalo Atììk? di' allo mio cor sarrea ' j Acciò come sarrea ^ Ch'eli' ha ogni valore In ver me ch'ho provato Per fino Amor sarrea , Che a dire non sarrea Tutto quanto valore . Perch' eo non vorrea dire Perchè m' incresce dire. Che non posso '1 meo core Dimostrare flnero ^ Acciocché non flnèro 4 la mia vili-. Finare ^ mi convene , Che mi son miso a tale ^ Che non dice mai tale , Anzi mi fa orgogllanza . Coni' noni , che pinge bene j Colora viso tale , Che li conviene tale , Sofferire or«[Oijliaiiza ; Perchè a me convene i Saria Salv. 3 Salina S;i!v. 3 Fino Salv. 4 Finirò Salv. o Finire , morire Salti ( 7« ) Soffrire ciò che avvene . Ma eo voglio soffrire Tulio lo meo penare, Perdi' eo non ho a penar lunga siagione. La sua heltà piacente , E il fine amor , eh' è puro , In ver me che son puro ' , In lei tutla piagenza ^ Regna pregio valente E valor eh' è non puro , Di gir sì alto puro : Tania vi è piagenza Già per cui lo meo core Altisce in tal lucore ^ , Che come salamandra S' alluma e 'n foco vive , Sì in ogni parte vive lo meo core . D' un' amorosa parte Mi Vien voler che sole , Ch' è in ver me più sole Che non fa la Pantera , Che usa in una parte Che levaniisce '1 Sole 4 , Che di più color suole Suo viso, elle pantera . I Pure, puramente dal Latino pure SaK. a Piacere . 3 S^ innalza in tal luce Salv. 4 JSella cjuale nasce il Sule ■ ( 7> ) Ancora in voi spero Mercè , che non dispero , Perchè è in voi pietaie Fin pregio, e ben volere Perchè a voi volere lo meo cor par^e. RaddoWa ^ canoscenza Che 'n voi tuttora mira , Che chiunque vo' ^ mira Non ha consideranza Ma avete ben saccen?a Che chi voi serve e smira ^ Non può fallir, se mira Vostra consideranza ; Perch' eo non arò fallo , Perchè 4 eo dimori in fallo, Che già lufiga speranza In voi d' amor che aggio , Che non credo se aggi' altro in voi venire Impressa nelle Rime Antiche , ma imperfettamente j perchè ivi incomincia alla quinta Strofa . iVladonna il fine amore eh' eo vi porto. Mi dona sì gran gioia ed allegranza , I Raddoppia . 1 Voi Salv. 3 Sf^narda Salv. 4 Benché Saly. ( 70 Gli' aver mi par d* amore , Che d' ogni parte m' adduce conforto , Quando mi menibra di voi , là 'ntendanza ■ A farmi di valore A ciò che la natura mia me mina ' Ad esser di voi, fina, Così distrettamente innamorato , Ne mai in altro lato Mi puote dare fior di piacimento; Anzi in aver m' allegro ogni tormento . Dare allegranza amorosa natura , Senz'esser 1' uomo a dover gioi' ^ compire, Inganno mi somiglia ; Che Amor, quand'è di propria ventura Di sua natura dovere a morire , Cosi gran foco piglia . Ed eo , che son di tale amor sorpriso , Tegnomi a grave miso , Ch' eo non so che 4 natura de' compire ; Se non eh' audlt' ^ ho dire Che quello è male e periglioso inganno, Ch' air uomo a far diletta e porta danno . Sottile voglia vi porrìa mostrare Come di voi m' ha preso amore amaro . 1 Lo intendimento Saly. 2 Mena . 3 Gioia . 4 Ciò che , quid Salv. 5 Udito. (73) Ma ciò dire non voglio , Che 'n tutte guise vi deggio laudare Perchè più dibpietaia \on dicliiaro. Se hiasmo non ne cogUo, Fiami forse men danno a sofferire ; .Ch' Amor pur fa bandire , Che tutta sconoscenza sia in l)ando; Solo ritrae '1 comando All' accusanza di colui <;h' ha il male - Ma voi non hiasmerìa ; istia , se vale . Madonna , da voi tegno ed ho '1 vah)re . Questo m' avvene, stando a voi presente, Ch' eo perdo ogni vertute ; Che le cose propinque al lor fattore Si parton volentieri e tostamente Per gire u' son nasciute. Da me fanno partut' ^ e venno ^ m vui Là u' son tutte e pini ^ . E ciò vedemo fare a ciascheduno , Ch' el si mette in coniuno 4 Molto più volentier tra gli assai lìoni, Che non stan sol, se in ria parte li poni. In quelle parti sotto tramontana Sono li moti della calamita , 1 Partenza . 2 V^ennono , %ip.fpiono Salf - 3 Più Salv. Bisc. 4 Comune . ( 74 ) Che dan virtute all' a're ' Di trar lo ferro j ma perdi' è lontana Vuole di siniil petra avere alta A falla adoperare , Cile si dirizzi 1' ago ver la stella . Ma voi pur sete quella , Che possedete i moti del valore , Onde si spande amore; E già per lontananza non è vano , Che senz' aita adopera lontano . O Deo non so eh' eo faccia, ne in rpial guisa. Che ciascun giorno conto all' avvenente * E intender me non pare Che in lei non trovo bona alcuna in lisa ^ Là oud' io ardisca a mandare umilmente A lei mercè chiamare . E saccio eh' ogni saggio eo porto fino D' amor, che m' ha in dimino 4, Pare eh' ogni parola eh' eo fuor porto Porti uno core morto , Feruto alla sconfitta del meo core. Che fugge alla battaglia u vince Amore . Madonna-, le parole eh' eo vi dico Mostrano che eo mi sia a dismisura 1 Aere . a Alla ventura , ronronnc al Francese a Vaveneiu Salv. 3 Intendenza Salv. 4 Doiitinio . (75) IJ' Ogni for falsità le '; Ne in voi trovo mereè, ciò eh' eo fatico, Ne par che Amor por me possa a diitlura ' In vostra poteslale ; Ne posso iinrjna sentire onde ni'avvcne; Se non eh' io penso bene , Che amor non porrìa avere in voi. Amanza. E crcdolo m certanza ^ Ch' elio a voi dica; lidio innamorato, Che alla fine poi more* e disamato. D' ora in avanti parto lo cantare Da me , ma non 1' amaie ; E. stia ormai in vostra j^rovcdenza Lo don di ])envoghenza ; Che i' credo aver per voi tanio cai.t.ilo; Se ben si pag^T ^ molto e l'acrpristaio. Madonna , di i; mostrare Vi vorria coni'co senì.C' La grave pena, che pci voi .susiogno , Da poi che mi fa stare A voi fcdel servente I Cioè fuor cT ogni fulsilate S;iìv. Bisc. 3 Giustizia Sab'. 3 Per certo , in fede mia Salv. ( 76) Amor , vedendo '1 vostro viso clero * ^ Di cui amico vero Gre dea esser temente ; Però eli' Amor sovente Suol, per servir, gli amanti meritare * E s' co per aspettare Di servir fedelmente Mi trac n inganno, metlrommi ^ in dispero 4 Ed arò a consumare ^ Coni' uom d' amor perdente , Che si distrugge , come al foco cero ; Cà eo non ho sentero ^ Di Salamandra neente , Che nello foco ardente Vive j e a me convien morte pigliare . S' eo moio , Donna , a hiasmare Credo v' ara la gente j Però sacciate che 'n tal guisa pero> Coni' uom eh' è in lo mare E la Serena 7 sente Quando fa dolce canto , eh' è si fero ; 1 Chiaro S;ilv. 2 Premiare , rimeritare Salv. 3 Wi mettsrò , wetteroinnii Salv. 4 //' disperazione SaÌT. 5 Cioò a consumarmi tialv. Ci Sentimento , natura Salv. ^ Sirena,- il nostro i>iì|ìo!o usa anch' oggi dirla Serena SalV^ (77 ) B ]' uom eh' è piacenliero ' Dello canto piacente Si fìf 'n ver lei * parvente ^ , E la Serena ancidelo in cantare . Oi lasso SI empiamente Sono feruto d' mio dardo intero , Ciò è il vostro guardare , Che sì amorosamente Mi dimostraste, eh' ora m' è guerrero 4, E sì comò ^ sparviero Posso dir veramente, Che io sono preso malamente , Quando V augello vede cimbellare ^ . > Però san 7 dimorare , Canzonetta piacente , Va , dì a Madonna esto motto verùero ^ Como non può avanzare La hellà lungamente Se pietà non Y adduce primero 9 , 1 Che sente piacere , che si compiace . 2 Cioè verso la Sirena Salv. 3 f^isihile^ cio,è si mostra a lei, si accosta a lei visibil- mente . 4 Guerriero, cioè nemico alla Provenzale Salv. 5 Dal Latino sic cjiiomodo ,• noi siccome Salv. 6 Zimbellare Salv. ^ Sanza , senza , dal Francese sans Salv. 8 T'eritiero Salv. 9 Cioè primieramente dal Laliuu primo , e eoni'orme alio Sj);ignolo primero Salv. ( 78 ) Ed io pieiaiiza cliiero , E ritorno temente Al vostro suon frangente , • Sì coni' uomo , eh' è lasso di cacciare . Conlra lo meo volere Amor mi face amare Donna di grande affare , troppo altera . Perchè lo meo servère " Non mi porla aiutare Ver lo suo disdegnare ; tant' è fera . E la sua fresca cera Già d' amar non si dotte- 2; E '1 giorno non ha notte Là do' ^ par 4 • donqua se aggio provai Li affanni e li martire , Ch' Amor mi fa sentire , a cui son dato , Amor , prend' eo comialo , e vuo' partire . Lo partir non mi vale , Che adesso mi riprende ^ Amor; chi non gli offende, poi gli piace. Cà tutto lo meo male, 1 Seii'ire . 2 Dotti , ttma , 3 Dove . 4 Pare , appare . ^ Mi prende di nuovo Salr. ( 79 ) . Di gran gioì' si prende S' elio ver me s arrende , d' amar face . Pur è uno poco in pace La mia piacente donna , Che Amor di buona donna non discende?. Però se a lei piacesse Amare ^ eo 1' amari a , Con meco partirla lo mal eh' avesse; E poi ^ lo mal sentesse , il ben verrla . Quando fra dui amanti Amore ogualemente ^ Si mostra benvogliente , nasce e vene . Di quello amore , manti ^ Piaceri ond' uomo sente , Gioia 4 lo cor; parvent' è tutto bene 5; Ma s' elio pur si tene Ad uno, e 1' altro lassa ^ Chi desperando atassa ^, è sofferente Del mal d' amor gravoso. Pieno di disianza , Eo vivo 'n disperanza vergognoso, Ch' eo son dottoso d'ogni fina amanza. Si coni' uomo distretto , Che non puote fuggire, t Poiché SalT. a Ei^dabnente Salv. 3 Molti SalT. c\oè onde, dal quale V uomo sente molti piateli. 4 Ba gioiare , gioire , per godere . 5 Cioè gode tutto il bene apparente , sensibile di quelVamore. 6 Quegli , cui Amore atassa, cioè turba, travaglia, di- sperandolo , sojjre ec. ( So) Conveneli seguire 1' altrui TOglia> Mi tene Amore astretto , Che mi face servy^e , E amando gradire u pur m' orgoglia Madonna , che mi spogHa Di coraggio e di fede . Ma s' elio vai mercede consentire Tutto Io meo corrutto ' , Ch' eo ragiono , è dolzore , Ma ^ più F affa ^ onore , se a postutto 4 Mi tornasse in disdutto di bon core. Ahi piacente persona, Ciera allegra e henegna. Di tutte altezze degna e d' onore, Ciascun uomo ragiona ; Quella donna disdegna , Che mercede non de^na ed amore . Donqua vostro valore , E mercede mi vaglia. Che foco mi travaglia , e non si spegna ^ ; E vostra conoscenza Ver me d' amor s' infiame ^ , E assai mi richiame henvoglienza , Avendo al cor sofferenza eh' io 1' ama. I Cruccio Salv. 3 Per se non che . 3 Gli si conviene onore , se ce. 4 ^l postutto , «Z tuao , in tutto e per tutta . 5 Cioè spegne da spegnare Salv. 6 S'' infifunm» , s^in/lammi. (8. ) i Oli gran disio pensando lungamente Amor che cosa sia , E don^e , e come prende movimento , Deliberar mi pare infra la mente Per mia cotal via , Che per tre cose sente compimento ; Ancorch' è fallimento Volendo ragionare Di cosi grande affare; INIa scusami che eo sì fortemente Sento li suoi tormenti , ond' io mi doglio . E' par che da verace piacimento Lo fino ^ amor discenda , Guardando quel ch'ai cor torni piacente; Che poi eh' uom guarda cosa di talento Al cor pensieri ^ ahb' enda ^ E cresce con disio immantinente j E poi dirittamente Fiorisce , e mena frutto . Però mi sento isdutto 4 ; L'amor crescendo mess'ha foglie e fiore; E veli ^ lo tempo , e '1 frutto non ricoglio Di ciò prender dolore deve e pianto Lo core iiiuamorato , I Perfetto , a Pensieie Salv. 3 Enda per ende , indi , ne, cioè ne abbia . • 4 <;ioè sdutto, da sdurre , deviare, Saly. 5 / iene ■ Tom. I. % ( s--' ) E lamentar di gran disavveiiUna : Perocché nnlla cosa * all' uomo è tanto Gravoso riputato , Che sostenere affanno e gran tortura Servendo per calur' ■ d' esser merlato ^ , E poi lo suo pensato 4 Non ha compita la sua disianza , E per pietanza ^ trova pur ^ orgoglio ; Orgoglio mi mostrate , Donna fina , Ed io pietanza chero A voi cui tutte cose al mio parvente 7 Dimorano a piacere ; a voi s' inchina Vostro servente , e spero Ristauro ^ aver da voi , donna valente : Che avvene spessamente Che '1 hon servire a grato INon è rimeritato , Allotta 9 che '1 servente aspetta hene , Tempo riven ^^ che merita ogni scoglio . 1 Nidìtj cosa , cioè nulla , niente Salv. Q Calura , cioè ardore , brama . 3 Premiato . ^ Pensiero , pensamento . % 5 Pietà . 6 Cioè o solamente fi. il Latino pure, o pretto Salv. n Dal Lali:io barbaro meo videri . rim) a mio parere Siìv, 8 Bistoro . 9 Allora . IO lì iv iene . (83 ) in quanto la natura E '1 fino insegnamento Han niovimenlo dello senno intero , Ond' ha più dirittura Lo gran conoscimento Da movimento o da natura, cliero * Se , la gran conoscenza , Dicess' noni per ventura ^ CHie vien piìi da natura Direbbe fallimento '^ j Che nessuna scienza Senz' amniaestratura Non saghe in grande altura Per proprio sentimento : Ma per lo nodrimento Uom cresce in conoscenza , Che dà valenza , d' ogni gio' compita Poi ha compimento Di bene in tal sentenza Senza fallenza ^ persona nodrita . Adunqua perche '1 senno E la natura insieme Vivano ad una s])eme. In un sentire stando , 1 Cerco . ■2 Fallo , c'Tore . 3 Senza Julia j cerlainente ■ (84) Coin' adoven ^ d' un legno Gh' a dui nomi s' atiene ^ , E pur una cosa ene ^ , Lo subbie tto guardando. Però provedimento Di cc^nquistar convene Valor di bene , cioè conoscenza Se lo cominciamento Perseveranza tene 4 Ceri' è che vene ^ a fine sua sentenza. E la perseveranza Si mante n ^ per soffrire , Oud' e' vuole ubbidire , Ed ogni bene avanza 7 . Adun(pia , per certanza ^ , Non si poria compire Senza lo sofferire Alcuna incomincianza . 1 Jddh'ieue Salv. 2 S^ attiene . 3 È . 4 Tiene . 5 Viene . 6 3Iantiene . 7 Cresce . , 8 Per certo , certamente . (85) Impressa nella Bella Mano l)onna , 1' amor mi sforza , Gli' eo vi deggia contare Coni' eo son 'namorato E ciascun giorno inforza La mia voglia d' amare ; Pur foss' eo meritato ^ . Sacciate in veritate , Che SI preso è il meo core Di voi , incarnato Amore , Che more di pietate , E consumar lo fate In gran foco e in ardore . Kave , eh' esce di porto Con vento dolce e piano. Fra mar giunge in altura ; Poi vien lo vento torto , Tempesta e grande affanno Le adduce la ventura j Allor si sforza molto Come possa scampare , Che non perisca in mare . Così r Amor m' ha collo » E di biion loco tolto , E mosso a tempestare . I RiinerUato Biso» (86) Madonna 3 udit' ho dire Cbe in aere nasce un foco Per rincontrar de' venti ; Se non more al venire In nuvoloso loco , Arde immantinenti Ciò che ritrova loco ^ . Così le nostre voglie , Per contraro ^ s' accoglie , Onde mi nasce un foco , Lo qnal s' estingue un poco Per lagrime e per doglie . Greve cosa è servire , Signor conlra talento , E sperar guiderdone E mostrare in parire ^ Che sia gioia il tormento Contra sua opinione . Dunque si de' aggradire , Se co voglio ben fare , E ghirlanda portare Dello vostro orgoglirej Che s' eo voglio ver dire , Credo dipinger 1' a're 4 . 1 Cioè quivi Salv. Bisc. 2 Contrario . 3 Parere . 4 Aere , aria . (8? ) A plnger 1' acr som tlalo. Poiché a tal sou coiiclulLo : Lavoro , e non acf[iiisto j Lasso j non ben fatalo ^ L' Amor nn ci ave aJJntlo ; Coloro r anietisto . Oiniè dolente e trislt) , Perchè fu' eo sol nato A stare innamorato ? Poi ^ Madonna ni' ha visto , Meglio è eh' eo mora in quislo ^ ; L sia sno lo peccato . Impressa nelV Allacci . Avve^na clied 4 eo m' aggio più per icnipo Per VOI licliiesto pietade ed amore Per confortai' la m^jslra grave vita ; Non è ancor sì tranassato il tempcj , Che '1 mio sernion non trovi il vostro core Piangeiìdo star con 1' annua smarrila , Fra se dicendo , già s' eri in ciel iJia , Beala gioglia ^ , eh' noni cliiaina\a, o me 1 Con cauivo destino . 2 Poiché . 3 (Questo . 4 Che . 5 Oioia Sulv. (83 ) Lasso , e quando , e come Vedervi potrò io visibilmente ? Si eh' ancora a presente Vi posso fare di conforto aita . Donrpie m' odite , poi ch'io parlo a posta, D' amor alU sospir ^ ponendo sosia ^ . Noi provamo che in questo cieco mondo Ciascun si vive in angosciosa doglia Che in ogni avversità ventura il tira ; E va nel ciel , dov' è compita gioglia , Gioglioso ^ il cor, fuor di corrotto 4 e d'ira Or donqua di che il vostro cor sospira , Che rallegrar si de del suo migliore ? Che Dio , nostro Signore , Volse di lei, com' avea 1' Angel detto. Fare il cielo perfetto . Per nova cosa ogne Santo la mira , Ed alla sta davanti alJa Salute ^ , Ed, in ver lei parla ogni virtute ^ . Di che VI stringe il cor pianto ed angoscia. Che dovreste d' amor sopraggioire , Che avete in ciel la mente ,e 1' intelletto? Li vostri spirti trapassar da poscia 7 1 Sospiri (T amore, cioè amorosi Salv. 3 Quiete , posa . 3 Gioioso . 4 Cruccio , lutto Salv. 5 A Dio. 6 P^irt/ites jhifreloruìii Salv. 7 Da poi Salv. (89 ) Per sua virtù nel ciel : tal è il desire , Che Amor lassù li pinge per diletto. O uomo saggio , o Dio , perchè distretto Vi tien così 1' affannoso pensiero ? Per suo onor vi chero Che all' egra mente prendiate conforto , Né aggiate più cor morto , Ne figura di morte in vostro aspetto . Perchè ^ Dio 1' a^^oia allocata fra i suoi. Ella tutt' ora dimora con voi . Conforto già, conforto 1' Amor chiama, E Pietà prega , per Dio , fate resto ^ . Or v' inchinate a sì dolce preghiera ; Spogliatevi di questa vesta grama ^ , Da che voi sete per ragion richiesto , Che r uomo per dolor more e dispera . Com' 4 voi vedreste poi la l)ella ciera , Se v' accogliesse morte in disperanza i Di sì grave pesanza Traete il vostro core ormai , per Dio , Che non sia così rio Ver r alma vostra , che ancora spera 1 Con tutto che , tutto che Salv. 2 Cioè restate di piangere Salv. 3 Crramaglia Salv. 4 Come j vuol cìire , come vedreste la vostra donna. • s^ moriste voi per disperazione non potreste esser sah'o , e i' Ch'altrui dispiacerla forse non poco. i f^aro , farìa . 2 Capo . 3 Gentile . 4 Cupe . 5 Enno , sono . ( »oi ) À FRA GUI TT ONE vJ caro Padre meo , di vostra laude Non bisogna eh' alcun uomo s' embarchi ; Che in vostra mente entrar vizio non aude ", Che fuor di se vostro saver non 1' archi , À ciascun reo sì la porta , e 1' aude ^ , Che sembra più via che Venezia marchi , Entr' a' gaudenti ben vostr' alma gaude , Che al me' parer li galdj ^ han sovra l'archi. Prendete la canzon , la qual io porgo Al saver vostro che 1' aguinchi 4 e cimi ; Che a voi 'n ciò solo, com'aMastr' accorgo ^j Ch'eli' è congiunta certo a debel ^ vimi 7 ; Però mirate ^ , di lei ciascun borgo Per vostra correzion lo vizio hmi. 1 Osa - 2 Ode, 3 Qaudj . 4 Avvincili . 5 Accorro Salv. 6 Debili. 7 Legami , dal Latino vimen . 8 Cioè mirate che . ( I02 ) Impresso nellg, scelta di Rime Antiche pubblicate in Firenze. i^ure a pensar mi par gran maraviglia , Come r umana gente è sì smarrita , Che largamente questo mondo piglia , Conte regnasse qui senza fluita * . E d'adagiarsi ciascun s'assottiglia. Come non fusse mai più altra vita ; Poi vien la morte e ogni cosa scompiglia, E tutta sua 'ntenzion li vien fallita . E sempre vede l' un 1' altro morire , E vede eh' ogni cosa muta stato , E non si sa il meschino rinvenire . E però credo , solo che il peccato Acceca 1' uomo, e sì lo fa finire , Che vive come pecora nel prato . 1 Fine Bisc. ( ^«5 ) Impretso nella suddetta Scelt» di Rime yfntiche. 0\ son lo angoscioso e pien di doglia , E di molti sospiri e di rancura , Che non posso saper cpiel che mi voglia , ^è qual possa esser mai la mia ventura . Disnaturalo son come la foglia , Quando è caduta della sua verdura; E tanto più eh' è 'n me secca la scoglia ' E la radice della sua natura. SI eh' io non credo mai poter gioire , Né convertire mia disconfortanza In allegranza di nessim conforto.. Soletto , come tortora vo' gire , Sol partire mia viia in disperanza , Per arroganza di così gran torto . 1 Scorza , buccia . Bisc. ( '«4 ) Impresso n»lla suddetta Scelta di Rime Antiche . £ ra r altre pene maggior credo sia Por la sua liberiate in altrui voglia^ Lo saggio dico pensa prima via * Di gir che vada , che non trovi scoglia ^ . Uomo , eh' è preso , non è in sua balìa ; Conveneli ubbidir, poi ^ n'aggia doglia: Che a uccel lacciato dibattuta 4 è ria, Che pur lo stringe , e di forza lo spoglia . In pace duncpie porti vita serva Chi da signore alcun merito vuole, A Dio via più che volontate chere ^ . E voi, Messer , di regola conserva. Pensate allo proverbio, che dir suole, A buon servente guiderdon non pere . 1 Prima via , cioè anzi tratto Bisc, 2 Scoglio . 3 Benrhf- Bisc. 4 Dibattili lento ,• vuol dire percJié alV augello , preso al laccio, il diliitfersi fa danno, e lo stringe, e li to~ glif; le forze. Bisc. 5 Cioè chiede a Dio assai più altre cose , c/te libertà . (.io5) Impresso nella suddetta Scelta di Rime Amiche t Cli' i' core avessi mi potea laudare ^ Avanti, che di voi fossi amoroso j Ed or son fatto, per troppo adaslarc "* Di voi e di me fero ed orgoglioso Che sovent' ore ^ mi fa svariare 4 Di ghiaccio in foco , e d' ardente geloso E tanto mi profonda nel pensare. Che vivo sembro, e mono sto nascoso. Ascosa morte porto in mia possanza , E tale ininiistate aggio col core , Che sempre di battaglia mi minaccia . E chi ne vuole aver ferma cerlanza , Risguardimi ; se sa legger d' amore , Ch' i' porto morte scritta nella faccia . 1 Piantare Bisc. 2 Trattenermi . 3 Sovente , spesso, come tutt'' ore , tiittoi'a . 4 Cangiar» ■ .( io6 ) Impresso nulla sud-detta Scelta di Rime Antiche vJentil Donzella, di pregio nomata. Degna di laude e di lutto 1' onore , Che par di voi non fue ancora naia , Né sì compila di tutto valore . Pare che in voi dimori ogni fiata La Deità dell' allo Dio d' Amore ; Di tutto compimento sete ornata E di adornanza , e di tutto bellore , Che '1 vostro viso dà si gran lumera ^ , Che non è donna , eh' aggia in se beliate , Che a voi davanti non s' oscuri in cera ^ . Per voi tutte bellezze so' ^ affinate , E ciascun fior fiorisce in sua maniera Lo giorno quando voi vi dimostrate . 1 Luce , splendore . 2 In viso . 3 Sono Bisc. ( 107 Impresso nelle Rime Antiche, e nella Bella Mano -Lamentomi di mia disavventura , E d' mi contrarioso distinato * , Di me medesmo , eh' amo for misura ^ Una donna , da cui non sono amato . E dicemi speranza , sta alla dura ^ , Non cessar mai per reo sembiante dato ; Che moko amaro frutto si matura , E divien dolce per lungo aspettato 4 Dunque creder vogl' io alla speranza ; Credo che mi consigU lealmente , Gh' io serva alla mia donna con leanza ^ . Guiderdonato sarò grandemente ; Ben mi rassembra Reina di Pranza , Poiché dell' altre mi par la più gente ^ . 1 Destino . 1 Fuor di misura, senza misura Bisc. 3 Sta forte . 4 Aspettamento , aspettanza , lo aspettare . 5 Lealtà , ~~ 6 Gentile. ( '08 ) Impresso nelle Rime Antiche , e nella Bella Mano . JLo vostro bel saluto e gentil guardo , Che fate quando v' incontro , ni' ancide . Amor m' assale ^ e già non ha riguardo S' egli face peccato , o ver mercide ^ . Che per mezzo lo cor mi lancia un dardo , Che d' oltre in parti lo taglia e divide . Parlar non posso , che in gran pena io ardo , Sì come quello , che sua morte vide . Per gli occhi passa , come fa lo trono ^ Che fer ^ per la finestra della torre, E ciò , che dentro trova , spezza e fende . Rimagno come statua d' ottono 4 , Ove vita , ne spirto , non ricorre , Se non che la figura d' uomo rende . 1 Mercede . 2 Tuono , fulmine . 3 Fere , ferisce , cioè percuote. 4 Ottone . ( ^«9 ) Impresso nelle Rime Antiche, e nella Bella Mano Vedut' ho la lucente stella diana , Ch' appare anzi che '1 giorno renda albore , Ch' ha preso forma di figura umana ; Sovr' ogn' altra mi par che dea ' splendore: Viso di neve colorato in grana, Occhi lucenti , gai , e pien' d' amore , Non credo che nel mondo sia cristiana Sì piena di heltale e di valore. Ed io dal suo valor sono assalito Con sì fera battaglia di sospiri , Che avanti lei di gir non saria ardito . Così conoscess' ella i miei disiri , Che , senza dir , di lei saria servito , Per la pietà , che avrebbe de' martiri . I Dia . # ( no ) Impresso nelle Rime Antiche , e nella Bella Mano • l'olente, lasso, già non m'assicuro, Che tu m'assali, Amore, e mi combatti. Diritto al tuo riscontro in pie non duro , Che 'mmantenente a terra mi dibatti. Come lo truono ^ , che rompe lo muro , E il vento gli arbor per li forti tratti. Dice lo core agli occhi ; per voi moro . Gli occhi dicono al cor : tu n' hai disfatti . Apparve luce, che rendè splendore, Che passando per gli occhi il cor ferio , Ond' io ne sono a tal condizione . Ciò furon li vostr' occhi , pien' d' amore , Che mi feriron lo cor d' un disio , Come si fere augello di bolzone ^ . 1 Tuono , fulmine . 2 Sorta di freccia . ( "■ ) Impresso nelle Rime Amiche , e nella Bella Mano lo vo' del ver ^ la mia donna lodare , E l'assembrarla alla rosa ed al giglio . Pih che stella Diana splender pare , E ciò , che lassù è bello , a lei somiglio . Verdi rivere ^ a lei rassemhro , e 1' a're ^ Tutt' è color di fior giallo e vermiglio, Oro, ed argento, e ricche gio' 4 preclare, Medesmo Amor per lei raffina ^ miglio ^ • Passa per via sì adorna e gentile , Ch' abbassa orgoglio a cui dona salute , E fai 7 di nostra fé' , se non la crede . E non la può appressar uom , che sia vile: Ancor ve ne dirò maggior virlute ; Nuli' uom può mal pensar , finché -la vede . 1 In vero , veramente . 2 Priviere . 3 Aere , aria . 4 Gioire . 5 Per raffinarsi , cioè affinarsi , perfezionarsi , divenir perfetto 6 Meglio . 7 T.o fa . (..2) A BONAGGIUNTA URBICIANI Impresso nelV Allacci , erroneamente sotto il nome di Fra Guittone ■ L omo , eh' è saggio, non corre leggiero, Ma pensa e guarda , come vuol misura . Poi eh' ha pensato , ritien suo pensiero , In fino a tanto che '1 ver 1' assicura j Uom non si del>he tener troppo altero ; Ma dee guardar suo stato e sua ventura . Foir è chi crede sol veder lo vero , E non crede , eh' altrui " vi pogna cura . Volan per 1' aria augei di strane guise , Ne tutti d' un volar , ne d' uno ardire ,• Ed hanno in se diversi operamentij Dio in ciascun grado sua natura mise , E fé' dispari senni e movimenti : E però ciò , eh' uom pensa , non dee dire , I Altri Salr. ( ,t5) DI GUALPERTINO DA CODERTA Impresso neW Allacci ■ \j Padre meo, pognam che mi cacciassi, E vacillassi ^ ver di me il coltello , Teco farò , come fa Io catello '■ , Quando il signore gli ha dato de' sassi . Che a pie gli torna con giacchiti ^ passi, Lecaudol tutto uman piìi d' un agnello Suhitamente, non stando rebello j Che eo da te la essenzia e carne trassi . E quando in tutto estraniar 4 non vogli Dagli altri padri , cui T amore stringe , Sentir te della carne fihale , Eo ti confesso pur eh* ho fatto male ; Ma conoscenza a ritornar mi pinge j E come serpe conveu eh' eo mi spogli . 1 Sguainassi . 2 Gagnolo, cagnolino . 3 Gieccìiiti , umili Salv. 4 Essere diverso Salv. Tfim. 1. ( "6) Cli' a mia gioì' non s' avveiie - Ch'uomo senza temere Non par che sia amoroso ^ ; Che amar senza temer non si convene. E se la mia temenza Nasce di hene amare , Ben (leggio pia cantare innamorato, E lo farò , ma senza Vano dismisurare , Sì eh' alla donna mia ne serva in grato * Ch' nomo dismisurato Non può gran gioi' acquistare , Che duri lungamente : Però è pili laudato Quello , che sa guardare Lo suo acquistato ^ ammisuratamente . Però, bella, temendo, Voi laudo in mio cantare j Che certo credo , che poco saria Ciò , eh' io di ben dicendo , Potesse voi avanzare . Vostro gran pregio v'avanza ed invia; E ciò eh' 10 far porìa , Gire' 4 per lunga parte 1 Innamorato. 2 In grado Salr* 3 acquisto . 4 Gì rei , andrei . (■■7) Laudar vostro valore ; E così crescerla Vostro pregio per arte , Come lo mare per lo scorridore * . Impresso nelV Allacdéi ÌJ un amoroso foco Lo meo core è sì preso, Che m' ave tanto acceso . Languisco innamorando , Ond'eo non trovo locoj Che Amore m' ha conquiso . Tolto m' ha gioco e riso , Preso m' ha tormentando ; A ciò pensando vivo sì doglioso , Ch' ardo in foco amoroso , E vassi consumando la mia vita Per voi, chiarita mia Donna valente , A cui sono uhidiente ; Mercè vi chiero, che aggiate pietanza Pietanza a voi chiero , E domando mercede j Cà ^ lo meo core crede Morire in disianza . i Bio , fiume , o flusso Salv. •i Che, perchè, da ciuia Salv. ( "S) Ma in lutlo non dispero, Cà bona donna vede Quand' uomo per sua fede Mantien bona speranza . Non sia tardanza di darmi conforto , Che r uom , da poi eh' è morto , Non vale alcuna gioia dimostrare , Che ritornare il possa nel suo stato . Donque, chi è gravato In tale guisa , abbia socconimento . O Deo ! che in tal tormento Non pera il mio disire j Che saria gran fallire A voi , donna amorosa : Da poi che il mio talento E miso in obedire. Vaglia lo ben servire , Ch' è sopra ogn' altra cosa , Che per voi , fresca rosa , co non pera . La vostra bella cera Se mi dona d' amore sembianti , Sarò tra gh altri amanti più avanzato. Se il meo servir v'è a grato » , Perchè ^ io languisca, non credo morire 1 Grado . 2 Tuttoché Salv. ( "O) DI RUGGERONE DA PALERMO Impresso nelV Aliatici . Jjen mi deggio aUegrare , Anno E far versi d' amore, Cile a chi son servidore M' ha molto grandemeute meritato * . Non si porla cantare liO gran bene e l' onore . Ben aggia lo martore ' Qi' io per lei lungamente aggio durato . Però consiglio questo a chi è amadore, IVon disperi , ma sia buon servidore ; E non gì' incresca la gran dimoranza : Chi vuole compiere sua inlendanza ^ , Viva a speranza . Che non mi par che sia di valimento. Da che uom viene tosto a compimento. Ben ho veduto innante A cui par forte 4 amare , E non vuole penare . E' fa come lo nibbio certameute > 1 Rimeritato , premiato . 2 Martora , martire . 3 Intenzione Salv. 4 Grave Salv. ( I20 ) eh' egli è bello e possaiite ' , E non vuole pigliare Per non molto affannare, Se non cosa , qual sia appariscente . Così fa quegli , che ha povero core Di sofferire pene per amore . E »ià sann' ci che nuli' altra amistanza Non guadagna uomo mai per vililanza ' . Sia rimembranza : Chi vuole amor di donna , viva a spene; Contisi in gran gioia tutte le pene . Così dovemo fare. Come il buon marinaro , Che corre tempo amaro , E per affanno già non s' abbandona . Pria s' adastia ^ al ben fare , Ancor che li sia caro. Mentrunque ha buon dinaro Non si ricrede della sua persona; Vede la morte , ed ha sempre speranza , E sta in tormento , e dassi buon conforto, Finché campa il rio tempo, e giunge a porto ; Ed in diporto Non li rimembra poi di quelle pene ; Dole' è lo male , ond' uomo aspetta bene . 1 Possente , Saly- 2 Viltà . 3 S^affietta , si studia Salv. i .2. ) Impresso ntlV Allacci Oi lasso , non pensai Si forte mi paiisse ^ Lo dispartire da Madonna mia . Da poi eh' io m' alJongai * Ben parìa , eli' io morisse , Membrando di sua dolce compagnia : E gianmiai tanta pena non durai , Se non cpianto alla nave addinujiai j E or mi credo morire cereamente. Se da lei non ritorno prestamente . Tutto quanto eo vio ^ Sì forte mi dispiace , Che non mi lascia in posa 4 in nessun loco ; Sì mi stringe il disio , Che non posso aver pace , E fammi reo parere viso e gioco . Memhrandomi suoi dolci sognameiite ^ , Tutti diporti m' escono di niente j E non mi vanto che a disdotto ^ sia , Se non là ov' è la dolce donna mia . 1 Paresse . 2 Allontanai . 3 Veio, veggio Salv. 4 Jn riposo Salv. 5 Segnamenti , segni, contrassegni Saly. 6 Disdotto, cioi" diporto Jal Francese antico dcduit Salv. ( 122 ) O Deo ! come fui matto , Quando mi dipartivi ^ Là ov' era stato in tanta degnitate : E s' io caro l' accatto , E scioglio come nivi ^ , Pensando eli' altri 1' aia in potestate , Ed a me pare mill' anni la dia ^ , Ched io ritorni a voi , Madonna mia . Lo reo pensiero sì forte m' atassa 4 , Che rider , ne giocare , non mi lassa , Canzonetta gioiosa , Va alla fior di Sona , A quella , che in prigione ha lo mio core ; Dì alla più amorosa , Ca ^ per sua cortesìa Si riraemhri del suo servidore , Quelli , che per suo amore va penando , Mentre non faccio tutto il suo comando . E priegalami ^ per la sua hontate , Che a me deggia tenere lealtate 7 . 1 Dipartii . 2 Siciliano, per nei'e . 3 Die , dì , giorno . 4 -^/i trai'aglia , ni' opprime . 5 Che Salv. 6 La prega per me . 7 Tener lealtà , cioè fede y mantener la fede Salv. ( ^^5) DI GUERZO DI MONTECANTI, O MONTESANTI Impresso neW Allacci . O'" fuss' eo il gran Tartaro , o Soldano » Anno , 123o. Signor del luminoso Paganesmo , E s' eo non distruggesse il Crisiiauesmo, Ch' el mi sia in ira il Criator soprano . Legge di Papi o di Giusliciauo INou si ricordereblje , ne millesrao ; Consumerìa l'orgoglio il grande sccsnio ^, E la superbia d' ogni Cristiano . Mercè de' Guelfi e degli Ghibellini, I qual per Imniiìosa Italia sparli , Glie fan di lor medesmi tagli e quarti. Ma ciò non fan Tartar' ^ uè Saraciui In darsi cura di si fatte parti , E noi però siam dolenti e meschini . I Scisma , diuisione . a Tartari . ( ^M ) Impresso nelV Allacci ^e alcun volesse la cagion savere Perchè aggio oblialo il dire in rima , E '1 bel cantare , eli' eo solca far prima , Dirollo in un Sonetto al meo parere ^ . Che veggio d' ora in ora il ben cadere, E profondare j e '1 mal sormonta in cima : Onde '1 meo core si consuma e lima. Sì che niente più non può valere . Or non vi sento più alcun remeggio ^ , Sol che veder finire 1' universo: E quest' è 1' argomento ^ , che in ciò veggio. Da po' che il bene è profoudato o perso , JNiJr altra cosa domando , uè cheggio , Che il fragil mondo vederlo sommerso . 1 Come mi pare . 2 Rimes:gio , rimedio , alla Provenzale Salv. 3 II modo Salv. ( 1^5 ) DI RANIERI DE' SAMMARITANI DA BOLOGNA Impresso ne' Commentar] della Volgar Poesìa del Crescimheni. V^ome in Samaria nato for di fé', Anno Ferni' è lo nome sovra quello eli' aggio : Cosi come ver voi son dritto in fé' , Messer Polo, però del senno caggio. Sono * vi mando , eli' al vero Dio fé' ^ E chi rincontra lui, vantene che ha gio' ^. L' udite volte mante 4 Ad anime ch'ha mante Probate ^ son parole Di ciò , che ^ fo parole . 1 Sonetto, Canzone, conforme all' Inglese Song Salr. 2 Feci . 3 Gioia . 4 Molte, cioè molte volte . Salv. 5 Provate . 6 Cioè di che . ( '^6) r als' indivini ^ ha tal tempo, clie 'u danno Per avanzare, e non son me' che capra, Piacer si vede a tai men prò, che daimo. Però che '1 lor affar mistier fa ch'apra. S avete assimigliaste or' è men danno A ciò per canto verso, e più non capra Si prova falso alle parole , danno Incontra lor, sì che nessuna capra, Che ripresa non sia da gente giusta , E del coiUradio già nessun la crede Tant' ha ridotta in doglia ogni allegrezza . Ma ciascun dice : oimè ! cpiant' era giusta , Ma noi dovem, come da quei che crede For mento ^ per parenza 1' allegrezza . 1 Indovini . 2 Cioè fora mento Salv. 12 JO. ( 127 ) DI MESSER POLO Oi corno il balenato ' foco acciso ^"."*' Sembra fra l'aire ^ iscura ^ e poi risprende 4; Poi Io suo lume appare, e distiso ^ Per gran fortuna forte tron ^ discende Ch'uom trema di paura, ed è d'avviso Che ciò poss' esser vero a clii lo 'n tende ; Cosi isguardando , eh.' eo sono sì priso , Dalli suoi occhi risplendor 7 mi rende. Poiché lo suo splendore è apparito Le lingue croie , vaghe di maldire , Tronan ^ parlando, ed hannomi ferito. Piiprendon chi me fa contra te gire ; Sovente 9 di dolor sarìa perito , Ma fino amor giammai non de' fallire. 4 Baleno . 3 jéere , aria . 3 Oscura . 4 Risplende . 5 Disteso . 6 Trono , tuono ,• onde intronati Salv. 7 Risplendore , splendore . 8 Tuonano Salv. 9 Molte Tolte , più volte . ( '^8) JLadro mi semìjra Amore poi che fese ^ Si come fei ^ ladrone fa sovente , Che se in via trova quel d'altro paese Fa i ^ creder eh' el fai 4 cammia certamente, E inganna quello, che sua guida prese , Promettendol menar seguramente: E menalo là o' ^ no i ^ vallon difese , • E poi sì '1 prende, e trattai malamente. Sembiantemente 7 mi deven ^ d'Amore, Che lui seguii, credendo di lui bene; Elio mi prese , e n tal loco m' addusse j E sì mi stringe, eh' i' non ho valore. Che di nullo sollazzo mi sovene 9 : Meglio mi fora , che morto mi fusse ^<» . 1 /'^ere . 2 Fello . 3 ./f lui per li . 4 Falli , fagli SalT. 5 07,e. 6 Won gli vnglion Bìsc. ^ Siìnigli antemente Salx. 8 Diviene , avviene . 9 Sovviene , socco/Te . IO Fussi , ( ^^9 ) ^>i corno quel , che porta la lumera ^ La notte, quando passa per la via Alluma assai più gente della spera ^ , Che se medesmo , che l' ha iu balia j Ed una bestia, ch'ha nome Pantera Ch' aulisce ^ più che rosa , o che lumia 4 E repien ^ d' aulimento ^ ogn' altra fera. Ed ella par che cara non ne dia 7 ; Così , Madonna , delle gran bellesse ^ Non par che v'inalziate la persona. Ma rallegrate ciascun , che vi mira . Ma se vedeste un' altra , che 1' avesse , Anzi la prendereste eh' è corona , ]Nè gabbereste '1 cor, che 'nde 9 sospira. 1 Lumiera . 2 Lume j alluma della spera , cioè rischiara con il lume. 3 Olisce , odora . 4 Lumia , sorta d? agrume Salv. 5 Ripiena , riempie . fi Aidimento , odore . ■^ Cioè , non sene dia Salv . 8 Per bellezze, alla Pisana. 9 Che ne Salv. Bisc. Tom. I. • ( -50) jXoii sì cangi la fina benvoglienza , Che è nata fra noi. Donna valente, S' eo non faccio mosti auza per temenza , Che aggio , bella , deUa noiosa gente , Che sturbano 1' amor, grand' è parvenza * Più tosto, che se sta celatamente ; Ond' eo porto in cor la vostra iutenza ^ Celata , che di fuor non par ueienle . Che Amore è cosa molto duljitosa , Sì come uomo , eh' a morte è piagato , Che muor tenendo sua piaga nascosa . A simil pena per voi, Amor, son datoj Se non m' aitate voi , ciera amorosa , Celando amor , morraggio disperato . I Teista , mostra . a Intenzione Bisc . ( '3. ) 1 oi che tanto in ver me umiliate ^ , Clierendonii mercè con pietanza. Mostrando per vostro dir , che m' amate , Si come pare per ferma certanza , Rai^ione è che '1 meo voler sacciate, Poich' i' vi veggo in cotanta pesanza ^ ; Per meo amor voglio , che confortiate ' , Che 'n voi ho messo il core e la speranza, E son di voi sì coralmente presa , Che giorno e notte non posso posare , Anzi incendo ed ardo più che foco . Ma sì vi prego , che da voi sia intesa , Che vi piaccia lo vostro amor celare , In fin tanto che vegna tempo e loco . 1 Ki umiliate . 2 Peso , gravenza, qui metaforicamente tormento, affanno. 3 Vi confortiate . ( .32 ) Impressa ne^ Commentarj della T^olgar Poesia del Crescimbeni • J^/a gran uol)ilitate , Che in voi. Donna, ho trovata M'inforza ogni fiata di trovare ^, E donami ardimento* Però con nmihate Nova canzon trovata ^ Ho per voi , pregiata Sovra o gn' altra di megUoramento j E vogliola cantare , E far cantare ahrui , Gentil Donna , per vni , Siccome nccello , che per gran frescura Diletta 3 in dolci versi , che li piace . Io canto , e mi conforto , • Sperando bene avere , Ci om' uomo, ch'ha grande avere campato Di periglioso loco , Ed è arrivato a porto , Ch' è tutto in suo piacere, Pensando che '1 nocere Li tornerà in gran sollazzo e gioco , Similemente aATcne 1 Cantore , poetare, 2 Co/riposta . 5 Cioè si diletta . ( i55 ) A me , che sono slato In mi-mar ^ tempestato s Or sono a porto , e gittato paro ^ Sovr' àncora , che mai non sa lasciare , Madonna , poi vi piace ^ Ch'io dica apertamente, Lo meo core e la mente Dimorano con voi ogni fiata ^. E 1 fino amor verace , A cui sono ubbidiente , Mi fa di voi presente Che eo vi tegna stretta ed abbracciata » Ben mi par quel eh' eo dico , Non perchè il vero sia , Che non vo' dir bugia , Ma faccio come fautolin , che crede Quanto lui sogna esser gran veritatc . L' adorno portamento ^ E la gaia sembianza Mi dà ferma speranza Di avere vostra buona volontate * Però mi rappresento A voi con sicurauza > Pensando che onoranza Si VI si accresce di tale amistate . t Mezzo del mare, come mi-luogo nel mezzo del luogo ^ 2 Paio , sembro . 3 Cioè sempre . ( '34) E dico a voi palese Ch' ho udito tenzonare , Colui è da biasmare , Che suo pregio dainia , ed ha tormento. Poiché s' è messo in sua confidanza . Eo somiglio alla state , Che adduce foglie e fiori . Divisato ha i colori Quella , per cui io sto fresco e gioioso Ch' ogni gran novitato W apparan li cantori ^ Che danno agli amadori gran conforto. A qual sta più pensoso Un suo dolce risguardo Fa ciascuno allegrare . Qualunque vuole amare, Sia in amore giacchilo e sofferente; Che piace a me donna orgogliosa e fera. ( '35) DI FABBRUZZO DA PERUGIA Impresso nelV Allacci • L omo non prese ancor sì sajjffiamente ^""° i ^^ 1 23o. Nessuno ^ a far che talor adevene ^ , Che l'usanza, che corre fra le gente. Noi tegua folle , s' egli mmesvene ^ . E quel , eh' al mondo fa più follemente Cogliali hen 4 che per ventura vene , Secondo l'uso sera cognoscente ^j Ch'è tenuto saggi' uom, cui prende hene . Però in ver la gente è grande erranza ; Che la ventura fa el fol parer saggio , E ciascuno che piace al suo volere j E non guarda ragion, non mesuranza ; Anzi fa hene , a cui devria danmiaggio ^ , E male a chi hene devrìa avere . 1 Nessun che cioè nessuna cosa che . 1 Addiviene , conviene Salv. 3 P^ien meno Salv. 4 (^rli colga bene cioè se gli riesca bene per fortuna 5 Prudente , saggio . a Danno. ( '36) DI FARINATA DEGLI UBERTl Impresso ne' Commentarj della Volgar Poesìa del Crescimbenì . Anno Ciome Asino sape ' , Cosi minuzza rape : Così va capra zoppa , Se il lupo non la 'iitoppa D' INGHILFREDI SICILIANO Impresso neW Allacci . Anno A-udite forte ^ cosa^ che ni'awene: Eo vivo in pene j stando in allci^ranza; Saccio eh' io amo , e sono amato bene Da quella, che mi tene in disianza. Da lei iieenle vogliomi celare ; Lo meo tormentare, Como pien' è , 'ndurisce , E vivo in foco j come salamandra. Sua . canosceuza j e lo dolce parlare, 1 Sa . 2 Grave , aspra . ( >57 ) E la bellezza, e l'amoroso viso. Di ciò pensando , fammi ti avai^Uare . Gesù Cristo idcoUa in paradiso , E poi la fece Angelo incarnando * . Tanto di lei membrando lo mi consumo ed ardo , E rinovello coni' Fenice face . L'uomo selvaggio ha in se tal naiura , Che piange quando vede il tempo cliiaroj Però che la tempesta lo spaura ^ . Siniil a me lo dolce torna amaro j Ma sono amato da lei senza inganno: A ciò mia mente mira , Sì mi solleva d' ira , Come la tigra ^ lo speglio sguardando . Gioia aggio preso di giglio novello , E vago , che sormonta ogni ricchezza , Dono m'è senza noia lo piti bello,- Per tanto non s'abbassa sua grandezza. Alla mia vita 4 mai non partiraggio . Sua dottrina ni affrezza ^ , Così mi coglie e olezza ^ , Come Pantera le bestie selvagge 7 . 1 Per incarnandola . 2 Lo impaurisce , lo spaventa Salv. 3 Tigre . 4 Per tutta la mia vita, per Jin cìi io viva. 5 M"" assaetta Salv. C Odora . ^ La panteia colP odore prende h- bestie Salv. ( -SS) Pogna ben cura , dicam' ^ di buon core , Per soffrire non perda nialanieute: L/Onlauaniente ni' ha tirato Amore , Perchè vii m' aggio lo ditto presente ; Lo sofferir m'ha condotto a buon posto Lo meo lavor non smonta , Ma nasce, e tollem' ^ onta E spine, e fior a certo ordine grana. Conoscenza , penosa e angosciosa Assai scapili che morte naturale Al mio parire . Fussi gioiosa tanto e amorosa j Con cui tu gissi mai non senlrìa ^ male Senza fallire Seria gaio e giocondo a vera gioì' 4, E tutta beninanza / Nulla giammai vedria contar lianza ^ Appare in ogni loco , E chi a torto falle, o fa incresciuiza,* Di piacer penza ^ assai , poi che si pente . Però mi pasco di bona credenza , » Dirami . a Toiflicìììi , nu' toglie . 3 Senlirìa , sentirebbe S;i1t. 4 Gioia, a -vera gioiti, cioè (// x-era gioia. 5 Leanzii , lealla , f'etìe . -6 Pcnsii . ( -59) Che Amor comenza prima a dar tormenle • Seria sovente Più ricca la gioi' mia , Se per mio amor l' argoglio ' s' miiilia , E la ferezza torna a pietanza : Ben lo può fare Amor, che eli' è su' usanza. Que', che desiano onore mantenere E fermi stare in alto paraggio *, Son più sfallenti ^ ; Reggonsi in servitude per avere Auro e argento , e non gentil coraggio 4 D' esser piacenti. Grandezza si consuma ; L'erbe dcvrìan granire, e non fiorire /, Né arbori foglire ^ , uè far frutto : Veder lo male più che '1 bene salire Non pare di barnaggio ^ in nulla parte , Che si pensi gradire, né avanzare. Però cordoglio 7 , Ciascuno tal mistieri si comparto . Lo meo cor parte vedendo ^ regnare 1 Orgoglio . 2 Paréntaggio , nohilià , dal ProTeusale parage SìiIt. 3 Fallenti , cioè fallano di j)iù . 4 Core. 5 Frondeggiare , metter foglie , Salv . 6 Baronaggio , dal Proifeuzale barnage Salv. Yuol dire , non pare in niun modo cosa nobile j signorile ■ '] Mi rammarico , mi dolgo di cuore, . i Cioè il vedere • V i4o) Follie ed orgoglio. Riguardando in' ammiro, Doime e donzelle veggio di grand' ire Senza sostegno tornare niente ^. Si malamente gentilezza spare ^ , Non deverìa lucer ^ Luna, uè stelle j Devrìa lo sol freddare 4, e non calere ^ L' aigue ^ turl^are , ]\è mai augelli posare in ramclle 7 Giacchili ^ a terra tristare 9 e languire , Più non vernare "^ Contasi mal per meglio , Yedesi il peggio tuttora avanzare ; Per contrattare " vince malenanza^^j E r onoranza naturai perita : Yillane non conoscer da mercieri '^ IHè gentil donna da altra borghese Poss'io sovente j I Cioè n niente . u Sparisce . 3 Lucere , risplendere . 4 Gelare . 5 Riscaldare . 6 Acque . ^ Ramclli , ramoscelli . 8 Gecchiti , umili prostrati . 9 Lamentarsi . 10 J\on venir più primavera . 11 Far contratti Salv. 12 Malignità . i3 Merciai Salv. ( ■4t ) Ne amoroso donzello da lanieri. Ne leanza avere , e ciò è palese Veracemente . Dimmi lo meo parvente per esempli, Cà dì è nell'aria scura Lo vii aiigel sovrassaglie ^ il falcone , Pres'ha '1 Leon natura di topino ^ Dal meo voler dir 1' ombra Coraiincio scm a rima , Como di dui congiunti amor mi iioglia ^ ^ Sì naturai 4 ni' adombra In lavoròo ^ e lima , Essendo du'^ semoun,com'clii ami e doglia 7, E di ragion poi membra ^ La scrittura le membra , Che di tal guisa tale amor congiunge , Sì elle quando 1' aggiunge Dal ditto amar n' aggiiuige Chi lo manten, nuli' altra gio' li sembra ì Soprassalti Salv. 2 Picciolo topo . 3 JYoia Salv. 4 Naturalmente Salr. r» Lavorìo , dal Latino barbaro lahoveriuni Salv. 6 Due . ■j Co//'' uomo che ami e doglia Sai. 8 lUcorda Salv. ( '40 Ed io , eh' a provar miro , Suono salvando sperdo ^ , Sicché dogho quando più miro Lo guadagno che perdo, (jhe più mi pura ^ ^ che J' aigua la spugna . E ciò mi fa cui ^ sono , Che '1 cor m' ha miso un suono Di hen voler sì forte, che m'abballo In tai pene , che batio Le mani, e gio'm'ha fatto, E son giocondo, di pianger fo dono. Stringe lo core , e gronda Lo viso di condutto Dell' aigua , che da tal fonte risurge. Non ne conta a gronda. Che lo mal , che m' è addutto Covrir potesse, se non risurge Con il desio , ond' è Che s\ spesso mi conde D' un agghiacciato pensier crudo e resto , Onde di duol non resto , Qiiand' a pensar m' assesto 4, L;i ve 1 disio il mio male nasconde . 1 Sj>eido suono , conforme al disperdere carnieri di Vir- gilio ShIt. 2 ISetta , 'asciuga Salv. 3 Cioè qiieìla , a cui sono Salv. 4 ^'/i inetto Salv. ( U3 ) S' eo tegno dritto o inverso Ed a lei il cor mi membra Tal la sente , non meraviglia parmi; Tanto nascosto inverso Del mio core ella seml)ra , Gilè nullo amante di ciò non è , panni . D' essere amato appunto Da lei , per cui son punto , Da lucigi più , che quando le sOn presso . Onde a dire m' appresso Qual io n' aggio lo presso , E di tutto non posso dire un punto . Del mio disir non novo Chiuso parlare ^ spargo Ca chiusamente * doglio sopr^ cima : Nullo parlar m' è novo , Che tal porto lo carco in dritto amore Che ognaltro decima j La mia fede è più casta , E più dritta eh' asta y Che in signoria s' è recata a serva , E più lealtà serva , Ch' in suo dir non conserva Lo bon Trislan, a cui presso s' adusta. 1 Parole coperte Salv. 2 CopertamenCe . ( -44 ) Grreve ^ puot' uom piacere a tutta gente , Perch' eo ^ parlo dottoso , E sì coni uom, che vive in grande erranza , Poi ^ veo 4 salire inganno malamente , Di tal guisa odioso , Che a chi noi commise n' è data pcsanza ^ • Eo veo salir lo non saggio in montanza ^ , E sovrastar li savj addottrinati , E li argomenti creduti appcnsati Mette pazzia per folle oltracuitanza 7 . Chi non è saggio non de' ammaestrare j E chi folle comenza Mal può finir , che a saggio sia approvato y Perchè '1 meo cor sovente de' penare , Poi mala prove de n za Vuole giacchir ^ naturale appensalo^ Ed è in tal guisa corso sormontato , Che veo signori a servi star subietti. 1 Difp.cilmente Salv. 9. Per lo che io , 3 Poiché Salv. 4 f edo , veggo . 5 Carico . 6 In altezza . 2 Ohracotanza , tracotanza, S Umiliare . ( -45 ) E servi a signoria essere cletli; Non può finir chi non ha cominciato . Non laudo coniiiiciar senza consigUo , Né non m' è a piaciiuenlo Dar lodo ^ a chi commette falligioue ^ . Chi ciò consente cade in gran ripiglio ^ , E chi tace è contento Di no avanzar chi sa mostrar ragione Che giusto hae di venir chi nd' ha 4 cagione , Se hon consiglio crede, va montando E di follia solleva hassando; Lo frutto lauda '1 fior , rpiand' è stagione . Non piace fior senza frutto a Signore : A cui falla speranza Considera lo tempo eh' è a venire. Vana promessa messo m' ha in errore ; E folle sicurauza Mi fa del parpaglion ^ risovvenire , Che per clartù ^ di foco va a morire : Così mi spiglio 7 , credendo avanzare , Che molti doglion per troppo affidare ; Lo pesce inesca l'amo, ond'ha a perire. 1 Lodo, per lode, come frodo 'fcr frode Salv. ?. Fallo . 3 Riprensione Sniv. 4 Chi w' ha S;ilv. 5 Farfalla Salv. C) Chioriià , sjdendore Salv. 7 Spitilio , oude spigliuso Salv. Tom. I. I® ( '46) Poi che tant' aggio conirario « veduto , Cangiato m' è il disio ; E sto com' uom , eh' è di duol quasi vinto j E ciò , che di gioi' mi donava aiuto , M' ave miso in ohUo , lu fera vampa di foco m'ha 'stinto ^; E son di pene d' intorno sì accinto , Gh' Oijni sustanza di hen m' aljbandona A for del tempo eh' un pensier mi dona. Che a me medesmo dispiacciomi pinto. Tant' è lo mal , lo ])en da se distinto , Che chi più falla di lodo ha corona ; E chi hen opra, di lui mal si suona ^: Ogni buon pregio di buon loco è spinto. rei la noiosa erranza m' ha sorpriso , E saggiato di sì crudel conforto , Voglio mosirare qual è il mio coraggio 4^ Ch' io sono in parte di tal loco miso , Ch' io son disceso , e non son giunto a porto 3 In gran bonaccia greve forluu' aggio . E son dimiso ^ dalla signoria. 1 Contrarietà Salv, •» l' stinto. 3 iSV parla Salv. 4 Core Saly. 5 Dimesso Salv. ( -47 ) Da reggimento , là 'ude ^ soii signore : Tant' è l'affanno, che porta '1 meo core ^ Ove allegraiiza vince tuttavia : Vinco e ho vinciuto, e tuttora perdo 3 Là u' son riceputo istò cacciato ; In isperanza amarisco ^ mia spene : Di gran gio' mi consumo e mi disperdo j Sì mi distringe là u' sono allargato; In allegrezza pianger mi convene . Adunqu' è Amor , che la vita m' accresce , Poi ^ sono amante di ciò, che disamo , E vo negando ciò , che voglio e bramo , E vivo in gioi' , come nell' aigiia il pesce . Però , Madonna , senza dir parlate 4 , Poi non l'avete, datelmi, che amore Non vuol che donna quel, ch'ha, deggia dare, E fate vista di scura cartate ^ ; La caccia è presa là v' è il cacciatore ; Non trovo d' aigua , e vo per essa in mare ^ ; A tal son miso , che ftiggendo caccio ; E sono arieto 7 com' più vado avante , 1 Per là onde come là ve per Za ove Saìr. qui sta pep di cui . ^ Amareggio Salv. 3 Poiché . 4 Vuol dire-, vorrei senza parlare essere inteso Salr. 5 Caritate SalT. 6 di' è actjiia amara Salv. •- .4 dreto , indietro SaW. ( '48) Se non m' accorre » di voi lo seminante , Che r uom disciolto ten ^ legato a laccio . Si ^ilto intendimento M' ave donato Amore ; Gli' co non saccio avvenire in che guisa Possa mercè trovare . Però lo mio talento Mi ha miso in errore , Ca non volle soffrire Di non volere si altamente amare . Ma poiché è in piacere all' Amore , Che lant' è poderoso , Ciò è 3 lo mio volere . Ha miso il core in affanno gravoso j Non saccio loco , che v' aggia ragione - Ben so se narramento E fatto a alcun Signore Per dover diffinire A qual de' dui s' accorda , piri ver pare . Non ni' è gran fallimento D'amar^ poi che '1 meo core E voluto assentire a tal volere , 1 Soccorre . 2 Tiene . 3 L ciò Saly. ( '49 ) eh' eo noi posso abentare * , E pero deggia avere L' Amore fot za in loco dubiioso ^ , E faccia a lei sapere Che son le pene del male amoroso. Forza d' amor mi mette a condizione . Lo meo innamoramento M'ha sì tolto '1 valore Per il gran vahmento Di Lei , cui chiamo fiore • Yorria , s' eo l' auso ^ dire , Umilemente di mercè pregare. Di darmi alleggiamento Di piccolo sentore , La dolce cera sol d' uno isguardare 3 Perchè "lo meo dolore Avesse via di non esser dottoso 4 . Contra l'alio parere Di lei, che m'è come l'uomo nascoso ^ , Che per aguaito ^ face offensione . 1 Acchetare, calmare Ja abento , riposo , quiete. 2 Pauroso , pericoloso Salv. 3 Oso Salv. 4 Pericoloso , dubbioso Saly. 5 Cioè che m'è insidiutrice Salv. 6 Aguato . ( 'So) Un giorno avventuroso Pensando iv. la mia mente Come Amor m' ha inalzato , Stava , com' uom dottoso , Da che mertatamente "^ Non serve a chi l'ha.onrato. Però volli contare Lo certo affinamento , Perchè V amor più flore ' , E luce , e sta in vigore Di tutto piacimento , Gioia tene in talento , E fa ogn' altro pregio sormontai'e . Monta sì ogni stagione , Per fronde e fiore e frutta La fina gioi' d' amore : Per questa sola ragione A lui è data , e condatta Ogni cosa ch'ha sentore 5, Siccome par, gli augelli Chiaman sua signoria Tra lor divisamenti 4 1 Meritamente Salv. a Fiorisce SalT. 3 Sentimento Sa)v. 4 Cioè nel lor linguaggio. Il Poliziano disse in lor latino Saly. ( '5. ) Tanto pietosamente, E r amorosa via Commendan tuttavia , Perchè conimie volle usar con eììì. Dunque la comune usanza Ha r amor così aggradito , Clic da tutti il fa laudare , Gentil donna , pietanza la VT me, che sono Ismarrito, E tempesto più che mare . ]N(m ^juardare in me, fina, Ch' eo vi son servidore. Traggete * simiglianza Dall' amorosa usanza , Che da picciolo onore Ingrandisce talore ^ ; E '1 ben possente alla stagion ' dechina Uno disio d'amore sovente Mi ten la mente ; Temer mi face , e Uìiso m' ha in erranza Non saccio, s'io lo taccia, O dica ueeute l Traete . % Talora Salv. S A tempo, all« volte Salv. ( -5:= ) Di voi più , gente ^ : Non vi dispaccia ; tant' ho duLilanza Cà s' eo lo taccio , vivo in penitenza , Che Amor m' inlenza ^ Di ciò, che può avvenire. Porìa rimanere in danno , Che poria sortire a manti , Se lor è detto guardisi davanti- E s' eo 1' ho detto , temo moko pini Non spiaccia a vui , A cui servir mi sforzo , donna fina , Cà semo per leauza , eh' è tra nui , D' uno cor dui . Temer mi face Amore, che mi mena, E se la mia temenza penserete , Pili m' amerete , che le mie paure Non son se non d' Amore . Chi ciò non teme , male amar poria j E tutta mia paura è gelosìa. Geloso son d'Amoie, ma dov'encj Così mi stene ^ , Che Amore è piena cosa di pania; E chi hen ama una cosa , che tene , Vivene in pene , Che tome non la perda per ventura. 1 Gentile . 2 :yP inttnzioìia , mi mette in niente Salv. 3 Hi f tiene Salv. ( -53 ) Dunqu' e ragion eh' eo irovi pietanza E peidonanza j Cà s' eo in voi troppo isparlo , INon son eo che parlo ■ Amor è , che tacente fa tornare Lo ben parlante , e lo mulo parlare . Dnnqne se Amore non vole cli'eo taccia. Non vi dispiaccia Se Amore e d' uno folle pensamento . Queir è la gioia , che più mi solazza , Par che mi sfazza ^ , Ch' eo ebbi di voi , donna , compimento . Ma non lo vorria avere avuto intanto , Che vo pensando , e convemmi partire , E in altra parte gire . La gioi' che di voi, donna, aggio avuta Non la mi credo aver mai sì compiuta . Perciò vorria eh' eo 1' avesse ad avere , Ed a vedere , Che di ciò nasce che mi diseoraia ^, Non addovegna come al mio temere . Vergogna è a dire , Che sicuranza prmai nidla non daia ^ . INIa s' io son folle nello mio pensare Per troppo amare , • * I Sfaccia . a Discoraegia Salv. 3 Daggia , dia Salv. ( ,54) Cà spero in voi , avvenente , Cli'eo non serò pei dente j Sì come da voi ebbi guiderdone, Mi Iraggerete fuor d'ogni cagione DI SER NOFFO NOTAIO D'OLTRARNO. Impressa ne' Commentar/' della J^olgar Poesìa del Crescimbeni. A^ijjo La dilettanza , eli' ho del mio disire , '^'''* Volendola celare, INIi fb lontano stare , Che voi. Madonna, non vegno a vedere Volciido'l meo coraggio ' Gelare onde ^ gioioso, È fallo dnbitoso Di voi guardare, Donna , solamente. E fammi gir selvaggio Di ciò , che più è amoroso j Allegro e dilettoso Sente piacere l'amorosa niente^ Perchè sovente , sì come a fedele , Amor m' impera , e vole j E certo non mi dole , Che amor celato deggia mantenere . I Core . Q Cioè la cosa per la f/uale di glorioso é fatto timoroso. ( -55) Poiché gli è piacimento D'Amoi., Madonna mia, Che mia parvenza ^ sia Di voi stranerà ^, nostra gioia celando. Contra lo suo talento Lo meo cor non porìa; E non vuol, né disia Gioia sentire contra '1 suo comando . Dunque , se amando , mostrovi scmhianli , Ch'i' sia di voi stranerò^. Però mercè vi chero , Ver me non cangi il vostro cor volere , JMon spero che giammai per mia salute Si faccia j o per virtute di sofìTrenza 4, O d' altra cosa Questa sdegnosa di pietate amica , Poi non s'è mossa da eh' ell'ha vedute Le lacrime venute per potenza Della gravosa Pena, che posa nel cor, ch'affatica. I Vista, aspetto. 1 Straniera, ignota a voi 3 Straniero . 4 Sojyerenza . ( '56 ) Però trovando pianger la mia mente , Vado così dolente tuttavia^ Com' uomo , che non sente , Ne sa dove si sia Da campar, altro che in parte ria; Ne so di ciò chi faccia conoscente Più tra la gente che la vista mia. Che mostra apertamente Come r^ilma desia Per vedere lo cor partirsi via . Questa mia donna prese nimistate AUor contra pietate , che s' accorse Ch'era apparita Nella smarrita figura ch'io porto: Però che vide tanta nol)dlate , Che si pone in vdtate, che mi porse Quella ferita , La quale è ita, che m'ha '1 cor mortato Piatanza lo dimostra , ond' è sdegnata Ed adirata , che per questo vede , Ch'ella fu risguardata Negli occhi f ove non crede Ch' altri risguardi , per virtii che fiede D' una lancia mortai , eh' ogni fiata Affilat' ha , che di piacer procede . lo r ho nel cor portata Da poi ch'Amor mi diede Tanto d'ardir, ch'io vi mirai con fede. ( -57 ) Io la vidi SI bella e si gentile Ed iu vista sì umile, che per forza Del suo piacere A lei vedere menar gli occhi e '1 core . Partirsi allora ciascun pensier vile , Ed Amor , eh' è sottile sì eh' ei sforza L'altrui sapere Al suo volere , mi si fé' signore . Dunque non muove ragione il disd^-gno , Che io convegno seguire isforzato Il disio , eh' io sostegno Secondo che gli è nato , Ancor che da virtù sia scompagnalo ; Perchè non è cagion , eh' io non sou degno, Ch' a ciò vegno come quei eh' è menalo ; Ma sol questo n'assegno, Morendo sconsolato , Che Amore fa ragion ciò che gii è gralo . Impressa nella Scelta di Rime Antiche pubblicate in Firenze . V olendo dimostrare Novellamente amore Per rallegrare ciascun gentil core . ^ella mia donna degna fé' riposo ; ( '58 ) E perchè senza pare Fosse lo suo valore. Interamente le donò riccore Di tutto piacimento dilettoso . Che r anima gentile , che la mira , In ciascun membro amor vedesse scorto , E di pietate sempre accompagnata , E d' umiltà , che mai non V abbandona . E infra le Donne pare Lumera di splendore , eh' a ciascun' altra sempre rende onore ; Tant' è 1 suo portamento grazioso . Chi la puote affisare Finger si sente fore Subitamente ciaschedun dolore, E di tormento ritornar gioioso . Ma non concede questo Amor gentile , Tant' è la sua possanza, Al cor che villan sia , In nulla guisa sua gran signoria, ]Xè '1 suo valor imaginar neente . Che 'n lei dimora un atto signorile , Che sempie la pietanza Par che aggia in ol^lìa ; Sì fere ciascim , ch'altro non disia Che gentilezza nella pura ménte. ( '59) ISe blasmo fosse onore, Direi lo gran piacere , E lo bene amoroso Che per temenza ascoso Io porto de litro al core. Ascondo per temenza La gioia e lo valore. Che di piacer m'abbonda; E vienemi voglie nza Assai sovente al core Di dir mia gio' gioconda . Mi trema '1 cor, le mem])ra, Ch' io non fosse blasmato Di ciò eh' aggio acquistato , Sforzandomi l' amore . Forza d'amor mi vinse. Contro di cui podere Non vai cui stretto tene j Ed in tal loco pinse Lo meo cor per piacere , Che certo mi mantene . De]]' amoroso bene C]ii j)rende lo diletto Plasmo me ne daria , Ch' i' non sentisse pna Sua possanza e valore. ( ^6o ) Se amorosa possanza Stringesse alli blasmanti E lo core e la niente, IVon avrien tal dottauza Di far vista e sembianti Di gio' eh' ho spessamente. Ma io veggio sovente , Chi non prova , a hlasmare Però dcbb' io parvente In far dimostraniento ^ D'amoroso riccore . Impresso nella scelta di Rime Antiche pubblicate in Firenze . \ edete s è pietoso Lo meo signore Amore A chi '1 vuole ubidire , E s' egli è grazioso A ciascun gentil core Oltre a 1' uman dosire . Ch' io stava si doglioso , eli' ogu' uom diceva , el muore. Per lo meo lonlan gire Da (pigila , in cui io poso I Diinostramcnli ( '6i ) Piacer tutto è valore Dello mio fin gioire . E stando in lai maniera Amor m'apparve scorto, E 'n suo dolce parlare Mi disse umilemente. Prendi d'amore spera Di ritornar a portoj JVè per lontano stare Non dismagar neeute. In im gioioso stato mi ritrovo, die 'n nulla guisa prende il mio cor posa , S'io non mi sfogo alquanto in mio parlare, In dire e dimostrare Come gioioso amor m' affata e tene . E s'io per abbondanza di gran gioia In mio parlar versasse oltr' a misura , Prego Amore che sempre mi difenda Da quel che mi riprenda. Ch' io pur dirò quanto di gio' son colmo ; Ma celerò infra la mente mia Per tema de' noiosi parlatori , Non mostrando di foii Onde gioioso sostegno la vita. Eo dico che lo meo gentil signore , Tom. l. 1 1 ( '62 ) Che Amor chiama ciascun ch'ha vai ime nto, liO primo punto che degnò venire , E nel mio cor sentire Mi fece dolcemente sua potenza, E ciascun membro fé' considerare E core ed alma in amoroso loco Imaginando col dolce disire Seinpre fé del servire Ver la mia donna , in cui mercè riposa. E, lei servendo. Amor per sua pietate Lo suo voler ini fé' sì grazioso. Che d' ogni ben gioioso Oltra pensiero fatto m' ha ritegno. Or voglio dimostrar ragione aperta Com' è la gio' che dentro al mio cor giace: Ella è sovrana d' ogni piacimento Però eh' ha movimento Della gentil mia Donna graziosa. La qual è adorna di sì nobil piacere Che se li guarda alcun d' alma gentile , Che degno sia di mirarla fiso Scorto lei vede in viso Umiltate che mai non l'abbandona. In quella parte ov' ella gli occhi gira Ne' degni cori abonda uno dolzore , Che ciascun chiama Amore Per dilettanza, ne altro non pon dire. Ancora avvien di lei più nuova cosa^ ( ,63 ) Cui fa parlare degnamente ed ode , Non ha lo core a lai pena commosso , Che non ne sia rimosso , E 'n a]lct>ranza tutt' or rinovella . E 'n «juella parte , ov' ella passi o stea INon ha poder lo cor, ne lingua nmana Di ragionar, se non del piacimento Del suo bel portamento , Che 'n ciascun atto lutt' ora mantene ; E nella la])l)ia sua senjpre dimora La simile d'un Angel la piotate Con tanta claritate , Che sempre sta gioioso chi la vede . Duncpie se al cor tanta gioia m'abbonda, Che r anima , vivendo in dilettanza , Adobblo ^ più eh' io non so proferere , Non dee però parere A saggio opinion contrarioso , Però che quella onde '1 gioir mi viene Amor per bona e degna provedenza In ciascun membro le donò virtute Con intera salute A ciascun cor , d' amor compreso degno ^ 1 .addoppio . 2 Cioè compreso , conosciuto degno d' amore ■ ( ^64 ) DI LANZALOTO O LANCELLOTTO SICILIAINO. Impresso ne' Commentar/ della f^olgar Poesia del Crescimheni . Anno (Jomo lo Sol lo giomo fa schiarire 1240. p^^ Y^ venti della gran claritate j Cosi mi fan li vostri occhi sbaldire Quando amorosamente mi guardate . E donami conforto di guarire Yedendo ^ lo bel guardo, che mi fate; Che '1 frutto dello fior conviene escire , Ma la radice dalla potestale. Ed eo per lo sembiante. Donna, spero Aver lo frutto della gioi' d' amore , Credendo che di fino amor si mova . Siniilemente come dal doppiere Si parte, quando elFarde, lo splendore,- Per Deo mercè , che '1 bon servir mi giova .. I II vedere . ( ^65 ) DI BARTOLOMMEO , O MEO, O MIINO MAGONI DA SIENA Impresso ntlV Allacci • 1245 JMon pensai che distretto * ^"J**" Amor tanto ni' avesse , Che donna mi tenesse Tutto in sua signoria . Or mi trovo in disdetto 2, E non creo eh' io potesse Partirmi , s' eo volesse , Ned averla in oblia . Tanto mi tene a freno, Che eo non porrla in disfreno Aver sua benvoglienza ; Così m' este in piacenza ed in volere , Ch' eo non porria orgogliare ^ In ver lo suo piacere 4. In piacer si mi tene Lo suo avvenimento ^ , E lo hel portamento , Che dona misuranza ^ , 1 Lea,(tto Salv. 3 Disdetta , disgrazia Salv. 3 Insuperbirmi , menar orgoglio Salr. 4 Perifrasi, cioè, in lei, verso lei Salr. 5 Avvenenza , grazia Saì.\. 6 Misura , moderazione , modestia Salv. ( i66 ) Che d'amar mi convene. Tielimii in dislringimento ' Però for ^ fallimento ^ Ho misa mia speranza In loco di valere 4 , Pensando , che è tenere A hellà 5 , come soglio, -* Però doglio , e mi spoglio ^ e fo partire In lei sempre avanzare Sovr' ogni akra uhldire . E da ogni altra intendanza 7 Esser voglio lontano, E farmene selvaggio ; Averla in trascuranza ^ E fermar con lidauz^ Meo penserò 9 in sua mano . Pensando tanta gioia , Mi Uovo senza noia D' Amor , che m' ha locato , E 'n tal signorìa dato a mia parvenza '• I Strettezza . 1 Cioè fuor di Salv. qui vale senza . 3 fallo . 4 Cioè di profitto Salv. 5 Tenere a beltà , essere vassallo di beltà Salv. 6 Cioè d' ogn'' alt'-o amore Salv. 7 jémanza , amore , innamoramento Salv. 8 avelia in non cale . 9 Pensiero . \o A mio parere , secondo il mio parere Salv. ( '67 ) Che non trovarla pare ^, Sì è sovra sua valenza ^ . Sua valenza ra' accliina ^ , E fammi fermo stare , E lealmente amare Mi dà voglia e talento . Com' oro in foco affina , Così mi fa affinare L' amoroso pensare Dello suo valimeuto j Così mi sta in core , Però senza fallorc 4 . Di core innamorata Non credo che sia nata chi più vale Chi serve co' umiliata ^ Assai più in amor vale . Perchè accertata ^ sia La miscredente gente , Che dicono inuìiamente Ch' eo vado vaneando 7 . Venuta ni' è desia ^ , 1 Pari Salv. f2 Ciof così è sovra V altre il suo valore Salv. 3 J^'' abbassa , in'' umilia Salv. 4 Fallo . 6 Con umiltate Salv. 6 Chiarità Salv. ^ Maneggiando Salv. 8 Desìo Salv. ( 'f!8 ) Avvegnaclic * neienle Credesse veramente , A Ji darmi più intenzando ^ Di fjvii mia stanza fare Perchè ver dire dare Yoglio a de' madicenti ^ , Ca non dicali neienle y ma fallenza Dicano 4 , e di noia Trovino lor credenza . DEL RE ENZO Anno Amor mi fa sovente JLo meo core pensare. Dammi pene e sospn^ij E son forte temente Per Inngo addimorare Ciò che porìa avveniri ^. ]Non eh' aqgia dnhiianza Delia dolce speranza. Che 'n ver di me fallanza ne facesse j 1 Con tutto die Saly. 2 Interizinnando . 3 lì/atliccììti per maldicenti , come iiiafattori per malfat- tori Salv. 4 ^^ ' fallenza , fallare . 5 Siciliano , per avvenire . (•69) Ma tenemì in dotianza Da lunga dimoianza Di ciò che addivenir me ne potesse. Però n' aggio paura , E penso tuttavia Lo suo grande valore ; Se tropp' è mia dimora Eo viver non poiìa . Così mi stringe Amore , Ed hamrai così priso, E in tal guisa coiitjuiso , Cthe in altra parte non ho pensamento ; Ma tuttora m' avviso Di veder lo bel viso, E tegnolomi in gran confortamento . Conforto ^ e non ho bene; Tant' è lo meo penare , Ch'io gio' non posso avere. Speranza mi mantene E fammi confortare , Che spero tosto gire Là v' è la pili avvenente , L' amorosa piacente , Quella , che m' ave e tene in sua balìa Non falserò neente Per altra al meo vivente . Ancora eh' io dimore 1 Mi conforto . • Lungo tempo , e non via * La- sua cliiaiila spera E io suo grau valore Ispesso mi venia Cli* i' penso ogni manera , Che lei ^ deggia piacere , E sono al suo voljre Istato , e serò senza fallanza , Ben vo' fare a savere , E amare , e non vedere , Sì mette fin amore in oblianza . Va , Canzonetta mia , E saluta Messere , Dilli lo mal , eh' i' aggio . Quella, che m' ha in balia Sì distretto mi tene , Ch' eo viver non poraggio . Salutami Toscana, Quella clied è Sovrana , In cui regna tutta cortesìa ; E vanne in Puglia piana , La magna Capitana , Là dove è lo mio core notte e dia 1 P^eia , veggia . 2 A lei. ( ■?• ) Impressa nelle Rime Auliche S' eo trovasse pietanza In carnata figura Mercede le cherrea '^ Ch' allo meo male desse alleggiamento . E ben fare' accordanza Infra la mente pura , Se '1 pregar mi varrea ^ Vedendo lo meo umile geccliimenlo ^ * E dico , ahi ! lasso , spero Di ritrovar mercede . Certo '1 meo cor noi crede ; Sì sono isveu turato ; So che per me pietà verrea 4 crudele . Crudele e dispietata Serea ^ per me pietate , E contra sua natura Secondo ciò che mosso ha meo dit^tiuo , E mercede airala ^ , Piena d' impietate . l'ho cotal ventura, 1 Chenìa , chiederla . a f'^a-ria , valesse. 3 Umiltà , àhhas samento . 4 ^'^errìa , diverria . 6 Se-ìa , sarta . % Adirata. ( '7^ ) Che pur disservo a cui servir non fino * Del mio servir non veio Che gioi' me se n' accresca ; Anzi mi si rinfresca Pena e dogKosa morte Ciascun giorno più forte j Ond'eo perir sento lo meo sanare . Ecco pena dogliosa. Che 'nfra lo cor m' abbonda , E spande per li membri Si eh' a ciascun ne ven soverchia parte: JNullo giorno ho di posa , Se non come 'n mar 1' onda ; Cor meo, che non ti smembri? Esci di pene , e dal corpo ti parte * j Che assai vai meglio un' ora Morir, che pur penare. Da che non puoi scampare . Uomo , che vive in pene , Né gaudio nullo invene ^ , ]\è pensamento ha, che di ben s'apprenda Imor fa come'l fino uccellatore , Che gli augelli sguardare, I Cesso . 3 Parti . 3 Trova . Bise. ( 173) Si mostra più ingegnieri d'invescare. Ben vedut'ho giocando Da fora li selvaggi sparvieri Prendere , e far nianeri ^ diventare , E quel . che piìi si rende , più rinfresca > Qual più involve 3 più invesca . Ed eo sì preso fui, Guardandomi da lui. Che non pensai che Amor tanto sapesse , Ghe sua valenza si mi distringesse . Distretto m' ha l' amore in suo tenere , Ch' eo non posso pensare Altro che hene amar quella che avanza Le altre di savere . Odendola pregiare Fammi tutto infiammare e risholdire ^ Che mia Donna si conta fra la gente La più fina piacente ; E 'nfra lo core mio La porto e la disio , Membrando come lo fresco verdoic ^ Per fina i;ioi' mi die lo primo liore . Lo primo fior gioioso Mi mise in disianza , Che eo per amistanza rinovasse T Manieri, manzi Salr. 2 Ballegrare , Hai Provenzale eshnutìir S.tlw 3 Verdura , giardino Salr. ì ( '74) L' amoroso diletto eli io lassai , Perchè avea dottanza Che la sua onoranza non spregiasse * ; Dotto Marino ^ fugge tempestanza. Ed attende chetanza ^ . E per chela piacenza M' accolse henvoglienza ; E rinovando la nostra amistate Le ricche gioi' mi trovo raffinate . Sì fì: amente Amor m'ha meritato Dello mio hen volere, Che lo mal sofferire non mi doglia^ Che, assai più eli eo non chiesi, m'ha donato. Che vale olirà valere , E di nuli' altr' avere prendo voglia , Se non vedere , e allegramente slare In soJazzo e 'n parlare . Che se adira 4 o nasconde , Ben m'ancide e confonde Quella, per cui sono miso al morire; Che hen d' Amor non è senza infollire . Infoliir però vuole in sua stagione ^ j Ma la follìa Y ammorta . 1 Sjjreginssi . 1 3Iaiinaio Salv. 3 Quiete , riposo , calma . 4 iS' adi -a . «) C.ìoì- a suo tempo, desipere in loco Salr. ( '75) Se saver non la porta , poco dura . Dunqu' esser folle e saggio vuol ragione Chi d' amar si conforta ; Ma ciascun passa scorta di ventura Se la ventura deUo male è •'! bene j Cui tralassa , cui tene Sei-va chi m'è noioso Per UQ voler, eh' è somma d'ogni amanza. Yertù d' Amor non è senza lianza ^ . Per lealtà conven che si raantegna, E per bel servimento , Fora di fallimento , fino Amore , Acciò che là 'nde vene si rilegna Dallo fin piacimento Per dolce pensamento tutte l' ore ; E chi ben ama , non può guerriare ^ , Ne '1 suo core elevare . Amor non guarda vista , Che per piacer s' acquista , Per costumi, e per simile natura; Amor pien' è e cresce di paura . In gran paura vivono gli amanti ; Nella lor dilettanza Si trovano in perdanza per fillircj Che mai non son tormenti sì liamniantl, Ne sì grande allegranza 1 Ltnltà , fede , u C^ ecgùire , onde guerra giicniala Salv. ( '76) Come la *nnamoranza fa venire : Che non è bene senza compagnia» Amor fa gelosìa ; Ond' è a me cordoglio; Più che avvistar non voglio Fa lo gran ben voluto , mi riufrena E trovo » e canto , che Amor mi dà mena I Poeteggio, eompong». ( '77 ) Impresso nella Raccolta ddV Allacci sotto il noni» di Fra Guittone . 1 empo vien di salire e di scendere , E tempo è di parlare e di lacere , E tempo di ascoltare e d'imprendere Tempo di molte cose provedere, E tempo è di vegghiare e d' offendere , E tempo di minacce non temere , E temp' è d' ubbidire e riprendere , E tempo è d' infìnger non vedere . Però io tengo saggio e conoscente Colui che fa suoi fatti con ragione , E che col tempo si sa comportare , E che si mette in piacer ' della gente , Che non si trovi nessuna cagione , Che sol d' un fatto si possa biasmare . 1 Mettersi in piacere, cioè, farsi grato Salr. To,r 1 ( -78 ) DI ARRIGO TESTA DA LENTINO Impressa nelV Allacci . V oslra orsoijUosa ciera , E la fera sembianza Mi trae di fina amanza * , E me Uè mi iu errore . Fammi tener manera D' uomo , eh' è in dlsperanza , Che non ha in se memhranza D' avere alcun valore . E in CIÒ biasimo Amore , Che non mi dà misura , Vedendo voi sì dura Ver naturale usanza . Ben passa costumanza ; Ed è quasi for d' uso L'affar vostro noioso Per levezza ^ di core. Del vostro cor certanza Ben ho veduto in parte; Che assai poco si parte Vista da pensamento . Se non fosse a fallanza ' 1 Di puro, di perfetto amore Salv. 2 Levità , leggerezza Salv. 3 A fallo , cioè per ivgaimo . ( 179 ) Proponimento d' arte , Che dimostrasse in parie Altro , eh' ave in talento . Ma lo fin piacinicnlo , Da cui r Amor discende , Sola vista lo prende , Ed il cor lo nodrisce, Sì che dentro s'accresce, Formando sua maniera j Poi mette fuor sua spera , E fanne mostraniento . Però , Madonna mia , Non può mondo passare , Né stagione obliare j Ogni cosa in suo loco Convien ch'ella pur sia. Che manifesto pare , E lutto r appostare ^ Yer la natura è poco . Vedete pur lo foco , Che finche sente legna , Infiamma, e non si spegna ^^ Né può stare nascoso . Cosi lia r Amore in uso 1 Cioè il Jìngere Salv. 2 Spegna , da spegnare , che si trova nelP j^lheitano , e lìc^ Gradi di San C irolai/io , amhtdue Tnano.s<-rÌLli ;(p- presso di me Salv. ( .80 ) Per fermo signoraggio , Che cui tieii per vassaggio ' Convieii che mostri gioco . Non mi mostrate gioco Né iiaio sembramento ^ D' alcuno buon talento , Oud'io avesse allegranza j Ma mi tenete in loco, Ond' io gran noia sento , Che fate infingimento Di verace amistanga; E ciò è gran fallanza , Che COSI mi tradite. Poiché tanto savite ^ , Trovate alcuna guisa , Che non siate riprisa Di sì gran fallimento ; Di vista o pensamento Aijiriate i i cor fermanza . Di me fermanza avete , Ch'io son vostra tenuta 4^ Poi ^ lo mio cor non muta Di far leale omaggio . 1 T^assallo Saly- 2 Sembianza, vista, aspetto- ■ 3 Savete , sapete . 4 Possesso , cioè vostro schiavò 5 Poiché Saly. < .8. ) Diinqua , se voi mi siete Di SI fera panila ^ ; Ben è strana partuta ^ Per bene aver dannaggio. Poi ^ savete eh' è oltraggio , Cacciate la ferezza , Che non è pregio altezza 4 Verso uniiltate usare : Che uom di grande affare Perde lo suo savere : Che lo 'nganna volere Per soverchio coraggio . DI GUIDO DELLE COLONNE la'p. La mia vita è si forte , dura , e fera Ann Che co non posso viver liè morire , Anzi distruggo , come al foco cera , E sto com'uom, che non si può sentire; Escito son del senno là ov' era , E sono incominciato ad infollire ^. t Apparenza , aspetto Salv. 2 Strano partito Saly. 3 Poiché Salv. 4 Alterezza , orgoglio . 5 Impazzire Salv. ( -s^ ) Ben mi ponia campare Quella, per cui m'avveiie Tutto questo penare ; Per Lene amare '1 meo cor si ritene , Mercè farìa, se ella m' aiutasse , Da eh' eo per lei soii cosi gividicato , E qualche bon conforto mi donasse, Ch' eo non fosse così allapidato . Peccato farìa , s' ella mi lassasse Esser SI fortemente condannato j Ch' eo non mi trovo aiuto , Ne chi mi dar * conforto ; Ond'eo sono ismarruto, E venuto ne sono a malo porto . Se Madonna savesse li martore 2, E li tormenti là v' eo sono intralo , Ben credo che mi darea ^ lo su' amore , Ch'eo riio sì fortemente goliato 4: Pili di nuli' altra cosa mi sta 'n cove , Sì ch'eo non ho riposo in nullo lato; Tanto mi ten distretto , Che eo non ho balia: Sto coni' uomo sconfitto; Senza delitto sono in mala via; 1 Cioò darmi Salv. 2 Martori . j Daria , darebbe . 4 Sospirato , bramato Saly. ( -So ) Or coni' fìraggìo ^ oi lasso addolorato? Ch' eo non trovo chi mi consigliare ^ ; Di tanto mondo, quant' aggio cercalo. Nullo consiglio non posso trovaic Se non in qnella donna, ch'ha valojfi Di darmi morte o -vita Senza nullo tenore Lo su' amore m' è manna saporita , \a, Canzonetta mia fresca e novella, A quella, che di tutte e la corona: E va , saluta quelF' alta donzella ; Dì , eh' eo son servo della sna persona ; E dì , che per suo onor questo face' ella ^ , Traggami delle pene , che mi dona , E faccia conoscenza ; Da che m'ha così priso^ Non mi lassi in pendenza , Cli'eo non ho scienza; in tal dodia m^ h;\ niiso. Jrol non mi vai mercè, né hen servire In voi. Madonna, in cui tegno speranza, E amo lealmente , Non so che rosa mi porla valere. Se di me non le prende pietanza 1 Farò Salv. a Mi consigli . 3 Faccia ella Salv. ( '84) Ben morrò certamente . Per neenie mi cangiò lo suo talento , Ond' io tormento ^ , e vivo in gran dottanza , E son di molte pene sofferente . Poi ^ sofferente sono al suo piacere , Di bon cor l' amo e di pura leanza , E servo umdemente Anzi vorrea ^ per essa bene avere , Che per nuli' altra gioia con baldanza ; Tanto le so' 4 ubidente ; Ardente son di far suo piacimento : Mai non allento d'aver rimembranza. In quella , in cui disio ispessamente . Spessamente disio , e sto al morire ^ , Membrando che m' ha messo in oblianza L' amorosa piacente ; Senza misfatti non doveami punire Di far partenza dalla nostra amanza Poi tant' è conoscente Temente son, uè ho confortamento Pfè valimento non ha mia possanza E fallami di tutto '1 suo convente 7 . 1 Cioè mi tormento Salv. a Poiché . 3 f'orrìa . 4 Sono . 5 Sto per morire Salv. .6 Cruore Salv ^ Convento, coni>enuto, convenzione Saly. ( 185 ) Convento ben mi fece di valere , E dononimi una gio' per i inienibranza ^ , Ch' eo stesse allegramente : Or la m' ha tolta con molto savere ; Dice che 'n altra parte ho mia intenda nza "*. E io so veracemente , Non sente lo mio cor tal fallimento , Non ho talento di far misleanza, Ch' eo la cangi per altra al meo vivente ^ . Vivente, Donna, non creo che partire Potesse lo mio cor di sua possanza , Non fosse sì avvenente , Perch' io lasciar volesse d' ulùdirc Quella , che pregio , e bellezza inavanza . Fammi stare sovente La mente d' amoroso pensamento . Non aggio abento 4, tanto '1 cor mi Jaiiza ^ Con li riguardi degli occhi ridente ^. Ancor che l'aigua 7 per lo foco lasse; S La sua grande freddura , I Per ricordo Salv. a Intendimento , amore . 3 In mia vita . 4 Pace , riposo . 5 Lancia . 6 Ridenti . 7 Acqua . 6 Lasci . ( -86 ) INon can^rcrca ^ naliira, S(j alcun vasello m mezzo non vi stasse i Anzi avverrea ^ senza lunga diniura ^ Clie lo foco stutasse , () die l'aigua seccasse j Ma per lo mezzo l'uno e l'altro dura. Così, gentil Criatnra, In me ha mostrato Amore li' ardente suo valore , Che senz'amore eia aigua fredda e ghiaccia, Ma ci m' ha si allumato 4 Di foco, che m' ahhraccia ^, Ch'co fora consumato, Se voi , Donna sovrana , Non foste voi mezzana Infra Y amore e mcve ^ , Che fa lo foco nascere di neve * Immagine di neve si può dire Uom, che non ha sentore D' amoroso calore ; Ancor 7 sia vivo , non si sa shaldirc ^ . Amore è uno spirito d' ardore , 1 Caìii^erìa . a As'i'errthhe , ai'veirla . 3 Per diiìtora , Siciliano Salv. 4 Acceso Salv. 5 Cioè mi ahbracia , ini ahluncia Salv, e Me. ^ Ancorché Salv. 8 Dal Piovenzale eshandeinr Salv. ( .87) Che non si può vedire ' , Ma sol per li sospire ^ Si fa sentire a quello eh' è amadore . Così , Donna d' onore , Lo mio gran sospirare Vi porla certa fare Deir amorosa fiamma : ond' eo so' ^ involto, E non so coni' eo duro j Sì ni' ave preso e tolto ; Ma parmi esser sicuro. Che molti altri amanti, Per amor tutti quanti , Furon perduti a morte , E non amaro quant' co, ne sì forte. Eo v' amo tanto , che mille fiate Il giorno mi s'arranca 4 Lo spirito che manca. Pensando , Donna , la vostra Leltate . E lo disio, che ho, lo cor m'ahbianca, Crescemi volontate , Mettemi in tempestale Dello grave pensier, che mai non slanca ^ . () colorita e bianca Gioia dello mio bene , I Vedere . a Sosyiri . •; 3 Sono . 4 Si strappa dal Francese s' arrache SuIt, 5 Cioè si stanca Salv. ( i88 ) Speranza mi inalitene , E s' eo languisco , non posso morire , Cà mentre viva sete, Eo non porea ^ fallire , Ancor che fame e sete Lo meo corpo tormente . Ma sol ch'io tegna a mente Vostra gaia persona , Oblìo la morte ; tal forza mi dona . Eo non credo che sia quello eh' avìa ^ Lo spirito che porto , Chèd ^ eo fora già morto j :• Tant'ho passato male tuttavia. ^^ Lo spirilo , eh' i' aggio , ond' eo mi sporto , Credo lo vostro sia , Che nel meo petto stia , E abiti con meco in gio' e diporto . Or mi son bene accorto j Quando da voi mi venni , Che quando mente tenni Vostro amoroso viso netto e chiaro , Li vostri occhi piacente Allora m' adonibraro j Che mi tennero mente , E diedermi nascoso 1 Pori a . 2 Àr>ea , avtnm . 3 CJiè , j;erché . ( '89) Uno spirto amoroso , Che assai mi fa più amare. Che non amo nulF altro j ciò mi pare . La calamita , contano i saccenti ' , Che trarre non porìa Lo ferro per maestrìa , Se non che 1' aire ^ in mezzo gliel consenti, Ancor che calamita petra sia , L' altre petre neenti ^ Non son così potenti A traer , perchè non n' hanno halìa . Così , Madonna mia , L' Amor s' ha perceputo 4 , Che non m'avria potuto Traere a se , se non fusse per vuir E sì son donne assai , ''' Ma non nulla, per cui Eo mi movesse mai. Se non per voi piacente , In cui è fermamente La forza e la vertute : Adonque prego Amore , cKè m' aiule , 1 Sapienti Bisc. 'i Aere , aria . v.^^ 3 Niente . ,i k S' à accorto , ha compreso . ( iQo ) Impressa nelV Allacci ■ (jrioiosamentc canto , E vivo in allegrauza ; Cà per la vostra amanza , Madonna, gran gio' sento: S' eo travagliai cotanto, Or aggio riposanza . Ben aggia disianza. Che viene a compimenio j Cà tutto mal talento tortia in gioi' , Quandunque la speranza vien di poi : Ond'io m'allegro di grande ardimento,- Che un giorno vene , che vai più di cento . Cen passa rose e flore La vostra fresca cera , Lucente più che spera : E la hocca aulitosa ^ Più rende aulente aulore ^ , Che non fa una fera , Ch' ha nome la Pantera , Che in India nasce ed usa . Sovr' ogn' altra amorusa mi parete Fontana, che m'ha tolta ognunquc setej 1 Olitosa, odorosa . 3 Olente odore . ( >9' ) Perch'io soo vostro più leale e fino. Che non è al siio Signore 1' Assessiuo ^ . Come fontana piena , Che spande tutta quanta. Così lo mio cor canta . Si fortemeuto ahonda Della gran gioi' , che mena Per voi , Madonna tanta , Che certamente è tanta , ]Non ha dove s' asconda . E più ch'augello in fronda son gioioso, E hen posso cantare più amoroso , Che non canta giammai nuli' altro amante , Uso di hene amare ;, o trapassante . Ben mi deggio allegrare D'Amor, che imprimamcnte Conmiossc la mia mente D' amar voi , donna fina . Ma piii deggio laudare \oi, donna conoscente, Donde lo mio cor sente La glo' che mai non fina . Che se tutta Messina fosse mia , Senza voi , Donna , niente mi saria . Quando con voi a sol mi sto, avvenente, Ogn' altra gioia mi par che sia iieenie . I Assesstno ^ vedi Tercliio dalln. Mi.nlup^nn in 31. J'ulo Salv. ( 192 ) La vostra gran beliate M' ha fatto , Donna , amare ; E lo vostro ben fare M' Ila fatto cantadore . Che s' eo canto la state, Quando la fiore appare , Non porìa ubriare ^ Di cantare alle fredd' ore . Così mi tene Amor lo cor giulente ^ , Che voi sete la mia Donna valente . Solazzo e gioco mai non vene mino Così v' adoro 3 come servo , e inchino Impressa nelV Allacci . ^a mia gran pena e lo gravoso affanno . Ch' ho lungamente per amor patuto 4 , Madonna lo m' ha 'n gioia ritornato . Pensando 1' avvenente del mio danno , In sua mercede m' ave receputo , E lo soffrire mal m' ha meritato . Ch' ella m' ha dato tanto bene avire , Che lo soffrire molta malenanza ^ Aggio ubriato ^ , e vivo in allegranza 1 Obliare » 2 Giulivo Saly. 3 Siciliano per meno Salv. 4 Patito . 5 Avi'enimento sinistro . C Obliato . ( '95 ) Allegro soii , cà tale signoria Aggio acquistata per mal sofferire , In quella ^ ohe d' amor non vao ^ cessando Certo a gran torto lo mal biasmerìa , Che per un male aggio visto avvenire Poco di bene andare ammigliorando , Ed attardando per molto adastiare Un erande affare ritornare a niente : Chi vuole amar dev' essere ubidiente . Ubidiente son stato tuttavia ^, Ed ho servito adesso 4 con leanza Alla sovrana di conoscimento. Quella , che lo mio core distringìa ^ , Ed ora in gioia d' amor me inavanza . Sofferendo aggio avuto compimento , E per un cento m'ha più di savore ^ Lo ben , che Amore mi face sentire Per lo gran mal , che m' ha fatto soffrire . Se Madonna m' ha fatto sofferire , Per gio' d' amore avere compimento, Pena e travaglia 7 , ben m'ha meritato. Poi che a lei piace , a me ben dee piacire I 7/1 quella ora , in quello SuIt. a T^o Salv. 3 Cioè sempre C. V. 4 Cioè subito . 5 Distringea . G Sapore . "j Trcwaglio . Tom. I. i3 ( '94; Ch*end' * aggio avuto tanto valimento. Sovr'ogni merto m'ave più onorato. Che se Morgana fosse infra la gente, In ver Madonna non parìa neiente . IXeiente vale amar senza penare ; Chi vuole amar conviene mal patire . Onde mille mercè n aggia lo male, Che m'ha fatto in tanto ben montare. Che io non aggio infra la gente ardire Di dir la gioia , dove il mio cor sale . Or dunque vai meglio di poco avire , Che sentir troppo bene alla stagione : Per troppo ben diventa l' uom fellone . Impressa nelle Rime antiche. Amor , che lungiamente m' hai menato A freno stretto senza riposanza , AUarga le tue redini in pietanza, Che soverchianza m' ha vinto e stancato ; Ch' ho più durato , eh' io non ho possanza , Più che non fa Assessino assorcetato. Che si lascia morir per sua credanza. Ben este affanno dilettoso, amare, E dolce pena ben si può chiamare. I Che ne Saly. ( «95) Ma voi , Madonna , della mia travaglia , Che sì mi sqnaglia , prendavi mercide ^ , Che ben è dolce il mal, se non m'aneide. Oi dolce ciera , con sguardo soave , Più bella d' altra , che sia 'n vostra terra , Traete lo mio core ormai di guerra. Che per voi erra , e gran travaglio n' ave : E si gran trave poco ferro serra. Però , Madonna , non v' incresca e grave ^ , Se Amor vi sforza eh' ogni cosa inserra . E certo non gli è troppo disonore Quand' uomo è vinto dallo suo migliore ; E tanto più da Amor , che vince tutto ; Perciò non dutto 3, che Amor non vi smova Saggio guerrero vince guerra e prova . Non dico , eh' alla vostra gran bellezza Orgoglio non convegna, e stiavi bene^ Che a bella donna orgoglio ben convene , Che si mantene in pregio ed in grandezza . Troppa alterezza è quella, che sconvencj Di grande orgoglio mai ben non avvene. Però , Madonna , la vostra durezza Convertasi in pietanza , e si riufrene ; Non si distenda tanto, ch'io ne pera. Lo Sole è alto , e face lumieia , I Mercede . 'ì Grati, 3 Dolio, dubito, tento, ( '96) E tanto più , quanto in altura pare : Perciò vostro orgogliare e vostre altezze Faccianmi prò , e torninmi in dolcezze . E' I r amo dentro , e sforzo in far sembianza Di non mostrare ciò , clie '1 mio cor sente . Or quant' è dura pena al cor dolente Istar tacente , e non far dimostranza : Che la pesanza ^ alla ciera consente E fanno vista di lor portamente ^. Così son volontieri in accordanza Gli occhi con lo core insembremente 4. Forza di senno è quella , che soverchia , Ardir di core , asconde ed incoverchia . Ben è gran senno , chi lo puote fare , Saper celare, ed essere signore Dello suo core, quand' este in errore. Amor fa disviare li più saggi; E chi più ama , meno ha in se misura . Più folle è quello, che più s'innamnra; Amor non cura di far suoi dannaggi ^ , Che li coraggi ^ mette in tal calura , Che non pon raffreddare per freddura. Gli occhi allo core sono li messaggi 1 Eo, io . 2 Peso , gravezza , affanno , tormento . 3 Portamenti ■ 4 Insiememente , insieme , 6 Danni, rovine. 7 7 cori. ( 197 ) De' lor cominciamenti per ventura . Dunque , Madonna , gli occhi e lo mio core Avete in vostra man dentro e di fore : Che Amore il viver mio mena e comhatte , E batte , come nave il vento inonda : Voi siete il mio pennel , che non affonda . DI ODO DELLE COLONNE Impressa nelV Allacci . JDistretto ^ core e amoroso Ann» Gioioso mi fa cantare . ^ E certo s' io son pensoso , Non è da maravigliare; Che Amor m' ha usato ^ a tal uso , Che m' ha sì presa la voglia , Che disusami' è doglia Vostro piacer amoroso . L'amoroso piacimento. Che mi donava allegranza. Veggio che mo ^ paiLimento Me ne ha diviso 4 speranza 1 Innamorato Salv. a Accostumato , assuefatto Salr. 3 Ora Salv. 4 Divisato SalT. ( ^9^ ) Olici' io laiigaisco e tormento Per fina disianza ; Cà per lunga dimoranza Troppo 111' adastia ^ talento . Lo pensoso adastiameuto ^ Degnale , Donna, allegrare Per ira e spiacimento D' invidioso parlare , E dar confortamento Ai leali amadori. Si che i rei parladori W aggiaii scoiifortamento . S confo riamento n' avrano ^ Poi 4 comandalo m'avete, Gli' io mostri tal viso vano , Che voi , bella , conoscete . E con ciò crederano * . Ch' io ci aggia mia dilettanza Del falso dir che fàno ^ . Fannomi noia e pesanza Di voi, mia vita piacente, Per manlener loro usanza , La noiosa e falsa gente . 1 JH^ infastidisce , iti' annoia Saly. 2 Fastidio , conforme allo Spagnolo hastio Saly. 3 Avranno . 4 Poiché Salv. 5 Crederanno . 6 Fanno . ( ^99 ) Ed io, com' aura in bilanza, * Vi son leale , Sovrana , Fiore d' ogni Cristiana Per cui lo mio core s'inavanza. IJi lassa, innamorata, Contar voglio la mia vita, E dire ogni fiala , Come l'Amor m'invila. Che io son , senza peccala , D' assai pene guernita Per uno , eh' amo , e voglio , E non aggio in mìa balìa Sì come avere soglio ; Però palo travaglia. Ed or mi mena orgoglio , Lo cor mi fende e taglia . Oi lassa , lapincUa ! Come l'Amor m'ha prisa! Che lo suo amor m appella Quello, che m'ha con(pusa. La sua persona bella Tolto m'ha gioco e risa ^ Ed hàmnii messa in pene , Ed in tormento fbrte : Mai non credo aver bene , t Bilancia : cioè oro di peso , perfetto . ( 200 ) Se non m'accorre ^ morte; E sperola che vene ^ , Traggami d' està sorte . Lassa , che mi dicia ^ , Quando m'avia in celata 4,- Di te , o vita mia , Mi tegno più pagata. Che s' i' avessi in halia Lo mondo a signorata. E dormo a disdegnanza, E fammi conoscenza , Par ch*aggia d'altro amanza, O Dio, chi lo m'intenza ^ Mora di mala lanza ^, E senza penitenza. O ria ventura e fera ! Trammi d'esto penare. Fa tosto eh' io non pera , Se non mi degna amare Lo mio Sire j che m' era Dolce lo suo parlare . Ed liammi innamorata 1 Ufi soccorre . a fatene , per ven^a . 3 Dicea . 4 Cioè in celato, nascosamente. 5 Lo /«' innamora , chi è la sua dama , la sua inten- denza Salv. 6 Lancia, cioè di rio colpo- ( ^01 ) Di se oltre misura . Ora j lo cor cangiata ' , Sacciate , se mi dma ^, Sì, come disperata. Mi metto alla ventura . Va , canzonetta fina , Al buono avventuroso, Ferilo ^ alla corina i; Se il trovi disdeijnoso Noi ferir di rapina , Che sia troppo gravoso . Ma feri là chi '1 tene , Ancidela sen ^ fallo . Poi faccia eh' a me vene ^ Lo VISO di cristallo, E sarà fuor di pene , E avrò allegrezza e gallo . t Cioè mutata di core . a Cioè se egli mi dura così sdegnato Salr. 3 Lo feri , lo ferisci . 4 Core , Salv. 5 Senza, dal Latino sine Salv. 6 falene per venga . i25o. ( 202 ) DI STEFANO PROTONOTARIO DA MESSINA Impressa nelV Allacci Anno Assai mi piaccrìa , Se ciò fosse , eh' Amore Avesse in se sentore * D' intendere e d' audire ; Cli' eo li rimembrerla , Come fa servitore Perfetto a suo signore , Meo lontano * servire y E farìali assavire ^ Lo mal, di che non oso lamentare A quella , che 1 meo cor non può obliare Ma Amor non veo, e di lei son temente j Per che '1 meo male adesso è più pungente Amor sempre mi vede , Ed hannni 'n suo podere j Ma eo non posso vedere Sua propia figura . Ch' eo son ben di tal fede , Che se Amor può ferire, 1 Sentimento Salv. 2 Diuturno, lungo Salv. 5 Assapere Bisc, ( 205 ) Che Len puote guarire Secondo sua natura . Ciò è che ni' assicura , Ch' io sono tulio alla sua signoria ; Come Cervo incalzato mante via ^ , Che , quando l' uomo gli grida più forte , Torna ver lui ^ non dnbitando ^ morte . Non doverla dottare D' Amor veracemente , Poi leale e uhidiente I' li fui da quel giorno : Ch' el mi seppe mostrare La gioi' , eh' ho sempre in mente , Che m'ha distrettamente Tutto legato intorno : Sì come r Unicorno , Da una pulcella vergine innaurata , Ch' è dalli cacciatori ammaestrata , Della qual dolcemente s'innamora Sì, che lo lega, e non se ne dà e in a. Da poi m'ebbe legato. Alzò gli occhi , e sorrise , Sì eh' a morte mi mise . Come lo basalisco , Che ancide chi gli è dato , Co' suoi occhi m' ancise l Molte volte. a Temendo Salv. # ( 2o4 ) La mia mente cordse . Moro e poi revivisco . O Deo ! in che forte visco Mi pare che sian prese le mie alej Che il vivere e il morire non mi vale^ Coni' uomo in mar , che si vede perire ) E camperìa , potesse * iu terra gire . Terra mi fora porto Di vita e sicuranza . Ma mercede e dottanza Mi ristringe e fa muto , Da poi mi sono accorto D' amor , che non m' avanza . E per lunga speranza Lo Giudeo è perduto . Ma s' eo non aggio aiuto D'Amor , che m'ebbe messo in sua prigione , Non so a che Corte dimandi ragione . Faragglo , comò lo penitenziale ^ , Che spera bene y sofferendo male . t Cioè *e potesse. 2 Colui, che Ja penitenza per salvarsi. ( 2o5 ) DI TOMMASO DI SASSO DA MESSINA Impressa nelV Allacci L' • amoroso vedere . Aimo M' Ila niiso a riniemLranza i"^^'>- Coni' io già lungiaiiiente Air avveneiiie ^ ho tanto ben voluto , Ch' io non poria tacere La gran gioia e 1' alle gran za , Che mi dona sovente . Allegramente son da lei veduto . A ciò mi riconforto , E mercede le chero , Ch'a se m'accolga senza dimoranza. Perdi' io non fosse morto Lo suo visaggio altero Mi si mostra piacente per pietanza . Grande d' amor pietanza M' ha toccato allo core , E secondo eh' i' crio ^ con gran disio L'ha fatta rimembrare La dolce innamorauza ^ 1 Alla leggiadra SalT. a Creo , credo Satr. 3 Amata SalT. ( 206 ) Allo suo servidore La mal, che soffe rio, E non parilo giammai per spaventare ^ . Ma s' ella rimembrando L' amoroso vedere , Nuir altra cosa feci alla pietosa, Ma quando al suo comando Me le dono a sei'vire , E vita assai soffersi angosciosa . Ancora ^ sì asomata La natura m'avesse Ben ti de' rimembrare Cà di mal fare è troppo gran peccato . Molta fora spietata Donna , eli' uomo ancidcsse . Ben poria ragionare , Che a ciò menda re ^ non è a nullo dato Ma voi pur m'ancidate, Se voi più mi sperate 4 , E poi nuli' altro mi potete fare Adosso mi veniie , Piangete e lagrimate , Pregate Dio , clic m' aggia a perdonare . Bella, per grande orgoglio 1 Cioè per ispai'entarsi Salr. 2 Ancorché . t 3 Ammendare Salr. 4 Cioè fate sperare : i Romani dicono speranzare Salr. ~ ( 207 ) Della vostra ferezza Miso di fina amanza ^ In disperanza fuine molle fiate , A ciò , eh' i* avere soglio . Della vostra bellezza Amor mi die certezza Con allegranza piena di pietate . Non mi siate più fera Mettendomi alla pena , Onde m'ha tormentato con valenza Che r uomo poi dispera Della sua buona spera , E di amare veneli temenza. Impressa nelV Allacci . LJ amoroso paese Sospiri j e dolci pianti m'ha mandato Amor, che m'ha donato Ad una donna amare. Giammai senza sospirare Amore me non lascia solo un' ora . Deo ! che folle natura! elio m'ha preso Ch' io non saccio altro far , se non pensai 0 . E rpianto piii mi sforzo I Di Jlno , perfetto amore Salv. ( 208 ) Allora meno posso avere abeiito ' . E uscito m' è di mente Già lungamente ogn' altro pensamento j E s' io veglio , o dor mento =* , sento amore • Amore sento tanto , Donna , eh' altro non fazzo ^ , Sou divenuto pazzo , troppo amando . E moro considrando 4 , Che sia V amore , che tanto in' allaccia . Non trovo chi lo saccia , O.ìd'io mi schianto: eh' è vicin di ^ morie Crudele e forte mal , che non ha nomo ^ , Che mai non lo pot' uomo ben guerire. Dunque pur vorria dire Come sentire Amor mi fa tormento; Forse per mio tormento lo mi lascia . Amor mi face umile , Ed umano , cruccioso , sollazzante , E per mia voglia amante amor neganda; E medica piagando Amore , che nel mare tempestoso Naviga vigoroso, E nello piano teme tempestate . 1 Riposo , consolozione , pace Salv. 2 Dormo. 3 Faccio . 4 Considerando SaW. 5 Cioè vicino a . 6 Nome Salr. ■' ( 209 ) Folli , sacciate , finché 1' amadore Disia , vive in dolzore , e poiché tene Credendosi aver bene , Dagli Amor pene, sperando aver gioia j La gelosìa è !a noia che l' assale . Amor mi fa fellone , Sfacciato e vergognoso 5 Quanto più son doglioso , allegro paro ^ E non posso esser varo * . Da poi che 'n cristallo aven ^ la neve, Isquagìiar mai non deve per ragione. Cosi eo , die non rifino , Son poco mino ^ divenuto , Amore . U acqua per gran dimore torna e sale. Cotal doglia mortale , E grave male c^ me si.'sso è nato , Che non ao;gio cui 4 lato , che non ami . Dapoi sì lungiarrente Aggio amato , giammai non rifìnai • Tardo mi risvegliai a disamare j Che non si può astutare ^ Così senza fatica uno gran foco . Dunque come faraggio ? I Vario, dii/erso . a Avutene , diviene 3 Meno. 4 IVullo , ninno . 5 Attutare Salv. Tom. T. I u5o. ( 210 ) Ben ameraggio ; ma saver vorrìa , Che fera signorìa mi face Amore. Che gran follia mi pare Uomo in orare * a si folle Signore , Ch' allo suo servidore non si mostra . DI RINALDO D'AQUINO Anno Jjlasmomi ' dell' Amore , Che mi donao ardimento D' amai si alta amanza . Di dire ho tal timore. Che sol del pensamento Mi trovo m disvianza. Assai faccio aecordanza Di dire , e poi mi scordo . Tulio in fra me mi stordo Per la gr^an dubitanza . Però faccio sembianza Allo cor, che sia sordo. Che mi dice , m' accordo Ch' i' addomandi pietanza . Ma tutto ciò m' è niente , Ch' intenda in tal parlare , I Cioè nelP orare Bisc. a Mi hiasirno, al contrario di mi lodo della tal cosaSair* 3 Stordisco Salr. (2,1) Cile r altro cor m' Intenza , E dice : oimè doleiite , Non puoi tanto duraie Che vinche " per soffrenza j Se fai di me partenza Dallo suo bel piacere Giammai non pori' avere Gioia , ma pur doglienza , Che tant' ha di valenza , Che meglio m' è soffrire Le pene e li martire , Che 'n ver lei dir fallenza . Così r Amor m' ha miso • In due contenzione ^ ; Ciascuna m' è guerrera ' ; Che l'una m'ha diviso Di dire mia ragione ; E r altra mi par fera . Ma s' eo faccio pregherà , Tema aggio, e vo pensando , Ch' unque a lei non dimando 4j Perch'ella è tanto altera. Però di tal manera D' Amor mi vo biasmando , 1 Vinchi, vinca, "ì Convenzioni . 3 Nemica Salr. 4 Per dimandi. ( 212 ) Che sì mi stringe amando , Dottando eh' io non pera . Ben amo follemente , S' io peno per dottanza Di dir lo meo penare . Ben morrò certamente , S' io faccio pili tardanza . Tante ho pene a portare , Che Amor non vuol mostrare Le pene , eh' io tant' aggio , A quella , eh' eo dovraggio Tuttor per lei amare . Ond'io mi vo' provare Di dir lo mal , eh' i' aggio Allo suo signoraggio * ; E noi vo' più celare . Però mi torno a vui , Piacente Criatura ; Che sia per voi intiso , Che già non posso piui Soffrir la pena dura D' Amor , che m' ha conquiso . S' io però son mispriso ' , \J Amore ne hiasmate , E la vostra heltate , Che m' ha d' amor si priso . I Signoria Salv. Bisc. a Disprezzato Saly. (2,3) Mercè , piacente viso , Prendavene piotate : Di meve non mostrate , Cli' io sia da voi diviso . Certo, Madonna mia. Ben saria convenenza , Che Amor voi distringesse ; Che tanto par che sia In voi piena piacenza , eh' all'ahre dà manchesse ' . Però , se voi tenesse Amor distréttamente , Ben so , che dohlamente Varrian vostre bellesse ^, Ed anco a vostre Altesse ^ Biasmo seria parvente 4, Poi ^ sete sì piacente , Se Amore in voi fallesse ^ . ■ Manchezze, cioè che fa V altrt manchevoli SalT. a Bellezze. 3 Altezze. 4 Chiaro, palese. 5 Poiché Salv. 6 Fallisse Salv. ( ^'4 ) ^ oi le piace , eli' avanzi suo valore Di novello cantare , Onde allegraiiza n' aggio, con paura , Perdi' io non son si saggio laudatore , Ch'io sapesse avanzare Lo suo gran pregio fino oltre misura j E la grande aboudanza , E lo gran bene eh' eo ne trovo a dire , Me ne fa soffrettoso " . Così son dubitoso Quando vegno a ciausire ^ , Glie ne perdo e savire e rimembranza . Grande abondanza mi leva savere A ciò che più mi tene j Perchè già lungamente è stato ditto , Che dello ben de' 1' uomo bene avere , E dello mal non bene j Perch' io mi peno a laudare suo dritto j E tanto la inavanza In ogni guisa suo pregio ed onore Siccome de' a tult' ore Laudar ben per migliore I Scarso da soufreteux cos'i soffratta per carestia SalT. 3 Sceglier* . (2.5) Secondo dirittura Di lei vorrìa ritragger miglioranza . Meglio vai dire ciò ch'uomo ha'ii talento, Che vivere in penare , stando muto , Solo ched aggia tal comìnciameuto , Che dipo' '1 dire non vegna pentuto * Puot' uomo fare tale movimento , Pur agio n' aggia , non este intenduto * . Perciò di dire aggio avvedimento , Che non S' biasmi dello suo creduto ^. E saccio Len, eh' a molti è addivenuto. Ciò ch'ha detto non ha loco neiente. Sempre di lor de' uomo avere spera; Che folleggiando avuto Han ciò eh' hanno voluto , Non per saper, ma per esser temente; Chi cosi fa , certo bene finèra 4 . Bellezze ed adornezze in lei ha miso , Piacenza e savere Adesso fanno con lei dimoranza ; E son di lei sì 'nnamorato e priso , Che già dello partir non ho podere, E non faccio sembianza . Ch' altresi finamente , j Pentito , pentimento . 3 E inteso . 3 Credenza . 4 Finerà , finirà . (2.6) Come Narciso in sua spera vedere Per se s' innaraorao , Quando in Y aigua sguardao , Così poss' io ben dire , Ch' Amor m' ha priso della più avvenente Venuto m'è in talento Di gio* mi rinòvare ' , Ch' eo r avea quasi mise in obrianza . Ben fora fallimento Dello 'n lutto lassare Per perdenza cantare in allegranza; Poiché son dato nella signoria D'Amor, che solo di piacere è nato. Piacere lo nodrisce , e dà crescenza ^ ♦ Vuol che fallenza Non aggla l' uomo , poich' è suo servente Ma ^ia piacente Si che piaccia alli buoni e serva a grato ' A pianger vuol che V uomo allegro stia . Sia di tal movimento , Che si faccia laudare Chi 'n fino Amore vuole aver speranza ; » Cioè di rinnovarmi gioia Salv. a Cioè gli dà Salv. 3 Cioè gratis, o con grato, con grad« Salv. (2'7 ) Che per gran valimento Si deve conquistare Gioia amorosa di bona intendanza * . Poiché tal este V amorosa via . Chi vuole pregio ed essere onorato , La via ritegna , onde Amor incomenza , Cioè piacenza ,' Che per piacenza avene ^ uomo valente . Perchè alla gente Deve piacere , ed essere inalzato L'Amore, che si melle ia sua balia. In balìa e in servimento Sono stalo, e vo stare j A tutta mia vita am:are con leanza . Poiché per uno cento M' ha saputo mendare ^ Del mal ch'eo aggio avuto e la pesanza. A tal m' ha dato , che non si porìa Trovare , quando ben fosse tentato , Una sì bella con tanta valenza ; Onde m'agenza4. Se tuttor r amo così finamente ; Ch' al mio parvente lo non porìa d'affanno esser gravato. Poi di bon cor tal donna servirla. I Da buona dama SalT. a Ax'viene , addiviene SaW. 3 Emendare Salv. 4 Mi piace , ni' abbella Saly. (2.8) Servirla a piacimento La più fina ad amare , Ond' io son ricco di gioia d'amanza: E lo mio allegramento Non si porla cantare Per ciò che la mia donna ha perdonanza E nullo core non lo penserìa , Ched i' pensando fosse sì penato . Adunque mi facete conoscenza . Mia penitenza Aggio compiuta ormai e son gaudente. Sicché niente Ho rimembranza dello mal passato , Poi che a Madonna piace ch'i"n gio' sia . Gioia e confortamento Di hon cor deo * pigliare , Vedendomi in cotanta beninanza ; Aver sofferimento , E non unque orgogliare In ver l' amore ; con umilianza Piacentemente servir tutta via,* Che nullo buon servente è ubriato ^j Gran guiderdone ha molta sofferenza ; Chi per temenza Di troppo dir ne deve esser tacente -I Debbo , (leggio , 2 Oblialo . ( 2^9 ) Taìor si pente . A voi mi laudo , donna , a cui son dato , Umile e servente notte e dia . Amorosa Donna fina , Stella , che levi la dia , Sembran le vostre bellezze . Sovrana fior di Messina, Non pare che donna sia Vostra para ^ d' adornezze . Or dunque non è maraviglia. Se fiamma d' amor m' appiglia , Guardando lo vostro visoj Che l'Amor m'infiamma in foco Sol eh' i' vi riguardo un poco Levatemi gioco e riso. Gioco e riso mi levate , Membrando tutta stagione Che d'amor vi fui servente. Ne defia vostra amistate Non ebbi anche guiderdone , Se non un bascio solamente . E quello bascio m'infiammao. Che dal corpo mi levao I Pari, eguaU C. V- ( 220 ) Lo core , e diello a vai . Deggiate provedere, Che vita può 1' uomo avere , Se lo core non è con lui ? Lo meo core non è con mico , Chèd eo tutto lo v' ho dato , E io ne son limaso in pene ; Di sospiri mi notricoj Memorando da voi sono errato; Ed io non so perchè m* awene Per li sguardi amorosi , Che savete , sono ascosi Quando mi tenete mente j Che li sguardi micidiali Voi facete tanti e tali Che aucidete la gente . Altrui aucidete ; che meve , Che m' avete in foco miso , Che d' ogni parte m' alluma . Tutto esto mondo e dimeve Di tal foco soracciso , Che meve arde è consuma , E con foco che non pare , Che la neve fa allumare , Ed incendo tra lo ghiaccio. Queir è lo foco d' Amore , Cli' arde lo fino amadore Quando e' non ha sollaccio *. I Sollazzo . ( 221 ) Se lo sollazzo non avesse Se non da voi lo seml)iante Con parlamento isgiiardare La gran gioia quando volesse ; Perchè palo pene tante , Ch' io non le porìa contare ; Ned a nuli' uomo che sia La mia voglia non diria. Dovesse morire penando Se non este in Montellese, Cioè '1 vostro serventese A voi lo dico in contando . Impressa nelV Allacci . In amoroso pensare , Ed in gran disianza Per voi , hella , son miso , Sì eh' eo non posso posare : Tant' aggio tempestanza . Vostro amor, che m'ha priso Al cor tanto coralmente Mi distringe e distene La voglia e la spene , E donami martire , Ch' io noi porrìa mai dire Come m' avete preso fortemente Fortemente mi avanza , ( :232 ) E cresce tutta via Lo meo inuamorameiito ; Perchè m'ha miso in eiTanza. Ormai la vita mia Non ha confortamento Di voi, più d'ahra gentil creatura. Che mi sete piacente , E gaia e avvenente , A cui mi sono dato Distretto ed abbracciato ; Perchè son tutto vostro ed in quell* ora . In quell' ora , eh' eo voi vidi Danzar gioiosamente. Ed eo con voi danzando Pensando 'l meo cor cridi ' , Che cosi brevemente Morrò pur disiando Che lo meo core a me medesmo sperde ' . Aggiatene pietanza E senza dubitanza . E chi bene vuol fare Non doverìa tardare . Io so , chi tempo aspetta , tempo perde . 1 Siciliano , per crede . a Si perde, vien meno, disperdesi Salr. ( 223 ) Impressa nelV Allacci. Oramai quando flore ^ , E mostrano verdura Le prata e la rivera j Gli augei fanno sbaldore * Dentro della frondura , Cantando in lor manera , La primavera , che vene presente Frescamente sì frondita 3, Ciascuno invita ad aver gioia intera. Confortami d'amare L'auìimento 4 de' fiori , E '1 canto degli augelli . Quando lo giorno appare Sento li dolci amori E li versi novelli, Che fan sì dolci , e belli , e divisati Lor trovati ^ a provagione ^ ; A gran tenzone stan per gli arbuscelli Quando 1' alloda 7 intendo I Fiorisce , nascono i Jlorl Salr. 1 Allegranza , dal ProTenzale eslaldor Salr. 3 Onde rinfronzire Salv. 4 Oliinento , odore Salr. 5 Canti, versi Salr. 6 A prova , a gara Salr. 7 Da^ Latino alauda Salr. ( ^^4 ) E '1 rusignol vernare » D' amor lo cor in' affina , E maggiormente intendo Cli' è '1 legno del truffare Che d' arder non rifìua , Vedendo quell' ombrìa del fresco bosco Bene conosco che accerlatamente , Sarà gaudente l'amor, che m'inchina. China , eh' eo sono amata , E giammai non amaij Ma '1 tempo m' innamora, E fammi star pensata D' aver mercè ormai D' un fante ^ , che m' adora . E saccio che costui per me sostene Di gran pene j l' un core mi dice Che si disdice, e l'altro m'incora. Però io prego Amore , Che m' intenda e mi svoglia Come foglia lo vento , Che non mi faccia fore ^ , Quel, eh' è preso, mi lo glia, E stia di me contento. Quegli, ch'ha intendimento Di avere interna gioia , 1 Csntare , dal tempo verno , cioà della primavera Salv. a Garzone Salv. 3 Cioè forfaccia Saly. ( 225 ) E certo del mio amore Senza romore non dea ^ compimento Impressa nelV Allacci In un gravoso affanno Ben m'ha gittato Amore, E noi mi tegno a danno Amar si alta fiore ; Ma , eh' io non sono amato , Amor fece peccato , Che in tal parte donò mio intendimento Conforto mia speranza , Pensando che sì avanza. Buon sofferente aspetta compimento . Perciò non mi dispero Di amar si altamente . Adesso mercè chero Servendo umilemente . Che a pover' uomo avvene , Che per ventura ha hene , Che monta ed ave assai di valimento. Perciò non mi scoraggio; Ma tuttor serviraggio A quella , eh' ave lutto insegnamento . I Dia . ( 226 ) Da ciò la mia 'ntendanza * Giammai non si rimove ; E servo in gran leanza Che in essa mercè trove . Solo qucslo mi faccia ^ , S' i' l'amo, non le spiacela, E tengolomi ^ in gran consolamento . Coni' uomo, ch'ha disagio, Aspetto d' aver agio , Pietà di l)ene piglia per talento 4 . Tanto m' este a piacere D' aver sua signorìa , Che non desidro ^ avere Altra donna , che sia . Come quello, che crede Salvarsi per sua fede , Per sua legge venire in suo talento. A nieve così pare , Non credo mai scaiivpare Sed ella a me non dà cousolamento . Mia canzone di gran gecohimento ^ Ya là 've il piacimento , pregio , e onore Tutto vi si agenza; 1 Intenzione , pensiero , intendimento SsIt. 2 Mi giovi Salr. 3 Cioè jni tengo ciò , 4 Cioè volentieri Salr. 5 Desidero . 6 Giaciuifnto , umiltà Salv. ( 227 ) Ed ivi è il oompimento Di tutta la valenza, Senza nessuna intenza ' J..à u' la mia donna , fa dinioramento . Dille, che mi perdoni S' aggio fallato in dire , Ch'io non posso covrire Ch'io di lei non ragioni: Ch' Amore ed ella m' han fatto credente , Che più gioia , che 'n loro , non sia niente . Impressa nelV Allacci Ijruiderdorie aspetto avire Di voi , Donna , cui servire Non m' è noia . Ancorché mi siate altera , Sempre spero avere intera D* amor gioia . Non vivo in disperanza , Ancor che mi disfidi La vostra disdegnanza : Che spesse volte , vidi Ed è provato. Ch'uomo di poco affare « 1 Tnleiizione SalT. 2 Contrario W uomo di ^ande affine Snlr, ( 228 ) Per venire in gran loco , Se si sape avanzare , Moltiplica lo poco Ch'ha acquistato. In disperanza non mi getto , Ch' io medesmo m' imprometto D' aver bene . Di buon core è la leanza , Che io vi porto, e la speranza Mi man tene . Però non mi scoraggio D' Amor , che m' ha distretto : Sì com' uomo salvaggio Faraggio , coni' è detto ' Ch' elio face . Per lo reo tempo ride , Sperando che poi pera ^ La laid' ara ^ , che vide ; Di donna troppo fera Spero pace . S' io pur spero in allegranza , Fina donna , pietanza In voi si mova . Fina donna , non siate Fera, poi tanta beliate In voi si trova . I Cioè coni' e detto che fa . a Cessi , Jlnisca . 3 jdeie, aria C. V-j cioè la bruti' aria, tempestosa C. V. ( 229 ) Che è donna, ch'ha bellezze Ed è senza pietate , Com'uomo, ch'ha ricchezze Ed usa scarsitate Di ciò eh' ave . Suo nome bene è appreso , Ne dritto , né insegnato ; Da ogni uomo n' è ripreso , Onuto ' e dispregiato, E posto a grave . Donna mia , eh' io non perisca S' io vi prego , non v' inerisca * Mia preghiera: La bellezza , che in voi pare , Mi distringe , e lo sguardare Della ciera . La figura piaciente Lo core mi diranca ^ , Quando vi tegno mente. Lo spirito mi manca , E torna in ghiaccio - Né mica mi spaventa L* amoroso volere Di ciò che m' attalenta 4 • I Onito, vituperato Salr. •2 Incresca . 3 Guasta , svelle . 4 Piace Salr. ( 23o ) Che non Io posso avere; Ond' eo mi sfaccio . DEL CAVALIERE LiCOPO O GIACOMIISO PUGLIESI D A PRATO. ^^^^ Morte, perchè m'hai fatto sì gran guerra, ia5o Che ra' hai toka Madonna , ond' io mi dogho ? La fior delle bellezze mort'hai in terra. Perchè lo mondo n' è rimaso spoglio . Villana morte, che non hai pietanza, Disparti pura amanza , Affini e dai cordoglio; Or la mia allegranza •Post' hai in gran tristanza, Che m'hai tolto sollazzo e heninauza Ch' aver soglio , Solea aver sollazzo e gioco e riso Più che nuli' altro Cavalier che sia . Or n'è gita Madonna in Paradiso; Portoinie la dolce speranza mia . Lasciò me in pene e con sospiri e pianti, Levommi gioco e canti , E dolce compagnia , Ch' io m' avca degli amand . Or non la xcn'Ao, né le sto davanti , (33. ) E non mi mostra li dolci sembianti. Che solia * . Oi Deo! perchè m'hai posto in tale stanza? Ch'io son smarato, né so ove mi sia j Che m'hai levata la dolce speranza, Partii' hai la più dolce compagnia . Oimè, che sia in nulla parte avviso > Madonna , lo tuo viso . Chi '1 tene in sua balìa? Lo vostro insegnamento e dond'è miso? E lo tuo franco cor chi me l' ha priso , Donna mia? Ov' è Madonna ? e lo suo insegnamento ? La sua bellezza e la sua canoscianza ^ ? Lo dolce riso , e lo bel parlamento ? Gli occhi , e la bocca , e la bella sembianza ? Lo su' adornamento 3 e la sua cortesìa? La nobil gentilìa ^ , Madonna , per cui stava tuttavia In allegranza? Or non la veggio ne notte ne dia E non m' abbclla , sì coni' far solia , In sua sembianza. Se fosse mio 1 regnarne d' Uugaria Con Grecia e la Magna inlluo in Franza , 1 Solea , soleva . 2 Conoscenza . 3 Gentilezza . ( 252 ) Lo gran tesoro di Santa Sofia , Non porìa ristorar si gran perdanza , Che oinè in quella dia , che sì n' andao Madonna , e d' està vita trapassa© Con gran tristanza. Sospiri e pene e pianti mi lasciao, E giammai nulla gioia mi mandao Per coufortanza . Se fosse al meo voler, Donna, di voi. Direi a Dio Sovran , che tutto face , Che giorno e notte istessimo ambondoi. Or sia il voler di Dio , dacché * a lui piace. Membro e ricordo quand' era con mico , Sovente m'appellava dolce amico. Ed or noi face . Poi Dio la prese , e raenolla con sico. La sua vertute sia, Bella, con tico, E la sua pace . luttora la dolce speranza Di voi , Donna , mi conforta ; Membrando la tua sembianza, Tant'è la gioia, che mi porta. Che nulla ]ìepa mi pare soffrire ; Cotanto è lo dolzore I Poiché C V. ( 235 ) Ch* a tuttora lo core Mi fa sbaldire : ]Von peusai , dolce amore , Gii' a nuli' ore " j Dovessi da me partire. Donna dolce e piacente , La vostra grande conoscenza Non falli sì grevemente y Che abassi vostra valenza . Se abbandonassi ciò che hai conquiso ^ , Perderea lo gran pregio . E '1 dispregio vostro è mise Post' ho , Donna , in tutto disio Si alt' amor disciso . Oi bella dolcetta mia , Non fare sì grande fallimento ^ Di credere alla gente ria Del loro falso parlamento . Le loro parole son viva lanza 4_, Che li cori vanno pungendo, E dicendo per mala iiidivinanza ; Donna , mercè , eh' io incendo , veggendo Partire sì dolce amanza . Donna , se me non vuoli intendere , I Mai , giammai . *a Conquistato , dal Francese conquis Saly. 3 Fallo. 4 Lancia . ( ^54 ) Ver me non fare sì gran fallìa ' ^ Lo mio core mi deggi ^ rendere , Ch' è distretto in vostra balìa : Che grande perdauza di me saria Perdere lo core e vui , Ambe dui . Bella , per voi non sia ^ . Lo dolce amore ^ che fui 4 Infia no' ^ dui Non falli , donna mia . Oi Donna, se 'n ver me falsassi. Ben lo saccio tanto fino , Che lo vostro amore sì m' abbassi , Di voi dirìa Giacomino, Che vostra usanza sia spessamente Che s' intinga d' amare , • Poi ^ pare a noi treccherìa ^ parvente 7 , Donna, mercè, non fare. In fallare Non aggi core ne mente. 1 Fallo. 2 Dei , devi ■ 3 IVon sia , non ai'venga . 4 Fu dal hatino fuit . 5 Poiché . 6 Tngaiino . •j Palese, manifesto, chiaro. ( 255 ) JJonna , per vostro amore Trovo ^ e rinovo mio coraggio =*, Che tant' aggio dimorato , E non dottato , Istato muto, E ritenuto Per biasimo e paura della gente . Già neiente Non mi lasso , E non casso Li miei versi Li diversi Rime dire . Voglio avire Consolanza In allegranza , Istando for di rancura . Ben m' è fori di pena Oi aulente lena ^ . Poi m' avete , Or mi tenete, S' io solazzo j Versi fazzo 1 Canto , 2 Core . 3 Fiato, bocca . ( 256 ) Per voi , bionda , Occhi gioconda, Che m' avete priso . Or m' abbraccia Alle tue braccia^ Amorosa Dubitosa , Con lo dolce riso Conquiso M' avete , fino Amore : Vostro sono leale servidore . Voi siete la mia donna a tutt* ore j AiJenle rosa col fresco colore , Che 'nfra 1' altre ben mi par la fiore Di bellezze , E d' adornezze , E di bello portamento Vostra par non ho trovata Donna nata : Però a voi m'appresento A tal convento ^ Isto caribo ^ Ben diprisùbo Delle maldicente Bono talento , Lo stormento 1 Convenzione , patto, 2 Ballo. ( ^5, ) Vo sonando , E cantando , biondetta piacente . Voi siete mia spera Dolce ciera . Si poterà '^ , Se non fosse lo conforto Che mi donasse in diporto j Ch' eo mi dispererà ^ . Ma vedèra ^ Sì guerrera 4. Ma voi siete la fiore dell' orto ; Per li mai ^ parlieri ^ a torto Rosa fresca , Già non t' incresca Sed io canto e dispello Per vostro amore A tuttore son novello -, Mentre vivo, a voi non son rubello La feruta Non si muta De' vostri sguardi . Ancora 7 gli mi mandate tardi 1 Paria , potrebbe . 2 Disperassi . 3 Vedrìa. 4 Nemica. 5 Mali . 6 Parlatori . 7 Ancorché C. V. ( 238 ) Passano balestrieri Turchi e Sardi. Si m'hanno feruto i vostri sguardi: Tutto incendo. Pur veggendo Fina Donna, a voi m'arrendo. Reìidomi in vostra balìa j Voi siete la donna mia , Fontana di cortesìa. Per cui tutte gioie s' invia . Reina se' d' adornezze E donna se' d' insegnamento . Messo m' hanno in smagamento Le vostre bellezze , Chiarita in viso pili che argento . Donami allegrezze ; Ben eo son morto , E mal colto, S^ non mi dai conforto , Fior dell' orto . JLontano Amore mi manda sospiro , Mercè chercndo in ver l'amorusa, Che falso non mi deggia tenirej Che faLsitatc già non m'accusa. Non eh' io fallasse ^ lo suo fino amore , 1 Fallassi , ingannassi . ( 2^9 ). Con gioia si dipartisse lo mio core Per altra donna, oiid' ella fìa pensusa. Di ciò s'inganna, se ella ha sospetto Che piacimento d' altra mi sia ; Che in altra donna già non mi diletto. Se non in voi , che siete la gioia mia : Vista né riso d'altra mi s' agenza. Mi tegnon anzi in forte penitenza I be' sembianti, ch'altra mi facìa. Se m' intendesse a non crucciare , Lo mio diritto senza cagione Innanzi voglio bene confessare , Ch' i' aggia torto della mia ragione . Ma faccia che ^ le piace , ch'io m'arrendo A sna mercè , che già non mi difendo j Che ver l' amore non fo difensione . Se la mia Donna bene si pensasse , Ch' io son pili ardente della sua amanjia , Ch' ella si pensa che io la fallasse Che m' ha donato sì grande leanza Dello suo amore, che m'ha raddoo^iafo: Ch' ella SI pensi , eh' io non fia vietato j Lo cor m' incende di grande adiranza . Canzonetta , va a ipiella che è Dea , Che r ahre donne tiene in si.o dimino Dalla Magna infìno in AtjuiJea Di f[uello regno che è piii ilno I Cioè ciò che. ( ^4o ) Degli altri regni, ah Deo ! quanto mi piace In dolce terra dinioranza face Madonna , eh' allo fiore sta vicino . MESSERE E MADONNA MES. -Donna , di voi mi lamento ; Bella , di voi mi richiamo Di sì grande fallimento , Che eo peno tuttora ed amo . Lo vostro amor pensai tenere Fermo senza sospicione j Or m' assemhra » d' altro volere , E trovolo in falsa cagione . MAD. Meo Sire , se tu ti lamenti , Tu non hai dritto , né ragione j Per te sono in gran tormenti j Dovresti guardare stagione . Ancora ^ ti sforzi la voglia D' amore ^ e la gelosìa , Con senno porta la doglia , E non perdere per tua follia. 1 Seiiihra . 3 Ancorché . ( ^4> ) MES. Madonna, s'io pcue porlo, A voi non ne scresce baldanza . Di voi non aggio conforlo ', E falsa la ina leanza , Quella, che voi mi mostraste. Là ov'avea tre persone. La sera, che mi serraste In vostra dolce prigione . MAD. Meo Sire,- se tu ti compiangi. Ed io mi sento la doglia; Lo nostro amoro falsi e can";i . Ancora che mostri tua voglia. Non sai che per le mi legna , Di voi , onde sono smarruta , Tutto falsi di convegna , E morta m' ha la parluta . MES. Madonna , non ti pesa fare Fallimento o villanìa ; Quando mi vedi passare Sospirando per la vi» Asconditi per mosiranza; Tutta gente ti rampogna, A voi ne torna bassanza , E a me ne ricresce vergogno . Tom. I. i6 ( 242 ) MJD. Meo Sire , a forza m' avviene , Che io m' appiatti ed asconda , Che SI distretto mi tiene Quegh, che in me sempre abonda, Poi non m' auso ^ fare alla porta , Ond' io son confusa in fidanza , Ed io mi vi dico morta, E tu non n'hai nulla pietanza. MES. Madonna , non ho pietanza Di voi, che troppo m'inganni. Che sempre vivi in allegranza , E li diletti in miei danni. L' Amor non ha in ver voi forza , Che tu non hai fermaglio ^ • D' Amor non hai se non scorza j Ond' io di voi son selvaggio . • Meo Sire, se ti lamenti a me Tutta inde ^ prendi ragione Ch'io vegno la ove mi chiame E non diguardo persone . Poi che m'hai al tuo dimino Piglia di me tal vengianza , I Oso . a Fernìezza^. 3 Indi , da ciò .\ ( 243) Cile lo libro di Giaconnno Lo dica per liniembranza . MES. Madonna , in vostra intendanza Neienle mi posso fidare , (jhè molte fiate in perdanza Trovomi di voi amare . Ma s' io sapessi in certanza Esser da voi meritato , Non ave rei rimembranza Di nessmi fallo passato . V^nando veggio rinverdire Giardino e prato e rivera , Gli angele Iti odo bradire ; Ridendo la primavera , Hanno loro gioia e diporto ; Ed io voglio pensare e dire , Canto per donare conforto , E li mali d' amore covrire , Che gli amari li perono a gran Iorio 1/ amore è leggiere cosa ^ Molt' è forte essere amato . Chi è amato ed ama in posa \ I Pace , quiete. ( 244 ) Lo mondo ha dal suo lato ' j Le donne n' hanno pietanza , Chi per loro patisce pene. Se v' è nullo, eh' aggia amanza. Lo SVIO core in gioia mantene , Tuttora vive in allegranza . In ■ gioia vive tuttavia. Al cor sento , ond' io mi doglio , Madonna , pure gelosìa . Lo pensamento mi fa orgoglio . Amor non vuole inveggiamcnto , Ma vuol essere soffe ritore Di servire a piacimento . Quello , che tende Amore Si conviene a compimento . Vostra fia la 'ncomincianza , Che m'invitaste, d' amore j Non guataste in fallanza , Che comprendeste il mio core . Donna per vostra onoranza Sicurastemi la vita, Donastemi per amanza Una treccia d' auro ponita , Ed io la porto a rimembranza » 1 Per se , è tutto per lui C. V. ( M5 ) J splendi liente SteUa d'albore, E piacente Donna d' amore , Bella , lo mio core , Ch' hai in tua balìa , Da voi non si diparte in fidanza. Or ti rimembra , bella , la dia , Che noi fermammo la dolce amania > Bella , or ti sia A rimembranza La dolce dia , E r allegranza , Quando in diportanza ^ Stava con vui. Basciandomi dicevi, anima mia, Lo dolce amore eh' è intra noi dui ) Non falsassi per cosa che sia . Lo tuo splendore Mi ha si priso. Di gioia d' amore M' ha conquiso Sì , che da voi non auso ^ parure j - E noi farla , se Dio lo volesse . I Diporto . s Oso. ( 246 ) Ben mi .poiìa addoppiar li martire. Se in ver voi fallimento facesse * . Donna valente. La mia vita Per voi , piacente , E ismarrita . Se non fosse la dolce aita, E lo conforto , Membrando ch'ei ^ te, bella, allo mio brazzo ^, Quando scendesti a me in diporto Per la finestra dello palazzo . Allora t' ei 4 , bella , In mia balìa. Rosa novella , A me reina , Di voi presi , amorosa mia , ■ Vengianza . () in fede , rosa fosti paruta , Se in mia balìa avesse Spagna e Franza Non averci sì ricca tenuta. Ch'io parila da, voi intanto^, Dicevatemi Sospirando: Se vai , mio Sire , e fai dimoranza , 1 Facessi . 3 F.hhi . 3 Braccio . 4 Ebbi . 6 Cioè intanto di' io purtia da uoi . (M7 ) Ve' eh' io ni' arrendo , E faccio altra vitaj Giammai non entro in gioco , ne in danza ; Ma sto rinchiusa più che romita . Or vi sia a mente , Donna mia, Ch' entrava gente V'ha 'n baha. Lo vostro core non falsasse . Di me , hella , vi sia rimemhranza . Tu sai, Amore, le pene ch'io trasse. Chi ne diparte, mora in tristanza . Clii ne diparte , Fiore di rosa. Non ahLia parte In buona cosa . Che Deo fece V amore dolce e fino Di due amanti , che s' aman di core . Assai versi canta Giacomino , Che si parte di reo amore . J-ia dol ce ciera piacente, E li amorosi seminanti Lo core m' allegra e la mente , Quando mi pare davanti . ( M8 ) Sì volontier la vio ^ y Quella cui eo amai , Quella cui me fidai , Ancor r aspetto e disio . Dall' aulente bocca venne Un sospir che mi toccao ^ Sì che il core noi sostenne : Piangendo m'addomandao ^ , Messere, se venite a gire , Non facciate addimoranza j Che non è bona usanza Las sar l' amore e partire . Allotta eh' eo mi partivi 4 E dissi, a Deo v'accomando. La bella guardò ver mivi ^ , Sospirava lagrimando . . Taut' erano li sospiri , Ch'appena mi rispondìa ^: La dolce donna mia Non mi lassava partire . Io non fui vi sì lontano Che il mio amor v' ubriasse 7 . I J^eg^io Salv. 9 Toccò, commosse. 3 Mi domandò . 4 Partii . 5 Meve , me Salv. a Rispondea . 7 Obliasse Salv. (249) E non credo che Tristano Isotta tanto amasse . Quando veggio venire , E r aniente donna apparire , Lo cor mi trae di martire, E rallegrami la mente . DI NOTARO IACOPO DA LENTINO Impressa nelli^ Rime Antiche ^Indonna, dir vi voglio Amid Come l'amor m'ha piiso. Iiiver lo grande orgoglio , Che voi, Isella, mostrate, e' non m'aita. Ahi ! lasso , lo mio core Che 'n tanta pena ha miso , Che vive quando more Per bene amare , e tenesclo ^ a vita , Dunque morirà' eo ^ ? Noj ma lo core meo More spesso e più forte , Che non farìa di morte naturale j Per voi. Donna, cui ama, Più che se stesso brama , I Cioè se lo tiene . a Bloriraio , moriiaggio , moirò io . ( 25o ) E voi pur lo sdegnate ^ j Amor vostr' aniislale vide male . Lo meo 'miamoramento JXon può parere in detto . Così , coni' io lo sento , Core noi penseria, ne diria lingua. Ciò , eh' eo dico , è neente In ver eh' ^ io son distretto. Tanto coralemente Foco aggio, che non credo mai s' estingua; Anzi f se pur alluma , Perchè non mi consuma ? La salamandra audivi ^ , Che 'n fra lo foco vivi 4 stando sana; Eo sì fo per lungo uso , Vivo in foco amoruso , E non saccio che dica , Che il mio lavoro spica , e poi non grana . Madonna , si m' avvene , Ch' i' non posso invenire Com' io dicesse hene La propria cosa, ch'io sento d'Amore, Sì coni' uomo impedito . E' parmi uno spirito ^ ; I n avete in fastidio , a noia. C. V. a Riguardo , rispetto a ciò che . 5 Udii. 4 Per x'ii'c, alla Siciliana . 5 Spirito colla peuiillima lunga iu grazia della rima. (• 25, ) IjO cor mi fa sentire , Che giammai non Lo chilo * Fintanto che non viene al suo sentore » . Lo non poter mi turba , Coni' uom che piugs e sturba, E pure gh dispiace Lo pingere che face , e se riprende . Che non e per natura La propria pintura ; E non è da biasmare Uomo, che cade in mare , a che s*app rende ^. Lo vostro amor, che m' avo In mare tempestoso Cosi , come la nave , Ch' alla fortuna getta ogni pesanti 4 , E campa per lo getto Di loco periglioso . Siinilemente eo getto A voi, bella, ]i miei sospiri e pianili Che s' eo uou li gittasse Parrea ^ che soffondasse . E bene soffondàra ^ I Allento , tfuiete , riposo C. V. a Sefitimento . 3 Cioè , non è da hiasiitiare a qual vusa si iifi[>i\li un uomo , che cade in mare , jjtr ialvursi- . 4 Pesante , cioè ogni peso . 5 Pania . 6 Sull'ondcrìa C. V. ( 252 ) Lo cor , tanto gravàra ^ in suo dis'io . Tanto si frange a terra Te^npesta , che s' atterra ^ . Ond'io così mi frango; Quando sospiro e piango e ^ posar crio 4 Assai mi son mostralo A voi > bella spietata , Coni" eo son 'namorato ; Ma croio ^ eh' i' dispiacerla a voi pinto Poiché a me solo , lasso ! Colai ventura è data . Perchè non miude ^ lasso 7 ? Non posso : di tal guisa Amor m' ha vinto Vorria eh' or avvenisse ^ Che lo meo core uscisse Come incarnato tutto , E non facesse multo ^ a voi , sdegnosa : Che Amore a tal m' addusse , Che se vipera fusse Natura perderea 9, Ella mi vederea ^^, fora pietosa » i Graveria C. V. cioè peserìa . 1 S^ abbassa , si cheta, si calma. 3 Cioè allora . 4 Creo , credo . , 5 Credo . G Me ne. 7 Cioè perchè non abbandono q itesi' amore? Bisc. 8 ifotlo . () Perderla . IO f^ederia . ( -^^ ) Impressa neW Allacci . lieii ni' e venula prima al cor doglicnza ^ , Poi benvoglienza d' orgoglio ni' accende In voi. Madonna, contro a mia soffrenza. Non è valenza far male a soffrente. Ma sì è potente vostra signoria , Ch' avendo male > piìi v' amo ogni dia . Però tuttor la troppa sicnranza Obria 2 canoscenza ed amoranza ^ . Adunque , Amor 4 , ben fora convcneiiza D' aver temenza , come 1' altra gente , Che tornano di lor disoanoscenza Alla credenza ^ di lor benvogliente ^ . Chi è temente fugge villanìa , E per coverta 7 tal fa cortesia , Ch' io non vorrìa da voi bella sembianza ^ , Se dallo cor non vi venisse amanza. Ch' io non vi faccio , donna , contendenza 0 , Mad^° ubidrnza ", ed amo coralmente 1 Doglia dal Provenzale dolenza Salv. 2 Oblia . 3 Cioè dimerilica gratitudine e amore Salv. 4 O amanza , o amata Saly. 5 Alla fede Salv. 6 Cioè di chi vuol loro bene . •j Coperta , simulazione , injingimenlo Salv. 8 Mostra, apparenza, aspetto. 9 Contrasto , ripugnanza . 10 Bla. 1 1 Ubbidienza . ( ^^4 ) Però non dev'io pianger penitenza. Che nullo senza colpa è penitente . Naturalmente avvenc tuttavia Ch'uomo s'orgoglia a chi lo contraria *. Ma'l vostro orgoglio passa sor * costanza, Che si misura contra umilianza . Chi a torto hatte o fa increscienza , Di far piacenza pensa, e poi si pente» Però mi pasco di hona crQÀeìiza. , Che Amor comenza prima a dar tormente , Dunque sarìa più gente la gio' mia , Se per soffrir 1' orgoglio s' umilia , E la ferezza torna in pietanza : Ben lo può fare Amor, che eli' è su' usanza. E voi, che sete senza percepenza ^, Como Fiorenza , clic d' orgoglio sente , Guardate a Pisa , eh' ha in se conoscenza , Che fogge inteuza 4 d'orgogliosa gente. Già lungamente orgoglio v' ha in balìa ; Melena ^ lo caroccio ^ par che sia . E se sì tarda l' umile speranza , Chi soffre sgom])ra e vince ogn' indugianza . 1 Contraria . a Sovra . 3 Senz'accorgimento Salv. 4 Cioè amore Salv. 5 Cioè Maddalena , che tale dovrà essere il nome della Dama Saly. 6 Cioè par, che Maddalena sia lo Caroccio , nel {jiialc consisteva molto P albagìa de Fiorentini , che meni guerra ed orgoglio Salr. ( 255 ) jyiadonna mia, a voi luaudo In gioi' li miei sospiri j Cà Imigameute amando Non vi porea mai diri * Com' era vostro amante , E lealmente amava : Ma, però ch'io donava,, Non vi facea sembiante. Tanto sete alta e grande , Ch' io v' amo pnr dottando , E non ao ^ cui vi mando Per messagger parlando . Oud'eo prego l'amore, A cui prega ogni amanti, Li miei sospiri e pianli Vi pungano lo core. Ben vorrìa, s'eo potesse. Quando sospiri getto , Cli' ogni sospiro avesse Spirito ed intelletto , Ch' a voi , Donna d' amare Domandasser pietanza Da poi eh' eo per dottanza Non m' auso ^ di mostrare . I Siciliano per dire. 1 -^s;gio , ho Salr. 3 iVo/i ramoso, non m" airliseo SalT. ( 256 ) Voij Donna, m' ancidete , E fatemi penare , Da poi che mi vedete Ch'io vi dotto parlare. Perchè non mi mandale , Madonna , confortando * , Ch'io non disperi , amando, Della vostra amistate ? Vostra ciera piacente , Mercè quando a voi chiamo , M' incalza fortemente Ch'io v'ami più ch'io v'amo Ch' io non vi poterla Più coralmente amare ^ Ancor che più penare Porìasi , donna mia . In gran dilettanza era , Madonna , in cpiello giorno , Quando vi formai in cera Le bellezze d'intorno. Più bella mi parete , Che Isotta la bionda , Amorosa , gioconda , Fior delle donne sete . Ben so, che son vostr'uomo, ' S' a voi non dispiacesse , 1 Cioè a confortare Salv- ( 257 ) Ancora clie'l meo nomo ', Madonna , non dicesse . Per Tosuo amor fui nato , Nato fui da Leu lino ; Donqua debbo esser fino , Da poi che vi sou dato . Impressa nelle Rime Antiche e neW Allacci lYlaravigliosàmente Un amor mi distringe , E mi tene ad ognora j Coni' uomo, che pon mente In altro esemplo , e pinge La simile pintura ; Così bella facci' eo, Dentr' allo core meo Porto la tua figura . Allo cor par eh' eo porte Pinta , come voi sete , E non pare di fore . E molto mi par forte ^ . Non so , se vi savete Coni' eo v' amo a bon core ^ ,• T Mio n»me Salv. a Amaro, strano Saly. 3 Cioè di bon cuore Salv. 7«w. /. !•] ( 258 ) Che soli sì vergognoso Gli' eo pur vi guardo ascoso, E non vi mostro amore . Avendo gran disio , Dipinsi una figura , Bella , voi somigliante . E quando voi non vio ' Guardo quella pintura, E par eh' eo v' aggia avaiite . Si com'uom, che si crede Salvare per sua fede , Ancor non veggia avante . Allor m'arde nna doglia. Goni' uoni, che lene il foco Allo suo seno ascoso ; E quanto più lo invoglia ^ , Tanto prende pili loco . E non può star rinchioso ^ . Siniilemente eo ardo, Quando passo , e non guardo A voi , VISO amoroso . Se voi siete , quando passo , In ver voi non mi giro , Bella, per voi guardare. j l^eo , l'eio, veggio Salv. Bisc. 2 Cio(^ lo intolge Bisc. lo involga SalT« 3 Riìichius9. ( 2% ) Andando , ad ogni passo Eo gitto un gran sospiro , Che mi face angosciare. E certo bene angoscio , Ch' appena mi conoscio * : Tanto forte mi pare . Assai v' aggio laudato , Madonna, in molte parte "^ Di bellezze eh' avete : Non so se v'è contato Ch' io lo faccia per arte , Che voi ve ne dolete . Aggiatelo per singua ^ Ciò che vuo' dire a lingua , Quando voi mi vedrete . Mia Canzonetta fina , Va , canta nova cosa . Movili la mattina Davanti alla più fina , Fiore d' ogni amorosa , Bionda più ch'auro fìnoj Lo vostro amor , eh' è caro , Donatelo al Notaro , Ch' è nato da Lentino . T Conosco . 2 Pani , cioè in molti luoghi SalT. 3 Signa , segni . ( 26o ) Iinpiessa nelle Rime Antiche e nelV Allacci iVlembraiido ciò , che Amore Mi fa soffrire e sento Del mal rimerto ^ , ond'io sono al morire, Che , amando , sto in dolore , In lutto e pensamento , Dal mio tormento non posso partire : Che tuttor ardo e incendo , Sospirando, e piangendo, Che Amor mi fa languire Di quella , che ^ m' arrendo , Di me mercè cherendo , E non mi degna audire . Son morto, che m'incende La fior , che in paradiso Fu , com' avviso , nata j end' io non poso . A torto non discende Yer me, che m' ha conrjuiso Lo suo bel riso dolce ed amoroso . Che i suoi dolci sembianti Gioiosi ed avvenanti ^ 1 Mal rimerito , mal premio Salv. , 2 Che, cioè a cui Salv. 3 Avvenenti Salv. ( 26' ) Mi fanno tormentoso Istar sovra gli amanti » In sospiri ed in pianti Lo meo cor doloroso . Condotto r Amor m' ave In sospiri ed in pianto Di gioia , ra ha affranto e messo in pene i Son rotto , come nave , Che pere per lo canto , Che fanno tanto dolce le Sirene. Lo marinaio s' oblia ^ Che tene per tal via , Che perir gli convene . Cosi la morte mia , Quella , che m' ha in balìa » Che sì dura si tene . Sì fera non pensai Che fusse, ne sì dura, Che la su' altura ver me non scendesse, La bella , eh' eo amai ; Ne che la sua figura In tanta arsura languir mi facesse ^ Quella , che m' ha in balìa , In cui son tuttavia Tutte bellezze messe » Più che stare in travaglia , 1 Cioè a proporzione Salv. ( 262 ) Par che '1 soffrir mi vaglia . O Deo , che mi valesse ! Novella Canzoii , prega , Quella , che senza iutenza ^ Tultor s' agenza ^ di gentil costumi , Fuor eh' ella d' amar nega ; Che in lei regna valenza E canoscenza , piìr eh' arena in fiumi Che doglia ^ del mio lutto ^ Anzi eli i' arda tutto , Che 1 suo amor mi consumi ; Dell' amoroso frutto , Prima eh' i' sia distrutto Mi conforti e m' allumi . 1 Intendimento , amore Salr. 2 S'' aggentilisce Salv. 3 Cioè si dolga . ( 263 ) Impressa nelV Allacci Amor non vuol eh' io clami " Mercè , com' uomo eh' ama . Ne eh' io m' avanti ^ , eh' ami , Che ogn'uom s'avanta, ch'ama: Che lo servir , eh' ogni uomo Sape far , non ha nomo ^ ; E non è pregio laudare Quel che sape ciascuno . A voi, hella , tal duno 4 Non vorria appresentare . Perciò r Amor m' insigna ^ Ch' io non guardi all' altra gente , Non vuol eh' io rassembri a scigna ^ Che a ogni viso lene mente 7 Perciò, Donna mia, A voi non dimanderìa Mercè , uè pietanza ; Che tanti son gli amadori Ch' este s sorte di savori^ Meno è prò per troppa usanza . 1 Gridi Salv. 2 Mi vanti Bisc. Saly. 3 Non ha fama SalT. 4 Dono . 5 Insegna . 6 Scimia Saly. •J Che pon mente ad ogni viso , ad ogni veduta Salv. 8 E, dal Latino est . ( ^64 ) O^iii gioia, eli' è più rara, Tenui' è piìi preziosa ; Ancora che non sia cara , Deli' altre è più graziosa . Cà , se esle orientale , Lo Zaffiro assai più vale , Ed ha meno di vertute . E però neUe mercede Lo mio core non v'accede. Perche l'uso l'ha invilute ^. Inviluti son li colosmini * Di quel tempo ricordato , Ch' erano si gai e lini . Nulla gioia non n' è trovalo . E le merci siano strette , Che in nulla parte sian dette j . Perchè paiano gioie vere Li njilla parte sian trovate , Ne dagli amadori chiamate , Infili che compia anni nove . Senza mercè potete Saver, hella, lo meo disio; Che assai meglio mi vedete , Ch' io medcsmo non mi vio . E però se a voi paresse, Ch' altro essere non dovesse 3 Invilite C. V. 2 Serta di pietre preziose Salv. ( 265 ) I*er lo vostro amore avere Uiique gioia non perdiate . Così volete amistate ? Innanzi vorria morire . Impressa nelV Allacci JJal cor mi vene , Che gli occhi mi tene , Rosata ». Spesso m' awene , Che la cera ^ ho bene Bagnata , Quando mi sovvene , Che mia bona spene 3 Ch' ho data In voi , amorosa , Ben avventurosa. Ho spento . Però se m'amate Già non v' ingannate Ncienio ^ . Che pure ^ aspettando , In voi immaginando X L' amor eh' aggio in voi 1 Rugiada , Francese rosee Salv. 2 Viso C. V. 3 Neiente , niente Saly. ( 266 ) Lo cor mi distringe ^ Avvenente ^ . Che s^ io non temesse , Ch' a voi dispiacesse , Ben m' anciderìa , E non vi dorrìa D' esle tormente . Ma pur penare E disiare , Giammai non fare Mia dilettanza . La rimembranza Di voi , aulente rosa , Gli ocelli m'arrosa ^ D' un' aigua d' amore . Or potess' eo , O Amore meo , Come Romeo ^ , Venire ascoso, E disioso . Con voi mi vedisse 4 , Non mi partisse ^ Dal tuo dolciore . Dal vostro lato 1 Avvenente, o leggiadra Salv. 2 IW annaffia , Francese roser Salv. 3 Pellegrino, Spagnolo romero Salv. 4 T^edessi . 5 Partissi. ( 26, ) Allungiato ^ Ben ho provato Mal , che non salda , Tristano e Isalda * Non amar sì forte. Ben mi par morte Non vedervi fiore ^ . Vostro valore , Che adorna e invia 4 Donne e donzelle . L' avvisatore Di voi , donna mia , Son gli occhi helU. Pensa tu , core , Quando vi vedia ^ Con gioi' novelle. Oi tu, meo core, Perchè non ti more? Rispondi, che fai? Perchè duoli così? Non ti rispondo , Ma ben ti confondo. Se tosto non vai Là ve' vuo' con mi ; I Allontanato Salv. a Isotta, dal Francese antico Jsaut Salv. 3 Punto Salr. 4 Cicè inibiva Saly. 5 Vedea . ( 263 ) Cile la fresca ciera Tempesta e dispera j Tn pensler m'hai Messo e in cordoglio per ti . Cosi , bella j Si favella liO mio cor con meco. Di nuli' altra persona Non mi ragiona; Ne parla , né dice . Securamente , E naturalmente Amor di voi mi piace j Che ogni vista , Mi par trista , Ch' altra donna face . Che s' io viglio ^ , O sonno pigho , Lo mio core non insonna . Senno schietto Sì m' ha stretto Pur di voi , Madonna . Sì m' è dura , Scura , Figura Di quantunqu' eo vio * . 1 fregilo . 3 Io fedo . ( ^69) Gli occhi avere , E vedere , E volere Mai altro non disio . Treccia sciolta j Ma volta S Ma colta », Ne bruna , né bianca . Gioia compita , IN or ita 3 , M' invita . Voi sete pivi fina , Che s' io faccio Solaccio 4 j Ch'io piaccio. Lo vostro amor mi mina ^. Dottrina E benvolenza Mi dona conoscenza Di servire a piacenza Quella, che più m'agenza^. Ed aggio renitenza Per la troppa sovvenenza. 1 Ricciuta . 2 Coltivata . 3 Cioè nodrita . 4 Solazzo . 5 DTena . 6 Mi piace Salr. ( ^1^ ) E non mi porta Amore , che porta E tira ad ogni frino * , E non corre Sì che scorre Per amor fino . La/ vorrìa E non lasserla Per nulla leanza , S' io savisse Ch' io morisse j Sì mi stringe amanza . E tutto credo , E non discredo , Che la mia venuta Dea ^ piacere , Ed allegrere 4 Della veduta . Ma sempremai non sento Vostro comandamento , E non ho conforlamento Del vostro avvenimento . Ch'i' mi sto, e non canto ^ Sì eh' a voi piaccia tanto , E man dovi infrattanto 1 Freno . 2 Debba . 3 Allegrare , dal ProTenzale alegraire Salv. ( 271 ) Saluti e dolce pianto . Piango per usaggio ; Giammai non rideraggio Mentre non vederaggio Lo vostro bel visaggio Ragione aggio , Ed altro non faraggio , Né poraggio . Tal è lo mio coraggio , Ch' altre parole Non vuole j Ma duole Delli parlamenti Delle genti . Non consenti Né che parli , né che dolenti * Ed aggio veduta Per lasciare La mia tenuta Dallo mio dolce pensare. Sì conio y Noi , che somo =* D' uno cor dui ; Ed or piui , Che ancora non fui, Di voi", bel viso , 1 3fi dols,a , faccia doglianza Salv- 2 Setno, siamo, daLtò Spaguolo sor/tos Salv. ( ^72 ) Son preso e conquiso; Che fin tormentare Mi fa levare Ed entrare In sì gran foco , Che per poco * Non m' ancido . Che lo strido , Ch' io ne gitto , Ch'io non vegna Là ove siete. Rimembrando , Bella, quando Con voi mi vedea Solazzando , Ed istando In gioia si come far solea. Per quanto aggio di gioia Tant' aggio di mala noia. La mia vita è croia Sanza voi vedendo 2, . Cantando ahi vo , In gioia or vivo Pur pensivo ^, E tutta gente schivo 1 Cioè poco men che non ni' uccido C. V. e Salr. 2 Cioè senza veder voi . 3 Pensoso dal Francese pensif Salv. ( 275 ) Si eh.' i' vo fuggendo , Pur che rendo Ov' io m' asconda . Onde lo cor m'ahonda, E gh occhi fuori gronda * Sì dolcemente V onda , Come fino oro che fonda . Or a me risponda , E manda lenii a dire Voi , che martire Per me soffrite , Ben vi dovrite Infra lo cor dolire Di mie' martire , Se vi sovvenite Come site Lontana Dallo core prossimana * . I Cioè grondano Saly. a Vicina dallo per allo-^ cioè quantunque sints lontana , sete vicina al core Salv. Tom. I. iS (274) Impressa nelV Allacci . JLia Innamoraiiza dlsiosa , eli' è dentro al mio cor nata , Di voi. Madonna, è pur chiamata ': Mercè se fosse avventurosa. E poi eh' io non trovo pietanza Per paura o per dottare , S' IO perdo amare , Amor comanda ch'io faccia arditànza . Grande arditanza e coraggiosa In guiderdone Amor m'ha dataj E vuole che donna sia acquistata Per forza di gioia amorosa. Ma troppo è villana credanza , Che donna deggla incominciare : Ma a vergognare , Perdi' io cominci , non è mia spregianza . Di mia speranza Amor mi scusa, Se gioia per me è cominciata Di voi , che tanto ho disiata , E sonne in vita cordogliosa j Che abbella ^ sauza dubitanza Tutte fiate in voi mirare : Veder mi pare Una maravigliosa simiglianza . 1 Cioè il mio i/inamoramento s''intitola da voi, porta il vostro nome Salv. a E bello mirare in voi. ( 275 ) Tanto siete maravigliosa , Quand' i' v' ho bene affigurala , Ch'altro parete che hicarnata "^ Se non eh' io spero in voi , gioiosa . Ma tanto tarda la speranza . Solamente per donare Ho il mal parlare , Amor non vuol ch'io perda mia intcndanza =*. Molt'è gran cosa e dinoiosa ^ , Chi vede ciò che jpiìì li aggrata 4 , E via d' un passo è più ^ dolala Che d' oltre mare in Saragosa ; E di battaglia , ov' uomo si lanza A spada o lanza in terra o mare , E non pensare Di bandire una donna per dottanza ^. jN^uUa bandita m' è dottosa , Se non di voi , donna pregiata . Ami vorria morire di spata 7 , Ch' i' voi vedesse corucciosa Ma tanto avete canoscianza , 1 Cosa umana . 2 Intendenza, intendimento Salv. 3 Cioè non noiosa, fuggente di noia Salr. 4 Jggrada Saly. 5 Via più d' un passo , cioè molto Salv. 6 Paura ,• far bandita d' una dama , volerla 's:oder soU Salv. 7 Spada . ( 276 ) Ben mi dovreste perdonare , E comportare , S'io perdo gioi', che so m'anclde amanza Impressa nelV Allacci . 1 roppo son dimorato In lontano paise : Non so in che guisa possa sofferire. Che son cotanto stato "~ Senza in cui ^ si mise Tante Ijellezze d' amore e servire . E dico che folha Me n' ha fatto alhmgare ^ Lasso ! hen veggio e s^nto , Morto fossi , dovrìa A Madonna tornare ^. Ma s' io sono alhmgato , A nuir uomo non offesi , Quant' a me solo , e i' ne sono al perire : Ed io ne sono il danneggiato. E poi 4 , Madonna , mi stesi , Mio è il dannaggio di ogni languire; I Alla greca , cioè senza quella in cui ec- C. V. a Allontanare , star lontano Salv. ì Cioè, che c/uantiinfjfue io f assi morto , dovria tornare « Madonna ijalv- 4 Poiché . ( ^77 ) Che lo suo avvenimento D' amar mi travaglia E comandami a dare A quella , a cui consento Core e corpo in sua Lagliaj E nulla non mi pare . Dunqua son io storduto ^ ? Ciò saccio certamente . Coni' quelli, ch'ha cercato ciò che tene Così m' è addivenuto >, Che lasso T avvenente =* , E '1 vo cercando , ed ho noie e pene . Cotanto n' ho dolore , E 'nveggiameuto e doglia Vedere non potere Con tanto di dolzore Amore e bona voglia ^ Ch'io l'ho creduto avere. Deo ! com' aggio falluto ^ ! Che così lungamente Non son tornato alla mia dolce spene . Lasso ! chi m' ha tenuto ? Follia deh veramente. Che m'ha levato da gioia e di bene. Occhi e talento e core 1 Stordito ,• oggi anche a Napoli si usa .^lordino S;:tr. 3 II conveniente , cjuel che è grato Saly. 3 Fallito , errato . e 27S ) Ciascun per se s' argoglia , Disiando vedere Madonna mia a tutt'ore^ Quella , clie non s' argoglia In ver lei lo mio volere » Non vo più sofferenza , Né dimorare ornai Senza Madonna, di cui moro, stando; Che Amor mi move inlenza , E dicemi , che fai? La tua donna si muor di le , aspettando , Questo detto mi lauza * , E fanmii trangosciare Sì lo core j moraggio , Se più faccio tardanza , Tosto farò reo stare ' Di lei e di me dannaggio. '^ io doglio non è meraviglia > E se io sospiro e lamento Amor lontano ; mi piglia Dogliosa pena, ch'io sento, Membrando eh' co sia diviso Di veder lo bel viso , Per cui peno ^ e sto in tormento I Lancia . ( ^79 ) AUegranza lo vedere Mi donava prossimano ' . Lo contrario deggio avere , Ch' eo ne son fatto loniano . S' 60 , veggendo , avea allegranza , Or 2 non la veggio , pesanza Mi distringe e tene mano. Lo meo core aggio lassato Alla dolce donna mia: Dogliorai eh' eo sono allungato Da sì dolce compagnia ; Che in Madonna sia lo core ^ Che del meo petto è fore , E dimora in sua balìa . Dogliomi e adiro sovente Dello core, che dimura Con Madonna mia avvenente In sì gran bona ventura. Odio e invidio tale affare , Che con lei non posso stare. Ne veder la sua figura . Sovente mi doglio ed adiro; Fuggire mi fanno allegrezze . Tutta via ragguardo e miro Le sue adornate fattezze. Lo bel viso , e r ornamento , 1 Cioè il vedere prossimano , vicino, da vicino- 2 Or che. ( 28o ) E lo dolce portamento , Occhi ahi! vaghi, e bionde trezze* Impressa nelle Ri/ne Antiche e nelV Allacci Amando Imigamente Disio 3 eh' io vedesse Qualora eh' io piacesse , Coni' io valesse, a voi, Donna valente. Meravigliosamente Mi sforzo , s io potesse Ch' io cotanto valesse , Che a voi paresse lo mio affar piacente, Vorria ben servire a piacimento Là u'tutt'ho piacere, E convertire lo mio parlamento A ciò eh' io sento . Per intendanza delle mie parole Veggiate come lo meo cor si dole . Non dole eh' aggia doglia , Madonna , in voi amare . Anzi mi fa allegrare In voi pensare l' amorosa voglia , Con gioi'par che m'accoglia Lo vostro innamorare j E per dolce aspettare Veder mi pare ciò che mi s' orgoglia (28.) Ma bene d' una cosa mi cordoglio Cli eo non so in veritate , Che voi sacciate lo ben, cli'eo vi voglio: A ciò ' mi doglio . Non posso dir di cento parti l'nna L'Amor, eh' eo porto alla vostra persuua Se 1' amor , eh' co vi porto , Non posso dire in tutto , Tagliami alcun bon mutto , Che per un frutto piace tutto un orto, E per un buon conforto Si lassa un gran corrutto ^, E ritorna in disdutto ^j A ciò non dutto 4: tal speranza porto. E se alcuno torto mi vedete. Ponete mente a voi , Che bella più che per argoglio siete j Che sapete , eh' orgoglio non è gioia. Ma a voi convene , E tutto , quanto veggio , a voi sta bene . E tutto quanto vio ^ Mi pare avvenentezze, E somma di bellezze . Altre ricchezze nò gio' nou/ disio ; 1 Per ciò , di ciò Salv. 2 Corrotto , corruccio Salv. 3 Spasso, dal Francese d^seluit SaV. 4 Dotto , cioè di ciò non dubito Salr. g f'eo, weiiiiio . ( 282 ) E nulla donna vio , Cli' aggia tante adornezze : Che le vostre altezze Non son bassezze , laonde innamor' io ' E se , Madonna mia , aniass' io voi , E voi meve , Se fosse neve, foco mi pania, E notte e dia, E tuttavia , mentre che avragglo amore f E chi ben ama, ritorna in dolore. IVon so 3 coni' eo vi paro , Ne che di me farete ; Aucider mi potrete , E non mi troverete core varo ^ , Ma tuttavia di un a'ro ^: Cotanto mi piacete j ■ E morto mi vedrete Se non ni' avrete al vostro riparo , Allo vostro conforto di pietanza, Che entri al core , E gli occhi fore piangano d'amanza; Ed allegranza Con abbondanza dello dolce pianto Lo bel visaggio bagni tutto quanto . 1 Io Iti' innamoro . 2 f^ario Salv. 3 Aiio , aire, aere, aria, cioè cV lai' aria Salv. ( ^83 ) (jrià lungamente , Amore , Sono stato in mia balìa , E non curava d'altro signoraggio; Or sono in tal tenore Si eh' eo giammai non porìa partire ; Così m' ave distretto il mio coraggio , E lo suo bel visaggio , Ch' è d' ogni beltà saggio, m'iufiamm,ao, E tutti gii altri pensier mi levao. Le sue bellezze tante , Ghe porta in viso, e mautene, Tuttor r addobla : tant' ha di piacenza . Mi fa sì fino amante , Che gioi' mi par le pene , E più d'amor mi cresce benvoglienza Quella , di cui ho temenza , Di dir la mia doglienza , e vorrìa dire , Perchè giammai non ei * tanto d' ardire . Deo , eh' or avess' eo tanto D' ardimento , eh' eo contasse Le mie pene alla mia donna valente . Forse che avrebbe alquanto Mercè ancor * non mi amasse I Cioè n»ra ebbi Salr. Bisc. a jintorehè Salr. ( 284) Ghe per sembiauti ^ porea star gaudente E non le stana gente Poi che di me temente eh' eo perisse, Perch' eo vorrea eh' ella '1 meo mal savisse. Oimè ! che * dico , folle ! Or già m'accoglie e inora ^ Ancor noi faccia d' amorosa intesa 4. Per tanto non mi toUe Lo sguardar , che m' assicura , E la speranza già non m' è difesa ^ Di quella bene appresa ; Che d'amore è sì accesa la mia mente, Ch' eo non lo porea dir, ne star tacente . Cà , s' eo lo taccio , pero ; E s' eo lo dico ho dottanza. Non saccio se le piaccia, o sia spiacire ; Però mercè le chero , Che non le torni a pesanza, Perch' eo vorrìa di morte guareatire ^ , E più per lei servire : Che già d' altro voler non ho talento j Cà, s'eo mi moro, cU' ha lo perdimento. I Per le viste Salr. Q Che cosa, quid Saly. $ 3 Cioè onora Salv. 4 Intendenza Salv. 5 Difesa , -vietata , proibita Bisc. * Cioè difendermi Salr. ( 285 ) Itnpressa neW Allacci JJolce cornili ciamento Canto per la più fina, Che sia al mio parimente ' Da qui infin a Messina , Cioè la più avvenente , E stella rilucente, Che levi la mattina . Quando ra' appar davanti , Li suoi dolci semljianti M' incendon la corina ^ . Dolce meo Sir ^ , se incendi , Or io che deggio fare? Tu stesso mi riprendi , Se mi vei 4 favellare . Che. tu m'hai innamorato E lo cor m hai laniato Si che da for non pare . Chi memhrati ^ alla fiata , Quand'eo t' ehhi ablìracciata. Ha li dolci basciari ^ ? Ed io hasciando stava 1 Al mio parere Salv. 3 Core Salv. 3 Dice dolce mio Sire alla sua dama Salv. 4 Fedi . 5 Rimembrali , ricordati . 6 Baci Salv. ( 286 ) In gran dilettamcnto , Con quella, che m'amava. Bionda e viso d' argento : Presente me ^ , cantava , E non mi si celava Tutto suo convenente ; E disse: io t'ameraggio, E non ti falliraggio ^ Per tutto il mio vivente ^ . Al mio vivente 4 , Amore ^ , Io non ti falliraggio Pera lo lusingatore^ Che parla di tal fallaggio ^; Ed io sì t' ameraggio . Per quello , ch^ è selvaggio , Dio li mandi dolore . Unqua non vegna a maggio , Tant' ha di male iisaggio Che di state ha gelore 7 . 1 In mia presenza Salv. a Fallirò , ingannerò . 3 Finché durasse la mia vita Saly. 4 Fincli' io fiva . 5 O mio ornare Salv. 6 Fallo, inganno . 7 Gelo Salv. ( ==8? ) Impressa nelV Allacci . JL/onna , eo languisco , e non so qual speranza ]Mì dà fidanza che io non mi sfidi ^ . Che se mercè e pietanza in voi non trovo Perduta ^ provo lo chiamar mercede ; Che tanto lungamente ho costumato Palese ^ ed in celato 4 Pur di mercè cherire ^ , Ch' io non saccio altro dire j E se altri ra' addomanda , che aggio eo ? Eo non so dir, se non mercè per Deo. Amore non fu giusto partitoro ^ , Ch' io pur v' adoro , e voi non m' intendete Sì come io presi a voi mercè chiamare . Ben dovea dare a voi cor di pietate, Ch' a tutte l'orche a Dio mercè chiamasse 7 In voi , donna , trovasse ^ Gran core d' umiltate ; Se non tutte fiate I Disperi . a Perdita . 3 Palesemente Salr. 4 Celatamente Salv. 5 Cherere , chiedere Salv. 6 Partitore , cioè non fece parti giuste Salv. ^ Chidiiiussi . 8 Trovassi . ( 288 ) Facestemi allo meno est' amlstaiiza j Mille mercè valesse una pietanza. Douua , gran meraviijiia mi donate , Che voi sembrate con tanto valore Passare di bellezza ogni altra cosa , Come la rosa passa ogni altro fiore, E l'adornezza, la qual v'accompagna Lo cor mi lancia e sagna ^ E per me sta assai pini ^ Mercè , che non è in vui ^ ; E se mercè con vui , bella , stalesse 4 Valeria piii di quel che mi valesse ^ . Non mi ricredo di mercè chiamare, Cà contare audivi molla gente Che lo Leone este di tale usato ^, Che quando è airato più fellonemente Per cosa 7 , come face ^ , sì ricrede j In segno di mercede Permette gire in pace . Gentil ira mi piace : 1 Lancetta , dal Francese saigner SaW. 2 Piue, più. Salv. 3 Cioè mi si dee maggior misericordia , eh» non è in voi Salv, 4 Stasse , stesse . 5 Valessi Salv. 6 Uso Salv. 7 Per cosa, cioè per niente; il Francese ha pour rien, e il Provenzale per re Salr. 8 Cioè Jìaccola Salv. ^ ( 289 ) Ond* io per mercè faccio ogni mio fatto; Che per mercè si paga un gran misfatto . Sì come qiie', che fanno a'iur nemici, Che ogni uom mi dici ^ , mercede ho trovalo ; Ed io , che fo , che così ratto trovo ^ , E non trovo mercede in cui ^ son dato . Madonna , in voi non acquistai gran preio 4 , Se non ^ pure lo peio ^ ; E perciò sì comhatte Amore in akrui fatte 7 E s' egh in ahro vince , in (piesto perde , E in voi, chi pili ci pensa, più si sperde. I Dice . a Compongo prestamente versi Salr. 3 Alla nrcca,' cioè in quella, in cui S.iIt. C. V. 4 Pregio . 5 Se non, oioè ma Salv. 6 Peggio . •} Nei fatti d^ altri Saly. Tom. I. jA ( 29<^ ) Ijo Ladalisco * allo specchio lucente Tragga a morire con isbaldiniento ; L' aiigel Fenice s' arde veramente Per ritornare a novel nascimento : Lo cecer ^ canta più gioiosamente Da eh' è egli presso allo suo finimento ^ : Lo paon 4 turha ^ , istando più gaudente , Quand' ai suoi piedi fa riguardaniento ^ . A tai nature mi sono avvenuto , Che allegro vado a morte alle bellezze j E forzo '1 canto presso allo finire j E stando gaio , divento smarruto j Vivendo in foco uovo 7 in allegrezze Per voi , piacente , a cui spero reddire . 1 Basilisco Bis e. 2 Cecero , ceceno , cigno Salv. Bisc. 3 Fine , morte . 4 Pavone . 5 Cioè si turha . 6 Vuol dire che il pavone, quando va piìc tronfio dulia sua bellezza, s^ intristisce , se riguarda a^suoi brutti piedi . ^ Rinnovo , cioè mi rinnovo ■ ( 291 ) J-JO viso mi fa .anf^^'^i'C? allegramente , Lo beUo viso mi fa riuegare , Lo viso mi coiiforta ispessamente, L' adorno viso , che mi fa penare . Lo chiaro viso della più avvenente , L' adorno viso riso mi fa fare . Di quello viso parlane la gente, Che uidlo viso contra li può stare . Chi vide mai così begli occhi in viso? Ne sì amorosi fare li sembianti ? INè bocca con cotanto dolce riso ? Quand' eo li parlo, moroli davafiti; E paremi ch'i' vada in paradiso; E tegnomi sovrano d' ogni amauij . ( 2<;0 X-io viso " e soii diviso dallo viso, E per avviso credo ben visare ' j Però divis Che verso l' aia rizza mi tal difizio , Ch' è or tirato, che nou falla volta. Or non è questo Leu strano giudizio, Ch' a consumare ha sì la gente lolla ? Clii gli averehhe dato questo uffizio, Ch' ad ogni uuni va ponendo dazio e colta ^ ? Non giova che la moglie 1' amjuonisce : Che nou pensi di queste tre fanciulle ? . Se non che pur sopra ti monti e lisce ^ ? Que' risponde , perchè non le trastulle? Corre a'cumpaguij non mi compatisce, Cà madire 4 non posso pur le culle . I Cioè al tempo della ricolta Salr. a Cioè colletta Salr. 3 Lisci . 4 Maledire ijalv. (3x4) l^o giglio j qiiand'è colto, tosi' è passo », Da poi la sua natura non li è giunta ^^ Ed io da eh' unque ^ son partito un passo Da voi, mia donna , dolemi ogni giunta 4, Perchè d' amore ogni amadore passo ^ , In tante altezze lo mio core giunta 6. Così mi fere Amor là ovunque passo 7 , Coni' aquila quand'alia caccia è giunta ^. Oi ! lasso me , che nato fui in tal punto , Che non amasse 9 se non voi si gente ^° Questo saccia , Madonna , da mia parte In prima che vi vidi nel suo punto Sera e di v' inorai a tutta gente : Da voi, hella, lo mio core non parte i Appassisce Salv. 2 Unita , congiunta Salv. 3 Mai , cioo da che , poiché Tina volta . 4 Compagnia , congiunzione Salv. 5 Suvero , ai^anzo Sai. 6 rhriva Salv. ^ Ko , trapasso Salv. 8 Presa , arrit^ata Salr. 9 Amassi IO Gentile Salv. (3.5) Impresso nelle Rime Antiche e neW Allacci Sì come il Sol, cfie manda la sua spera » , E passa per lo vetro e non lo parte j E l'altro vetro, che le donne spera "^ , Che pass' agli occhi , e va dall' altra parte : Così r Amore fere , là ve spera ^ , E mandavi lo dardo da sua parte j Fere in tal loco, che l'uomo non spera 4- Passa per gli occhi e lo core diparte . Lo dardo deU* Amore là ove giunge , Da poi che dà feruta , sì s' apprende Di foco, eh' ai de dentro, e fuor non pare. E due cose insieme ora lì giunge. Dell'arte dell'amore sì gli apprende, E fa che r uno e ì' altro è d' amor pare . 1 Baglio. * ^ a Specchio Salv. 3 (]ioè si spera Salr. 4 Aspetta Salr. ( 3:6) Impresso nelle Rime Antiche IVI olii ama dori la lor malattia Portano ili core , che 'n rista non pare ; Ed io non posso sì celar la mia , Ch'ella non paia ^ per lo mio penare. Però che son sott' altrui signorìa , Ne di mene ^ non ho neiente a fare. Se non quanto Madonna mia vorrta , Ch' ella mi puote morte e vita dare . Suo è lo core, e suo son tutto cpianto ; E chi non ha consiglio dal suo core ]Xon vive infra la gente corno deve. Ed io non sono meo né più né tanto. Se non quanto Madon' ^ va di me fore^ Ed un poco di spirito riceve . 1 Apparisca Salv. 2 Me Salv. 3 Madonna Salv. (3.7 ) Impresso nelle Rime Antiche e nelV Allacci auto sono temente e vergognoso A tutte l' ore eh' io vi sto davanti , Che non dico laond io ' son disioso , E non m'ardisco pur di far sembianti, Assai fiale mi movo coraggioso Di dirvi, come dicon gU ahri amanti 3 Poiché son nanti a voi , viso amoroso , Li miei peusier di parlar sono affranti . Cotanta è la temenza, che m'abbonda Di voi , Madonna , eh' io non vi dispiaccia. Che mi ritengo . e non dico neiente ; E lo temere par che mi confonda , Che assai più temo la vostra minaccia , Che r altrui ferita dwamente . I Di che io . ( 5t8 ) Impresso nelle Rune Antiche e nelV Allacci JL'onna, vostri sembianti mi mostrare Isperaiiza d'amore e benvolenzaj Ed io seiit' ogni gioia : allo Notar o Lo vostro amore è far vostra piacenza . Or vi mostrate irata : dmiqu' è raro , Senza eh' io pecchi , darmi penitenza - O se della penna caro , Come nocchier eh' ha falsa conoscenza. Disconoscenza l)en mi par che sia La conoscenza , che non ha fermezza , Che si rimuta per ogni volere . Dmique non siete voi in vostra balìa? ]Xè in altrui sarà ferma prodezza , ^;;4j^t^ £ non avrete bou fine al gioire . -H ( 5^9 ) ìwpresso nelle Rane antiche e nelV Allacci io ra'agglo posto in core a Dio servire. Coni' io potesse gire iu paradiso. Al santo loco, cli'ag'>io audilo dire O' ^ si mantien sollazzo , gioco , e riso . 'Senza Madonna non vi vorria girp , Quella ch'ha hiouda testa e chiaro viso Che senz» lei non potoria gaudire , lolando dalla mia donna diviso. Ma non lo dico a tale intendimento. Perch'io peccato ci volesse fare; Se non veder lo suo hel poiuunanto , E lo hel viso, e '\ morhido sguardare; Che '1 mi terrìa iu gran cons (^lamento , Veggendo la mia donna in gioia stare. 1 Ovt Salv. laSo. ( 320 ) DI MÀZZEO, O MASSEO, O MATTEO DI RICCO DA MESSINA. Impressa nelV Allacci. Anno Amore , avendo iuteramente voglia Di sodisfare alla mia 'iinamoiauza , Di voi, Madonna, fecemi gioioso. Ben mi terna bene avveulmoso , S' eo non avesse conceputa doglia Della noslr' amorosa benenanza. Mentre eh' eo disiava Ver è eh' eo tormentava ^ disiando ; Ma non crudelemente : E male avendo , e par bene aspettando , Lo male m' era assai meno pungente . Da poi che per la mia desideranza Amor di voi mi' diede piacimento » La mia favilla in gran foco è tornata , E la picciola neve in gran gelata '^ ; Ch' aggio trovata in voi tanta fallanza , Onde m' è radoblato lo tormento. Dmiqae meglio mi foia. Donna , eh' eo foss' ancora disioso , Che andar di male in peio , t Stax>a in tormento Salv. C. V. » Gelo BisCr ( 3^' ) Como faccio ciò » , divenendo geloso > Che se voi perdo e ver ragione . 1 Da stringare per stringere ,• onde stringato Salv. 2 Keementeviente. ( 3.6 ) Cosi , Madonna , solo una fallanza Non mi doviìa punire. Perchè lo mio fallire abbe * cagione. Senza riprensione Puoi' uomo iblìeare ^ E talor senno usare , Ch' è peggio che follìa ; Perciò , Madonna , ogni uomo doverla Savere ed esser folle per stagione ^ . Da voi. Madonna, fue lo nascimento Della mia 'nnamoranza , Ond' ho ferma speranza a vostro amore Che tuttavia lo bou cominciameuto Mi fa considerare , Che deve migliorare a tutte V ore ; Cà lo buon pingitore , Intanto è da laudare , Quanto fa somigliare Tutta la sua pintura Sì , che sia naturale la figura j Ond' io da voi aspetto la meglioie 4 . 1 Fòle Salv. 2 Folleggiare Salv, 5 A suo tempo Salv. 4 Cioè la Tiiiglior jioite , ventura Salv. ( 5^7 ) Impressa nelV Allacci . iVladonna, dello mio 'nnanioramenlo , Gli' assai più caldamente M' ave distratto , e fatto inuamorarc. Incontro Amore a voi me ne lamciito. Ma non mi vale niente , Cà lo meo cor non posso rinfrenarc ; Che Amore , che sormonta ogni ardimento^ Mi forza e vince e mona a suo talento , Sì eh' io di me non aggio signorìa , Di che i' mi doglio ; avere la vorrìa : Che assai gran regno regge , ciò mi pare , Chi se medesmo può signoreggiare . Poi che non posso me signoreggiare Amor mi signorea ^ ; Dunqu' è Amore signore certamente . Ma no^ posso giammai considerare , Che r Amore altro sea ^ , Se non distretta voglia solamente . E se Amore è distretta volontate , Per Deo , Madonna , in ciò ^ considerate , Ch'Amor non prende visihilemente , Ma par che nasca naturalemeute . 1 Signoreggia . 2 Sia Salv, 3 Per a ciò Salv. ( 523 ) E poich'Amore è cosa naturale Merce dovete aver dello mio male. Dello meo male, eh' è tanto amoroso. Da poi eh' è così nato , Non mi dispero , ma spero allegranza : Che alla fine è sereno e dilettoso Ogni tempo turhato . Perchè io conforto la mia innamorauza: E fino amore , usando dirittura ' , ( Voglio essere di voglia * sofferente , ) Di voi, donna avvenente, m'innamura; Cile più de'l' uomo avere allegramente Di molta cosa sola intenzione. Che di piccola gioia processione. D' alta procession è gioi* piacente , Son procedente , Avente solamente alta speranza , La quale ha tal natura interamente , Ch' alli maggior furori Maggiormente sovvene e dà lenanza ^. Ch' io so eh' io fallarla villanamente Da poi eh' Amor vi diede ogni bellezza Finalemente 4 , e tutta avvenantezza . Ben so che troveraggio in voi pietanza. Per eh' io vivo gioioso in allegranza . 1 Lealtà Salv. 2 Di voglia, cioè 7'olentieri Salv. 3 Lena , vigore . 4 l' inamente , perj'cltaiììente. ( 529) Impressa nelV Aliacele »3el anni ho travaglialo In voi. Madonna , amare j E fede v' ho portato Più assai , che divisare E dire vi potria . Ben ho caro accattato * Lo vostro innamorare ; Che m' ha così ingannato Con suo dolce parlare , Che già noi mi credia. Ben mi menò follìa Di fantin » veramente , Che crede fermamente Pigliar lo sole nell' acqua splendienie , E stringere si crede lo splendore Della candela ardente j Ond'ello immantenente Si parte , e piange , sentendo 1' ardore . S'eo tardi mi so' ^ addato 4 Dello mio folleggiare , Tegnomene heato , Poich' io sono a lasciare ^ l Comprato . a Fantino , pazzia da fanciullo Salr. 3 Sono. ^ Accorto Salv. 5 Cioè per lasciare . ( 35o ) Lo mal , che mi stringla ; Che l'uomo, eh' è maialo. Poi che torna in sanare , Lo male eh' ha passato , E lo gran travagliare. Tutto mette in obrìa . Oi lasso! el/i' eredìa, Donna, perfettamente, Che vostri assettamente ^ Passassero ghiaccio straluceute . Or veggio bene che '1 vostro colore Di vetro è ^ fermamente, Che sanno saggiamente Li Mastri contraffare allo lavore ^. Speranza m' ha ingannato , Coni' uomo eh' ha giucato , E crede guadagnare , E perde ciò ch'avìa. Or veggio eh' è provato Ciò che avevo a contare, Ch' assai ha guadagnato Chi si sa scompagnare Da mala compagnia . A mene addivenìa, Come awene sovente 1 Assettamenti , maniere Salv. "ì E gioia falsa Saly. 3 Per lavoro Salv. ( 33. ) Chi imprcDia » Luoiia mente Lo suo a mal clebiioie e sconoscente Imperciocch' è malvagio pagatore . Vacci uomo spessamente , E non può aver neiente^ Onde alla fine ne fa richiamore = . Impressa nelV Allacci J^o gran valore e lo pregio amoroso , Ch' è in voi, Donna valente, Tutior m* alluma ^ d' amoroso foco Che mi dispera 4 e fammi pauroso , Com'uonij che di neiente Volesse pervenire in alto loco. Ma se gli è distinato , Moltiplica lo folle pensamento, E la ventura gli dà piacimento Dello gran bene , eh' ha desideralo . Così pensando alla vostra beliate Amor mi fa paura : Tanto siete alta , e gaia , ed avvenente j E tanto più che voi mi disdegnate . Ma questo m' assicura , I Presta Salv. a Richiamo, querela, clamore Salv. 3 ÌM"" accende Salv. \ 4 Fammi disperare Salv. ( 332 ) Clic dentro V acqua nasce foco arzente * E par contra natura . Così porrà la vostra disdcgnanza Tornare in amorosa pietanza ^ Se volesse la mia bona ventura . Madonna, se del vostro amor son prlso, Non vi paia ferezza , Né riprendete gli ocelli innamorati. Guardate lo vostro amoroso viso. L'angelica bellezza , E r adornezze e le vostre bellati , E sarete sicura. Che la vostra bellezza mi e' invita Per forza , come fa la calamita , Quando F aguglia ^ tira per natura . Certo ben fece Amore dispietanza , Che di voi , donna altera , M'innamorai poi ^ nonv'è in piacimento . Or come trovaraggio in voi pietanza, Che non veggio manera Com'io vi possa dire ciò ch'io sento? Però, donna avvenente. Per Dio vi prego , quando mi vedete , Guardatemi: così conoscerete Per la mia cera ciò che '1 mio cor sente 1 elidente : lo spruzzare delP acqua rinfuoca lajìainma Salf. 2 JJ" ago Salv. 3 Poiché . ( 533 ) Si 'nuamoratamente m' ha infiammato Zia vostra dilellanza , Cli' io non mi credo giammai snamorare Che lo cristallo, poi eh' è hen gelato, Non può avere speranza , Ch' elio potesse neve ritornare . E poi ch'Amor m'ha dato In vostra potestate , Aggiale a me piotate Acciò eh' aggiate in voi tutto valore. ( 554 ) Impresso nelV Allacci \-ihi conoscesse si la sua fallanza , Coni' uom conosce Y altrui fallimento , Di mal dire d'altrui avrìa dottanza Per la pesanza del suo mancamento . Ma per lo corso della iniqua usanza ^ Ogni uom si crede esser di valimento ^^ E tal uomo è tenuto in dispregianza , Che spregia altrui, ma non sa ciò eh' i' sento. Però vorrìa , che fosse distinato , Che ciascun conoscesse il suo onore, E '1 disinore , e '1 pregio , e la vergogna. Taloita si commette tal peccato , Che s' uomo conoscesse il suo valore , , Di dicer mal d' altrui non avrìa sogna ^ . 1 Corso delV usanza, voga Salv. 2 Pensiero , Francese soin Saly. ( 355 ) DI PANNUCCIO DAL BAGNO PISAiW Madonna, vostr' altero piachneiito, E la gran conoscenza, E la valenza, che'n voi tultor regna , E stato lian preso altero a conipimento , Con sì vera potenza , Che ognor crescenza in altura degna , Han conceduto in me servo di voi Perfezione, in coi * Han messo di volere proprio fiso , D' ogni penser diviso , Di voi solo in servir la signoria Fermato, e ciò meo r.or solo disia. Del vostro signoraggio , donna , sono Con compiuto valere , E col podere intero in lai servi." r , E mai che ^ solo ciò, neiite ragiono, Né già d'altro piacere Porìa avere , poiess' onde ^ giou'e : Onde sovrana aver duaque gio' d^eggio , Quasi poi certo veggio 1 Cui . 2 3Iaì che, che Dante disse lìia che , fuorché . Spagnolo mas que , Francese mais fjue , dal Ialino magis cjuaiii, Salv. 3 Cioè onde potessi . Anno i*u5o. ( 336 ) Che non v' è solo meo piacer servire^ Ma stimo , al mio sentire , Ch' amor tanto di voi in me procede , Che degno in tanto ^ sia meo cor non crede Degn' esser quanto fo non for' amato Da voi. Donna piacente, Sì veramente, com' eo credo fiso ^, Ma voi pur degna siete , che sia dato Amor chi fermamente Per voi servente di voi è assiso . E come veramente , donna , è degno Diven che allorché segno Vedeste per sembianza ch'io v'amava, E servir disiava , * E r meo cor conosceste si com' era Di voi per vostra conoscenza altera . Poi certa, Donna, vi fé' conoscenza Del meo e vostro core , Ch' era d' ^more di voi , coni' è , priso , Fu '1 vostro altero di si nobile essenza. Che nù donò sentore Quasi color di ben di voi commiso , Dandomi quasi ferma intenzione . Ch' è vostra oppenioue Per sembianza vi dovesse ^ amare I Cioè di tanto Salv. a Fermamente . 3 Dovessi . ( 337 ) Servire e onorare j Ed eo sì fo: ond' ho magna allegrezza, Poi ^ m' ha degnato a servo voiiUa akezza Senz' alcun quasi par sono in gran gioia, Poi ferma aggio voglienza Servir , fior di piacenza, vostr' altura j Ne giammai non credo alcuna noia , Pesanza , ne doglicnza , Poi la mia intenza in voi solo dimura , Considerando , che d' o«;ni vertude Siete , u' si concliiude Fontana , e di savere pregio , e orranza Senz' alcuna fallali za , Regnando in voi per se ciascuno Lene, A perfezioli con voi tuttor convene Donna, poi immaginai La piacente di voi nel cor figora '- , È stala mia dimora In chiarezza lucente in parte vera , Che , prima ^ ciò fosse , era In tenehre d' errore in parte scoia '\ , Ove già alcun' ora Di hen non mi sovvenne quasi mai . Ma poi eh' a voi fermai l Poiché . 1 Figura Salv. 3 Prima che . 4 Scura Salv. Bfsc. Tom I. 23 ( 558 ) Servendo, plen di i^ioi' son slato intera; Uuni tornato di fera. Da voi sì so' * , allumato poi ^ v' amai . Jji sì alta valenza a signorìa, Cui sono immaginando, M'ha dato Amor, tultor servo, piacere ^, Che sua considerando alta Lalla, E che 'n pregio montando Li avanza ognor servire ; ond' ho volere E costringo 1 meo cor di soff'eienza IVella gravosa pena , La qual di sua altezza, avendo fede, Intera mi procede, Che già non manca a di sì gran valenza Signoria provedenza 4 Di proveder ciascun leal servente ; Onde m'allegro in pene sofferente. Rallegrando isperanza il mio coraggio Sì mi va sostenendo , Grave ognor pene credo udendo dire. 1 Snno Salr. 2 Poiché Salv. 3 Vuol dire, yirnor mi ha concesso di piacere a signoria di Sì alto valore, la quale sto considerando, che ec. 4 Cioè non manca provedenza a signorìa di sì gran valenza. ( 339) !Ma la potenza, di cui son servaggii; ^, E la figura avendo Magginaia nel core ad ul)idlre , Parte natura, e muta di suo loco; Disuarurando prende Di selvaggia mainerà tanta possa Ond' è che non si mossa Giammai sperando quasi di conforto. La speranza di porto Poi scmpr'ha voglia di servir s'incliitia Sormontando'! meo core, e mai non finì Servire in me non fina voglia pare D' amoroso 3 sì ha preso Lo meo cor di disio volere fiso ^ ; E divisando che temo d'amare Ch' i' sia di lei ripreso , Coni' uom d'altezza, ch'è'n tutto diviso Tutto temenza n' aggio , sì conforto , Isperando tutt'ore, Considerando la sua cauoscenza, Ond'ei^ fosse piaceìiza Mantenendo vorria mevi 4 servente , Che sì lealemeute Fermo mi trovereb])e in cor sicuro . Simile cfuasi conio l' oro puro . I Servo . •X Fermo j cioè un volere fermo . ù Cioè a lei Salv. 4 Meeie , cioè me Salv. ( 54o ) Servente , pino me trovando e vero , Di lei fermo tenesse Vorria, né piìi disio mantener pregio, E me trovando come sono , e spero Quasi teme dimesse Tanto di verta lei valere in pregio , La quale, come snoie nso t natura ^ Che non già punto viso ^ In opera di lei , manchi in alcuna , Ma in lei tultor s' aduna , Che non guardando di suo hen volere Il mio poco podere Mi derea ^ gioia , e mia poca possanza Con tutto ognor valore in lei amanza. Quasi comò chiarezza in parte scura Di foco chiaror rende Sì m'ha inchiarito il suo piacente viso. Che, prima ^ vista avesse mia dimura Lei , che chiarezza stende , Eran tenebre , quasi in lor compriso 4 j Ma poi ch'io lei amando imaginai La sua forma in figura ^ Ogni valor, s'i'ho, da lei mi venne, Ne mai cura non tenne ^ 1 Vedo . 2 Daria . 3 Prima che Salv. 4 (-iiot; erari tenebre tali, ch'io era quasi sepolto in esse ( 34. ) Che solo ili lei servir meo cor di cosa * Sperando , in ciò posa Fermo , solo di lei ogni mercede , E se pene or sosten , gioi' awer crede . Sofferenza verdi , onde rallegro In pene, sembra, poi ^ tal modo ho priso Che non già guaire ^ peso 4 Quale soffrenza ^ in ben j che non già grande Yirtù di lui si spande , Com'uom soffrenza^ in pene e in gran doglienza j Ond' ho soffrir voglienza 7 , Isforzandomi oguor, in ciò non pigro. !Sì dilettosa gioia Non cred' uom nato sia ^ giammai portasse , Di che si contentasse 5 Ch' altro maggior disio li dà rancura U' porta alcuna noia , 1 Di cosa, cioè di niente, dal Proreuzale de re, donde il Francese de rien Saiy. 2 Poiché . 3 Guari iSaly. 4 Esamino , considero . 5 Soffra . 6 Soffra . ^ Cioè voglia di soffrire . 8 Cioè uomo , che nato sia Saly. ( 3:i2 ) Noli polendo compìir sua disianza; Gilè ciascun giorno innanza * E monta in più voler d' uomo natura , Oìid' el non mai si i-aira ^ né conlcnla ; I o Che suo voler non ienla ^ , Ma cresce disiando maggior cosa , Onde non prende poàa , ]\è perfetta di gioi' port' allegranza , Che quant'lia più, voler d'aver più innanza 4 . Sì perfett' allegranza , E compimento portai d' ogni bene . Se considcj o Lene , Sovrano in gioia fui e in Lenenanza, Ch'avea da quella, di cui son servente j Che li fosse piacente Parea lo meo servir per sua mostranza ^j ]Nè cos' altra di lei più disiando, Che leal solo stai do In lei fermo servire, è ciò che m'era Che mi donava intera Di gioia henenanza e compimento; Né piii d'aver mi montava talento. E poi come alcun tempo 1 Innanzare , avanzare . 3 Cioè si appaga^ da pagare pa^o, o:\de pago e conteni» SalT. 3 Non allenta Salv. 4 Avanza . ^ Sembianza , dimostrazione Salv. ( 343 ) tortai SI 'mera e dilettosa gioia, Via maggiormcule in nula Son stato doloroso e in grave pena, Che partire non nicn pò ^ Ispcranza di tal gioia passata; Cile chi ha gioi' portata , Partendo d'ella^, pena a morte mena Perocch' è '1 male avanti benenanza ^ . Non grev' è assomigliar.za 4 Quasi nente ver Lene aver sentito , Che poi '1 ben è fallilo , Appresso pena dà confusione , E maggiorment' è grave per ragione * La dolorosa pena , Ove sono distretto interamente, La qual mi dà sovente Morte, passionai ^ tuttor vivendo, E un' ora non m' allena . Da quella, che i'amo, in me prò scende^ Che ciascun ora accende Gravoso in me languir , lasso ! dolendo . Che crudeltà mi mostra in sua sembianza, E con fera orgoglianza. Servendo lei, disdegna il mio servire j 1 Può . 2 Di o da quella Salv. 3 Bene , il bene SaÌT. 4 Ci Or appetto air avere Salv. 5 jippassionato . ( 344 ) Onde in fero langràre , Più eh' aleuii altro , sono e doloroso , Sostenendo tormento ogui gravoso . Fera ragion ni' apporta Di SI grave tormento tal cagione , Poi senza offensione Tal ho commisa alctma a lei doglienca ; Ma sempr' è stata accolta E presa di voler l' anima mia Servir poi 'n signoria Di lei, fui servo intero a sua potenza; Ond'è, che la mia vita quasi è morte; In tanta pena forte Mi dà tormento , e '1 meo servire isdegna . E la morte , m' assegna ^ , Mi fora vita, in cor perchè fluita Saria mia doglia e 1' angosciosa vita. Mia Canzone , or ti parte ^ , E mostra '1 gran tormento il qual' eo sento, Avvegna ^ il compimento Non ho potuto dir qnanto m'abonda; Che sì come in mar l' onda Non aggio poso 4, né d'alcun l^en parte, A quella, per cid sono in sì rea parte. I Cioè che ni' assegna Salv. a Cioè parti Salr. 3 Cioè avvegnaché Saly. 4 Cioè posa . ( 345) 1 oi ^ coutra voglia dir pena convene A me, quasi dolendo. Per soverchia luontanza in cui sormonta Nella qual falso diletto mi tene, U' mi mise voglie ndo L' anima un disio col cor congionta Di quella , in cui piacer era coverto , Quando parca più vero, Ch' amor conosco di falso colore , Del qual m' ha priso poi ^ fummi proferto , Immaginandol clero , Da lei , di conoscenza fui in errore , Perch' io 1' elessi a mio proprio signore . Non conoscendo falsezza stimando Del piacer ma pur fiso Dell'alma imaginai d suo diletto, E concedetti amore in lei fermando , D' ogn intenzion diviso Fui a sua signorìa servo soggetto D' amore in atto , distretto in potenza Di lei sua forma prese ; Al suo voler per lui i' fui congiunto. I Poiché Salv. 3 Poiché SaW ( 546 ) E soiiimisUi arLitro * , e mia voglieuza Di lei servire accese , U' conoscendo , mai non fallai punto j Or d'allegrezza m'ha tutto disgimito. Fermato a perfezione a suo volere. Di me non forza avendo , In ardente mi mise coral foco . Ma ciò mi porge , lasso , più dolere , Per difetto sentendo Di cjnoscenza aver pene non poco ; Gilè poi mi mostrò , lasso , la sembianza Della sua oppioione , La quale , avviso , in lei tultor regnava Di piacer contraj ond'lio gran malenanza Di vita e confusione : Glie '1 meo servir gradisse lei , pensava j Or mortalmente conosco, fallava^. Fallando in conoscenza, in signorìa Di morte sono ognora; Nò morir posso , e 'n morte ognora vivo . E porge tal cagione in me sì ria Pena , che for misora ^ Grave sembra aver vita si pensivo 4 ^ Pereh' io non parto già d' intenzione , 1 Arbitrio , gli somitiisi V arbitrio . 2 Cioè che ftillai.'i/ . 3 Cioè Juor di misura Salv. ^ 4 Pensoso Salv. ( ^^7 ) Che se iiil fiisso danno La morte , in vila solo un' or' ^ regnasse ^ Ma , tormentando , di vita lio cagione Pine mi motUa affanno, Che se a moile lo spirto uii mancasse, E cjnal più pre^indicio nu portasse. La principal del meo doler cagione A;>£jio costretto a dire Nella (ine per più dolor mostrare , E dico ; pili mi dà confusione D' ogni greve languire La reprension, che potè in lei montare, Considerando V altera valenza Di natura discesa, E lo suo gentil core inganno tegna , Onde in alcuna guisa di fallenza Di vertìi sia ripresa^ Perchè maggior di ciò pene in me legna. Considerando in lei cosa non de^na. Se in alcuna mainerà mai potesse Dalla follìa presente partne , Isforzereimi a valer tanto quanto . Perocché assai piìi manto ^ Falle, cernendo, in mal perseverare, Che non già fora stare 1 Ora . 2 Regnassi . 3 Mollo Saly. ( H8 ) INel mal, non conoscendo; ma non posso. Che voler non s' è mosso ; Onde di ragion uora fatto son fera, Seguitando carrera ^ , Dal piacer falso , ch'ha in me pene messe. Ija dolorosa e mia grave doglienza Conven eh' eo dica in canto , Com' altri lo piacere e 1' allegrezza Distringendomi a ciò la mia voglienza , Awegna ^ mi sia pianto , Como m'ha preso, lasso, in cui fermezza; E la chiarezza di ciò è sembianza , Ch' eo mi sommisi intero in siguoraggio, Fermo avendo coraggio D' altera donna di servir natura, U' solo un' or , né mai feci fallanza Poi per piacer mi strinsi in suo servaggio , Ond'ho greve danneggio , Che mi disdegna e dà pena su' altura ^ . Perfetto in signorìa mi misi servo , Senno e voler congiunto A un disio , il suo pregio servendo , 1 Carriera , c&rso . 2 Avvegnaché . 3 Alterezza Salv. ( 349) E conservando ciò, come or conservo D' ogni penser digiunto Sono 'u ciò servo , intera voglia avendo , Ed attendendone in parte diletto , Il qual per lor piacere iuiaginai j E perchè mi fermai Sotto sua signorìa interamente , Sol che servente fusse ^ lei ^ soggetto , Piacer t disio , e tal voglia portai , E più non disiai. Nel primo or disio similemente . Non disiando che solo servire Di ciò contento fui In alcun' ora quasi per sembianza Dimostrando ver me fuss' ei gradire Gioi'lei servisse, in cui Di ciò sormise con gran benenanza , Ma poi in fallanza mea vista ^ tornando E viddi in tutto lo contraro aperto , Quasi di ciò isperto 4 , Per sua vista fermata m' è in disdegno Ed io tal segno per vero approvando Di gio' m' ha miso tale in pena certo , Di ciascun ben diserto ^ , E fermo in vita amara e morte regno. I Flussi . 'j Cioè le , a lei Salv. 3 La mia immaginazione Saìy. 4 Spetto j esperto . 5 Disertato Salv. ( 55o ) Regnando in morte , sono in suo podere Nascoso , e forse pare : Tanto nell'alma mio monta dolore, Gli' è , sostenendo pena, sì piacere, Non sì grave penare , M.a grave è piii via troppo e monta ardore , Perch'io tuttor coiìtrar meo voler porto Poi miso in parte m' ha sì dolorosa , Ove pena gravosa M' ahhonda ciascun' or' , coni' aigua in fonte ., Gh' el del monte di gioi'm'ha indi sporto, Onde la pena m' è via più dogliosa. Poi di gioi' dilettosa M' ha miso in pene piìi ch'io non ho conte. Contai' ho parte di mia pena alcona ; Ma non quante in me regna ^ Per non potenza a dire avendo ^ intera j Ghò'l core e 'l dire mi manca e a]>bandoua, E, come fo^o in legna, S'apprende pianto in lui in simil mainerà, Ond'è che fera talor pena vita. Poi disiando servir fermo intero Son di ciascun ben vero , E di speranza d'aver gioi' lontano , Ma non istrano di doglia infinita, Ov' io consumo , coni' al foco cero j I Cioè regnano . a Cioè at>ere Salv. ( 55. ) Né cosa mai spero Mi possa , disdegnando ella , far sano . D' altera signorìa , Magginando ' beliate e più valore, Mi misi servidore , Ov' io son servo quando a lei gradisse. Né mai so eh' io fallisse ; Ma per bassezza me forse disdegna. Ma per ciò eh' io mai vegna Quanto di voler manto ' non m' è viso . Ma tuttora slrò ^ fiso Né per tormento alcun mutando via 4 j Se umiltà con fermezza Nel suo scendesse disdegnoso core. Ogni pianto e dolore Di me mi parrea ^ gioia ed allegrezza. %. ^considerando la vera partenza , Ch' ho fatta intera d' ogni vano amore E '1 gravoso dolore , Ch' aggio sentito in sua star signorìa , 1 Immaginando . 2 Molto . 3 Cioè starò Salr. Bisc, 4 Cioè modo Saly. 5 Parrìa. ( 55-2 ) Puote di gioia aver meo core essenza. Poiché disfatto lui ho meo guerrero * , E preso ili disamore Ogni d' amanza sua cosa e poi via , La qual quanto seguia Porgea tristizia in me d' ognunque pene , Non risentendo bene D' alcun piacer , ma greve ogni doglienza; Onde miso a perdenza Avea mia mente, corpo, alma, e core. Suo poderato ^ essendo in me furore . E quanto d' altro piìi fui doloroso , Ciascun dolor di lui , lasso , sentendo , Tanto dico gioiendo Deggio portar via più d'altro allegrezza; Poiché in vertù son vero amoroso . E partito d' amore amor prendendo , E diritta seguendo D' anima voglia , che fu in iscurezza ^ , La qual giunse gravezza , E riformando in lei iroso male Tmperciò che pena le Possa seguir diritta , e torta intenza 4 ; Ma or che dipartenza 1 Nemico SalT. 2 Fortificato j vuol dire avendo fortificato , preso possanza SalT. 3 In scurità SbIt- 4 Intendenza , intenzione , amore . ( 3-55 ) Ilo di lui fatto , seguo ogni memora ^ E quanto ontai ^ con esso senza mora ^ . Non sentimento mai cl)l)i di gioia, Sngnendo in lui volere fero e ontoso ; Né mai ebbi riposo Per isperauza d' alcun ben die sia ; E die 4 sembrava a me liene era noia E ogni vero bene oltragravoso : Perchè sempre angoscioso Viveva dimorando in tal follia • Onde perduto av'ia Ogni virtù, che mise in me natura. Sì che solo figura Mantenea d' uomo , e non punto scienza E r alta canoscenza Della ragion, la qual or non tuli' aggio ; Onde vivea ferale oltra selvaggio . Del dolor che porgea in me , mainerà Ciiero ferma e cagione , a dimostrare ; E volendo contare Coni' riformava in me suo gran tormento , Non tormentava me di doglia fera Come sensibil corpo in dar penare , Ma s<>lo in disiare , Tardando ciò che m' era piacimento : 1 Memoria . 2 Kitupeiui , cioè ini viluverni . 3 Indugio . 4 Cioè ciò che ■ Tom. I. 23 ( 554 ) die non può far contento Alcnna cosa u' * uom non porti amanza , Tutto ^ sia in sua possanza, E dove porti ^ , già non possa avere 4 . Ahi ! die greve è 1 dolere U' solo perda alquanto ad ella viso , Dico tormenta , se disia fiso - E non sentiva per suo operare , Ma caglon era in ciò eh' era operato j Onde secondo stato Di natura mi dava isvariamento ; Farmi voler che ^ non potea acquistare , E perder che ^ gradivo 7 avea acquistato, E in ciascun d' esti grato Forgiami ^ svariato sentimento : E tal suo creamento Adoperava in me diversa offensa ; E dico: uom per potenza Ciò ch'ha acquistato amando, u' prende gioia, Sed' ei perde , poi noia Gli abhonda maggio 9 , che non fé' il diletto ; Perchè nostra natura è in difetto . j Dove , a cui. a Cioè con tutto che SalT. 3 Intendi amore . 4 Intendi la cosa , dofe , cioè alla ^uale ■ 5 Ciò ciò che , qwod Saly. 6 Cioè che . 7 Gratuito , gratis Salr. 8 Porgeami . 9 Maggiore , maggiormente Salr- ( 555 ) Come operava in mevi * il suo sentire Tutto languir, diviso ogni piacere Aide ^ sentir dolere Da me diviso d' ognuiique suo male , E dammi gioia , in che fermo , gradire , E fammi che ^ voloa tutto isvolere 4 . E del disio podere , Ch'era costretto a disio infiuale ^ , E diverso , già quale Non potea aver , d' aver mai compimento , Ed il suo potimentù ^ Diliberato in tutto aver disio. Si che mis' ho in oh rio Ogni sentir di lui formo e ricordo, Stando a memhranza, di lui sempre ordo 7 . Se disdegnauza alcuna amore ha presa. Volendo apporre offesa, Ch' eo fui in sua signoria , or ne son fora > Di colui , che ristora Il tormento , eh' ha avuto ogni mio fallo , / E che per vero sallo Mi vorrèa senza slato esser sua doglia ^ , 1 l\Ie^>c , me Salv. n Ode . 3 Ciò che . 4 Disvolere . 5 Senza fine : che non ha conclusione Salv. 6 Ottenimento Salv. ^ Lordo, deforme, sozzo, sincope di orrido. 8 Cioè mi uorrla essere stalo senza sua doglia. ( 556 ) Per la qual credo in me più gioì' s* accoglia Anc' ho maggio difeiisa , La qual misura soslien di ragione , A maggio offensione , Ch' uom non seguir dea ^ mal tutto diletto , ]Nè senta ov' ha difetto Maggiormente non dnnqne ov'ha afrizione ^ E corporale eterna confusione . Ija dolorosa noia , Ch'aggio dentro ai meo coro. Che non mostri di fore Non posso: tanto sostener m'avanza ■', Montando malenanza , E soverchiando me da tutte parte . Poiché tra gente croia 4 (Come non saggi, alpestri, Che aver degni capestri Eor serian ^ , distringendo come fere , Quale ^ son più crudere 7 ^ I Debba . 1 Affiiziune . 3 Mi vince Salr. 4 Cruda . 5 Cioè che sarian degni auer capestri. 6 Quali . y Crudeli . (-5,) Dimorar mi convenc , e stare in ])arte, E non sol dimoiar, con loro nsardo^ IN] a mi convene staiìdo Sullo lor «uggozion quasi che muto, Di che ^ son dipartuLo D'ogni piacer, poi lor signorìa venne, E come ciò sostenne , Ve' Fisa sosteu regno , eo meraviglio ^ Dio poi Conunìità mis' ha in disgniglio ^ Mis' hanno in disgniglianza 4 j Ragione è concnlcata , E per loro scalcata ^ , Li lor seguendo pur propi misteri, E 1 malvagi penseri Seguitando non punto in lor ragione La ch'era^ comunanza Anno sodutta in parte , Ed han miso in disparte Li valorosi e degni e liuon rettori , Per li cpiali e' 7 maggiori Con parvi ^ dividian 9 onor comone '» 1 Cioè perchè . 2 Cioè nterai is;ìiomi Saìr. 3 Disuguaglianza . 4 Disuguaglianza . * 5 Cioè supfìlantata Salv. 6 Cioè quella di' ei-a SaW. f] Cioè i , li . 8 Cioè co' lìtiuori-, inccoli Salv^ 9 Diindeaììo . IO Comune . ( 358 ) Ora r hanno cOndiuto in propiietate, Perchè la volontate Lor tanto fera il senno ha sn^gingato, E già non è mostrato Ch' è sol voler per lor fero e mortale, Il quale ha miso a male Ed a danno , volendo , loro Terra , E perdute castella e piano in guerra . E quei ch* erano degni, E che vero ^ son anco , Mis' han dal lato manco , Crescendo ognor rettori , ed avanzando , E non quasi mancando Per lor ragion ; ma sol era ben retta , Di che si ven * gran segni , Giustizia conservata Era per lor montata Sì , che mal fare alcun non quasi ardìa , Perchè '1 mal si punia , La Terra d'ogni scuso era ben retta; Or giustizia deserta ^ E 'nd' è 4 tutta caduta, Con ragione perduta , Che piìi lagoni son che mercatanti. 1 P^eranienle ■ 2 T^eno , vedono . 3 Abbandonata Salv. 4 E ri' è Salv. ( 559 ) E quasi certo i Santi ^ Soli diiTibbati , e non solo i palagi, Ed ha ciascuno adagi Par de' delti Signor, ma ciò non sono, Che l'un perisce, e l'altri han mal perdono Portano perdonanza I lor proprio in mal fare, E più che meritare E' intra loro alcun che 1' or voi ria, Però che la lor via La fine, e '1 primo ^ e '1 mezzo è proprio a mais Ed altri, s' è 'n fallanza, Greve soslegnon pena, E chi lor guerra mena, Quant' a lor terra , son sicnr' in tutto , E riprendon condulto Di ciò che volno in lor Città el quale E le terre , che son tante perdute , Non già r hanno volute , Ma perdute difender si han , l' or place , E divietato han pace Solo a confusìon d* uomini in parte; E ciò fati' hanno ad artcj Onde procederà in loro gran danno; Che non sofferrà ^ Dio sì grande inganno . i Le chiese , le oose saert Salv. a Principio . 3 Soffrirà . ( 56o ) Se mi distriiige doglia, Non certo è meraviglia : Ma crudeltà somiglia A cui non prende doglia e pena monta, Veggendo che si poma Alcuna parte in mal far quanto puote ; E quei, che piena voglia Aviano in hene ovrare ^ , E tutto il lor pensare Solamente era in ciò , sono a neente Per sì smodata ^ gente , Ond* ogni gioi' per me son vane e vote Che sento in tuito morta ora giustizia, Ed avanzar malizia , E '1 nicil ben conculcare, e sommeitdid E montando e crescendo Islealtate, inganno, e disragione j Di che mia intenzione ^ Non è che lungo tempo Dio il sostegna , Che soffrir non vorià cosa sì 'ndegna . Seminato nel campo fero han seme E seme simel se 4 ciascuna rende; Onde foli' è chi aLteiulc Di seminato gran piggior che gioglio; 1 Oprare Salv. 2 Smoderata Salv. 3 Opinione . 4 Cioè simile a se . ( 56. ) Perchè non tanto doglio Che fruito e seme cosa una fìa 'nsieniè . Per soverchia abondanza, Ch' avea , ed ho , di gravosa dogUenza M' ave la mia voglienza Sommosso a conio far ' di sì gran torlo, Il qual greve m'ha porlo Cagion dogliosa e fera di dolere , Poiché 1 bene a podere * Sento perire , e 1 mal tuttora avanza. ijolorosa doglieuza in dir m' adduce , Non potendo celar , tacendo , il core : Tanto m' avanza ognor pena e dolore , Che pregio men che nente vita u ^ regno Considerando , lasso , son ritegno D' ogni languire ^ avendo mia vita agra , E di ciascun piacer lontana e magra , A.vendo di veriìi perduta luce , Poi 4 del mio cor disio metter soffersi In seguitar, perdendo ragion vera, E sommeltendo arbitro^, ove non era, 1 Cioè a far racconto SalT. 2 Cioè a lutto podere Salv. 3 O^>i'«ro , dal Francese ou Saly. 4 Poiché . 5 Arbitrio . ( 562 ) Cioè servaggio di natura umana, U' non guardai , avendo mente sana , Ma or son miso; aver non vorrèa « dico; Che d'allegrezze di gioi' son mendico, Ritegno e di dolor fonti diversi * . Disnaturando natura, seguendo Di sottometter voglia altrui in servaggio Che chiar conosco , che 1' uman lignaggio D' aver fugge signor naturalmente ; Ma divis' è da ciò diversamente , Regnando in me avendo gran diletto D' essere servo di cui son soggetto , In seguitare affanno sostenendo . E poi ^ congiunsi raevi 4 a tal desire Non mai d' intenzion tal fei partenza Ed altro in me poder già non ritenni , Che sol servendo u' manco lei ^ non venni , E che i' ^ fosse piacer fece mostranza ; Siccome quasi me 7 parve accordauza ; Onde alquanto mi fé' gioia sentire . Dimorando piacer tal rpaasi un' ora. Se più non manto ^ fu, sehene e' 9 membro 1 f^orrìa . 2 Cioè e ritegno fonti . 3 Poiché . 4 Mexie , me Saly. 5 Cioè a lei , non venni manco a lei, non le mancai. 6 Cioè li , per le , a Iti . ^ Cioè mi , a me . 8 Molto . , Q Eo , io . ( 365 ) Presente a ciò sua vista mevi ' sembro Più che dir non porìa crudele e fera , E visai^ la sua voglia era intera Di darmi pene , u' son , sì dolorose , Che sosteneile alcun tanto gravose . Parva ^ in vita serèa sua dimora ^ E quasi dico nente ver eh' io 4 celo ; Che corpo alcun, non credo, è sotto il cielo Che regni in vita , un or' vi dimorasse , E che senza dimoro ^ no i ^ fallasse . Ma per penare più vita ho languendo, E soccorso di scampo non attendo Poi 7 non d' aver per me mai ben si conta . Se coni' eo dico , u più mi stringe pena Di tal cagione, più deggio dolere, Poi 8 veggio e sento che nel meo podere Non si riten di ciò , che dipart' uomo , Cioè ragion , da fera ; o lasso ! corno Ne son diviso e tralassalo intero , E seguitando voler tanto fero , Quale tutto seguir mia alma pena Perchè mia vita dico , è più ferale 9 1 Meve , me Salv. 2 Avvisai, vidi . 3 Piccola, breve Salv. 4 Rispetto a ciò ch'io celo Salv. 5 Dimora, 6 Cioè non vi Salv. '] Poiché . 8 Poiché . 9 Ferina Sa^y. ( 3G4 ) Glie d' animale alcun , perchè natura Segue , ma pure in me lauto isiiiisura , Che fuggo, e lasso lei, seguendo il- contra ' ^ E d' aver signorìa non già fui contra , Somracttendoli arbitro ^ e mia franchezza ^^ Onde, più ch'aggio ditto, in me gravezza Di greve pene aggiunta 4 anche ogni male Poiché mi sembra , e che '1 conosco fallo , Perchè non , lasso , in ciò rimedio prendo ? E non m offender piìi , ove m' offendo , Partir mia voglia di tal signoria ? Dico che in farlo in me non ho balìa , Poiché a ciò valco^, piacer mi congiunse; Che d' anima e da cor vertìi digiunse , E ciascuna potenza senza fallo . Perchè impossibil m'è farne partenza, Che '1 mio volere a ciò è sottoposto , • E di mainerà tale son disposto , Che d'alcun, qual sia, l>ene i' non ho segno, E conosco ^, a ragion di ciò son degno. Ma non mi duol però meno '1 tormento , Ch' eo doloroso pur languisco e sento E che porli conven cor di doglienza. I Cioè il contrario . a j4rhilrio . 3 Lihertii . 4 Jlf;gii<}ii;e . 5 Malico, passo . 6 Cioè conosco che Salv. ( 5()5 ) Provato folle medico soniigiia Chi segue'l suo daunaggio ed al pio coiitra ^ Eiunil ^ (|uel, che contai' ho sopra, couiia, Perchè alcun sia , pili cli'eo folle, non credo Poich'eo non presi, aJlor^ potea, rimedo 4, E di quel eh' ora seguo maggiormente Poi son disposto tanto malamente , Che s' alcun com'i'è gran meraviglia. Meo cordoglio e lamento ora ti move =• , E ti presenta avante a "Cui ti maìido , E cerne ^ '1 meo dolor tutto nomando Kou voglio contar lui el mia tormento; E di, che sguardi hen se a ragion s'enlo, E rorregga tuo fallo , e comendi ove . JT^oichè mia voglia varca , Sofferenza convene , Tutto che sento eh' apra , Perchè nel meo cor varca Sua forza , e si convene , Ma in parvo 7 dir, non ch'apra, 1 Cioè contro alV utile . 2 Mi è Bisc. 3 Cioè allorché . 4 Rimerlio . 5 Mo^'i . 6 Cerni . •j Poco , breve . ( 366 ) Perchè non con voglia empia. Ma pur chiara e che m* empia, Quella, sperando, u' * servo, Il meo dir cui riservo , Se di* fallo avesse ombra , Perchè '1 meo cor non ombra. Cui amoroso i' sguardo. Dell' alma porto forma , Come sol varca vetro , Come figura ' isguardo , Entro 'n me , e non sforma , Cui segui mai non vetro , Sì forte ha miso destra Me che 'n guisa ogni destra Lei servir chero e larga, Neil' affannarmi larga Vita di gioia magra , Ch' altro savor non m' agra . Considerando sovra Di tutte r altre donne , Come pui'' or v' è 'n petra , Che non giammai sì s' ovra, D' ovra di pregio donne Qual maggio uomo 'mpetra , Che come in fonte surge Aigua , s* in lei sì surge ' Virtù , che 'n lei poi regna. t Ove , a cai . (30, ) Dunque s' ella mi regna , Esser sovra In gioì' panni, Perchè nullo è parmi * . Lo ver piacer , che porto Della diva lor magna , Più è pensando solo. Che d' ogni vertù porto , Ed eo nel suo cor magna Siccome fo, che solo Per sua sembianza porta Mevi ' che 'n verta ^ porta Per considranza 4 in mente , Quando 'n ciò tegno mente , Ch' a ciascun* or' mi membra, ' Di gioi' piene ogni membra. Per non potere aggio orma Come celar non saggio Cernita del meo bene , Tanto voler vinto or m' ha , Ma pur ver dirò saggio , Che 1 conto vero bene , Che savesse sol pena , Ed invan la mia pena Servendoi fussei contra , t Par mi, mio pari 2 Meve , me . 3 Ferità , 4 Consideranza . ( 368 ) Si mi gran gioia coiilra Pur die lei ami e serva , E più sua voglia serva . Lo meo dir parlo chiuso , Perchè quello m lui chiuso Visisi ^ quasi fiore Se di pregio ogni fiore In kii conlensi e conta iSovra ciascuna conta So che porea dir uomo , Me perchè parlat' ho mo ^ ^ Yoi non sentendo folle j Dico 'n ciò , come folle ^ Venia 4, quando si mena. Così vo-ilia mi mena. Di dir già più non celo Poi tante pene ho possa. Doglia m' è 'n cor ripresa, E alcun non sotto ì Cielo Con di tal vertù possa , Donque '1 dir non ripresa , 1 Si visi , da visaro , veggasi . 2 Ora . 3 Mantice ■ 4 Da vento sofia . • ( 369 ) Che di tai pene regno Fosse con quale io regno , Over pur che di parte In rea non fusse parte , • 4 Ch'altro sostenere uomo Non le porca quale uomo . Dunque , se in dir disovro , Biasmo in me già non monta , A cotal pena fera , Ch' ad ogni uom ci odo sovro ^ Son di doglia , tal monta , E noi sofferrea ^ fera, E poi nel meo cor aggio A lui voler coraggio Con pura contar fede. Onde mi scende fede , Se non poder mi manca Ver mia ragion sia manca . Rappresento ove servo Sommisi il meo potere , Non già per mia ignoranza Cui 'n cor sono e' servo Come cert' ho potere Seguir sua magnorauza . Io per piacer che porto Fo d' ella in me mi diporto , 2 Sojj'iina . Tom. I. 2^ ( 570 ) Imaginandol pena A darmi affanno 'u pena A così mortai passo Son là dovunque i' passo. Che poi chiaro nel viso La mia conobbe essenza ' Fu ver me adesso ^ contra , E in un' ora diviso Fui mai di gioia e senza Poi fu pena mi contra , Tanto crudel fu punto Di dardo , il qual m' ha punto , Che già alcun no ^ di pare Fu, si conio mi pare Ch' ognora in morte vivo , Se par voi più vivo . Se dir vole soccorso Alcuno o ver diporto, U' gioi* potesse avere j Rispondo , sì son corso Che non venire a porto Per mio spero savere; Ma si già avvenire Se ciò farmi venire Poria volesse tale , 1 Essere , stato . 2 Sìthiio . 3 Cioè ninno ne fu eguale. ( 37« ) Che m* ha condutto a tale Per creder parto nome * Cui sovra scritto nome . Lo meo palese dire Ho , per" non voler diie , In parte scuro messo , E che non dir sia messo A ciascun lo meo corso, Che non 1' intenda Corso . Jua gran sovrabbondanza , Che di gravose Amor mi ha dato peu« Da poi mi fé' voi , gentil donna , amare Mi tene in gran pesanza , D'ogni lontan sollazzo e d'ogni bene, E 'n gran martiri mi fa consomare , Perchè mostrare voi ^ non ebbi ardire , Mentre vi fui presente , il meo celalo Puro e leal, c^ed eo vi porto, amore; Onde langore il meo dammi fallire; Che s'eo coni' porti avesse lui mostrato. Ogni mi sembrerea pena dolzore . E poi dimostramento Alcun non lil)er feiue ^ dimorando 1 Cioè a voi . a Libero ne feci . .( 570 Per grande al cor , eh' avea di voi, temenza. Or eh* eo sòlio ^i tormento Di mia for possa, Atnor me stringe amando Sì coralmente , eh' eo aggio credenza Sì ^ sua potenza mai non mise in nomo , E vuol che ardir il meo prenda coraggio. Ogni mettendo mia tema in obrìa Ch' aver solìa , e or vi dica comò Eo di bon v' amo cor , ed amat' aggio , Non voi saccendol quasi , in vita mia . E non dal suo volèiìdo In alcun modo dipartir volere , Con tutta mia ubidiraggiol ^ possa , Intenzione avendo Che '1 meo sacciuto voi ^ fero dolere Magna v' ara tosto pietanza mossa , E sì ch'eo possa non tai pene aroe 4; Onde, forzando mia, dico, natura. Che 'n tal mainerà foi ^ addesso ^ priso Del vostro viso , cpiando si giroe Ver parte quella , u' niia era dimora , Che mai da voi non partì '1 meo deviso . Ed in quel solo punio Di voi sì coralmente innamorai, 1 Cioè che sì . 1 Uhbidirollo . 3 Cioè saputo a voi , da voi . 4 Aito . 5 Fui . 6 Allora . ( 375 ) Che giammai poscia in alcmi lato foi, Ove non sempre punto Dal vostro fusse viso, che sguardai. Si eh' eo pensar non mai polli » 'u altroi. E poi di corpo statovi lontano Sono in alcuna già rinchiuso parte , Che '1 vostro immaginando viso caro , Vederlo chiaro parvemi^ poi vano Trovando '1 meo parer, foi 'n disparte D' ognunque ben possedendo '1 contraro. Ed ancor fusse nente , E eh' eo tormento ne portasse fero , In ora mollo foi quella ^ gioioso : E ora di presente Chiarisco tutto , quand' ho 'n voi penserò ^ Sì che n' obbrio '1 mio stalo gravoso, E glorioso si tutto divegno , Ch' allor non mai sentir credo di noiaj In voi sì 'mero '1 cor mess' aggio meo ; E poscia ch'eo in pene me contegno Per sol membrar di voi e' ^ prendo gioia ; Mercè , Madonna , piaccia vo' 4 per Deo Lo vostro, prego, gentil cor non sdegni ^ D'esto meo dir, che sofficieute servo 1 Potei . 2 Cioè in quella ora fui molto gioioso , 3 Eo , io . 4 f^oi , a i'oi , 5 Cioè si sdegni . ( 374 ) A vosti' altezza non conosco sono Ne d' altro alcono meo parlare iudegni ; Che 'n vostro amor sì puro me couservo , Che sempre parlo a intendimento bono * . Ogne , che 'n me montò , pena e cordoglio Di meo fallir omai fie convertito In gioie , in allegrezze , e 'n gran diporto , Da poi accorto Amor, più eh' eo non soglio , M'ha fatto diventare, e sì ardito. Che l'amor v'ho contato, ch'eo vi porto. J-iasso taupino , in che punto crudele , E in che villan , malvagio , e nemico Di mio cor e di me , fui generato ! Ed in via , lasso , peggior molto nato ' , ]Xudo di bene e di piacer mendico , E d' ogni amaro pieu nial più , che fele ! Poi son condulto a 'sì gravoso passo , Che per me trovo casso Ognuncjue ben, che in iiom mise natura, E secca ogni verdura Delle verta, che in le mie mise membra: Di ciò quando mi membra, 1 Con bona intenzione , V» Cioè ed in "via mollo peggiori; , cioè punto, fui nato. # ( 375) Son SI doglioso, che quasi In conforto A Deo dimando voler esser morto. Morte di ciò dimando rimembrando * , Perdi' eo poter non crederìa trovare In loco alcmi tai pene coni' sostegno. Che tutto addesso consumando vegno Per sol di njia condizion membrare. Coni' cera face al foco prossimando , Sentendo vertù tutte isvertudiate , Che natura ordinate In ciascliedun delìi miei sensi avea j Che cogli occhi solea Gran clarità vedere , e or son orbo , E eh' eo non vai li forljo ^ ; Sì sono infermi j e ben con mìei orecchi Solev' audire , e or di ciò son secchi . E secco è d' odorare lo meo naso Cosa piacente , e di gustar mia bocca , E la mia d' ogni bono toccar mano j E '1 corpo meo, che soleva esser sano, In somma dico, eh' ogne male '1 tocca. Si di piacer son tutto mondo e raso , Che di miei occhi, sì coni' dissi sovra, Ogni dilettos' ovra , Piacente , netta , e clara riguardava , Ed al conirar cessava I Cioè dimando morte , ri/nenihrando di ciò . 3 Cioè Jbrba ^ costruisci e non vai di' io li fot hit . ( 376 ) Sì che non centra voglia aviane vista Quasi, ed ora si trista E la mia vita , che nenie cessare Posso di contra voglia riguardare. Guardare mi conven cose angosciose , Oscure, dispiacenti, e lorde manto In cangio ^ d'esse, eh' ho sovra contate j E 'n cangio d' assai rose , eh' odorate Ho già, e d'altri fiori, in un vii canto Putente di magion conven eh' eo pose . Per dilettoso canto , eh' eo audiva D' augei, che m' aggradiva. Olir' al pensare e lo parlar piacente Di manta hona gente Ch'esso dicìaii che m'era in piacimento, Aggioue in cangiamento ^ Li gran compianti degli 'ncarcerati Compagni mici, quando son tormentati. E tormentato per 1' autrui son dire, Presente me ciascun contra dicendo , Che mi dispiace e dà confusione j E per lo dolce mei, che in mia magione Avea con altri me cibi pascendo , Amaro n' aggio fel con gran martire. Ognor pascendo me in esto loco j E toccar non già poco I In cambio Bisc. a In coiìibio . (377 ) Solca dì cose me ' molto gradive , Ed or le più gioiva , Ch' eo toccar possa, son ferri e catene. Adonque appare bene Per tal ragion , che i miei sensi hau perdute Ogni, che lor natura die, vertute. Da poi perduta sì i miei sensi han possa. Non credo giammai possa Conforto alcuno in me di ben capere, Ch'eo sento possedere D' angoscia tanta '1 meo cor e di doglia , Che d'ogni ben mi spoglia, E di speranza m' ha tutto digiunto, Dunqua , com' dissi , in mal fui nato punto . Al ben avventuroso meo Cugino , Il qual eo credo fino Aggia portato, e porti, intendimento, Tu, meo ne va lamento j E dì, che sguardi bene a che condutto Il mondo m'ha distrutto j E membrali, che molti han già pensato Di far , che per tardanza è lor fallato . 1 Cioè a me~ (5,8) C^hiar' ha in se valore Di naturai savere , Che vai ogni tesoro, Chi este pene e dolore Sappia sì sostenere , Che n' ahbia '1 gran ristoro , Che dà '1 signor potente. A chi è piacente, E a lui s'accomanda, Ben diritto lo manda Senz' alcun fallo a surgere in del porto , Là ov'egli ha perpetuai conforto, So , eh' uoni non trova verso * Com' ei possa portare Pondo così pesante , Com' è d' essere sperso Per cotai pene amare , E tuttora davante Vedersi chi gliel face j Ma a quei ched è verace^ E somma sopra tutto, Piace pur al postutto : Quest' è certo j che catun pcrdouiire Deggia, e al suo merito aspettare. I Modo . ( 379 ) Poi eh' a tal siguor piace , Che perdonar dobbiamo , Assai chiaro mi sembra , Che già nemi fallace Tal paragon ii' abbiamo , Né tra se ben si membra , Clied ei ben ciò non faccia Pensando che la faccia , E la persona tutta A tai pene condutta , Con/ savete, fu, per catun portare. Del Re dei Re, quei ched è senza pare So, che catun lo vede Qualunqua più s'infìnge, E di chiaro 1 conosce - Donque mercè la fede Abbian a chi ci spinge Da dosso tutt' angosce; A chi 'n lui ha speranza Assai dà gran baldanza , Sì che poca paura Han di questa bruttura , Ch' è poco vasta està fallace vita. Che aspettan la sempiternai compila • Mercè, per Deo, Signori, Che d' esli mai ^ partiti 1 Mah Eiic ai ( 58u ) Per noi il meii reo si prenda^ Pensatevi ad ognori Molti creder periti Esser, eli' han poi vicenda Di molti ben ^ portare , E a quei , eh' han fatto male Lor sì s' han poi pensato Sì eh' han lor perdonato : Onde vedete, che ci ha assai ragione Da dover far ciò che proposto v' hone Assai chiaro è '1 partito , Secondo che udito Avete , ad operare : Perchè lo contastare Non vai neente essere giunt' al danno, Catun si pensi a non durarvi affanno. Molti han già avuto pene , Che poi in molto bene Hanno perseverati , E '1 Signor li ha aitati . Onde '1 nocchier, che ben sa navicare La gran tempesta non vuol traversare. 1 Beni . 3 V'ho Bisc. ( 38i ) Q uaut' aggio ingegno e forza in verltade , Dell' alma pietade Avendo, tutto metto, che non pera. Ma non possente a ciò aggio; intera Ben è la mia mainerà. Che fìevilezza in mie regna contrade . Che sor » me doglia sì gravosa cade , Voglioso son che spade , Partendomi la vita, sor mi fera : Oiid' ho temenza non perda la vera Sempiternai lumera. Polche di vostra hisogno * cartade ^ , Della cpial mercè me porgiate chero; Che molto in voi spero , Che mi torniate fortuna a hon porto Dell' alma , poi eh' è morto Mio corpo, ch'uso: tanto è affannato. A campion conven , ched è forzato , Lui quando dimandato Soccors' è per alcun , eh' ha 'ncontra , fero Lo difenda j e pero 4 Lo gentil vostro aiuto sper 5 di corto ^. 1 Sopra Salv. Bisc. 2 Hu bisogno Saly. Bisc. 3 CanLuflc . 4 Ciot; però Salv. Bisc. 5 Spero . 6 AW istante Salv. ( 582 ) i^uando valore e senno d'uom si mostra Istando in chiostra d' ogn' intorno assiso Di gran piaceri, e del contrar diviso Non m'è avviso, ma quando i dan giostra, Li dispiaceri che vai, si ve postra Di lui la mostra, come in foco acciso N'è sì dell'auro, che dentro t' è miso , S'è di bon piso , che non mai arrostra. Donque non chera, chi è valoroso, D' aver riposo poi '1 valore istorba , E quasi l'orba sì che poco parej Ma come suo nemico il de' odiare , E disiare mister * affannoso , Chi '1 ten gioioso, dico, non cui torb' » ha 1 Mestiero Salv. 2 Torbido . ( 585 ) Ijasso sovente sent' e' ^ che natura Vene d' altura pur alla mia niente , Che pria saccentemente alto procura D'uom crialura cura finaluiente. E po' seguente gente i ^ dà drittura , D' ogni misura fura ^ '1 vii nocente , Poi, se piacente sente in lui bruttura, Seguir rancura dura malamente . Ed eo dolente chent' è il mio operare Pure 'n fallare pare , e ciò è clero 4 , Che sia del vero però ben è spento; E ciò contento sento mevi ^ amare Vertìi affondare , dare a vizio altero Sor mev' ^ impero j però , se non pento 7 1 Eo, io . 2 Cioè li . 3 Priva . 4 Chiaro . 5 Méve , me. 6 Sovra me . ^ Cioè mi pento . ( 584 ) Se quei, che regna in signorìa e impera. Avesse vera in suo stato fermessa ' , Serea ^ già questo al mio viso ^ mainerà "D' avere spera 4 aver non mai allessa ^ . Uomo , eh' è basso , aria d' aver misera ^ ; E serea fera 7 sua vita in gravessa ^ , Ma noi veggiam , che più grandezz' altera Gonvien pur pera , e più affondar s' appressa^ Perchè di rota ha '1 mondo simiglianza , Che non posanza 9 ha mai, ma va vogliendo '^. Saggio, temendo , vive alto, mutanza " . Però , chi basso è , non stia in disperanza; Faccia mostranz' a fortuna salendo , Se contenendo allegro in gran possanza . 1 Pisano , per fermezza SalT. 3 Sarìa , 3 Parere . 4 Speranza SalT. 6 Altezza . 6 Miseria . 7 Ferina Salr. 8 Gravezza . 9 Posa Bisc. IO f^olgendo . il Cioè il saggio rtVe alto, temendo mutanza. ( 585 ) Sed alcun folle si truva iielF alto , Senza dcMlo ^, suo crede esser ^ fermo. Poi vesi ^ spermo 4 fa" di sotto '1 salto , Clii è 'n grande assalto non creo regni guermo^* Uolendo , Amico , di giavosa pena D' affanno , il (piale in te , avviso ^ , regna , Dolor portando , il rpial già non m' alena , U' doglia, Amico, doler, cosa è degna. Mia volontà m' ha sommosso , e mi mena A dir cosa , conforto onde ti vegna , Se già poro ; e iu ciò meo cor si pena , E si travaglia perchè ciò divegna . Virtute , Amico , di saggi' noni più pai*e Affanno periglioso portar retto 7 , Che allegrezza, u' ciascun si contener Che non è vero pregio comportare Ciò che comportan lutti, ma star retto Ov' ogni uom cade j tal è pregio hene . I Difalta SalT. a Stalo . ri fedesi S;vJv. I Speriiiitìnto Sa'v. 5 Gìier ino, cioè ignari, vìcìÌiq ora Salv. fi Stimo , vedo che le^ncf 7 ReUui/ignte Salv. Tom T. 2 5 ( 386 ) Happresentando a Canosceiiza * vostra Meo doloroso mal, grave, diverso ^, Son mosso facendo voi ^ alcmi verso , Respoiision volendo vi dia giostra . A ciò che la vertù, che 'n voi enchiostra 4 , Mi dia consiglio in che dir vogli'or verso. Che conobbi per vero ^ bianco il perso ^ , Per ingannevil 7 fatta mi fu mostra ^ . Ciò fu sembianza ria , la qual vi mostra 9 Il meo dir da diritto fu isperso , Onde diletto immaginai , e postra Della immaginazione ebbi il rio verso Ch' eo mi legai di sua potenza in chiostra , Sommettendo mio albitro'*^, ann'è ben terso". 1 jélla conoscenza . a Stravagante Salv. 3 Cioè a voi Bisc. 4 S'include Salv. 5 f^eramenta . 6 Pe'/ bianco il nero Salv. ^ Ingannevole . 8 Cioè per mostra ingannei'ole , che mi fu, fatta . 9 Cioè mostra ehc . 10 Arbitrio . 11 T*rzu f cioè, già è il terzo anno Salv. B'isc. ( 387 ) Prega chi dorme , eh' oi amai si svegli , E nel suo core ingeiieii vigore , E quauto può pugnando s' appare gli * Gir avanzando, conquistando onore. Tutto ^ d'esser non siaii gli uoniin paregli ^, Ma quei, che men si iiagga in ver valore Non si negliisca 4 in cssenzia ^,ov' invegli ^, Che sia divisa da vero labore 7 . Pei che col tempo ovrar , dico , è savere , Donque, chi sente se in tempo, sia accorto In sollicito stato avere akero ®j E queiy che ciò non fa , degno è d' avere Suo stato in valle, di ciascun ben corto 9j E chi ciò segue signorìa e impero . Ciascun uoni general ^^ , che dico intenda , La cui dimoi azion nel vallo ^' è posta , Intendimento d' allo montar prenda , IVon stia tuttor la sua valenza ascosla . I 1$' apparecchi SaW. Bisc. a Tuttoché Salr. Bisc. 3 Pari, eguali d'' essere . cioè di stato. 4 Forse auneghitisca. 5 Essere , stato . 6 Invecchi Bisc. ■j Fatica . i Cioè in aver presto stato altera . 9 Por-ero di ciascun bene . 10 Crgneralinente Bisc. 1 1 Cioè nella valle Saly. ( 588 ) Jregglore stimo, che morso di capra, Ov' Amor fier ' d' artiglio e dà di becco , Cile quasi semJjro lui ^ àlbore secco Quale iu cui regni , e bene in lui non capra ^. Ma dico che conven suo cor che s' apra , A perder sa vertù rimane istecco , Che nou fa frutto j e iii falso dir non pecco. Che per me '1 provo , e per altrui si sapra 4 . E poi 5 fu' in signoria di suo soperchio ^ , Mis' ha 'u tormento di mia vita il corso Di greve affanno , e di piacer sì magra ♦ Tant' è sua signorìa diversa 7 ed agra / Chi sottoposto è lei ^ va a morte a corso ;' Per languir, eh' ho diluì, ciò discoperchio 9 . Del mal diritto al contraro fa cerna , Perchè chi non già ha '1 meno sottoposto , Di bea *° professioii " venir può tosto. I Piede , ferisce Saly. Bisc. a Cioè a lui Bisc. 3 Coppia SaW. j capisca Bjsc. 4 Cioè si saprà Salr. 5 Poiché SaiT. 6 Cioè oltraggiosa Salv. 9 Strana Saly. 8 Cioè a lei Bisc. 9 Scopro , rivelo . AO Forse balla. Il Perfezione. Bisc. (389) Impresso ndlo Note al Dàiraiiibo del Redi JLiasso di far più verso Son, poi veggio ogni uom manco D'amore fai- tuttor del dritto inverso; Che (jual ten' uom più franco Di lealtate, perso Tosto fa sé veder , se può , del bianco . Che donna , ne converso * Non sol cor aggia stanco Di ciò pensare e fare , ond' è ben perso , Sicché virtù non branco ^; Può dire anzi 1' avverso Leal uom sì l' ha preso per lo fianco ; Islealtate, inganno, eh' ognor monta, E lo mondo governa j Sicch' a quella lanterna Vuol gire ogni uomo , ed in ciò far si ponta , Tanto eh' obbriat' hanno la superna Membranza , dove 1' onta E '1 ben d'ogni uoni si conta, E di ciascuno han merlo in sempiterna 3. 1 Cioè né uomo Bisc. a Cioè abbranco Bisc. 3 In eterno . ( ^90 ) DI LOTTO DI SER DATO PISANO A PANNUCCIO. Anno JJglia fgj-a iufertà ^ e angosciosa , Piadicala in diverse e forti pene. La qual dentro e d' intorno al meo cor sento Cura tal voi' * pigliar per dilettosa, Qual fa lo 'nfermo , quand 1 gran mal tene , Che si compiange del suo sentimento , E par eh' alleggiamento Alcun li sia, ed eo simil ' voi' 4 farej Le doglie dimostrare , Ch' eo sofferò , con grande compagnia In compianto vorrìa , Sì che , per gran pietà , chi ha potenza Di darne guerigion, vegna in voglienza . Saven ^ di certo, che alcuna cosa Tanto genti] ^ nostro Signor non fene 7 Quanto '1 uomo , né sì sia 'n piacimento , Che poi Tee ^ fatto fulli 9 sì amorosa ^<> I Infermità Bisc. a f^oio, voglio . 3 Similmente . 4 P" aglio . 5 Saremo ,• sapemo , dal Francese tintico savens SalT. 6 Nobile Salv. y Fece . 8 Ebbe. 9 Glifn. IO AntahiU Salv. ( 39. ) Che li de ' libertà di male e bene Operar quanto vuole a suo talento E si non d' è ^ contento . Noi sottoposti ci convene stare j Veder, ne operare Cosa poten ^ che diletto ne sia. Né aveu 4 signorìa ^ Di parlare a nessun, che conoscenza Aggia con noi ; e ciò n* è gran doglienza . E anco maggior doglia e più gravosa Aggian ^, che non di sopra si conteue. Conforto aremmo a ciò 7 trapassamento ; Ma , sperando d' aver nova gioiosa , La contrara di gioia adesso vene Tal eh' al cor dar par voglia lungiamento ^ , Tant' ha confondimento 9 , Che contenti saremmo al trapassare ^° , Anzi che dimorare In està vita sì crudele e ria. Non " fusse che tal via 1 Die Bisc. 1 Non n'é Saly. i 3 Paterno Salv. 4 Ave/no dal Francese aulico avans Salv. 5 Balìa Salv. 6 j4g{(iamo , abbiamo . ^ Cioè a ijtiesto Salv. 8 Lane^a mento , y Confusione . 10 Morire, dal Latino obire Salv, 11 Cioè se non Salv. • ( 392 ) iSaven ^ nostr' alme terren eh' a perdenza Gii eno * senz' aver giammai redenza ^ . Più greve pena assai e dolorosa Aven 4 , eiò sono esle fere catene , Che altra, ond'io fall'aggia niostramento ^ Ch' eir è tanto crudele e sì noiosa , Che se consolazion nulla ci vene Tosto da noi li fa far partimento ^, E lo grande tormento, Ch' aven ^ tuttor , ci fa rinovellare La noi' 7 mulliplicare Ch' al corpo darci nullo non poria , E all' alma hailla Ha tolto , che del mal far penitenza Non pomio aver j hen e' è gran cordoglienza « Sian 8 sotto signorìa sì spielosa 9, Che già nulla pietà di lor non vene For con di gente ^° d' altro intendimento j S' alcun r avesse in cor, mostrar non 1' osa. Ma queir è leal detto, che mantene I Saverio , sapeno , sanno ■ 3 Girièno, giriano , andrebbono . 3 Redenzione , Saly- 4 Avemo Saly. 5 Partita , partenza . 6 Avemo . 7 Noia Salv. Bisc. 8 Siamo . f) Spietata . it» Cioè fuor che con gente . ( 393 ) Suo dire , e opra a nostro ìiicrescimealo. Molto più spiacinionto Aven *, che lingua non porea contare 5 E vedenci ^ fallare Parenti, amici, e mettere in obria . Està è la malattia , Di che fatt' ho compianto ; gran falleuza Fan quei, che in ciò potreno ^ dar guireuza 4 . A Pisa , meo lamento , jN ostri tormenti de^iii ^ divisare Per volere acquistare , E mantenere onore e signorìa Aven 6 tal cortesia , Coniglio heu chi di servirla ha 'utenza Guardisi non cadere a tal perdenza. I Avenio j a V^edemci , ci z'edem». 3 Potrieno , potiebbono . 4 Guerenza , gueri^ione Salr 5 Dei, devi . 6 Afemo, ( ^94) iVlagna medela ' a grave e perigliosa Del tatto iiilenuità so che convene , Cile parva a parvo so dà curaniento, E chi infima g;reve e ponderosa A possibile ^ far cherenza ^ dene 4 , E non cni falla punto potiniento ^ j Che non ha valimento Picciola cura gran piaga sanare; Né poi puot' uoni trovare Guerenza in <|uello , dal quale divia Colti e grave via Poter sar.are u' tutta è violenza , E non queta l'uom mai sua essenza ^. Perchè mia voglia sre' 7 desiderosa Che d'altra parte aver conforto e spene Desiderato avessi e stettamento Perchè di lui m' è via ogni stremosa Referendol del tutto, e aspra ène ^. 1 Medicina . 2 Cioè a chi può, a facoltoso 3 Chiesta Salv. 4 JVv dee. 5 Potere . 6 Essere , stato . •j Sare^ , sarebbe Sa\v. 8 È. ( 395 ) Onde parlando , dir quasi pavento , Che dar respiraraento E difficile m' è a mitigare j Però che se penare Mettesse 'n ciò sre' ' vano al tutto pria ; Appresso poi seria La fine ad onta diviso aderenza Onde aliena sre' * per me provedenza. Però in cui è poderosa Avversitade, dea ^ potenze lene 4 Metter, creando vigore sia 'nteuto. Né de' sua voL'lia esser nci^hittosas Ne di vilezza le sue opre piene , Ne ira fare in lui occupamento , Ma levar sanameuto Se isperando da colid , che pare , Siccome vero pare , Non ha, ne ebbe, nò mai aver dia •^, Il qual sempre desia Prosperità ad uom dare e valenza , E vuole, e può per sua magna ecceìlenza. Prova vera vertu verturiosa ^ Colui, che avversità fermo deslene 7 1 Sarebbe Salv. 1 Sarebbe Salv. 3 De'ba . 4 Leno, piacevole Salr. 5 Dee Salv. 6 T^ertudinsa , virtuosa . 'j Dislicn» . ( 59(5 ) ^ . Per sua valenza farne occultamento , E 'n tal maniera di lui ijraziosa Esser dico , se vero ei cerne bene , Che cóme purga metallo elemento ' , Così ho credimento ^ Che sia d' aversilà '1 proprio purgare , Vincere e conculcare Di ciascun vizj , che parata stia Voler , che noi ^ seria For d' altro frutto ^ e ciò è piacenza , Che dà vertìi in cui 4 fa su' aderenza. Tant' è magna di Dio e valorosa La potenza , che cose ogni sostene , Ch' a monti può legger ^ dar mutamento E chiara cosa far eh' è tenebrosa , E diletto tornar tormento s' ène ^ , E qual più vivo par , dar finimento 7 . Dunque dischiaramento E libertà pon 8 servo seguitare , E ciò ae ^° sperare ", I Cioè il fuoco Salv. 3 Credenza , Jedc Salv. 3 Cioè a noi . 4 Cioè a quello , in cui , •5 Leggermente . 6 iSe è . 7 Fine, morte Salv. 8 Ponno , possono . ' 9 Ha. Io Cioè a sperare . ( 397 ) Che disse Santo di filosofìa,' In cui non fu failìa ' , Se avesse uoni fede, u ^ vera inlelligenza. Fare' ^ mover li monti a sua indigenza 4. Donqu' è provedimento Per fede e spera ^ voler seguitare , E retto in lui sperare Aver de' in quello , che cotidio ^ cria 7 Rimedj , e qnai pensria ^ Animo mai , sì poca ha percepenza j Ma ei bensì, in cui somma è prudenza. Jr ior di heltà e d'ogni cosa bona. Sì forte lo mio core immaginat' ha L'alte virtù che fan dimora e slata 9 In della vostra onorata persona ^ Che ardente mi dona Desiderio a farne mostramento 1 Fallo , falsità Salv. 2 O , ovvero . '^ Farebbe . , 4 Bisoi^iio . 5 Sjieranza , Provenzale esper Salv. G Qttolidianamente Salv. ■j Crea . 8 Penserìa Salv. 9 Stato j» ( sgs ) Senno e conoscimento , Quanto obbrìo , e seguo volontate E certo in ventate So nente ' , dir poriane ass'imiglianza Ver che grand' abon danza In voi soggiorno fanno , e per ragione. Tanta bellezza nianten lo suo viso , Con SI lucente chiarità innaurato , Che la sua chaira ' par d* Angel provato, Non è donna, né uoni sì fermo assiso A ovrar , che deviso Non d' aggia sua 'ntenzion per riguardare U' sente eh' eli' appare . Tanto i 4 simiglia nobil creatura , Tutt' altra sua fattura , Di che parlarsi puote onestamente , È sì adorna e gente ^ Non ^ vi si porea apponer mancagione. Lo parlare, e l'andare, e '1 far dimora, E li atti , e li costumi , e i reggimenti , Umili son , cortesi , e sì piacenti , E di tanta onestà fan covertora 7 , 1 Non so niente , maniera Lombarda . a Carne . 3 JYon ne . 4 Cioè le. 5 Gentile . 6 Gian che non. 7 Copertura * ( 3.J9 ) Non * guarderà un' ora , Ne punto , in parte , o' sente gente sia * . Quaiido passa per via La ruga ^ per miraglio 4 al viso porla ^; Se saluta ^ li è porla , Soavemente la rende j ed ispande Per u' 7 passa sì grande Odor, non ^ si porca dir per sermone . Di senno tanto assiso ha '1 suo coraggio 9 Con canoscenza e con valore inteio Con cortesìa e con fin pregio altero , Alcun uom '^ non de " poterìa far sagi(i;> , Perchè d' uman lignaggio Non sembra sia^ ma d'angelicale^ E tant' è })onlà , e tale , E sì sottil lo suo intendiment' ave. Nulla cosa ^^ è sì grave Ad apprender, non ^^ l' apprenda '1 suo core I Cioè che non . 3 Cioè uve sente die siavi gente . 3 Strada . 4 Specchio . 5 Vuol ciir^ tien gli occhi Lassi in sit, la vìa . (i Salute , saluto . 7 Per ove . a Cioè che non . 9 Core . IO ( loò che alcuno , niun uomo . 1 I ISon ne . 12 Cioè che nulla cosa . 13 Cioè che non. C ( 4oo ) D' ogni cosa il Signore Onora, e serve senza falligione. A voi , Madonna , cui fior conto e cliiamo , Mercè dimando , che '1 vostro perdono Concediate» , se '1 meo dir non è bono A voi y elle via piìi molto che me amo . Lo senno , eh' ebbe Adamo Conosco ben non poterìa fornire , Volendo tutte dire Le verlù , ch'han vostro core fornito. Però moli' ho fallito A cominciar, poi non so far finita; Ma par die mi dia aita , Che '1 saggio conta voglia operazione ' . Fior d'ogni ben, come cont'ho di sovra, Poi v' adorna di tante vertìi Deo, Che tuli' altre passale al parer meo , Pietà aggiate , che per me il s' approva , E mettetela in oyra Ver me , che tuttor son stato gecchito ^ Di voi servir, ne quito ^ Di ciò credo esser mai, vivo ne morto j Onde il vostro conforto Dimando che spandiate sopra va.ene y Che alcuno altro bene Non m'ha savor per nessuna cagione. 1 Cioè elle il saf;r,io pone in conto, cioè a merito d'opera la hìtona voglia che si ha da operare . 2 Umile . 3 Queto , soddisfatto . ( 4oi ) DI BACCIARONE DI MESSER BACCONE DA PISA. JMova ni' è volontà nel cor creata, Ann» La qua! compresa 1 alma e 1 corpo m ave. Volendo proferisca e dica '1 grave Crudele stato eli' è in amor fallace : Però eh' alquanto già fui suo seguace Vuol che lestimoiììa ^ rendane dritta. Alla gente faccia sconfìtta j Che seguen » lui; coni' eli' è denudata D' onor , di prode , e d' allegrezza totta ^ , E come dal pie veste infìno al capo Tutto '1 contrar, se eo ben dir lo sapo. Dironne un poco, poi no'l cor mi lascia 4, E come grave a portar son suoi fascia ^ E com' sre' ^ mei' 7 , cui ten, tenessel gotta S. Ora dico j chi '1 segue con/ ei concia Che discouciando loro e il loro elloro Gridanne 9, punto non ne fan mormoro'» 1 Testimonianza . Salv. 2 Cioè seguono . 3 Tutta. 4 Poiché non 7>ii lascia il core • 5 Suoi lacci . Salv- 6 Saré' , sarebbe . 7 Meglio . ^ 8 Cioè , E cnnie sarebbe weglio , che fosse prefi^ dalla gotta colui, eli è preso da un falso amore . 9 Ne gridano . m lo Mormorio, cjuernla, % Tom. I. <ìi^ JjK % ( 4oa ) Ma si raUegran , com' oro acquistasse i Parrai di tai son lor le vertù casse j Non pili che vista han d'uomo razionale, Poi preuden » gioia , e del lor cantan male ■ , £ dauDo laude a chi tanto li sconcia. Cioè Amor, che non stanchi si veno ^ Di coronarlo imperò d' ogni bene , E senza lui non mai nullo pervene, Dicono , a cosa 4 possa avere onore , Onde colai discende loro errore Di lassarsi infrenar di sì reo freno . Non venonsi * gechiti • di laudare Jl folle e vano amor , d' ogni ben nudo , Li matti , che si covren 7 del suo scudo , Il qual manco è , che di ragnolo tela ; E che 8 li porta isportando a vela 9 Mettonsi a mar, creden''^ giungere a porto; E poi che nel pereggio " gli ave accorto "* a Poiché prendono . 9 Cioè cantano del lor male . 3 Si veggono . Saly. 4 Cioè a co»a che . 5 f^edonsi , SalT. 6 Gecchiti, aggetchiti , atanthi, dal latino barbaro abie- etiti. Salv. *] Covrono , coprono . 8 Porche . 9 ji4 vele gonfie. Salr. 10 Credendo. Salv. 1 1 Paleggio , puleggia , viaggio . Salr. « » Accolto , ( 4o5 ) Alma fa, corpo, aver, tutto affondare : D' ogni dunque reo male è fondamento . Poi ' tutto tolle bono , e'I contrar porge, Come la gente non di lui s' accorge A prender guardia de' suo' inganni felli, Che a Dio li fa ed al mondo ribelli? Meraviglia graud' è coni' non è spento . Tai laudator lor pou far piacer reo Di donar pregio a cotale amore. Che tutto trappa ' bene , e dà dolore . Non già me coglieranno a quella setta j Alcuna fiata fui 'n sua distretta , Nou si disposto che m' avesse acchiuso , Ch' eo non potesse giù gire e suso j Né suo serv' era , né signor ben meo . Onde m'accorsi del doglioso passo ^ Ove m' avea condutto , e conducìa , Che parenti ed amici avea in obbrìa , E quasi Dio venia dimenticando; Per che nel tutto gli aggio dato bando. Non più dimorovi , né prendo stasso ^ . Parmi diritta dar possa sentenza Chi servito signor ha in sua magione. Se giusto, come comanda ragione, U 4 se il conlraro di ciò il disforma , I Poiché . i Attrappa tutto hene, ogni bene , i Stazzo , stazio , stazione . Salr. 4 O , ovvero . ( 4o4 ) E chi non dimorato loco * forma Di sua condizion aVe neiente , Ma tanto ^ come a voce della gente Che mante fiate del vero fa 'ntenza . Perchè d' amor deo ^ saver far saggio Coni' uomo , che del suo sentì tormento , D' ogni , dico , tristore 4 è munimcito ^ : Colpi di tuoni quasi son soavi A paraggio ^ de' suoi ," tanto son gravi Ed empi non pensar porca '1 coraggio? . Nighitioso fa r uomo il suo difetto A tutte oneste e profìttalnl cose , Ed a seguir le inique odiose Pronto , ardito , viziato 1 cor regge j Cotal d'amore è sua malvagia legge. Ma , assai che è , da dosso me l' ho spento ^ , E in tal guisa, in verità che pento 9 Lo suo mi turherea i° veder tragetto . Non più triaca mi farà parere Veneno , e fino lo venen triaca. I Quivi . a Solamente , come ne parla la gente . 3 Debbo . 4 Tristezza , 5 Argomento . 6 A paragone . 7 Core . 8 Spinto . ' 9 PÌ!ì!0 . l» Turboria • ( 4o5 ) Cile d' esto far di ncun tempo vaca Ai denudali , eli' liaiiiio in lui grau fede . Colai decreto in sua corte possedè , Se i suoi , non gran fall' è , falli cadere . Al passo ditt' ho che m' addusse forte , Di sua seutendo suggezione spersa, E dico 4 come fiMiimi parer persa ' Qual aspra più e p unge nt' era ortica j E come mi facea parer nemica , Cui ^ di nomare mi piace tuttora. Senza la qual di vita serea fora, Brobbiosa ^ sofferendo e crudel morte , Che là u tutta gente hanimi fallita E più chi pili di me mostrava festa , Chi ditto non lassatasi la vesta Per poter mala persona dar campo , Per pioggia, né per vento, uè per lampo, Di pensar ciò ne far vcsi 4 gechita ^ . Poi mi condusse in sì crudele errore , Che mi facea del corpo il core odiare , Un uncia non avendo del cantare Di suo gravoso e sj)refoudato pondo j Or de' ben dirupare nel profondo Cìii di tal carco addosso ave la soma, I Persa , cihu Salv. 1 (Jieè (fucila, cui. 3 Ohbrohriosa SalT. 4 t'io'' vedesi Salv. 5 Cioè stanca , data giù del far la tal cosa Saly. ( 4o6 ) E cui afferai' ha ben per la chioma Sì certo, ch'ogni i » tolle, ch'ha valore Miri , miri catuno , e ben si guardi Di non in tal sommettersi servaggio, Ch' adduce noia e spiacere e dannaggio , E tutto quanto dir puossi di male. Che questa vita tolle e l'eternale. Oh ! quanto assaporar mei' * fora cardi . O miseri dolenti sciagurati, O netti 5 d' allegrezza e di piacere , Fonte d' ogni tristizia possedere . Spenti di vertù tutte e di luce, Ponendo cura bene o' vi conduce Il vostro amore , eh' al malvagio conio Odiar via più Y areste che demonio ? Ma non tanto potete ; sì v' ha orbati . Se della mente gli occhi apriste bene^ E lo 'ntelletto non fossevi tolto, Vedreste chiaro il loco, ove v'ha'nvolto* Ch' è tanto laido, e dissorrato 4, e reoj Non savreste altro dir, che mercè Deo^ Cosi doloroso è tutto eh' ei 5 tene . Amor, ti chiamo per lo nome quanto ■ Cioè gli , a lui SaW. §li toglie ogni valore , che ha . » Meglio Salv. 3 Cioè scussi, affatto privi Sahr- ^ 4 Disonorato SalT. 6 Cioè tutto ciò eh'' ei SaW. ( 4o7 ) Per l'operare parmi ben so chenti ' Di che • ditt' ho ; se gravalo ti scv.ù , E vuoi apporre ^ di te vegna gioia 4, Piacerai farlo sentenziare a Troia , A cui adosso il tuo affibbiasti manto. S» forte m' ha costretto Doglia, di che penando doler deggio. Si corno sento e chiar conosco e veggio , Che d' ogni il corpo meo parte tormenta ^ Ch' i* son , saccio , in dispetto Del Signor nostro dibonaire ^ Deo Per lo spiacente , che fei , fallo e reo , Ond' è ragion che mortai pene senta ; Che non già del fallir posso far m nda; Onde '1 viso mi benda In guisa tal ^ quando ben penso cioè ^ , Che parmi noe 7 A esto mondo ouor mai possa avere , Di che finar non mai doo ^ piangere 9 , t Per cliente . % Cioè chente è quello, di che ho detto Salr. ì Cioè opporre SaW. 4 Cioè apporre , che di te vegna gioia Salr. 5 Amorevole . 6 C(ò Bi«c. 7 Nottf cioè non parmi, 8 Devo . 9 Pianger» . ( 4o8 ) Poi * Dio m' ha 'n dispiacere , E tutta per me erranza è fallita In està vita , E lo contraro temmi ^ ed. ha 'n podere . Poi eh' a tanta perdenza Solo m' ave condutto il meo follore * , Ch' al mondo sono e a Dio in disamore , Como sperare alcmi mai posso bene ? Ma deo aver voglicnza , • Che la vita mi falli di presente , E dell' amore deggio esser temente , Perch'ha l'alma merlato eternai pene. . Lo viver donque e '1 morir mi contrara 4 . Or ecco posta amara, Che la foUìa del meo fallo m' ha dato ! Perchè fui nato , Poi dovca di me esser micidiale ? Che tanto piagat' aggiomi corale^, Che la piaga è mortale Da non sperarne giammai guerigione . Ahi ! che fellone Demonio a far tal mi condusse male , Assai più è ointoso ^, 1 Poiché . 2 Tieni ni i , mi tiene > 3 Follìa Saly. ^ k^ 4 Contraria . 5 lYel cuore . 6 Ontof'o Salv. ( 4o9 ) E pien di crudeltà , eh' eo non diviso . Lo fallo, che sì forte hammi coiiqLiiso , Come sovra nel meo contai' ho dire, Che chi era amoroso Più di nuir altra di me criatura Tanta hestial sommessemi smisura , Che in contradir suo piacerei ardire j E la mainerà fu certo di folle , Qual leggier più si volle ^ ; Onde confesso che V onta e il dispregio Dessi dir pregio Per me , e cosa , che più fìeta spico ^ E di ragion hen anche slanuni dico Che di Dio sia nimico For cui ^ impero nente e regge e tene Che sia di bene , Ma quanto più ha sensa 4 , più e inico ^. Tuttora in vita moro Del doloroso, ch'addosso aggio, assedio, Poi non vi posso alcun prender remedio, Che difesa mi vai , ne render lasso } Sed eo forte doloro ^, Certo neun si de' mera^àgliare , 1 Volge Salv. 2 Puzza lo spigo Salv. 3 Cioè fuor del cui . 4 Senso , sentimento . , 5 Iniquo . 6 Mi doloro, sento dolore . (4io) Poi d' ogni parte sì mi veggio odiare . Ma è miracol coni' eo non impasso ^ , Che di tal non torment' alcun mainerà ' Che senza viva spera ^ ; E se pure isperato 4 in tutto ene ^, Poi morte bene Del male aspetta, ch'ha fatto in lui porto; Onde la morte gli è quasi un conforto . Ma eo d'esso^ m'ho torlo, Che vita m'odia, e morte mi minaccia, E ciò mi caccia D' ogni loco , u sperar possa diporto 7 . Ahi! Signor Dee, coni' faccio, Padre del tutto, for 8 nullo par bone, Che non ardisco a chiedervi perdono Del fallo meo \ che sì forte v' ho offeso 3 Di che ora mi taccio A non parlar volerne più avante Che parlai' aggio , e dettone sembiante , Che alcun mi puote ben avere inteso ; Onde voi' 9 fine a ciò far oramai, 1 Pisano per impazzo. 2 Costruisci, che ninno tormenta, cioè è tormentato d'i tal maniera Saly. 3 Speranza j cioè che viva senza speranza Salv. 4 Cioè disperato Saly. 5 È . 6 Di ciò Salv. ^ Sollievo . 8 Cioè fuor di cui SalT. 9 ì^iio'' , vodio . (4><) Tuttoché non assai A tal offesa dir eo porca sovra Né tal far ovra, Che ne potesse giammai esser mondo . A ciò còsi rispondo. Che la colpa, là uuque son, mi vede , Sempre mi fede * In quella parte , ove più mi nascondo . Fuor di man pietra, e di bocca parola, D' arco saetta scola, Non è di saver tal che *1 penter poi Vaglia ad aìtroi. In guisa alcuna mostrar possa '1 vero; Non in tal sre' =* , se ciò fiisse , dispero *, Ma molto fora clero Che mi varrea ; però che 'n cielo stelle , Né in mar candelk D* aigua , quant' eo , non ha , pente pentero . Ten' va , dogliosa mia canzon , mostrando , E mettendomi in bando Di tutte parte , u* pregio ed onor regna j E ti sovvegna D' esto far mai gir sempre seguitando . I Cioè fUae SalT. 9 Sarei . 3 Disptrazione , ( 4<0 Oe doloroso a voler movo dire Lo dispiacire che meco lia accontanza '^ , Non alcun delmi * tornare a fallanza , Che sovcrchianza ciò mi fa scovrire. E pur volendo non porìa covrire L' angoscia , che '1 meo cor doglioso serra , Che d'ogni parte gioi' mi veggio torto, E sempre accorto a darmi il contrar erra . Dico isperato ^ di mal son gioire , E del langnire grande ho sicuranza In dolorauza , eh' eo ne voi' 4 morire . Chi di guardarme non soliano ardire Avere in parte di mar ne di terra, Ora assai raen ch'un uomo pregianmi morto^: S\ gran conforio in estapres'han guerra. E chi ne ha fatto ciò ? il hen fuggire , E '1 mal seguire di quei che possanza Più in Pisa aviano di menar la danza j ]\on r ardllanza nel saver ferire Di chi diit' ho 3 senza cioè fallire . I Familiarità Saly. 9. Cioè me lo elee . 3 Disperato sono di mai gioire . 4 Foglio. 5 Costruisci^ ora fanelli, cJie non soleano avere ardire di guardarmi né in nufe né in terra , ora mi pregiano assai meno che un uomo morto. ( 4'5 ) Perchè montali in alta fisson serra ' Che non mai vis' è ^ lor falli ^ diporto^ ]Nè discorforto non, dicou , li sterra 4. Onde a noij ch'hanno e lienno^ in lor podire ^, Ne fan sentire tau la malenauza , Che '1 mondo dovereaue aver pesanza, E pietanza chi del tatto è Sire 7 ^ Ch'a pace già non vuolno ^ consentire. Credendone far all)ergar sotte rraj E pensat' hau di farne fare il porto Dentr' allo sporto , mentre ciò avena 9. Mercè, Signore Deo, di non soffrire Sia \o' ^* 'n pia ciré piìi tal soverchianza , Né tant' odiosa e fera disianza. Come speranza loro è di complire ; Ma di farli vo' piaccia ripentire ". E il poder vostro , che tutto disserra Qual più ferm' è, mostrate in lor di corto , Non mai Scorto vesi ^^ altro non sferia. I Cioè montagna Salv. 3 E sembrato loro . 3 Manciù, cioè che manchi. 4 Cioè li esilia Salv. 5 Tengono . C Podere • 7 Iddio Salv. 8 Vogliono . t) Cioè avverrà Salv. I o p^oi , a voi . I I Pentire . Ili Kedesi Salv. (4i4) DI NATUCCIO ANQUINO PISANO A BACCIARONE. ^"°° AldeDdo ' dire I' altero valore , »a5o. Che 'n vostro core regna a compimento »., Distringemi ' d* averne accontamento Per dicimento o per altro labore . E conoscenza aggio che in me fiore 4 Non è lo core d' aver ciò talento ; Ma volontà mi dona movimento , Ch' apparimento faccia all'alto fiore. Onde dimando voi; perchè 1 peccato È più amato che '1 ben fare o dire. Poi che di gir savemo a perdizione? £ ciò credo sia senza questione , Qual' è cagione , che ciascun eh* è nato Par eh' obbriato aggia il sommo Sire . S Odendo , udendo Salr. Bìse. a j4 perfezione SaW. Bisc. 3 Costringenti Bise. 4 Punta Bue. ( 4i5 ) RISPOSTA DI BAGCIARONE A NATUCCIO ANQUINO. 1 uà scritta intesi bene e lo tinore ' ; Conoscitore bon sarei contento Esser di ciò , che fu tuo piacimento Dimandamento farmi del follore Che nei più regna d' esser facitore , Contr' al Signore non hanno spavento j Parlo 'n comuno d'esto marrimenio ' Non ched eo sento di ciò guardatore - Onde rispondo a te , ch'hai dimandato; Saggio se' nato , se ben sai finire Là u' 1 fallire, e ben fa locagione. Usanza vince natura e ragione j Perchè fellone fa '1 malvagio usato * L' uom ordinato pur a ben seguire . I Tenore . a Smarrimento SalT> Bìsc. 3 USQ . ( 4i6) DI NATUGCIO ANQUINO A BACCIARONE. A cui prudenza porge alta lumera Di ver sentire in delle ^ occulte cose, Dare al nescente ^ può vera mainerà , E chiarir fermo delle più dubbiose. Ed eo da voi discreto ho ferma spera ' Di chiar 4 savere ciò che in me ascose , Ch' i' aldo ^ a' saggi dire in voce vera. Che ciò eh' avven , piacente , over dogliose Cioè cose nel mondo all' uora che regna , Sia per miglior ^ di lui senza alcun fallo, E come sia non viso 7 è per mia iutenza Che se alcun uon> risiede in vita degna Fora lui vita mei ^ che morte stallo 9, Se da ciò poi «i parte e va a perdenza . 1 Nelle Bisc. 2 Nesciente Salv. Bisc. 3 Speranza Bisc. 4 Chiaro , chiaramente . 5 Odo Saly. Bisc. 6 Pirr lo meglio Saly. 7 l'^ediito , non xì vede come sia . 8 i7/e^//o Saly. 1) Siati za . ( 4i7 ) RISPOSTA DI BACCIARONE A JXATUCCIO ANQUINO. i^hi nel dolore ha bona sofferenza , Vera prudenza regna in {ale core , E in prosperitate canoscenza , Che lai sentenza vegna dal Signore. Di tali si può dir for di temenza , A mia parvenza * , che è per lor migliore Ciò che avveue , hono over dogiienza, E chi ben peuza * no i ^ parrà errore. Che se piacer avvien lor , hanne 4 i^ioia , E de la noia dansi pace intera , Onde han lumera , e fnggon maggior pena . Ma quei, che orgoglio e laldanza hauiio croia , E vuolno 5 mu Rimeritato . ■^ Gioia . a Appartiene Salv. ( 44i ) Se m' oLliaste già non fora degno Voi ' , cui tant' amo, e cui servo mi appello, Che serviraggio voi , e 1 cor v' è pegno , Partir non può da voij tanto gli è bello ^, E tanto li aggradisce il vostro regno , Che mai da voi partire non dev' elio ^ Non fosse ^ dalla morte a voi furato. Gioia aspetto da voi , e a voi la chero ; Mercè, or non vi piaccia mia finita; Ch' co fui , sono , e sempre d' esser spero Vostro servente , tanto eh' avrò vita . E se tardate piii, sacciatd eo pero; Tanto nel core affanno pena e vita Non può , se non da voi , esser sanato . 1 Cioè a voi Salv. 2 Gli abhdla frase Proveniale , tant m'' ahelis , Daniele , Salr. 3 Cioè se non fosse Salv. ( 442 ) MESSERE E MADONNA , MES. -Uomia , il cantar piacente , Ch' eo feci dolcemente , fue adastiato , Però m' è in grato farne dimostranza . Dimostranza in tal guisa Faccio del mio cantare Per r adastiar , che fue tanto gravoso . E tal cosa indovisa Che sua spene ha fallare , E per troppo parlare Doventa 1' uom noioso: Però canto gioioso Per rallegrare mia vita e lo core, E far sentore di mia innamorauza. DON. Messere , dal tuo canto S' allegra lo meo core , Ogni valore in gio' mi riconforta , E di ciò mi ramauto 3 E vivonc in gioiore . Ben aggia Amore, che tal gioi' m' apporta ; Ond' eo mi sono accorta Per li malvagi, che n hanno astio grande; Or fa che spande ^ cauto d' allcgrauza . I Spandi . I2JO. ( 443 ) DI GALLO O GALLETTO PISANO Impressa ne' Commenlarj della Kolgar Poesìa dei Cresciinbeni . In alla donna ho miso mia 'ntendanza, Ann» In quella , eh' ha in balìa Gioia e solazzo e tutio insegnamento . Lo meo core in altezza s' avanza : Più che io non solìa Con forte raggio lo mio 'ntendimento -, Che ben conosco, ed aggiolo provato. Che ogni buon servire è meritato ^ : Chi serve a bon signore, ha piacimento. A piacimento con fina leanza Lo mio cor s' umilia , E servo là v' è tutto adornamento. Gli amadori Io sacciano 'n certanza> Che i' ho ciò che golìa ^ Ch'io servo l'alta donna a suo talento: A dirlomi mandao per suo celalo ^ Ch'ogni meo bon servirli è tanto in grato 4_, Ch' a prò d'essa verrande ^ a perdimento. t Pti/iicritato Risc. '2 Gola , brama SaW. Clou il mio core .Crescimli- 3 Uomo xegrefo Crescimb. 4 ^ grado Crescimb. 5 f erraime Salr. Crescimi ( 444 ) A perdimento perdei mia allegranza Per ciò eli' 10 mi dolìa , Mi fa sbandir ^ poi suo accomandamento ^ Di quella che mi tiene in sua possanza, Senz' ella non valìa j Or vivo in lìoiia spone, e gioia sento; Tal forza ha l' alta donna dal suo lato , Che lo vii uomo fa esser pregiato, E lo mutolo torna in parlamento . In parlamento, e 'n gioco, e 'n allegranza. Più che eo non solìa. Viviamo insembre senza partimento . Li mai parlieri ' che mette n ^ scordanza 4 In mar "di Scttelìa ^ Possan 'negare^, e vivere a tormento; Cà per li lini amanti è giudicato Launqu' è mal parlier sia frusiato ,* MY alta donna piace esto convento 7 . Convento mi donao di sua amanza Un giorno eh' io salìa AJlo giardino in suo difendimento . Una rosa luandaomi ^ per siinigliaiiza , 1 Sbaldire , divenir Laido SalT. 2 Maldicenti . 3 Itletteno , mcUono . 4 Discordia . 5 Cioè di Setalia Bi^c. 6 Annegare . 7 Convenuto , accordo Risc. 8 Mantlonuìii , ( 445 ) Più eli' altro fiore aul'ia ; Ond' io lo legno boii comincianieuto Dall'alta doima , che m'ha assicurato Col suo aulente fior, che m'ha donalo Bon cominciare aspetta compimento. DI LUNARDO DEL GUALACCA A GALLO PISAINO v^ome lo pesce al nasso ^ , Ch' è preso a falsa parte ^ , Sou quei, eh' a amor s' addanno -^ . Peggior 4 gettan che 1' asso: Salamon, che trcpartc ^ Disse lo mal ched anno . Al suo senno m' ha servo Con Amor , non conservo ^ , Che fé' fallar Daviso 7, Lo Prefeta piacente J Nassa , rete di giunchi Satv. 2 Cioè con inganno, a inganno Salr. 3 Francese 5^ addonent Salv. 4 Peggiormente Salv. cioè pegs^ior punto. 5 Travalica , prevuUca , traparte dal Latino trasgrcdiclnr Salv. 6 Latino conservimi . Salv. ^ Cioc David Salv. Eisc. ( 446 ) Forse clie n' è piangente Fora di Paradiso . Se lo scritto non mente Per fennna trecchiera ' Sì fue Merlin diviso; E Sauson malamente Tradillo una lacciera ': Troia strusse Pariso ^ Per Elena pargola Sì che già non par gola , Se la sinisse 1' ammiro . Quando d'Eva mi memhra Niiir altra '1 cor mi membra ? Di lor opre mi srairo 4 . Clii vuol da lor campare Tagli la lor paroma ^ Ch' è piena di falsla . Mentre che pon trappare AUor dicen ^ eh' a Roma Creden ^ vogar vasia. Ed io però lassòle 7 , Ciascun è tal qual suole ; D' esto senno non spunto. 1 Jngannatrice . 2 Ingannatrice , da laccio nel senso d' inganna, insidia 3 Paris , Paride. 4 Specchi» . 5 Diceno , dicono . 6 Credano , credono . ^ Cioè lassole , le lascio . (447 ) Né non me ne rimuto , Ne versi ne rimuto. Anzi più ci prepunto. Chi buon seun' ha , rifallo , E chi ben si coniparte Vive come mar saJpe *^ Chi s' iuDftiraora in faJlo , Odit' ho in saggia parte, Manto di mule palpe ^ . Folle chi quivi serra , Chi saghe ^ in alta serra 4 Uop' è eh' a basso ismonte. Amor cui fier mal colpa ^ Tanto vai che mi scolpa Amor guai cui amonle ^ . La chiara a're fu scura Al giglio Fiorismondo , Lo lor detto fals' aggio 7 : E clii vi s' assicura ^ Guardino a cpie' eh' ha mondo ; D' Amor vedran lo saggio . 1 Salpi . 2 Cioè molto di male palpa Saly. 3 Sale . 4 Cioè monte Salv. Bisc. 5 Incolpa . 6 Cioc- assale Salv. 7 Cioè tengo per falso Salr (448 ) Serveiitese , a dir esto * Va y che per servir esto Più puro eh' oro matto , A quel , eh' ha noni' di , Gallo 9 Se Dio di mal traggallo ^ , Non creda a vista né ad atto ^ Qual uomo è d* amor pres(è) Arrivai' è a mal porlo, Alior no è in sua balìa. Dal terzolelto ^ ho appreso, A sua guisa mi porto Se alcuna mi s' iml)alia 4 . Prendo del suo mistieri Quello che ra' è mistieri ,. E per altro non \ amo . Per vista che mi faccia ^ O per beila di faccia , Più non abbocco Y amo ^ 1 Questo , ciò Salr. 2 Tragga. o , lo tragga Salv. 3 Piccolo terzuolo . Proverbio va come un terzuolo Salv. 4 Mi si consegna Salv. ( 449) DI GALLO O GALLETTO PISANO RISPOSTA A LUNARDO DEL GUALUCCA ^lecleami essere , lasso ! Come quei che si parte Da ciò che più gh è danno . Or sou caduto, lasso. Loco ^ Don ebbi parte Trapassai' ho più danno , Conf è ad essere scryo Di voi, donna, cui servo Di bon cor, ciò ni' è viso *. Sì siete adorna e gente, Fate stordir la gente , Quando voi mira 'n viso. Ed eo ponendo mente La ^ vostra fresca ciera Ch* è bianca più che riso 4 , Feristimi alla monte , E ardo più. che cera', Levasti) ni lo riso . Le man vostre e la cola Con gli occhi mi dan gola » Di più guardar , s' io miro , I In tal luogo , Ut ove . "i Cioè ììti è avviso Salv. 3 Cioè alla. 4 Tiisaie , nelle rnaremine de Pisa Salv. 5 Desiderio, aeta Salv. Tom. I. 3^ ( 45o ) Mostrai! elle l' altre membra Vagliai! più: ciò mi membra j Pur di tanto voi smiro . Yolea veder non pare IVessuna donna ruma, Quanto voi bella sia . Non trovai vostra pare , Cercat' ho fin a Roma Grazie e mercè voi * sia . Le vostre beltà sole Lucei! 2 più cbe lo Sole , Che d' amor m' hanno punto . Ch' io n' era sordo e muto ; Or me ne vesto e mulo , E canto in ogni punto . Lo meo cor non fa fallo , Se da me si diparte , E saghe in voi Alpe . Mai mi conforta fallo , Non ha loco né parte Ma , più eh* arcione , in alpe M' ha 'I pie legato e serra, E poi mi stringe e serra , E non vuol eh' eo sornionte . Lo vostro Amor, eh' è colpa 1 Cioè a foi, vi SalT. a Luceno , lucono, risplendono ( 45. ) A move, senza colpa Fammi esser pian di monte . Lo vostro Amor m' incura ^ Di vano amor m' ha mondo, E soii più fermo e sagt^io Poi che misi in voi cura , Sovrana d' esto mondo. Che d' Amor siete saggio . S' al vostro amor m' arresto , Assai più sotlil resto : SI lega savio e matto . Di Lello donna Gallo Cli' amo heu dico gallo , A ciascun dico matto . DI SEMPREBENE DA BOLOGNA Ciome lo giorno quando è al mattino ^,^, ,, Chiaro e sereno, ed è belìo a vcdire, '^^°' E gli augelletti fanno lor latino Cantare fino, eh' è dolce ad audire, E poi a mezzo giorno cangia e muta , E torna in pioggia la dolce venuta , Che mostrava i Lo pellegrino, che securo andava^ t -V inpcnsierixce Salr. (452) Per la speranza del bel giorno , quello Diventa fello e pien di pesanza ; Così m'ha fatto Amore, a mia certanza . Così m' ha fatto Amore certamente , Ch' allegramente in prima mi mostrao Sollazzo e tutto ben dall'avvenente j Alla più gente lo cor li cangiao. Credendomi di trar tutta mia vita Savio, cortese, di bella partita, E gir per quella baldo, Che passa giacinto e smeraldo , Ed ave bellezze , ond' eo disio . E saccio e crio , che follìa lo tira. Chi lauda '1 giorno avanti che sia sira " . Assai vai meglio lo non cominciare , Che poi 2 lo fare non vai ripentanza ^ . Per voi m' ha messo, bella, Amore in liiare^ Fammi tornare a porto d' allcgranza , Che voi m' avete tolto remi e vela E travaglia lo meo cor , né medela Spera ei, donna mia. Poi m'hai levata la tua compagnia, Rcudetelami , Donna , tutta in una Che no è in fortuna tuttavia lo Faro , E presso a notte vene giorno chiaro. 1 Sera . 2 Dopo . 3 Pentimento. ( 4" ) Più bella par la maie , e piìi sollazza QuaiicV è in l)onaz/.a, clic quand'è turbata; La vostra cera , che '1 meo core aUazza Par eli' a voi piazza che ni' è corucciata ; Che non è donna, che sia tanto bella, Che s' ella mostra vista , e gronda fella , Che non disdica. Però vi prego , dolce mia nemica , Da voi si mova mercede e pietanza , Sì che d' erranza mi traggiale , Donna , Che di mia vita voi siete colonna . DI MINO DI FEDERICO. Per forza di piacer lontana cosa È prossimana al core. Ed esso istaudo fore Lo fa sentir , che impone somiglianza ; Ancora per natura esser non osa In altra papte entrando Ad uno loco quando Certanamente feci addimoranza . E non forza ragione Pensando che di se pinge e colora, Onde il cor s* innamora , E per essa si pone Tal fiata in cento parti per venterà * I Vtnlura . Anno i25o. ( 4^4) Sembianza , clie allo cor mi rappresenta Madonna , i' lo richero ^ Fra me stando in penserò. Compiuta gio' mi fa parer eh' io tena ' ; Per lo che tanto forte mi talenta, Che s' eo ci pensi un poco Non ha senno in me loco; Tener m' è avviso lei , che mi dà pena . Così per dolce errore Campo , che non m' auccide in veritate j E credo che pietate, Di me prenda ad Amore j Ond' el si move a far tant' amislate. Donandomi conforto per inganno Gir tanto mi convene , Che di verace bene Madonna mi consenta dilettanza : Che se' infrattanto mi grava d' affanno Aggio tuttavia fede Ca per sua gran mercede Alcuna fiata si mova a pietanza . Quanto più mi disdegna , Più sarà dolce la tenuta poi : Pena tornerà 'n gioi, Se maniera ^ divegna Cosa , ohe disdegnando non annoi . 1 Richiedo . 2 Tesina . 3 PiaceyoU . (455) DI GUGLIELMOTTO D'OTRANTO. Impresso neW Allacci \J salve , sauta Ostia sacrata Immacolato sangue , e carne pura , Somma Creatura in Deo comuiuiùcata, Di Virgo nata senza corruttura . Oltra misura fusti tormentata , Morta , lanciata ^ messa in sepoltura , Dalla sonmia Natura suscitata, Ed inalzata sopra ogn altra altura. Tu sei queir armatura , onde vinrimo =* L' amico primo perfido seipente Percuzieute spirito dannato . Corpo sacrato in pane ti vedimo ^, E certo simo 4 , che veracemente Se' Cristo Onnipotente e Deo carnato . I Ferita di lancia Salv. a Vincemo , vinciamo . 3 f^ederno , vediamo . 4 Semo , siamo . Anno l'JJO. ( 456 ) DI PUCCIANDONE MARTELLI DA PISA . Ijo fermo inlendimento . cL' eo aj^eio - Anno oo ' i25o. Porto infra vene * sì celalamente , Che quei, clie da me più crederlo sente. Ne sa altrettanto quanto 1 più selvaggio . E regna in me sì vertudiosamente ' Amor, elle 'n tale loco u lo cor aggio Mi fae slare , ciré certo non saggio Seria , se stesse senza forza niente . Tal è lo convenente . O bona gente , per Dio non guardate D' amor , che 'n veritate Pien'è d' erro ^ : mostrando gio' , m'ha dato Pene , di tal mi tene innamorato , Che da lei neente amato '* Soii , signor senza pietà Che già non è tra cui mi ten servente , E grave senza colpa penitente. Tant' è savere in lei con grande onore, E gran beltà , che affina conoscenza , Ed umiltà , che a Donna piacenza 3. Che non si cred' ella che per amore M' ammetta sua verlù a sua potenza A voler prender loco in tale core , 1 Entro le vene- a Errore Saly. 3 Piace . ( 457 ) Che vi vuol compagna Valor aitale ' core D' Amor sua conveneuza. Certo non ha valenza , Né gentilezza, coiiieMieen * manti, Che vuole usare avanti ^ ignoranza, Ch' entrare in cor gentile . Troppo ha tornata a vile gran carezza, E la sua grande ahezza in hassanza. Ben doveriano erranti Andar li huon , poiché in discanoscenza Tornano e' 4 amore, che fu lor mantenenza. Però di questo tanto mi dispero, Ch' eó non son buon per nessuna mainerà j ' Crudele fero, Che le mie pene nente m'alleggiera 5, E fammi stare in tal loco mainerò ^ , Che sovente vi fero Né chero; Com' a nemico mMia mostrata cera. Che meglio , che non era In cpia dirieto amor gentil e puro Per certo m' assicura che seria, I Cotale SaÌT. 1 Diceno , dicono . 3 Anzi, più tosto Salr. 4 Eì , eglino . 5 IW alleggerisce Saly, 6 Mansueto Salr. (458) Se in Madonna entrasse, Ed in gio' ritornasse Le gran pene , che lo meo cor sostene Tuttavia ; faria bene , Ched io d'altro noti curo, Se non di lei servir eli' è luce e spera. Che 'n tutto dell' amor non mi dispera . Entra in Madonna, Amor , eh' è in gentil loco , E partiti da volontà non fina Di tutto bella troverai redina * , E SI raffinerai com' oro al foco . Che noi vedèn * ched uom, che s'atlaupina h Già non li piace sollazzo ne gioco , E chiamasi contento d' uno poco ; Tale natura ha volontà meschina . E sì ti parrà fina Amore , se risurgi la mia mente ; E SI forte seguente ti parraggio. Che farai accordanza Con lei di darmi amanza di campare , Che non folle pensare d' ella faccio ; Ma tutlor mi procaccio star selvaggio Di lei nascosamente , Che mi diven 4 cora'uomo che camina Che cela 1' ora a tal che seco mina ^ . I Reina Saly. a J^edemo 3 Si tapina Salv. 4 -'''/' avviene a Mena. (459) Tal non credea che fosse convenenza , Che in voi m' intendesse sì corale • , E hen savesse come amor m' assale , Già non sa bene di me riprendenza , Ch' eo non sono innamorato tale , Che eo da voi mi faccia partenza . Mercè , Madonna ; aggiate provedenza D'alleggiare lo meo gravoso male. Da che poco mi vale Lo pur tanto chiamare voi * mercede ^ S' eo fosse uom senza fede , Dovreste aver mercede Alquanto dello molto meo tormento. Ben aggio speramentD Che non mi fia grave , Che '1 cor crede Amor che farà accordanza Fin aguale ^ D'entrare in vostro core naturale 4 . 1 Cioè coralmente . 2 Cioè a voi Salv. 3 Ora . 4 Naturahuent* , ( 46o ) 1 iittora aggio di voi rimembranza E disianza , donna mia valente . Tuttor mi mendna e disio vedere La piacente bella. Donna amorosa, Cbe 'n voi fa porto con tutto savere. Cera avvenente fresca e graziosa. La rimembranza tenemi in piacere, E lo disio 'n gran pena angosciosa , Se non vi veo , disiato amore , In cui lo core tegno con la mente . Quando vi veo, donna, in cui speranza Tegno con tutta fina benvogllenza Aggio allegranza, gioia, e beninanza , E donami valor con gran piacenza La vostra angelicale sembianza Che 'n ver me fate senza percepenza ' , Delli noiosi e delli mal parlieri ^ , Cbe di voi e di me parlan malamente. Poi de' sembianti tant' aggio allegrezza Ben averia, osassela mostrarle. Lo mio disio fermai' bo 'n tale altezza , Cbe di gran gio' viverò senza pare . 1 Senz' avuedeniiene Salv. 2 Maldicenti . ( 46. ) Pregovl per la vostra gentilezza Che liou vi spiaccia lo meo innamorare . Quando mi donerete più podere Meglio servire vi poro sovente . Entr' allo cor m' entrao con tal dolzore Lo primo isguardo di voi , donna mia , Che m' infiammao di tanto fino amore , Che monta in me cosi ciascuna dia. Che in nulla guisa , Donna di valore , A compimento ^ contar lo porìa Lingua , che parli , tant' aggia abondauza Com' io sono ver voi lealemeute , Ben nù laudo d'Amor, che m'ha donato Voler cotanto altero intendimento ^ , Clic m' ha di tale donna iimamorato Ched è somma di tutto piacimento . Poiché si altamente m' ha localo Faccia che piaccia lo meo servimento . A quella, che in sua Italia mi tene, E la mia spene v' aggio interamente . 1 A perfezione Saly. o Cioè amore Salv. ( 46^ ) M.adonna, voi isguardando , sentii amore» Che dentro dallo core Mi fue molto piacente: Cotanto umilemente In ver me si mostrao . E lo cor m' inliammao . Ver lui mi misi a gir con gran baldore ' , Credendo avere onore Da lui al meo vivente ; Elio veracemente Di voi m' innamorao . Ben m' onorao di tanto che 'n altura Mise in me la mia cura ; E quando m' allacciao. Credetti , che facesse a voi volere Ciò che mi fosse gioia e gran piacere . Da poi ch'Amor non volse eh' io avesse Da vo' grandi allegresse ** Ne gioco, ne solacelo ^, Meraviglia mi faccio, Che m' ha così ingannato. Ora ver me vi fa mostrar feresse 4 , E grandi crudelesse ^; 1 Baldanza Salr. a Per allegrezze. Pisano. 3 Solazzo Salr. 4 Ferezze ,• Pisano . 5 Crudtlezze , Pisano . # ( 465) E non mi fé' minaccio ' Quando mi mise il laccio, Oud' eo sono allacciato, E SI preso e legalo , Che giammai, al ver dire. Non mi porìa partire; Tanto m' ha innamorato , Che allo mio vivente soffriraggio Lo mal e '1 ben, che da voi, donna , avraggio. Amor, poi eh' a Madonna lonneutare ^ Mi fai come lo mare , Quando è di gran tempesta , Ch' alla nave non resta Di dar gravoso affanno . Altrui non aggio , cui mi richiamare. Se non te, che scampare Mi puoi d' està molesta ^ , E darmi gioia e festa Di tutto lo meo danno . Che certo grande inganno M' ha dimostralo e fatto ; Ma poi mi manca affatto Ristaurar, come fanno 1 Cioè sea,no Salv. 2 Cioè teinpcstait , poiché la tempesta si dice nel Flan- cese antico la tourniente , e nello Spagnolo la toi~ menta Salv. 3 3I(jLìtia. SalT. ( 464 ) Li lor Signori alli lor bon serventi. Che guiderdonan lor bon servimenti. Poi cui lo nome amor tanto avvenente E tuttor manta gente Aggio odite * laudare , Non mi dovresti fare Mostrar tant' argoglianza . A mia donna , che nente Cura, perchè non sente Delle mie pene amare , Falline ^ , Amor , saggiare , Ch' aggia di me pietanza , E mostrimi sembianza D'alcuna benvoglienza. Che dalla mia intendenza Aggia bona speranza. Poi m' arai ristaurato delle pene , E tulto lo meo mal tornato in bene. Amor , mercè : a Madonna sentire Fa lo travaglio e 1' ire , Che per lei aggio e sento; ' Forse mi darà abento ^ , Ch' ara di me pietale . Chèd io per me non aggio tanto ardire Ch' eo li le 4 faccia dire : 1 Ho udite Salv. 2 Cioè ne fa a lei assaggiare' 3 Riposo , reijuie , pace . 4 Cioè gliele Saly. ■( 465 ) Taiit' aggio smarrimento ", Dubitanza , spavento , Con gran diversitate ^ . E le sue gran beliate Temo di riguardare , Per non voler mostrare Altrui mia volontate. Se tua vertute, Amor, non me ne aiuta, D'ogn' altra parte ho mia ragion perduta. £ Scoppiamento , crtpacuore SalT. ■ì Stravaganza SalT. T<»m. 1. 3« ( 4^6 ) oimìleiucnte , gente * criaUu-a , Lii portatura ^ pura ed axTeueute Fate piaceuteineute per uatura Sì elle 'u altura cura vo' ^ la gCDte ; Ch* allor parveuie 4 iieote * altra figura Non ha fattura diura ceiiaiuenle: Però ueente seute dì veultu'a («Ili sua pintura 5cura , vo' piTseute ^ . Tanto doblata data v' è bollessa 7 , E adornessa ^ messa con pìaeeusa. Gli* ogua che i » pensa sensa peimiiata . Però, amata, lat' a vo* in allessa '\ Cile la fermessa*' d'essa couosceusa \ì\ sua seuteusa ben sa onorata. I Genlsìe . 3 rw. 5 Niemte . 6 fai pms4nite , cioè mìlm vostrm jtr«s«ms« . 7 Btesse Or non v' anianlale ^ . E vivete Ìq allegranza , E compiete la speranza Di color , che v' lian fidanza , Per r altera primavera , Gii' è '1 tempo gaudente , E la spera ^ è la cera Ciiiara della gente . oimilemente onor, come piacere, Al mio parer s' acquista e si mantene , E amburo ^ hanno un core ed un volere. Come savere alli buon si convene. Donqu' , a dire lo come, Amburo bau più d' un nome , Dapoicbè insieme Sono d' una speme , E d'un seiidre 4, e d'imo intendimento Però clie son due cose in un volere . E piacere vene In prima bene. Onde onor cresce eh' è suo compimento , 1 Cioè non vi mantellate ,* così il Velluti Salv. 2 Speranza Salv. 3 allibi , ambidue . 4 Seniiirtento Saly» • ( 48o ) E 'n prima, che '1 piacere, è lo ubidire, Onde il servir si move ogni stagione E non è alcun saver da più salire Senza *1 soffrir ' per nessuna ragione. Ma sofferire è tale , E tanto monta e vale, Che fa compire Ogni de sire , Ed" ogni bene è somma e sentenza, Canoscenza si move da senno intero , Come dal Cero , quand' arde , lo sprendore, E tutte cose , non sou ^ di stato altero , Di lei nascono e nascono a tuttore. Alla sua signorìa Si regge cortesìa. Tutta larghezza ^ , Tutta prodezza , Pregio, leanza, e lutto valimento . Quel corpo là u' si cria 4 , Giammai non falle lìa Ne per ricchezza , Ne per grandezza; Tanto la guida fino insegnamento. t Vuol dire non v' è alcun modo da avanzarsi , se non per soffrire Salr. s Cioè che non sono , 3 Liberalità Saìr. 4 Crea. (48. ) Tant'è V iiom da pregiare Di conoscenza, E di valenza. Quanto opra per ragione . E tant' è da biasmare , Quaut' ha potenza , E intendenza , E non fa menzione Per vivere in orranza E lontana * contanza •, E per potere Tra li buoni capere ^ E conquistar l' onor che s* abbandona Per la dismisuranza Della malvagia usanza, Che fa valere Poco d'avere 4 Più che bontà , ne ^ pregio di persona Se r onor vi parlasse , Signor , eh' andate , E cavalcate A guisa di maggiori, Non sarla chi Y aspettasse. 1 Lungm SalT. 3 Contezza , fama SuIt. 3 Capire 4 Cioè poca ricchezza SììIt. 5 Per o , ovvero Salr- Tom. l. ( 482 ) Se ben guardate , Quel eh' oprale Ver lui nei vostri cori. Ijrioia , ne ben non è senza conforto , ]Xè senza rallegranza , Né rallegranza senza fino amore. Ragion è , chi venir vuole a bon porto Della sua disianza. Clic in anioranza metta lo suo core ; Che per lo flore spera l'uomo frutto, E per amor ciò eh' è desiderato. Perchè l' amore e dato A gioia e a conforto senza inganno . Che se patisse inganno , fora strutto Lo ben d' amor , che tanto è conservato ', Ne fora disiato , Se avesse men di gioia che d' affanno . Tant' è la gioi', lo pregio, e la piacenza, Laond' esce 1' onore , E lo valore , e 1 fino insegnamento , Che nascon d'amorosa conoscenza, Che differenza amore Non prende da verace compimento . Ma fallimento fora ^ acquistare, Senz'affannare, sì gran dilettanza^ ( 485 ) Cà per la soverchianza Vive in erranza quel che s'umilia. Chi gio' non dà , non può gioia acquistare , Ti e bene amare chi non ha in se amanza, Né compir la speranza Chi non lassa di quel che più disia. Perchè seria fallire a dismisura Alla pintura andare Chi può mirare la propria suslanza. Che di Lei giorno visi' ho notte scura Coiitra natura fare , E traportare '1 bene in malenanza 'j Onde bastanza fora , donna mia , Se cortesìa mercede in voi trovasse. Che r affanno passasse , E ritornasse in gioia ed in piacere. Che troppo sofferir mi contraria , Com' uoni , eh' è 'n via per gir, che dimorasse E 'nauti non andasse Né ' ritornasse contra suo volere. Volere aggio e speranza d' avanzare Lo meo cominciamento Per tal convento^ ch'eo non sia in piacere. E ben 4 volesse a reto ^ ritornare 1 Malignanza Salv. 3 Per o , ovvero Saly. 3 Patio Salv. 4 Benché Salv. 5 Addietro . ( 484 ) Coiitra lo meo talento ]Nè vaiimento n' aggia , né podere . Così mi fere 1' amor , che m' ha priso Del vostro viso gente e amoroso , Per cui vivo gioioso , E disioso sì , eh' eo moro amando ; E ciò, eh' eo dico, nullo dir m'è avviso. Sì m' ha conquiso , e fatto pauroso L' amore, ch'aggio ascoso Più eh' eo non oso dire a voi parlando . Sperando lungamente in accrescenza Trar coutendenza d' alto signoraggio , Che mi dà tal coraggio , Ch' ogn' altro mene credo sovrastare . Di ben servir mi dona conoscenza , Che da uhidenza nat' è per lignaggio ^ E non è alcun paraggio , Che air ubidir si possa assimigliare , Però che fa 1' uora fin pregio acquistare , E innavanzare, e n'ascende oaoranza> E ricca nominanza : Servire e ubidenza Veguon da coguoscenza , Di conoscenza non è dubitato^ <485) Che nasce per fin senno , ed è provato Da senno vien larghezza e cortesia , Ch'obha tolto, orgogho, e sconosccnxa , E lutt' altra fallenza , Che per ragion potesse dispiacere. E chi ben sa non usa villania j Ne follìa comporta sofferenza j Ed è matta credenza Che r un con 1' altro possa sofferere ^ Però che son diversi di valere , Che Tun vai pregio, onde s' acquista amore , E r altro disamore . Però han diversitate , E conlrarietate j Che r un contrar per l' altro si disvia , Come per morte vita tuttavia . dovente , Amore , aggio visto manti ^ , Ch' alle lor donne non hanno leanza , E non cognoscon ciò , che a loro è dato, E che leali chiamanosi amanti, E non veggion ch'amor mette in bassanza, Per cui sto ^ mondo paj' che sia avanzato. 1 Vuol dire , che V lino alV aitili è incompatibile SalT. a Molti Salr. 3 Est», questa • ( 4S6 ) Ma s'eo voijlio tacer lo mio stalo Fallerò in oLliauza Incontr al meo volire -, Cà s'eo voglio ver dire In sì gran guisa per lui so' allocato Gli' apres' ^ degli altri par cli'eo sia montato Più che nulla gioia ciò m' è viso , Sì ricco dono Amor m' ha donato , Che me ne fa tuttora in gioia stare j Che'nfra esti amanti m' ha sì hene assiso, E più che meo servir m' ha meritato . Cotale dono non si de' celare , Per ciò m' è viso^, e cinto ho hen visare, Ch' Amor m' ha sì arricuto ^ In tutto '1 meo volere E dato m' ha a tenere j Più ricca gioia mai non fue veduta; Di ciò mi voglio, s'io posso avanzare. Pacco mi tegno sovra ogn' altro amante, A tal signore preso aggio a servire , Da cui larghezza e gioia par che vene , E non mi traggo a rieto , ma più a>ante. Perdi' io h possa a tuttora piacire , Cioè r amor , che in sua halìa mi tene , E non mi lassa, e tienimi in gioia e'n hene. E per leal servire , I ./appresso , rispetta Saly. a Anuchlto Salv. ( 487 ) Che la mia donna vuole Ch' 60 le serva in possanza ' , E non mi deia ^ di ben far partire j Però tuttora di lei mi sovvene . Di lei sovvemmi, che ten lo meo core, E non mene porìa giammai partire. Però eh' eo seria corpo senza vita ; Che m' ha donato a quella , eh' e fiore Di tutte r altre donne , al mio parire , E da cui nullo fiore fa partita . E voglio ben servire Ch' eo l'aggio lungo tcMupo ben servila. In lutto '1 mio talento Che li sia piacimento j Infra esti amanti possolo ben dire , Che ameroUa di tutta gio' compita . Infra le gioi' piacenti Considerando sono ^ A ciascuno amadore 4 Li dolci intendimenti Onde si move dono ^, 1 Cioè quanto posso Salv. 2 Deggia Salv. 3 Cioè sto considerando S.'ilv. 4 Costruisci cosi sto considerando ntlle gioit: che j-taciono agV innamorati Salv. 5 Cioè grazia Salv. ( 488 ) Che merita * 1' amore ; Ed io n' aggio lo core sì temeutt Per voi, che 'nfra la gente Siete corno diamante prezioso Fra r altre donne tanto grazioso . Si grazioso appare Alla mia percepenza . La gio', che'l core spera, Deggia considerare Con senno e con piacenza Siccom' eo 1' aggio intera , E non lassar mainerà Che sia pur coralmente laudata. Che me 1' ha straniata * Sì forte r amoroso intendimento , Ch' eo non porla mostrar coni' eo lo sento. Sentomi sì gioioso , Quando mi penso hene La gio' eh' eo deggio avere . E m'accende la spene, Vivonde ^ coraggioso, Un sì fero volere , Che mi toUe '1 savere e l'entendanza 4 ; Cotanta è V abondanza 1 Jìlmerita , premia . 2 ytlienata . 3 Ci Or Onde viv» . 4 Intelletto . (489) Dell' amoroso foco , che m' incende , Membrando V alta glo' che '1 core attende . Attendo di compire , E vado soggiornando In questo mio viaggio; E s' eo per tosto gire Potesse , come stando , Compier lo mio viaggio Farea questo passaggio in tal manera , Che falcon di rivera Appena credo che avanti mi gisse Per fin che '1 meo viaggio si compisse. Compita, amorosa. Avvenente , cortese Donna delle migliori , Per cui vive gioiosa La contrada Lucchese , O* » pareno * li fiori. In ver li nostri amori , che son tanti , Li amorosi sembianti Continuati son di gio' compila ; Che non mentisce 1' amorosa vita . I Ore . a Parano , paiono , appaiono. (490) Oì allameule Lene Fin' Amor m' invilao , Madonna , in voi servire E quando mi sowene L'agio ^, che mi donao , Getto un gran sospiro ^ Ch' a tutto al sno volere Leale mi trovaoj Però mi meritao ^ Dello suo ben volere 4 . ■^ Ch' a giammai non partire Colui m' accompagnao , Ben me ne securao ^ Speranza a non fallire ^. Speranza m' è falluta : Ormai non siete mia • Molto ne son dolente . Donna non è tenuta Mutare compagnia , 1 Cioè il comodo Salv. 2 Sospiro Salv. 3 Meritò , rimeritò Salv. 4 Benevolenza Salv. 5 Sicuro , assicurò Salv. 6 Cioè infallibile Salv. e 49- ) Poi ama malamente . Non è tanto valente; Par che donna non sia , Poiché falla una via * Allo suo henvogliente . JVon ha donna neenie Gioia , né cortesia ; Ogni cosa r é jìa, E falla ' scanosceute. Bella, poiché fallio Lo vostro gaio core , Aven' ^ d' altro pensieri , Da voi si dipartìo La bellezza e 1' onore , E non se' quella eh' eri. Che tutta gioi' in voi peri 4 . Poiché falliste amore, E tornata è in dolore La gio', che fu in primeri ^, Già fue ^: sì volentieri Comandavi a tuttore Vostro bon servidore , Non come lusinghieri 7 . i Una fiata , una volta Saìr. 2 Cioè la fa Salv. 3 Cioè avendo , come Calen'pcv Colende di Maggio Salv. 4 Pere , muore . 5 In primiero , prima , in prima . 6 E svanita . 7 Adulatore Saly. ( 49^ ) Detto m' era sovente , E fede non ci dava Cuuqua * me lo dJcea : Qual era conoscente Peggio me ne contava, E non mi sgomentava j Tutto tenea in bugia ' : Bella, tanto t'amava, Ch' io non lo mi pensava Di voi audir follìa . Or me n' hai messo in via Madonna, cui amava Ch' io certo folliava ^ Di voi audir follia. Del vostro onor mi pesa. Che tanto este abassato . Ch' eri d' alto paraggicj 4 . Perdut' aggio una 'ntesa ^ . Un amor m' ha fhandato Lo danno , e lo danuagglo Sì alto cangio ^ n aggio , Anche che 7 sia privato , I Chiunque, cioè a chiungu» Salr. a Cioè per bugìa SaÌT. 3 Folleggiava SalT. 4 Pargntaggie Salr. 5 Avviso ,• n»i diciamo elare V intesa Salv. 6 Cangiamento ,• cosi colot cangio per cangiante Salv. •j Cioè ancorché Saìr. (495) Tegnoml incoronato » Dello suo signoraggio. Non è leggier coraggio *i Però me li sou datoj Presemi lì peccato , Che m' era fatto oltraggio . Or foss'eo in quel loco, E fostevi u' sai; In queir aigua rosata , Vedreste il nostro gioco , Lamenlere'mi ^ assai Davanti alla 'nsegnata 4. Solo a quella fiata Per veder vorrei io E poi non pivi giammai. Poi tal donna m' è data Sopra r altre 'nsegnata ^ , E tutte quante obrio, E d'altra non curai. Poiché r ebbi adonata ^ . Anco sto in gio' di vue 7 . Del vostro a don amento ^ , I Onorato , ballo, adorno Salr. a Core. 3 Mi lamenterei . 4 Saputa , ammaestrata , cooformc allo Spagnuolo enseit- nada SaW. 5 Saputa , ammaestrata Saly. 6 Abbattuta , vinta , dal Provenzale Salr. ^ Cii»è di voi. * 8 Abbattimento . ( 494 ) Ch' io porto in rimembranza Del nostro amor che fue Solazzo e piacimento Con grande allegranza. Ch' io di voi minoranza ' Né dico , né consento . Cantando mi lamento j Quest' é la mia vengianza * . Vorrea vostra onoranza Che per confortamento Allo mìo partimento Non fosse disturbanza . JMolto si fa biasmarc Chi loda lo sno affare , E poi torna a neeute. E molto plii disvia Chi usa pur follia, E non è conoscente . Quand' uomo ha più balia , Più de' aver sofferenza , Per piacere alla gente . 1 Scemamento , detrazione SalT. U Vendetta Salr. (495) Molti son che non sanno Ben dire ne operare, E se hanno pregio un anno Non è da corucciare , Che lutto torna a danno j Falso pregio durare Non porìa lungamente . Radice è di viltade , Ch' a tutti ben dispiace. Lodare uom sua boutade. Prodezza chi face , Quei che lauda , ne cade ; Quei che la tace , Ne cresce fermamente . Nessuno è più ingannato Che della sua persona j Che tal si tien biasmato, Che Dio li dà corona , E tal si tien laudato , Che lo contraro dona A lui similemente . Qual uomo è laudatore Dello suo fatto stesse ', Non ha ben gran valore , Né ben ferme prodesse ' . 1 Por stesso Salv. a Per prodezze . (496) E quei eh' hanno bon core Tante loro arditesse ' , E sonne * più piacente ' . Valor non sta celato Ne pregio , ne grandessa 4 , Ned' uomo innamorato Né ben grande allegressa ^: Como '1 foco appigliato , Quando la fiamma ha messa. Si mostra grandemente . Strugga Dio li noiosi , Li falsi isconoscenti ^ , Che vivono odiosi 7 Di quei che son piacenti . Davanti so' ^ amorosi, Dirieto son pungenti, Come aspido serpente , Che stan su per li banchi 9, E fanno lor consiglio , De' dritti fanno manchi , 1 P«r arditezze. » Ne sono . 5 Piacenti ■ 4 Grandezza . 5 AUegrezz» . 6 Sconoscenti . •j Cioè che portan odio a quet eo. S Cioè sono . 9 Pane acce Salr. i^ (497 ) Nero di Llanco giglio , E non ne sono stanchi Oiid' eo mi maraviglio Come Deo lo consente. Traccia han di cortesia Ha onta de' noiosi. Salutai! tuttavia , Confortan li amorosi , E dicon eh' Amor sia ; Li lor hon cor gioiosi Yedran certanamente . Jjonna amorosa, Senza mercede Per la mia fede, Di me giocate * , Com' uomo face D' uno fantino , Che gio' li mostra E gioco , e ride ; Da poi che vide Sua volontade Lo 'ngauua e tace; Ecco Amor fino . Pur alle noie I p^i burlate Salr. Tom. /, 3, ( 498 ) Lo fa aijgosciare , Non li vuol dare Gioia d* amare . Però mal pare Lo troppo fare , Quanto lo mino ' . Sicché giocando , Posso perire , E mal soffrire , Como r astore Che pezz' ha ^ è priso E mal guardato , E allora quando Lo va vedere, E per tenere Lo suo Signore Trovalo impiso, E diffilato 3. Donqua , Madonna . Se voi m' amate , Or mi guardate . Di me aggiate. Bella , pie tate. Non mi lassate Tanto ohliato. a Mewo . I Cioè tempo fa Saly. 1 Cioè disteso SalT. ( 499 ) Se voi. Madonna j Ben mi volete , Come dicete , * Di ciò son fello, di' io pur aspetto Bocca parlando '\ Ben par che voi Vi dilettiate Di me eli' amale , Como '1 zitello Dell' anj^ello Va dilettando Finché l'auccide. Tanto lo tira E poi lo mira, Forte s' adira , E tosto gira , Traili dell' ira , E va giocando . 0 avvenente Madonna mia , In quella dia Ch'i' mi ci addusse; Li tanti passi Furo a ventura . Ver' è che voi 1 Cìot* parìante Salr. ^ ( 5oc» ) Veder volea. Ma mi CI e dea Che preso fusse " S'io vi guardassi, Per la figura . Ma tal si pensa Scaldar che s' arde ; Però ben guardi , E non più tardi j Dei dolci sguardi Ben sente dardi. Caldo , e freddura . -ia mia amorosa mente , Quando voi , bella , sente , Non può in altro pensare , Se non di voi piacente ; Tanto siete avvenente , E d' amoroso affare . Però , bella , mi pare Vedere così voi , • Come fosse una gioi' , Ch' ha nome somigliante ' , Che mi pare (Javante ^ . i Fussi. a Cioè a voi ■ forse chi'amaTasi Diamante , » Mar- gìierita SìiIt. 3 Àyjiitre . (5o. ) Pensieri e pensamento , E amoroso talento, M' adobla lo tormento . E poi che m' addormento , Forte mi dispavento . Risguardami la mente , E dicemi, indormente ^? Dolente , non dormire j Levati, e va vedire ^ ; Che nullo amor s' acquista , Se non per dolce vista. Risvegliomi infiammato , Che al sonno fui tentalo D' amor, che mi soddoce ^. E poi eh* eo fui svegliato Rivolsimi in quel lato Là'nde ^ venia la voce , E parvemi una luce , Che lucea quanto stella j La mia mente era quella, Ch' al sonno mi tentava Di voi, bella, ch'amava. Perdut' ho lo dormire Desiando vedire , Bella , lo vostro viso . 1 Indonnenti ? ti addormenti ? 2 A vedere . • 3 Cioè seduce Saly. ( 5u:2 ) Donqiia posso beo dire, Che m'ha fatto infolUre Amor , che si m' ha priso . E poi con dolce riso , Quando voi mi sguardale. Così m' alhiminate , Che mi toma in dolzore Lo mal , eh' aggio d' amore . Così mi traie * Amore Lo spirito e lo core , Madonna , in voi amando , Sicché lo mio sentore ^ Gli occhi miei di fore Mandino voi guardando. Adonqua dico iutando ^j Perchè lo dice Amore , Son quello che lo core. Io che t'alluminai, Ora difeudo e or m'hai. 1 al è la fiamma e il foco La' nd' 4 eo incendo e coco , dolce Sire Che ismarrire mi fate E la mente e lo core, 1 Tragge, trae . 2 Sentiuiento Salr. 3 Intanto. 4 Là ondi'. Salv. ( 5o5 ) Si che lutto per voi Mi distruggo e disfaccio, Cosi come si sface La rosa e lo fiore Quando la sovraggiunge O la freddura , o '1 ghiaccliio . Così son preso al laccio Per la stranianza Nostra inprimera * . Come la fera , Amorosa di tutta la gente . Tant' è '1 foco e la fiamma , Che nel meo core al)l)ouda. Che non credo che mai Si potesse attutare . E non è nullo membro Che non mi si confonda ; E non veggio per arte Ove possa campare , Com' quel che cade allo mare , Che non ha sostegno, né ritenenza. Per la crescenza Dell' onda che vede frangente . Se mi sete sì fera Com' parete in vista e noiosa Secondo la ria diraostranza , j Pi intera , prima Salv. ( 5o4 ) Aucideteml adesso , Ch' eo vivo più trista , Che quaud' eo fosse morta j Se la buona speranza , Ch' eo aggio di voi , mi rinfragesse S' eo m' aucidesse Restersene poi penitente. Eo non v* oso guardare Ne in viso, ne in clera, Ne mostrarvi sembianti. Come far solìa j Che mi fate una vista Mortale crudera » Com'eo fosse di voi Inimica giudera ^ . Ed esser non dovrìa Perch' io ci colpasse , Che la cagione Dell' offensione Non fue che montasse neente . Avvegnaché partenza Meo cor faccia sentire, E gravosi tormenti sopportare Non lasceraggio , senza I Crudele Salv. a Giudea Salv. ( 5o5 ) Dolce cantare e dire. Una cos'i graa gioia trapassare . Né rallegrare altrui così faraggio . Del meo grave dannaggio Lo pianto in allegranza convertire . Siccome la Balena Di ciò, che rende e mena, La parte ove dimora fa gioire . La gioi', eh' eo perdo, lasso! Mi strugge e mi consuma , Como candela eh' al foco s' accende j E sono stanco e lasso : Meo foco non alluma j Ma quanto più mi affanno, men s' apprende E non risplende alcuna mia viitude . Avanti si conchiude Sì come l'aire quando va tardando, E come r aigua viva , Ch' allora è morta e priva , Quando si va del corso disviando. Disvio * sì che hene Sentor ^ di me non aggio; Non saccio coni' eo vivo sì gravoso , O Deo ! che non m' avvene Com al leon selvaggio , 1 Cioè mi disvio . 3 Senso , sentimento . ( 5o6 ) Che lutto tempo vive poderoso. Ed odioso senza pietate ! Acciò che in ventale Lo meo grave dolor mostrar potesse , E la mia pena agre sta Per opra manifesta, Perchè la gente mei' * me lo credesse. Credo, che non farae Lontana dimoranza Lo core meo, che tanta pena dura. Mentre che viverae Sera fuor di speranza P'aver giammai sollazzo né ventura. Ma se natura , che 'nd' ha ^ lo podere W avesse lo volere , Appena mi porla donar conforto. Come r aagel che pia ^ , Lo meo cor piange e cria 4 Per la malvagia gente che l'ha »iorio. Morto fuss' eo per tanto, O nato non fuss'eo, O non sentisse ciò ch'"eo veggio e setito , Perchè '1 meo dolce <;a*i>to Amar' ® mi torna e reo I Meglio Bisc '2 Cioè ne ha . 3 Pigola . 4 Grida . r» Acuirò . (5o7 ) Ed iu enau/a lo iniianioramento . Ma '1 boii taleuto , ch'aggio , e '1 cor gioioso Piacente e amoroso , Come la uliva uou cangia verdura, Non cangio eo per ragione Di fina intenzione, Aucor mi sia cangiata la figura. 3. ina cousideranza M'ha fatto risentir, che •avea dormuto, Dello gioioso meo innamoramento, Com'uomo mentre avanza Che cela lo procaccio e stanne muto , Non s' attutasse per dimostrarne nto . Eo non lo celeraggio in tal mainerà Ch'eo n' aggia riprendenza per ragione, Ma sì, che in allegranza lo meo dire Si possa convertire , Celando per 4' altrui riprensione , Canteraggio della yiia ^ioia intera . Acci(S , se in allegranza E 'n gran conforto , e in gioia mi rimulo , Non è contra diritto insegnai)iento; Che l'uomo, fuor d'erranza Sentendosi di gran guisa arriccuto , ( 5o8 ) Ben dee portar gioioso lo talento. Ed io porto gioioso core, e cera, E corpo , e niente , e tutta peusagioue Per quella , eh' amoroso mi fa giro , In cui si pon gradire Bellezze di si gran divisione. Come lo scuro in terso la lumera. Cosi la disianza Verrà compita, e non sera smarruto Lo meo acquistar per folle pensamento, Ch' eir ha a dismisuranza , Ed ha lo core tanto combattuto y . Non mi darà gravoso movimento. E se la gioia non torna guerrera Faraggio ricca la mia inieii/ione > E tutto tempo giammai non partire ; Così senza fallire Seraggio fora della coudizione , Ch' agli amadori è troppo cruda e fera. Ed è la sua piacenza forte e fera Di gran guisa, che fra la pensagione Ne nasce erranza , e falla dismarrire , Vedendola partire , , E a me medesmo dà per istagione U ]a sembianza , che mi pare spera . ( 5o9 ) Impressa nelle Rime Antiche JDen mi credeva in tutto esser d' Amore Certamente alkmgatoj Sì m' era fatto selvaggio e straniero : Or sento che in erranza era il mio core , Che non m' avia * obliato , Ne riguardato il mio coraggio fero. Poiché servo m' ha dato per servire A quella , a cui gran dire Si può somma piacenza , E somma conoscenza j Che tutte gioie di beltate ha vinto , Siccome grana vince ogn' altro timo . Tant' allegrezza nel mio core abbonda Di sì alto servaggio , Che m' ha e tiemmi tutto in suo volere , Che non posa giammai, se non com'onda; Membrando il suo visaggio , Ch' ammorza ogn' altro viso e fa sparere ^ In tal maniera , che là ov' ella appara Nessun la può guardare, E mettelo in errore : Taiu' è lo suo splendore , i Auea . U Sparire (5.oJ Che passa il sole, di vertute spera, E stella e luna , ed ogni altra lumera . Amor , lo tempo , eh' era senz' amanza , Mi sembra in veritate. Ancor » vivessi , eh' era senza vita : Che a viver senz' amor non è baldanza , Né possibilitate D' alcun pregio acquistar gioia gradita . Onde fallisce troppo oltra misura Qual uom non s'innamura: Che Amore ha in se vertodt) ^ -, Del vii' uom face prode ; S' egli è villano , in cortesìa lo muta ; Di scarso, largo a divenir lo ftinta. Ciascuna guisa d'xinior graziosa Secondo la natura , Che vien da gentil loco, ha in se valore Come arbore , quand' è frutliferosa , Qual frutto è piìi in altura Avanza tutti gli altri di sapore . Onde la gioia mia passa l' oliìma ^ Quant' è piii d' alta cima j Di cui si può dir bene Fontana d' ogni bene ; 1 Ancorché . a Kertude , virtù . 3 (]ioè otjtima , la più grande. (5.1) Che di lei sorge ogu' altro ben terreno , Coin' acqua viva, che mai non vien meno. Dun({ue m' allegro certo a graia isagicijjute , Ch' io mi posso allegrare Poi sono amato, ed amo sì altamenie. Anzi in servir mi trovo guiderdone Si soave umiliare Ver me, per darmi gioia, 1' avveaenlje . Però piii graziosa è la mia gioia,. Ch'ha laccio senza noia: Che non è costumanza , Così gran dilettanza Ch' Amore giammai desse a nullo ajuaante: Però m' allegro senza simigliante . Considerando tutto quel eh' è detto A quel, eh' è a dir, rispetto % E r ombra , al mio parere : Che non mi par sapere , Se di sua forma parlare volesse » Che solo un membro laudare potesse ^. 1 Cioè rispetto a quel, di' è a dire, è un' emira qutl cA' è detto . 3 Volessi . 3 Potei si. (5l2) A GUIDO GUir»iIGELLI La cui risposta è a facce 112. Impresso mila Bella Mano. V oi eh' avete mutata la mainerà E gli piacenti detti dell' amore , Della forma, dell'esser là dov'era. Per avanzare ogn' altro trovatore ' , Avete fatto , come la lumera , Cli' alle scure partite ^ dà sprendore , Ma non quine ^ ove luce la sua spera La quale avanza e passa di chiarore. E voi passate ogn' uom di sottiglianza 4 , E non si trov' alcun , che bene ispogna ^ Tant' è iscura vostra parlatura . Ed è tenuta gran dissimiglianza , Ancor che '1 senno vegna da Bologna, Traier ^ canzon per forza di scrittura . 1 Poeta . a Partita , parte SalT. 3 Qui . 4 Sottigliezza , maestrìa Salv. 5 Esponga . 6 Trag^er , trarre ■ (5.3) De* uomo alla fortuna con coraggio Istar più forte quando incontra gli ene *; E quanto più li cresce e fa dannaggio , Allora più conforta la sua spene , E questo aggio veduto per usaggio , Che '1 bene e'I male l'uno e l'altro avvene. Per me lo dico , che provato 1' aggio , Chiunqua si sconforta , non fa bene . Ben ci dovemo dello mal dolire. Tempo aspettare , e prendere conforto , Sicché lo male non tanto rincresca . Eo disiando pensaimi morire j Ventura m' ha coadotto a sì buon porlo, Che tutte le mie pene in gioi' rifresca . 1 È Bisc. Salv. T (5<9) 1 Ulto lo mondo si mantien per fiore ; Se fior non fosse , frutto non seria : Per lo fiore si raantene amore, Gioia e allegrezza , eh' è gran signorìa . E della fior son fatto servidore. Si di Lon core , che più non porla . In fiore ho messo tutto il meo vilore; Se il fiore mi fallisse , ben morrìa . Eo son fiorito , e vado più fiorendo : In fiore ho posto tutto il mio diporto ; Per fiore aggio la vita certamente . Cora' più fiorisco , più in fior mi 'ntendo ' Se fior mi falla , ben seria morto : Vostra mercè , Madonna , fiore aulente . I Gìo« ni* innamoro Salr. ( 520 ) JJentro dalla nieve ' esce lo foco , E dimorando nella sua gialura ^ E vincela lo Sole a poco a poco , Divien cristallo 1' ^igua : taut' è dura . E quella fiamma si parte da loco, E contra della sua prima natura . E voi , Madonna , lo tenete a gioco ; Com' più vi prego , più mi state dura Ma questo aggio veduto pur istando ^, L' acerbo pomo in dolce ritornare ; Ma già vostro cor non s' innamora . La dolce cera vede pnr eli' amando Gli augelli vi convitano 4 d' amare : Amar convene la dolce crialura . 1 Neve. 2 Gel» Bisc. 3 Per istnre , cioè essere . 4 Cioè v^ invitano Saly. (5., ) Saver , che sente un picciolo fantino , Esser devrìa in Signor che son seguiti. Schifa lo loco , ov' elio sta al dichino , E teme i colpi , i quali ha già sentiti . Chi sì non fa , può perder lo dimino , E li seguaci trovasi periti; Però muti voler chi non l' ha fino , E guardi a' tempi , che li son transiti . Cà pentimento non distorna il fatto : Meglio è volontà stringer , che languire : Chi contra face, ciò, eh' eo dico, sente, ho saggio apprende pur senno dal inatto ; Uom , eh' ha più possa , più dee ubidire : Catel I battuto fa Leon temente. I Cagnuolo, cagnolino . ( 522 ) Impresso nella Bella Mano . Cibi va cherendo guerra , e lassa pace , Ragion è che ne paia penitenza : Chi non sa ben parlar , me' fa , se tace : Non dica cosa , altrui sia spiacenza . Chi adasta lo vespaio , follia face ; E chi riprende alcun senza fallenza E' fra cent' anni si trova verace j Chi ha invidiai di s.e , d' altrui mal penza ' Se voi sapeste cpiel ch'io so di voi, Voi n avereste gran doglienza al core , E non direste villanìa ad altrui. Però ne priego ciascuna di voi , Se avete il mal , leuetelo nel core; Se noi volete udir , noi dite altrui . I Pensa . ( 5^3 ) Impresso nella Bella Man* . Movo di basso, e voglio alto montare. Come l'augel, che va in alto volaudo . Stendo le braccia ^ sì voglio alto andare , Come la rota in su mi va portando : Nell'alta sedia mi voglio posare, A tutta gente signoria menando. Nulla persona mei può contrariare. Che la ventura mi vien seguitando . In cima della rota son locato j E dislocato chi la solca avere , E a me è data la sua signorìa - Ben aggia chi m'ha messo in tale stato; Ch' unque miglior non lo poria avere ; Che aggio tutto lo mondo in balìa. ( 5^4 ) Impresso nella Bella Mano . Ijì vostri occhi , che m* hanno divisi Gli spiriti, che son dentro nel core. Ed escon fuori con si gran tremore, Ch' io ho temenza che non siano ancisi . E poco stando un sospiro sì misi Per te, ch'hai messa l'anima in errore; E semhra ben , nella virtù d' amore Guardando gli atti suoi così assisi. Ella è saggia , e di tanta heltate , Che qual la vede , conviene che allora Mova sospiri di pianto d' amore . Però lo dico a chi ha gentil core, Che tegna mente , come ella onora Ciascuna gente, ch'ha in se nobiltate. ^ .( 5.5 ) Impresso nella Bella 31 ano . Kjoxì sicurtà dirò, poich'io sou vostro, Ciò che addiveiie de' vostri dettati , Che in do' sonetti, in quantità trovati * Scedi malvagi spiriti hanno adosso. Per la pietà de' quali io mi son mosso , E dalla «ostia Donna gli ho menati , E con divozion raccomandati , E raccomando sempre quanto posso . Ma non son certo , perchè s* addovegne , Che per miei preghi partiti non sono. Se peccato, che sia in lor, non noce; Perchè mie preghiere non son degne , Però vi prego , sende ^ fate alcimo , Che non mova a neun mai mala voce . 1 Composti . 2 Cioè s« ne . ( 5^6 ) ^Vostra piacenza tleii piii di piacere D' altra piacente ,* però mi piacete . E la valenza avete in più valere D'altro valor; però tanto valete. Se conoscenza avete in conoscere , Cile conoscenti cose conoscete , Non è parenza , eh' al vostro parere S' appareggiasse : sì gaia parete . Altera sovra l' altre inalturate * , Lo meo volere vuol ciò che volete; Cosi vostra volenza a se mi traie *. Clera ^ sovra le altre rischiarate , D'uno sprendore sprendente isprendete, Che più risprende che del Sol li raie 4 , I Jnalttrate , inalzate . a Tragge , tra*. 3 Chiara . 4 Rai , raggi. ( 527 ) In prima or m'è novelta * bona giunta, La qual m' appunta intra detto ch'appare , Ch'odo che madr' e figh' ha bona giunta Ch'era disgiunta per catun mal pare. Ella per gioì' fallir sì bona giunta Che non è cunta ^ simile né pare 3, È '1 figlio per pensier Ser Bonagiunta Peggior la punta mortai j ciò mi pare . Posso laudarne '1 vostro gran savere , E '1 bon voler , che 'n ben far non s' allassa , Ned amor ca§sa per parole sparte . Ogni allegrezza facciolvi a savere, E '1 meo poter di voi servir non lassa , Ne mai disquassa per lontana parte. 1 Cioè novella tua Salr. 2 Conta . 3 Eguale . { 5^8 ) .▼ anne , Souetto , in cà » de' LamLertini Aduli douzel di pregio, eh' ha noni' » Simo ^j E non ne domandar ; guarda tra' fini , E puoi '1 conoscer pure al più sobhmo 4 . E siccome s' avven ^ , vuo* che lo 'nchini , E mostrali sottU ciò che ti sprimo ^/ Come non deggia seguir li Dolfiui j Ed egh è saggio intenderà che 7 eo rimo *. E poi li dona questo Son 9 piegato, E di che '1 porga al buon Sammaritano, In quella parte che me' crede vaglia. Ogni servizio bou trovo laudato . Di ciò, che 'ntende , mettomi in sua mano; E se '1 consente , non creder mi svaglia . 1 Casa . 2 Nome . 3 Simone . 4 Sublime . 5 Si eonciene . 6 Esprimo . •j Ciò che , quid Saly. 8 Scrivo in rime . 9 Ctoè Sonetto Salr. ( 529 ) /Amore ha in se 'ncrescenze divisate ' E temperate in grado ne la fanno , Ed agli amanti a temperai ^ son date , Ed allocate meno in ben, ch^n danno* Ond' eo vi prego , che con verilate Vostra bontate mostrimi coni' vanno , Od una almen , qnal ni' è piti scuritale. Per mie pensate ^ che mi irano 4 a 'nganno. La quale ^ Amor comincia prima a dare , Poi eh' ad amare messo ha per piacile , Com' è '1 voler di se ^ , la gente umana ? E non vi sia ispiacenza lo pensare Per me , che stare voglio ad ubidire Vostro piacer, coni'. so, a mente sana. 1 Diverse . 2 Tempo . 3 Pensieri. 4 Traggono . 5 Cioè ffiiale . 6 Cioè suo . Tom. r. U ( 53o ) DI GOINNELLA DEGL' INTERMlNELLI DA LUCCA A BONAGGIUKTA URBICIANI. Lina ragion, qual eo non saccio > chero: Ond' è che ferro per ferro si lima ? È natura di vena o di tempero ^ ? O mollezza di quel che si dicima * ? Cresce e dicresce , corrompe e sta intero Per sua natura, si cora'fue di prima? Parlàra ^ più latin, se non ch'eo spero Che tutto sa chi è dottor di rima 4. Sentenza aspetto , e di ciò mi confido ; Per essa proverò per argomento, Che senno e naturai ragion non falla . D'ogn'arle dell' Alchima mi diffido j Ed uom, che muta parlar per accento, jNfou trae per senno al foco la farfalla. I Tempvrn S''.lv. à Cioè si .urna Salr. 3 Cioè parlerìa Salr. (^ Ci uè poeta Salr. (53i) . DI BONAGGIUNTA URBICIANl A MESSER GONNELLA. Uella ragion , che non savete , vero Di ragion è che 1 mio parere estima , L'uà ferro vince l'altro per aciero % Cioè lo fior del ferro , che si sprima Per foco , fiuch'è bianco ch'era nero, E mettesi dal taglio e dalla cima , E cresce in dello stato primero Sì eh' altro ferro da lui non strima . Sentenza dia l'augel che fece il nido, Quando la gran freddura fi col vento , Cà per lo caldo ciascun ride e balla . Io saccio che di giorno in giorno gridò Lo contrario del nostro piacimento , Se non m' ammollo , tal voler m' avvalla * I Acciaro Salr. 4 Non è che un bisticcio Salr. ( 552 ) DI GONNELLA DEGL' INTERMINELLI A BONAGGIUNTA URBICIANI. 1 eiisavali non fare indivinero Sì com'tu famuli, che voi clie si sprima Per avventura , e non per maestero * Lo tuo riposo e t' auge eh' i! reprima . Poi eh' eo sperava non esser fallerò Tal senno , che si dice che sublima . Chi bene intende , puote di leggero Risposo dar , che per lui si diprima . Ingegno aluta 1' arte , e ciò dicido , Onde natura apprende affinamento . Folle fora chi cher * ragione e falla- Ma assai che chero e sovente mi strido , Ver arte ond' è che non ha apprendimento Asel 3 di monte pelle equo di stalla 4 . 1 Magistero Salv. 3 Chiede Salv. 3 Ascilo , asinelio Salv. 4 Altro bistitcio corno sopra Salr. ( 535 ) DI BONAGGIUNTA URBICIAJNI A GONINELLA DEGL' INTERMINELLl JN aturalmente falla lo penserò , Quando contra ragion lo corpo opprima. Como fa r arte , quaud' è di mistero Vuole iuautir ^ natura si portima . Perchè natura dà ciò , eh' è p rimero , E poi l'arto lo segue e lo dicima. Ma ha più d' arte chi è più ingegnerò , E meno chi più sente dell' Alchima. Onde r Alchima verace non crido , Perchè formata di transmutamento Di si falsi color tra le metalla. Ma s' è ver arte , non s* apprende j fido Che sia peccato contra parimente , Che non è frutto se non è di talla . I Tnnahare dal Provenzale enantir , enautir Salr, ( 554 ) \ DI BONODICO NOTAIO DA LUCCA A GONNELLA DEGL' INTERMINELLL INI Oli so ragion , ma dico per penserò , Però lo ferro per ferro si strinia , Che sua vertuta per artifìcero Per più durezza di quel che dirima . Tolle , perde , muta ^ e sta primero j La sua maniera per atto si sprima. Latino ' , come sento , respondero * Ben sa chiuncju' è ch'accidente stima. In cui è la sentenza mi raffìdo , Che sia prova d' ogni approvamento . Lo ver , sempre verace , non si malia . Per arte molte campane saucido D'altrui non m'assicuro, ne spavento; Per allumar lo parpaglion si calla ^ . 1 Chiaramente Salv. 2 Risiiondtirò . 3 Cioè si cala,- siccome dicon gli Ebrei à eallato il got Salv. i ( 535 ) DI BARTOLOMEO NOTAIO DA LUCCA A BONODICO . V ostro savér provato ni' è mistieri , Poi * mi so' * ili tutta dubitanza ; Di dui amanti molto piacente ri , Ch'amau di fino core un'alta amauza; L'uno ha Laidezza, e mostra volentieri Ciò che gli avven per lei con arditanza t L' altro è dottoso , e hiasma li parlieri Ch' alla sua donna contau lor pesanza : A cui deggia ^ donar suo intendimento 4 La gentil donna , che di ciò è saggia ? Ch' io nond' ho ^ conoscenza in veritate : Però vi prego , chiaro intendimento Per vostra bontà tostamente n'aggia. Scrivendomi di ciò la veritate . 1 Poiché . » Sono Salv. 3 Cioè dehbe Salv. 4 Amore Salv. $ Cioè non ne ho . ( 556 ) DI BONODICO NOTAIO DA LUCCA A BARTOLOMEO rs^OTAIO ijrià non sete di senno sì leggieri, Che v'abbisogni il meo per far certanza: Ma piacque voi ^ di nietterv'iu penseri Di ciò , che dite d' altrui iunamoranza . S' eo vi rispondo cond' * aggio sentieri ^, Ragion 5 eh' è in voi, damende 4 baldanza. Poiché Amor nasce e regna per piaceri, E per altra verlìi non fa mutanza; Amar non può contr' al suo piacimento Donna valente , col fin amor saggia ^. Voi ne savete d ver , che mi negate . Altro non vo' ^ dichiaro, ch'eo non sento. Non richerete 7 in me più ch'eo non n' aggia . S'eo vi discrivo, farlo voi mandate S. I A voi , vi . a Cioè come de , come ne SalT» 3 Sentimento . 4 Cioè dammene Salr. 5 Prova , esperimenta . 6 Cioè a voi , ve . 7 Richiedete SaW. i Comandate Saly. ( ^57 ) DI GONNELLA DEGL' INTERMlNELLI DA LUCCA. 1-ierto non si convene Pregiar donna , se amore Non la vince o mercede . Donqiia coni' si mantene Lo leale amadore , Che vuol servire iu fede? Che, per laudar, menzogna non de' dire. E fora fallire Donna laudare , cui non stringe amanza, 0 per bon ciausimento ^ » o per pietanza . I Scelta Salr. Fine del Tomo I. (559) INDICE DE' POETI Arrigo Testa da Lentiuo , . 178 Bacciarone di Messer Baccone da Pisa I^oi. 4i5. 417. Bandino Padovano 4^^ Bartolomeo, o Meo , o Mino, de'Maconi da Siena . . . , ; , , . . . i65 Bartolomeo di Sant' Angelo 4^ ' Bartolomeo Notaio da Lucca 555 B0NAGGIUNTA Monaco ii4 BoNODico Notaio da Lucca .... 534 556 Bonaggiunta Urbiciakli da Lucca 47 i- 55 1. 555 CiuLLO d' Alcamo. i Enzo Re 168 Fabbruzzo da Perugia 1 55 Farinata degli liberti i56 Federigo Secondo Imperadore 54 FOLCACCHIERO De' FoLCACCHIERI SaUCSC . l5 Francesco d' Assisi ( Santo ) ig Gallo o Galletto Pisano .... 44^ 449- Gerì Giannini Pisano 4^^ 4^0 4^^ Giudice Ubertino . , . . : 452 ( Ho ) Gonnella degl' interminelli da Lucca. 53o 552. 537. GuALPERiTiNO da Goderla :...,... ii5 GuERzo da Montecanti o Montesanti. . 1^5 GuGLiELMOTTO d' Otranto 4^5 Guido delle Colonne 181 Guido Guinicelli 69 Iacopo Notaio da Lenlino 249 Iacopo o Giacomino Pugliesi da Prato 23o 53o. 552. 55'7 Inghilfredi Siciliano i56 Lanzalotto o Lancellotto Siciliano . 164 Lodovico della VerNxVccia 18 Lotto di Ser Dato Pisano Sgo Lunardo del Gualacca 44^ IVPazzeo , o Matteo , o Masseo di Ricco da Messina 52o Mino di Federico 4^^ Natuccio anquino Pisano 4^4 416. 419. 421. Nocco DI Cenni di Frediano da Pisa . 4^^ NoFFO Notaio d' Oltrarno i54 Odo delle Colonne 19? Pannuccio dal Bagno Pisano 555 Piero delle Vigne Capuano 59 Polo 127 PUCCIANDONE MARTELLI da Pisa 4^^ PiAMEju da Palermo ii-> (54< ) Ranieri de' Sammaritani , , laS Rinaldo d'Aquino 210 Ruggieri d' Amici 4.25 Ruggiero NE da Palermo, i ig Saladino da Pavia 4^5 Semprebene da Bologna 4^1 Si: Gui . da Pistoia 4^^ Stefano Protonotario da Messina . . . 202 Tommaso di Sasso da Messina 2o5 ( 545 ) INDICE DELLE RIME A cui prudenza porge alta himera . 4i6 AL cor gentil ripara sempre Amore . 91 Aldendo dire V altero valore 4*4 Air a' re chiaro ho visto pioggia dare . 293 Allegramente eo canto ii5 Altissimo Signore S-y Amando con fin core e con speranza . 49 Amando lungamente 280 A me addovene come allo zitello . . 5i8 Amor che lungiamente rn hai menato . 1 94 Amor da cui move tuttora e ^ene . . 44 Amor di caritate 23 Amore avendo interamente voglia . . 3 20 Amore è un disio che vien dal core . . 3 08 Amore gli occhi di costei mifianno. . . 609 Amore ha in se ^ncrescenze divisate, . 629 Amore in cui disio ed ho fidanza ... 59 Amor fa come il fino uccellatore. . . f^^ Amor m' uccide: perche^ perch'io amo, 3 1 2 Amor mi fa sovente i68 Amor non vuol cK io clami 2.G5 Amorosa doiuia fina 2if) Ancor che P aìgua per lo Joco Lisse. i8^. ( 544 ) Angelica figura e combropata. . . . , 3o6 ^ quei eh' è sommo dicitore altero. . 420 Assai cretti celare 41 Assai mi piacer la 202 Audite forte cosa che ni avvene . . . i36 Avi'egna ched co m' aggio più per tempo. 87 Avvegnaché partenza .5o4 Ben me venuta prima al cor doglienza . 253 Ben mi credeva in tutto esser d amore. 609 Ben mi deggio allegrare 119 Blasmomi dell' Amore aio Certo mipar che far dea buon Signore. 296 Certo non si convene Sd-j Chiar ha in se valore 5^8 Chi conoscesse sì la sua fallanza . . 354 Ch' i core avessi ini potea laudare . . i o5 Chi nel dolore ha bona sofferenza. . 4^7 Chi non avesse mai veduto foco . . . 298 Chi va cherendo guerra e lassa pace . 622 Chi vedesse a Lucia un var cappuzzo . 1 00 Come Asino sape 1 36 Come in Samaria nato for di fe\ . . 126 Come lo giorno quando è al mattino . ^Si Come lo pesce al nasso . • 44^ Come lo Sol lo giorno fa schiarire . 164 Como r argento vivo fugge 'l foco . . 3o5 Con a;ran disio pensando lungamente . 81 Conoscenza penosa e angosciosa. . . [58 ( 545 ) Con sicurtà dirò poi eh' io son vostro. 525 Considerando la vera partenza . ... 35 1 Contra lo meo volere -78 Cotale giuoco non fu inai 'veduto . . 5 1 1 Credeami essere lasso 449 Dal cor mi vene 265 Dal meo voler dir V ombra i4i D' amoroso paese 20-7 Deh che fera pesanza 114 Della mia disianza Q>Q Del dolore tant' è'I soverchio fero . . 4^4 Della fera infertà e angosciosa .... 5qo Della primavera 58 Della ragion che non savete vero . . 55i Dentro dalla nieve esce lo foco . . . 52o De^ uomo alla fortuna con coraggio . . 5i5 Diamante ne smeraldo ne zaffino. . . 002 Di dir già pili Tion celo 568 Di dolor mi conviene cantare 55 Di mia sentenza però fion mi mudo . 429 Di pò 7 consiglio ti dimando aiudo . 428 Di sì alta valenza a signoria 358 Di sì fina ragione 4^5 Distretto core e amoroso 197 Dolce cominciamento 285 Dolendo Amico di gravosa pena ... 585 Dolente lasso già non m! assicuro . . iio Dolorosa doglienza in dir m^ adduce. . 56 1 Tom. J. 35 (546) Donila amorosa 497 Donna di voi mi lamento 240 Donna eo languisco e non so qual spe- ranza 287 Donna il cantar piacente 44^ Donna l amor mi sforza 85 Donna per vostro amore 2 55 Donna vostre bellezze 4^7 Donna vostri sembianti mi mostrare . . 5 1 8 D'un amoroso Joco ii'}. Eo son sì ricco della povertate ... 4^1 Fals' indivini ha tal tempo che in danno . 1 26 Feruto sono e chi è di me ferente . . 5 1 4 Feruto sono isvariatamente ...... 5 1 o Fina consideranza 507 Fino amor mi conforta 47 ^ Fior di beltà e d' ogni cosa bona . . 697 Fra l'altre pene maggior credo sia . 104 Gentil donzella di pregio nomata : . . 106 Oià lungamente Amore 283 Gioia né ben non è senza conforto . 482 Già non sete di senno sì leggeri. . . 556 Gioiosamente canto iqo Greve di gioia 4^S Greve puot' uom piacere a tutta gente . 1 44 Guardando il basalisco velenoso . . . 299 Guiderdone aspetto avire 227 lìi alta donna ho miso mia 'ntendanza . 44^ (547 ) In amoroso pensare 221 Infoco U amor mi mise ig Infra Le gioì' piacenti 487 In prima or ni è novelta bona giunta. 52-7 In quanto la natura 83 In un gioioso stato mi ritrovo 161 In un gravoso affanno 226 Io m' aggio posto in core a Dio servire. 5ig Io vo^ del ver la mia donna lodare . 1 1 1 Isplendiente 2 45 La bella stella che il tempo misura . g6 La ben avventurosa innamoranza . . . 525 La dilettanza eli ho del mio disire. . 164 Lo dolce ciera piacente 247 La dolorosa e mia grave doglicnza . 348 La dolorosa noia 356 Ladro mi sembra ^more poi che fese. 128 La gran nobilitate i32 La gran sovrabbondanza 571 La innamoranza disiosa 274 Lamenlomi di mia disavventura. ... 107 La mia amorosa mente 5 00 Lm mia gran pena e lo gravoso affanno . 192 La mia vita è sì forte dura e fera . . 181 L'amoroso vedere * . . . 2o5 L^asso di far piti verso 389 Lasso sovente senC e' che natura. . . 385 Lasso taupino in che punto crudele . 374 ( 54* ) Leal Gidttone nome non verteri . . . 45o Li vostri occhi che m'hanno divisi. . 624 Lo badalisco allo specchio lucente. . 290 Lo buon pregio e lo nomo 4^8 Lo core innamorato 525 Lo fermo intendimento eli eo aggio . 4^^» Lo fin pregio avanzato 69 Lo giglio quando è colto tosto è passo. 5i4 Lo gran valore e lo pregio amoroso. 53 1 Lontano amore mi manda so spire . . 238 Lo viso e son diviso dallo viso . . . 292 Lo viso mi fa andare allegramente . 291 Lo vostro bel saluto e gentil guardo . 1 08 Madonna dello mio innamoramento . 327 Madonna dimostrare 75 Madonna dir vi voglio 249 Madonna ha in se vertute con valore. . 3o4 Madonna il fine amore cK eo vi porto 7 i Madonna mia a voi mando 255 Madonna voi isguardando sentii amore 462 Madonna vostr altero piacimento ... 335 Magna ferendo me tuba in or egli . . 4^2 Magna niedela a grave e perigliosa. 394 Maravigliosamente 267 Memorando ciò che Amore 260 Meo fero stato nato è sì forte ....418 Messer lo nostro amore . 4^5 Molti amadori la lor malattia. . . . . 3i6 ( 549 ) Molto si fa biasmare 494 Morte perchè m'hai fatto sì gran guerra 2 do Movo di basso e voglio alto montare 52 5 Naturalmente falla lo penserò .... 555 Nel tempo avverso uom deprender conforto 5i7 Non pensai che distretto i65 Non si cangi la fina benvoglienza . . 1 3o Non so ragion ma dico per penserò. 554 Non spero che giammai per mia salute i55 Nova me volontà nel cor creata . . 4^^^ Novellamente Amore 4?^ O caro padre meo di vostra laude . loi Ogni uomo eli ama de' amar su onore 5o5 Oi lassa innamorata . . . 199 Oi lasso non pensai 1 2 r O padre meo pognam che mi cacciassi 1 1 5 Oramai lo ìueo core 4?^ Oramai quando flore 225 Or come puote sì gran donna entrare 5oi Orfuss'eo il gran Tartaro o Soldano . i25 O salve santa Ostia sacrata 4^^ Pensavati non fare indivinero . . . . 552 Peggiore slimo che morso di capra . 588 Per gli occhimiei una donna ed amore. 5oa Per forza di piacer loìitana cosa. . . 4^^ Per la fera memhranza 64 Però die Amore non si può vedere. 55 ♦ (55o ) Per soffrenza si 'vincv gran vittoria . 2q5 Poiché mia voglia varca .,.-... 565 Poiché tanto in ver me umiliate ... 1 3 r Poiché ti piace Amore 54 Poi cantra voglia dir pena convene. 545 Poi la noiosa erranza m! ha sorpriso 1 4^ Poi le piace che avanzi suo valore . 2i4 Poi non mi vai mercè né ben servire i85 Poi S0710 stato convitato a corte. . . 4^9 Poi tanta canoscenza 4? Prega chi dorme eh' oramai si svegli 38 7 Pure a pensar mi par gran maraviglia 102 Qual uomo è in sulla rota di ventura 5i5 Quando Roma non era in tanto caro i8> Quando valore e senno d'uom si mostra 58^ Quando veggio la rivera 477 Quando veggio rinverdire 245 Quand^ uomo ha un hono amico le)ale 50-7 Quant' aggio ingegno e forza in veritade 58 1 Rappresentando a. canoscenza vostra 586 Rosa fresca aulentissima . i Saver die sente un picciolo fantino . 52 i Se alcun volesse la cagion savere . 124 Se hlasmo fosse onore i59 Se doloroso a voler movo dire . . . 1^12, Sei anni ho travagliato 329 Se 7 nome deve seguitar lo fatto . . . . 4^^ Se'l suhbietto preclaro 0 Cittadini . 18 (55, ) S' eo sono innamorato e duro pene . 440 5" eo tros'asse pietanza i '7 1 Se quei che regna in signorìa e impgra 584 Sì alta amanza ha presa lo meo core 394 Sì altamente hene^ 49^ Sì alto intendimento 148 Sì come il sol che manda, la sua spera 3 1 5 Sì corno il balenato foco acciso ... 12-7 Sì conio 'l parpaglion ch'ha tal natura 297 Sì corno quel che porta la lumera . 129 Sì dilettosa gioia 541 Sì forte m'ha costretto 4<^7 Signori udite strano malefizio . , . . ; 5 1 5 Signor senza pietanza uditho dire. . 4^7 Similemente onor come piacere. . . . 479 Similemente gente criatura 4^^ S io doglio non è mera^nglìa 278 S^i son io angoscioso e pien di doglia, io 5 Solvente ^^more nggio visto maìiti . . 4^5 Sperando lungamente in accresce n za 4^4 Tal è la fiamma e il foco 5o2 Tanto di fino amore son gaudente . . 4^3 Tanto saggio e bon poi me somegli . 4^5 Tanto sono temente e "vergognoso ..317 Tempo vien di salire e di scendere . 177 Tegno di folle impresa allo ver dire. 93 Troppo son dimorato 276 Tua scritta intesi bene e lo tinore . i^i'j ( 552 ) Tutto lo mondo si viantien per fiore. Sia Tutto lo mondo 'vive senza guerra . iS Tuttora aggio di \^oi rimembranza . . 4^0 Tuttora la dolce speranza 235 Vanne Sonetto in Cà de* Lambertini . 528 Vedete 5' è pietoso 160 Vedut^ ho la lucente stella diana. . . 109 Venuto m è in talento 216 Verace è il ditta che chi ha misura. 421 Una ragion qual co non saccio chero . 55o Un giorno avventuroso i5o Uno disio d' amore sovente i5i Uno possente sguardo 5 1 Voi cK avete mutata la mainerà . . . 5 1.3 Volendo dimostrare i58 Uomo che saggio nello cominciare . 5i6 Uomo eh' è saggio non corre leggiero. 1 1 2 Uomo non prese ancor sì saggiamente. 1 55 Vostra orgogliosa cera 118 Vostra piacenza tien più, di piacere . . 526 JVostro saver provato m' è mistieri. . 535 I :rrata CORRIGE i'aff. 8 Un. 6 zittello zitello 4-7 1 1 solò sarò 55 .T ehe che 78 3 E'I El ivi ai Cà cir« 309 4 D.gli Dà-li 344 3 couscrTO conserT» 375 a 3 Che di Chcd i 445 12 treparte 5 traparte 5 454 a6 ohe ehe 486 i4 arriculo arriccut» 5.8 3 Clio che NELLE NOTE Pag. Ili liu, 3 Priviere Rivierg 289 3 nreca greca 32 1 5 tormente tormentato 368 4 Davento sofìa Dà vento, soffiti 4i5 5 trasgredietur trans gredilur 476 I Or* Ove ò\ -A p^^ .M. ]L^\ 4 .^e^ i;/i/i/t^, «^fe.",....'Vrr %^ ' 0t «... ^. fvfiii r DO S •H o -H Ol O > O Q) li 'Xì, a>: o Oh u o A 4» Unìrersity of ToroDto Library DO NOT REMOVE THE CARD FROM THIS POCKET Acme Library Card Pocket Under Pat. "Ref. Index FUe" Made by LIBRARY BUREAU v/S' ^6 ^^-